Facebook semplifica le impostazioni di privacy
Zuckerberg ha appena annunciato che sta iniziando il roll out di nuove modifiche che renderanno più semplici e chiare le impostazioni di privacy. – viene semplificato il controllo sugli status update. Si potrà scegliere tra: tutti, amici, amici degli amici o un particolare contatto (in pratica viene tolta l’opzione “amici e network”). Tale impostazione viene applicata anche ai futuri prodotti che verranno lanciati. – viene ridotto il numero di informazioni di base visibili a chiunque e si introduce la possibilità di decidere a chi mostrare…
Lo stato di LinkedIn in Italia e nel mondo
Update: statistiche aggiornate di LinkedIn 2011 LinkedIn, il più famoso social network professionale fu lanciato esattamente 7 anni fa. Ho provato ad approfondire il suo reale impatto estrapolando i dati disponibili e inserendoli in questa infografica. LinkedIn ha quasi 69 milioni di utenti sparsi in 200 nazioni. U.S.A., India e U.K sono quelle col maggior numero di membri. L’Olanda mostra il maggiore tasso di adozione al di fuori degli Stati Uniti. Gli uomini (61%) superano di gran lunga le donne e il 51% degli utenti…
Proteggere la privacy su Facebook
Facebook è il social network che più di ogni altro permette un controllo granulare della privacy attraverso il suo pannello di controllo. Ma questa granularità può rivelarsi un labirinto per l’utente inesperto. Per questo motivo ReclaimPrivacy.org ha creato un bookmarklet (un piccolo programma in javascript eseguibile dal browser) che controlla il livello di privacy impostato ed esegue in automatico le modifiche del caso. Vi basterà cliccare col tasto destro il link “
Mappare gli stakeholder della rete e il caso Nestlè
Vi segnalo un interessante numero monografico del magazine Ferpi dedicato agli stakeholder con un’intervista a Freeman, papà della teoria degli stakeholder, e con due miei contributi: uno sulla necessità di considerare e mappare anche gli stakeholder della rete e l’altro sulla crisi Nestlè. Magazine Ferpi – Perchè bisogna mappare gli stakeholder del web
Lo stato di internet come sistema operativo
Tim O’Reilly in due fondamentali post ha condiviso la sua visione dello stato della rete. La sua tesi è che internet non possa essere considerata una mera piattaforma, ma stia diventando un vero e proprio sistema operativo, che gestisce le richieste in entrata dai più svariati device e restituisce un risultato sulla base di elaborazioni di dati che avvengono in remoto (“in the cloud”) da parte di sottosistemi funzionali (archivio, localizzazione, identità, ricerca, comunicazione, ecc…). Premesso che al momento solo Google, Amazon e Microsoft hanno…



