Cresce l’uso dei multischermi – intervista a La Repubblica

intervista la repubblica vincenzo cosenza

Su La Repubblica di oggi una mia intervista a commento di un pezzo sulla nuova abitudine di utilizzare due monitor per lavoro o svago. Mi sono limitato a fare qualche considerazione di buon senso: avere più schermi non implica necessariamente una perdita di concentrazione. Chi li usa per lavoro spesso divide le attività logicamente differenti o conseguenti su monitor differenti, per semplice comodità (il coding dal testing, il modelling dal rendering, la scrittura di documento dalla consultazione delle fonti e così via).
Prima di rispondere ho chiesto ai miei contatti di Twitter e Facebook di condividere la propria esperienza di utilizzo di più monitor. Ho raccolto tutto in questo piccolo Storify che fa emergere opinioni variegate. Grazie.

Lo stato di LinkedIn: 150 milioni di iscritti, 3 milioni in Italia

linkedin nel mondo 2012

A quasi un anno dal debutto in borsa LinkedIn ha annunciato importanti traguardi, superando le attese degli analisti.
Negli ultimi tre mesi del 2011 il suo fatturato è stato di 167,7 milioni di dollari (+105% rispetto all’anno precedente). L’utile netto, nello stesso periodo, si è attestato sui 6,9 milioni di dollari (contro i 5,3 dell’anno scorso).

Gli introiti arrivano per il 50% dalle cosiddette hiring solution, per il 30% dalle marketing solution e per il 20% dagli abbonamenti premium. La prima tipologia di soluzioni racchiude servizi di consulenza (in particolare LinkedIn Corporate Solutions) e pubblicità (LinkedIn Jobs) che aiutano le aziende a individuare i migliori candidati da assumere; la seconda è pensata per offrire ai marketer nuove occasioni per entrare in contatto con partner e consumatori (attraverso advertising, anche fai da te, sondaggi di opinione, emailing mirato, test di campagne su gruppi selezionati, ecc…).

La più grande rete sociale professionale ha anche dichiarato di aver superato i 150 milioni di membri (erano 100 milioni nel marzo 2011), 60% dei quali fuori dagli Stati Uniti.
Il 60% degli iscritti risiede fuori dagli Stati Uniti. U.S.A., India, U.K e Brasile sono i paesi col maggior numero di iscritti. Gli utenti europei sono oltre 33 milioni e le nazioni che mostrano un maggiore interesse sono i Paesi Bassi, la Francia, l’Italia, la Spagna.
Gli uomini (58%) superano di gran lunga le donne. La fascia d’età con più membri è quella dei 25-34enni, seguita dai 35-54enni.
I settori con più iscritti risultano essere l’hi-tech (14%), la finanza (12%) e la manifattura (10%). Le funzioni maggiormente presente sono quelle legati all’imprenditoria (12%), vendita (11%), operations (9%).

In Italia si calcolano 3.026.074 di iscritti, in crescita di oltre un milione di unità anno su anno. Anche nel nostro paese si rileva una prevalenza di uomini (54%). Le età più rappresentate sono quelle della fascia 25-34 (40%) e 35-54 (39%). I 18-24enni sono il 15% e gli ultra 55enni solo il 6%.
Nel nostro paese i settori con più addetti sono l’hi tech e la manifattura, entrambi con un peso del 14%. A seguire finanza, corporate e beni di consumo (9%).

Siamo un popolo di imprenditori (12%), venditori (12%) e ingegneri (8%). Ben rappresentati anche i ruoli legati all’information technology (7%) e all’insegnamento (7%).

state of linkedin in the world 2012

La mappa dei social network in versione The Economist

mappa economist

Già lo scorso anno il prestigioso The Economist aveva utilizzato la mia mappa mondiale dei social network per parlare di network e democrazia. Stavolta l’occasione è l’IPO di Facebook a cui il giornale inglese dedica la storia di copertina. La mappa è stata leggermente modificata per evidenziare le nuove conquiste della creatura di Zuckerberg.

mappa economist

Facebook va in borsa: i numeri attuali e i rischi futuri

facebook IPO riassunto

Nella tarda serata di ieri Facebook ha depositato alla SEC il documento S-1 col quale chiede la possibilità di accedere al mercato dei capitali. Si tratta di un documento obbligatorio atto a rendere trasparente la situazione finanziaria e le prospettive aziendali ai possibili investitori. L’obiettivo è raccogliere 5 miliardi di dollari.
Ecco alcune informazioni interessanti:

- sono 845 milioni gli utenti attivi durante il mese di dicembre 2011. Di questi 483 milioni entrano tutti i giorni. Si collegano da dispositivo mobile 425 milioni di persone ogni mese. Per ammissione di Facebook si tratta di stime ragionevoli, che potrebbero contenere una quota minima di falsi account o duplicati.

crescita facebook

- 2,7 miliardi di like e commenti ogni giorno e 250 milioni di foto caricate quotidianamente (dato relativo agli ultimi tre mesi del 2011);

- l’azienda ha incassato 3,7 miliardi di dollari nel 2011. L’utile netto è stato di 1 miliardo. Gli introiti derivano per il 56% dagli Stati Uniti. Seguono l’Europa, Canada e Australia;

- La pubblicità rappresenta l’85% delle entrate (3 miliardi e 154 mila dollari). Il resto, circa 500 milioni, proviene dalle commissioni sulle transazioni che avvengono sulla sua piattaforma (i giochi o le app che permetto l’acquisto dei “crediti” e dei beni virtuali);

- Tra le incertezze future segnalate c’è quella di non aver ancora messo a punto una strategia per monetizzare l’utilizzo del social network da dispositivi mobili. Connesso è il rischio concreto che gli sviluppatori delle piattaforme mobili (Google e Apple) possano decidere di privilegiare l’accesso a specifici prodotti (Google+ e Twitter ?) a detrimento di Facebook.

facebook IPO riassunto

Nazioni cinguettanti

le nazioni che usano twitter

Uno studio di Semiocast prova a far luce sulle nazioni che usano di più Twitter attraverso l’analisi di 383 milioni di profili (paese dichiarato, lingua dei tweet, coordinate GPS).
In vetta gli Stati Uniti con 107,7 milioni di account, seguiti dal Brasile con 33,3 milioni e dal Giappone 29,9 milioni. L’Italia non compare nella classifica delle prime venti.
Update: l’azienda mi ha detto che gli italiani iscritti risultano essere 4,1 milioni (22° posto), mentre a gennaio 2011 erano 1,7 milioni. Tra settembre e novembre il 48% (1,97 milioni) si sarebbe connesso, ma solo il 25% (1,03 milioni) avrebbe postato almeno un tweet.

le nazioni che usano twitter

Dalla classifica delle popolazioni più attive emerge che il 33% degli olandesi ha postato almeno un messaggio pubblico tra settembre e novembre 2011. Seguono il Giappone (30%) e la Spagna (29%). La media globale è del 27%, alquanto bassa direi.

nazioni più attive su twitter

I gruppi della comunicazione in Italia (infografica)

I Gruppi della Comunicazione in Italia

Qual è la galassia dei gruppi e delle società di comunicazione in Italia? Ce lo spiega una bella e chiara infografica, in anteprima per questo blog, che mostra le dimensioni e le relazioni delle tante agenzie presenti sul suolo patrio e che ricadono sotto il controllo di quattro holding internazionali: WPP, Publicis, Omnicom, Interpublic.

Il gruppo WPP (cui appartiene anche Digital PR, per la quale lavoro) controlla quasi la metà di tutte le società presenti nel grafico.
I dati si riferiscono all’esercizio 2010, l’ultimo per il quale siano disponibili i dati di bilancio pubblici. La dimensione dei cerchi è proporzionale al fatturato e i colori rappresentano le differenti attività svolte.

I Gruppi della Comunicazione in Italia

Il lavoro è il primo della neonata “The Visual Agency” di Paolo Guadagni.
I dati sono fruibili anche attraverso un’applicazione interattiva.
Chi volesse ricevere la stampa in formato 70cm*100cm può farne richiesta a info@thevisualagency.com.

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