Intervista su La Repubblica: anche Facebook invecchia
Posted by vincos on luglio 12, 2011 · Leave a Comment
La mia scoperta sulla (ri)composizione della popolazione di iscritti a Facebook in Italia ha catturato l’attenzione de La Repubblica, che ieri (lunedì 11 luglio) ha approfondito la faccenda con due pezzi equilibrati di Vera Schiavazzi e Michele Serra.
Per me, inutile nasconderlo, una bella soddisfazione soprattutto perchè a leggere Serra (in basso uno stralcio) si nota il segnale di una mutazione nel modo di raccontare la rete che fa ben sperare, come giustamente sottolinea Giovanni Boccia Artieri.
Ogni commento o illazione su quanto avviene in Rete lascia il tempo che trova […] Recenti esperienze sconsigliano di emettere giudizi, o anche solo di azzardare ipotesi. Come si è molto detto e molto scritto nelle ultime settimane, Internet e i social-network hanno avuto, nel mutamento profondo del clima politico-culturale del Paese, un ruolo determinante. E se nel diciottenne chiuso nella sua cameretta e perennemente assorbito dal suo computer si poteva sospettare l’asociale o l’autistico, si è poi scoperto che era lecito sospettare al contrario, l’agitatore sociale o l’organizzatore politico.
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Facebook in Italia: per la prima volta i teenager superati dai 36-45enni
Posted by vincos on luglio 9, 2011 · 2 Comments
L’ultima rilevazione dell’Osservatorio Facebook mette in risalto un dato molto interessante che non riguarda la crescita degli iscritti, ormai a 19.800.000. Per la prima volta in Italia i giovani con età compresa tra 13 (in realtà sappiamo che s’iscrivono anche i più piccoli) e 18 anni (oltre 3.500.000) iscritti al social network più popoloso, sono stati superati da coloro che hanno un’età compresa tra i 36 ed i 45 anni (oltre 3.700.000).
Guardando il grafico dall’alto verso il basso si può notare come cambia nel tempo la composizione delle varie fasce d’età, mentre osservandolo orizzontalmente si può avere un’idea della suddivisione degli iscritti per ogni periodo.
In reltà non è una novità assoluta: se si torna ai primi mesi di Facebook in Italia si nota come non siano stati i teenager a scoprirlo.
Questa tendenza alla ricomposizione della popolazione di Facebook, in atto anche negli altri paesi occidentali, è la conferma dell’ingresso della cosiddetta late majority o cyberborghesia nel grande giardino recintato che cambierà la percezione delle nostre possibilità e forse anche dei nostri doveri nei confronti degli altri.
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Facebook annuncia la video chat
Posted by vincos on luglio 6, 2011 · 3 Comments
Il gigante dei social network ha appena annunciato un potenziamento del suo attuale sistema di messaggistica. Grazie all’accordo privilegiato con Microsoft, Facebook porta il video all’interno della sua chat, sfruttando la tecnologia Skype (acquisita da Microsoft nel maggio scorso).
Il potenziale di questo nuovo servizio (che si puà testare qui e sarà gradualmente disponibile per tutti) è molto ampio perchè punta ad unire i 750 milioni di utenti di Facebook con i 170 milioni di Skype (nella versione 5.5 di Skype per Windows si possono chiamare i contatti Facebook, ma non viceversa).
La semplicità il suo punto di forza visto che, all’atto della prima chiamata, viene automaticamente scaricato e istallato un plugin di 29k, che attiva il servizio. La qualità audio e video è molto buona, anche se si è connessi con una semplice chiavetta usb.
L’annuncio è di un certo rilievo soprattutto dopo l’assaggio che abbiamo avuto di Google+, il nuovo social network di Brin & Page, che tra i tuoi punti distintivi ha “Hangout” un sistema di videoconferenza di gruppo (che ha il vantaggio di supportare fino a 10 utenti contemporaneamente).
Altri miglioramenti della chat:
- multi-chat ossia la possibilità di effetture una conversazione di gruppo, semplicemente scegliendo gli amici da invitare
- design che si adatta alla grandezza della pagina del browser
- una sidebar che evidenzia le persone con le quali l’utente parla più di frequente, in modo che da rendere più facile iniziare una conversazione.
Il tentatativo mi sembra sia quello di rendere la videochiamata un servizio di massa per poi arricchirlo con altre funzionalità: le videoconferenze di gruppo, anche in mobilità, e le chiamate a pagamento introdotte da Skype.
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La mappa sul Corriere della Sera
Posted by vincos on luglio 4, 2011 · 3 Comments
Federico Cella dopo aver parlato della mia mappa sul Corriere.it l’ha usata per corredare un suo pezzo sul Corsera di giovedì 30 giugno.
Curiosità: il quotidiano riporta, è la prima volta che lo vedo, anche la licenza Creative Commons da me scelte per l’utilizzo della mappa, che però ne impedirebbe un utilizzo per fini commerciali
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Google+ prime impressioni e inviti
Posted by vincos on giugno 30, 2011 · 122 Comments
Apro questo post con l’obiettivo di raccogliere le mie e le vostre prime impressioni su Google Plus in questa fase di “field test” ristretta a pochi (se volete un invito lasciatemi la vostra gmail nei commenti e magari aggiungetemi ai vostri circles).
Dopo aver compilato la classica anagrafica, la prima cosa da fare è iniziare a costruire il proprio network attraverso la pagina “Circles” con un semplice drag & drop. In questo modo si potrà decidere, di volta in volta, con quale cerchia di contatti condividere un certo post (tra le opzioni di condivisione anche l’opzione Extended Circles che abilità una visibilità di secondo grado, verso amici di amici). La condivisione selettiva per persone (non liste) è disponibile anche in Facebook, ma di fatto, essendo stata introdotta dopo 6 anni, non è utilizzata da nessuno.
Privacy: bisogna tener presente che rendendo visibile un contenuto soltanto ad un gruppo di amici, non si è al riparo dalla possibilità che uno di questi, utilizzando il tasto “share” senza individuare una cerchia specifica di ricondivisione, lo renda inconsapevolmente pubblico.
E’ possibile prevenire il resharing cliccando la freccia in alto a destra del post (però dopo averlo pubblicato) e scegliendo “Disable reshare”.
Update: ho notato un altro problema ossia se faccio un post e ne limito la visibilità ad una cerchia, le persone cui è destinato il post possono vedere, cliccando su limited (in italiano “con restrizioni”), tutte i nomi degli altri. Potrebbe essere un problema, in quanto l’utente ha la convinzione che la composizione delle proprie cerchie rimanga sconosciuta agli altri utenti, mentre in questo caso i destinatari di un messaggio sono – di fatto – visibili come nel caso di una email con tanti destinatari indicati nel campo “A” o “Cc”.
Per una panoramica sui problemi di privacy vi invito a leggere Ernesto Belisario
Si può ipotizzare che il design iniziale di Google+ porti ad un utilizzo più oculato dello sharing tra piccoli gruppi. Ma è davvero questo che la massa vuole o si accontenta della distinzione duale pubblico/privato che gli altri social network propongono ?
L’interfaccia è chiaramente mutuata da quella di Facebook, ma con un design più minimale e pulito, che fa spiccare i contenuti condivisi, che hanno anche dimensioni maggiori di quelle consentite dall’antagonista.
Lo Stream principale mostra in tempo reale il fluire di tutti i post dei propri contatti. Ma è possibile filtrare il flusso per Circles specifici. Selezionando il filtro “Incoming” è possibile vedere i post delle persone che vi seguono senza essere contraccambiate (ossia inserite in una cerchia).
Da un punto di vista funzional-strutturale G+ non è un social network simmetrico come Facebook, ma neanche completamente asimmetrico come Twitter in quanto dà all’utente Tizio la possibilità di seguire le attività pubbliche di Caio, senza che sia necessario un gesto di reciprocità, ma allo stesso tempo Caio ha la possibilità di vedere gli aggiornamenti di Tizio cliccando su “Incoming”.
Ogni post permette di essere editato nel tempo, commentato e preferito con il pulsante “+1″. I commenti possono essere solo “+1″.
Per taggare le persone in un post bisogna usare la sintassi “+nome” e non “@nome” come in Facebook/Twitter
Il pulsante “+1″ presente su siti esterni non attiva la funzione di sharing di contenuti all’interno di G+ (un peccato, anche se probabilmente in futuro sarà così)
La barra nera che accompagna la navigazione tra tutte le properties di Google contiene un sistema di Notifiche molto interessante ed engaging (in alto a destra). Dal suo menu a tendina, dopo aver ricevuto una notifica, è possibile rispondere, attivando una vera e propria chat alternativa a quella ufficiale.
Sparks è una sorta di motore di ricerca basato su argomenti (predefiniti) che restituisce dei risultati probabilmente provenienti da un set di fonti preimpostato. Al momento non mi sembra che raccolga molte notizie fresche. L’ideale sarebbe stata un’integrazione con i feed di Google Reader. Inoltre, siccome ogni risultato è condivisibile nel proprio stream, sarebbe stata utile una funzione di preview laterale, senza dover abbandonare la pagina.
Mobile: usato da dispositivo mobile Google Plus dà il suo meglio con le funzioni di Instant Upload delle foto e Huddle che permette di scambiare messaggi con gruppi di amici (tipo Beluga che vedremo prossimamente integrato con Facebook). I log di conversazione non sono visibili da desktop.
Inoltre è presente la voce Nearby che mostra solo gli status update dei contatti vicini geograficamente.
La ricerca delle persone è basata sul database dei Google Profiles. Quella degli argomenti trattati all’interno del social network è, al momento, stranamente impossibile. Probabilmente si è voluto privilegiare il flusso continuo rispetto all’archivio.
Potenzialmente Google+ può costituire una forte minaccia per diversi servizi web, ma soprattutto per Twitter e Foursquare, vista la sua vocazione mobile. Nel frattempo penso che inizierà a sostituire Friendfeed quale “baretto” degli early adopter.
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Ecco Google+ l’anti-Facebook
Posted by vincos on giugno 28, 2011 · 6 Comments
Finalmente dopo mesi di indiscrezioni il gigante di Mountain View ha iniziato a rendere disponibile, ad un gruppo ancora ristretto di utenti, il suo anti-Facebook. Google+, già dal nome, ambisce ad essere non un semplice social network, ma il primo tassello della nuova strategia di Big G sul web. Una strategia che fa sempre leva sul motore di ricerca, ma cercando di unificare tutti i servizi di Google in un unico luogo.
Accedendo a Google+ ci si trova di fronte ad un campo per inserire il proprio “status update” e ad un real time Stream di contenuti condivisi dai nostri contatti simile a quello degli altri social network
La particolarità è che l’utente può organizzare questi contatti (presi inizialmente da GMail e Contacts) semplicemente trascinandoli in Circles (Cerchie di amici legati da una stessa passione, colleghi di lavoro, ecc…)
A questo punto, essendo loggati col proprio account Google, ai potranno condividere news, foto, video, trovati durante la navigazione, utilizzando la toolbar nera (Sandbox) che campeggia nella parte alta dello schermo (già visibile in tutte le property di Google).
Funzione importante di Google+ è “Sparks” (Spunti) una sorta di motore di ricerca speciale o “sharing engine” che permette di inserire un tema d’interesse e ottenere post, video, foto, libri, correlati che si possono conservare in una lista tematica. L’area “Featured interests” permetterà, inoltre, di curiosare tra gli interessi altrui.
Attorno a questi temi si possono intavolare delle conversazioni con specifici Circles sfruttando “Huddle“, un’applicazione di messaggistica di gruppo istantanea funzionante da iPhone, Android e attraverso SMS.
Tali discussioni potranno anche essere trasformate in video chat grazie a “Hangouts” (Videoritrovi). La particolarità è che chiunque faccia parte del circolo in cui si è iniziata una chat verrà avvertito e invitato a partecipare. Il sistema pare sia in grado di stabilire chi parla in quel momento in modo da renderlo visibile automaticamente agli altri partecipanti/ascoltatori.
Google+ è già stato pensato per essere fruito facilmente da dispositivi mobili (inizialmente attraverso un app disponibile solo per Android o attraverso browser). Facendolo si potrà sfruttare la funzione di check-in e di auto caricamento delle foto e dei video. Queste saranno istantaneamente disponibili su desktop, ma rese pubbliche solo quando lo si decide.
Al momento mi sembra manchi un’integrazione con i servizi web più usati, in primis Twitter e Tumblr, per cercare di rendere il servizio più attraente e, allo stesso tempo, potenziare Plus con i social graph che questi servizi hanno costruito singolarmente.
E’ presto per dire se sarà un successo, ma sicuramente ha tutti gli elementi per essere una spina nel fianco di Zuckerberg.
[Prime impressioni e Inviti]
[Su Wired Stephen Levy racconta i retroscena della nascita di Google+]
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