Facebook annuncia il nuovo motore di ricerca
Zuckerberg ha appena annunciato di aver realizzato un nuovo, quindi si spera funzionante, motore di ricerca. Lo ha chiamato Graph Search perché funziona diversamente dal Keyword Search cui ci ha abituati Google.
In definitiva serve a far emergere gli oggetti (status, foto, video, luoghi, eventi, giochi, ecc…) condivisi dai propri amici o pubblicamente da tutti gli iscritti, in base ad un database di connessioni tra questi elementi.
Al momento compre queste le aree di ricerca:
- Persone: con possibilità di ricerche tipo “amici che vivono nella mia città †o “persone che sono state a Disneylandâ€
- Foto: per ottenere “le foto dei miei amici prima del 2001†o “foto scattate a Roma”
- Luoghi: “ristoranti a New York che amano i miei amici americaniâ€
- Interessi: “musica o film che piacciono ai miei amici” o “libri letti dai CEO”
Per tutte le altre richieste viene interrogato Bing, del partner Microsoft.
Unica mancanza di rilievo, che dicono di colmare al più presto, è la possibilità di cercare dentro il testo dei post in maniera efficace.
Il motore è ancora in beta e per la lingua inglese, ma si può richiedere il test all’indirizzo https://www.facebook.com/about/graphsearch. Vedremo se sarà in grado di competere con Big G che sta ibridando sempre più il suo progetto iniziale con elementi di Knowledge Graph.
Update: la prova video di The Verge e il dietro le quinte di Wired.
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Social TV: le trasmissioni più seguite in rete
Posted by vincos on gennaio 14, 2013 · Leave a Comment
Nei primi mesi di questa stagione televisiva si è avuta la chiara conferma dell’esistenza di un pubblico attivo che fa esperienza della tv in connessione con gli altri, attraverso la rete.
L’analisi di Blogmeter ha evidenziato che fino alla fine del 2012 gli spettacoli unici più commentati sono stati: il duello Bersani-Renzi su Rai Uno, il confronto tra i candidati alle primarie ospitato da Sky e “La più bella del mondo” di Benigni.
Tra le trasmissioni continuative, invece, le discusse online degli ultimi mesi del 2012 (non abbiamo considerato le fiction e le serie tv) sono state X Factor con 630.391 menzioni solo su Twitter, Servizio Pubblico con oltre 240.000 citazioni su Twitter (di cui 33.447 dirette all’account) e Report che ha generato oltre 70.000 tweet (di cui 18.485 indirizzate all’account ufficiale).
Indagando le performance degli show che hanno una pagina Facebook si nota che è quello della Gabanelli ad aver accumulato il maggiore capitale sociale nel corso degli anni, seguito da Che Tempo che Fa e Servizio Pubblico. In termini di engagement, però, le posizioni si invertono ed è la creatura di Santoro a stimolare più like, commenti, condivisioni, post spontanei. Al quarto posto spunta La prova del cuoco, in grado di generare quasi 230.000 reazioni (in media 298 a post) grazie a foto di backstage e ricette.
Su Twitter, più di Report, vengono espressamente citati gli account de L’Ultima Parola di Paragone e di Agorà di Vianello, due trasmissioni che sopperiscono alla collocazione oraria, attraverso un lavoro di coinvolgimento costante della community, che dà i suoi frutti. Discorso similare per i risultati di TV Talk di Massimo Bernardini. Tra i reality Masterchef Italia ha raggiunto un ragguardevole numero di follower, ma non compare tra i primi dieci per menzioni, dove invece è presente Pechino Express.
L’articolo completo su CheFuturo!
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Servizio Pubblico: record anche su Twitter, ma a che prezzo?
Posted by vincos on gennaio 11, 2013 · 2 Comments
Lo show messo in piedi da Santoro non ha soltanto centrato l’obiettivo Auditel (una stima di 8.670.000 di spettatori e uno share del 33,58%), ma è stato anche il più commentato di sempre sui social network. In particolare la “visione connessa” attraverso Twitter ha fatto registrare dei numeri record: sono stati 204.636 i cinguetti lanciati, con un picco di 1.885 tweet al minuto.
Il record precedente apparteneva al confronto tra Bersani e Renzi, a cura del TG1, che aveva prodotto 131.847 tweet provenienti da 25.074 utenti. Ieri anche la platea dei commentatori è stata più ampia, tanto da raggiungere 48.469 persone attive.
Nessuna sorpresa per quanto riguarda i termini più utilizzati che hanno rispecchiato i protagonisti della trasmissione: “Berlusconi” (usato 62.766 volte), “Santoro” (40.559 volte) e “Travaglio” (36.495).
Le discussioni, aggregate principalmente attorno all’hashtag #serviziopubblico, usato 118.397 volte, sono state caratterizzate da un mood negativo (68% secondo l’analisi semantica condotta da Blogmeter) e da una prevalenza di contenuti non prettamente politici. Molte le critiche alla gestione della trasmissione e le battute di spirito a commento: la più rilanciata è stata quella della Guzzanti “#ServizioPubblico non mi avete convinta. Non voterò Berlusconi“.
Insomma il “circo Barnum” in televisione è stato seguito specularmente anche dalle audience connesse in rete, con un tifo da stadio, speculare allo spettacolo messo in scena, ma l’indice di gradimento non è stato dei migliori. Si spera che le prossime trasmissioni politiche sappiano bilanciare meglio contenuti e ritmo. Anche il dibattito in rete ne gioverebbe, come dimostrato dai confronti tv delle primarie.
Ne ho parlato stamattina a Melog (Radio24) con Gianluca Nicoletti e Alessandro Lanni di Reset (podcast), e nel pomeriggio con Pietro Salvatori di Huffington Post che ha cercato di capire anche l’impatto sul voto della trasmissione di ieri.
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LinkedIn: 200 milioni di iscritti, 4 milioni in Italia
Posted by vincos on gennaio 9, 2013 · Leave a Comment
LinkedIn ha appena annunciato di aver raggiunto i 200 milioni di iscritti in tutto il mondo. A febbraio del 2012 erano 150 milioni, a marzo dell’anno prima 100 milioni.
Gli Stati Uniti restano il più grande bacino (74 milioni di utenti), seguiti da India (18 milioni), U.K. (11 milioni) e Canada (7 milioni). Il nostro paese conta oltre 4 milioni di membri.
Le nazioni che crescono più velocemente sono la Turchia, la Colombia, l’Indonesia. Cresce l’uso da dispositivo mobile soprattutto in Cina, Brasile, Portogallo, India e Italia.
Come al solito quello che non viene rivelato è il tasso di attività di questi iscritti. Se da un lato il social network professionale ha una sua peculiarità ed un modello di business che gli permettono di prosperare nonostante il gigante Facebook, dall’altro fa fatica a trovare il modo per far rimanere più tempo gli utenti all’interno del proprio walled garden.
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Politici sul web: analisi di tre mesi pre elettorali
In questi mesi ho avuto l’occasione, grazie agli strumenti di analisi della società per la quale lavoro, di osservare le dinamiche della politica attraverso la rete. Sono stati mesi intensi di preparazione alla fase elettorale, puntellati da eventi importanti, che si possono scorgere da questo grafico che visualizza oltre 7 milioni di documenti (post, tweet, commenti, articoli) apparsi da ottobre a dicembre online (su siti di news, blog, forum, newsgroup, social network).
Ad ottobre gli eventi più commentati in rete sono stati la condanna per frode fiscale di Berlusconi, che ha dato nuova visibilità al cavaliere, le esecrabili parole di Grillo contro la Salsi, ma anche l’endorsement di Di Pietro alla presidenza della Repubblica, la traversata dello Stretto di Messina e il successo in Sicilia.
A novembre il picco di discussioni è stato per le primarie del centrosinistra, con i due turni e i confronti televisivi, che hanno catalizzato tutta l’attenzione.
Dicembre è stato il mese della (ri)discesa in campo di Berlusconi e della salita di Monti.
Il politico più citato in rete è stato il presidente del consiglio (oltre 1.400.000 documenti), seguito a ruota da Silvio Berlusconi (oltre 1.350.000), Matteo Renzi (che è stato proattivo nel creare buzz a suo favore), Bersani e Grillo (anch’egli molto presente e aiutato da una community vocal nei confronti delle sue iniziative). Se invece si considerano solo le menzioni sui siti di news emerge un incremento di share of voice di Monti (che passa dal 19% complessivo al 24% anche in virtù del suo ruolo istituzionale) e una perdita di visibilità di Renzi (dal 17% all’11%) e Grillo (dall’11% al 6%).
Se ne deduce che riuscire ad utilizzare i social media per aggregare e coinvolgere le persone, permette di recuperare spazi di dialogo e di visibilità che i media tradizionali non concedono.
Se dai volumi di menzioni si sposta lo sguardo alle interazioni dei leader politici, oltre 4 milioni, analizzate sui social network il quadro si fa più interessante.
Su Facebook è sempre più forte il capitale sociale accumulato da Beppe Grillo, che veleggia verso il milione di fan, ma colui che ne ha guadagnati di più, nel trimestre conclusivo di quest’anno è Matteo Renzi. Il sindaco brilla anche per capacità di coinvolgimento: ogni suo post, mediamente genera 4.536 reazioni (like, commenti, condivisioni). Sono suoi i tre post politici più apprezzati su Facebook, su tutti quello col quale chiude le porte al cavaliere ottiene 69.668 like, 7.547 commenti e 11.325 condivisioni. Chissà se queste sue capacità , che sono anche di Vendola, verranno messe al servizio di Bersani che, pur guadagnando sostenitori, non riesce a stimolarli efficacemente.
Anche su Twitter Grillo è primo per numero di follower (782.763 al fine 2012) seguito da Renzi, che ha dimostrato una maggiore velocità di accumulazione e anche di engagement. Per ogni tweet ottiene, mediamente, 293 risposte o retweet (c’è da dire che scrive anche di meno rispetto al comico genovese). In generale il suo account è anche più citato del periodo con 214.436 menzioni, seguito da Bersani con 158.429.
Da notare che in questo scenario è assente Silvio Berlusconi, sostituito dall’account del PDL, che però ha un impatto sicuramente inferiore a quello che potrebbe avere un account personale.
A movimentare le acque ci ha pensato, proprio l’ultima settimana dell’anno, Mario Monti che in un 8 giorni ha guadagnato 73.220 follower ed ha generato molte discussioni (circa 24.000 le menzioni del suo account). Il suo tweet di “salita in campo” è riuscito a scalare la classifica dei cinguettii più virali e a posizionarsi al terzo posto (3.155 reazioni tra reply e retweet), preceduto da due di Renzi (quello del no a Berlusconi con 11.311 reazioni e quello di ringraziamento dopo le primarie con 5.799 reazioni).
Sono stati mesi nei quali la rete è stata luogo di elaborazione di fatti accaduti altrove: nelle aule di tribunale, nelle piazze (elezioni in sicilia, il tour in camper di Renzi) e in televisione (i dibattiti tra i candidati del centrosinistra).
L’uso dei social media è stato finalizzato soprattutto alla disintermediazione della stampa, meno spesso alla costruzione di uno storytelling genuino e ancor meno all’emersione di proposte attraverso ascolto (quanti politici hanno un sistema di monitoraggio strutturato?) e dialogo.
L’esperimento del TwitterTime inaugurato da Monti, pur con i suoi limiti, è un elemento di novità che risulterà davvero utile per i cittadini solo se spingerà altri politici ad aprirsi ad un confronto non saltuario.
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La mappa dei social network nel mondo – dicembre 2012
Posted by vincos on dicembre 31, 2012 · 20 Comments
La mappa dei social network leader nelle nazioni del mondo diventa sempre meno colorata: le reti dominanti diminuiscono, accrescendo il proprio vantaggio rispetto ai concorrenti. Nel 2009 erano 17 i social network leader in qualche paese del mondo, ora sono soltanto 5. La rilevazione attuale poggia soltanto sulle informazioni di Alexa, perchè Google ha deciso di spegnere il servizio Trends for Websites. Questo tipo di analisi sta diventando sempre più difficile per la mancanza di dati sui social media emergenti (su tutti Google+) e per il crescente utilizzo da dispositivi mobili.
Ma vediamo cos’è successo in questi sei mesi:
Facebook ha superato il miliardo di utenti attivi al mese, 584 milioni dei quali si collegano quotidianamente. Chi ha contribuito a questo traguardo? Sicuramente l’Asia, che scavalcando l’Europa, è diventato il più grande continente di utenti Facebook con 278 milioni di iscritti. Il vecchio continente vanta 251 milioni di utenti. L’America del nord ne ha 243 milioni e quella del sud 142 milioni. Seguono Africa (quasi 52 milioni) e Oceania (circa 15 milioni). In questi mesi l’armata di Zuckerberg ha conquistato l’Armenia, il Kirghizistan, la Lettonia, il Vietnam.
Negli ex territori dell’Unione Sovietica cresce V Kontakte, a scapito di Odnoklassniki, e raggiunge i 190 milioni di utenti registrati.
La dittatura in Iran favorisce l’innocuo Cloob, mentre in Cina continua a regnare QZone di QQ, riuscendo anche a strappare la Corea del Sud a Facebook. E’ di qualche giorno fa la notizia che il regime ha approvato una legge che obbliga a registrarsi online con la propria identità . Una novità dirompente che potrebbe spianare la strada ad un ingresso del social network più grande del mondo.
// Il poster e la versione animata della mappa //
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