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		<title>Microsoft, Google, Apple: verso una partitocrazia tecnologica ?</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 12:10:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dall&#8217;asse Microsoft-Intel in poi gli attori del settore del software, e della tecnologia in generale, adottano &#8220;strategie di piattaforma&#8221; al fine di essere competitivi (accade anche nel settore automotive, come documentato dai lavori del professor Michael Cusumano). Chi crea sistemi operativi per i nostri desktop/laptop, non può non pensare anche ai dispositivi mobili (tablet e smartphone). Oggi la partita si sta spostando non solo verso il mondo mobile, ma anche verso quello social e dei servizi web in generale. Ecco che vanno delineandosi tre grandi...
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<li><a href='http://vincos.it/2007/12/30/microsoft-sharedview-beta/' rel='bookmark' title='Microsoft SharedView (beta)'>Microsoft SharedView (beta)</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dall&#8217;asse Microsoft-Intel in poi gli attori del settore del software, e della tecnologia in generale, adottano &#8220;strategie di piattaforma&#8221; al fine di essere competitivi (accade anche nel settore automotive, come documentato dai lavori del professor <a href="http://web.mit.edu/cusumano/www/">Michael Cusumano</a>).<br />
Chi crea sistemi operativi per i nostri desktop/laptop, non può non pensare anche ai dispositivi mobili (tablet e smartphone). Oggi la partita si sta spostando non solo verso il mondo mobile, ma anche verso quello social e dei servizi web in generale.<br />
Ecco che vanno delineandosi tre grandi player di piattaforma, che condizioneranno sempre più il nostro modo di fruire la tecnologia e il nostro stare in rete:</p>
<p>- <strong>Microsoft-Nokia-Facebook</strong>. L&#8217;azienda di Seattle forte del suo dominio sui PC, prova ad estenderlo sui dispositivi mobili con Windows Phone e l&#8217;accordo con Nokia. Non avendo un social network proprietario va irrobustendo la sua partnership con Facebook, re dei social network, già molto integrato in Windows Phone (probabile una estensione a Windows 8);</p>
<p>- <strong>Google-Android-Google+</strong>. Mountain View ha scelto la strada di fare tutto in casa con il sistema operativo per smartphone Android e quello per computer Chrome OS, che fanno da trampolino per veicolare l&#8217;adozione del social network Google+;</p>
<p>- <strong>Apple-iOS-Twitter</strong>. Cupertino parte dal successo di iOS per aumentare le quote di mercato di OS X. Non avendo un social network proprio sta stringendo una forte partnership con Twitter. Dopo averlo integrato profondamente in iOS, ieri ha annunciato di fare lo stesso sulla prossima release di OS X Mountain Lion. </p>
<p>Ognuno di questi poli ha punti di forza e debolezza, ma la partita finale sarà determinata dalle nostre scelte. Le strategie di piattaforma tendono ad offrire più benefici, o a rendere la vita più semplice, a coloro che decidono di compiere scelte di piattaforma (es. se uso un iPhone sarà più immediato condividere una foto su Twitter, mentre farlo su Facebook richiederà più passaggi). Starà a noi, dunque, decidere se fare una scelta di campo netta o individuare caso per caso le singole soluzioni più convenienti, mettendo da parte la pigrizia. </p>
<p>Di questi temi parla anche <a href="http://blog.wired.it/debugging/2012/02/17/apple-twitter-terzo-polo.html">Federico Ferrazza</a> su Wired.it e Wired di questo mese, che ospita anche i dati del mio Osservatorio Facebook e una mia opinione su un tema affine.</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/02/wired_facebook.jpg"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/02/wired_facebook.jpg" alt="vincos_wired" title="wired_facebook_vincos" width="590" height="213" class="alignnone size-full wp-image-6242" /></a></p>
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		<title>Sanremo 2012 visto da Twitter</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 14:04:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sera in coincidenza del primo grande evento mediatico da quando Twitter è stato &#8220;scoperto&#8221; da un pubblico più vasto ho provato a fare un esperimento. Ho raccolto 47.577 retweet contenenti la parola &#8220;sanremo&#8221; alla ricerca degli account più retwittati (rilanciati) dagli utenti. Il risultato è quello che vedete nell&#8217;immagine in basso (anche in versione navigabile): ogni sfera rappresenta un account ed è legata ad un&#8217;altra da un rapporto di retweet. La dimensione e il colore delle sfere, dal giallo al rosso, sono direttamente proporzionali...
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera in coincidenza del primo grande evento mediatico da quando Twitter è stato &#8220;scoperto&#8221; da un pubblico più vasto ho provato a fare un esperimento. Ho raccolto 47.577 retweet contenenti la parola &#8220;sanremo&#8221; alla ricerca degli account più retwittati (rilanciati) dagli utenti.<br />
Il risultato è quello che vedete nell&#8217;immagine in basso (anche in versione navigabile): ogni sfera rappresenta un account ed è legata ad un&#8217;altra da un rapporto di retweet. La dimensione e il colore delle sfere, dal giallo al rosso, sono direttamente proporzionali al numero di retweet ricevuti. </p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/02/sanremo2012_twitter.gif"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/02/sanremo2012_twitter.gif" alt="sanremo 2012 twitter" title="sanremo2012_twitter" width="590" height="332" class="alignnone size-full wp-image-6225" /></a></p>
<p>Svetta su tutti il Fatto Quotidiano che riesce ad inanellare una serie di messaggi molto rilanciati dai suoi quasi 250.000 follower. Ben piazzato anche Andrea Scanzi, giornalista dello stesso giornale.<br />
Tra gli addetti ai lavori più seguiti ci sono Fabio Alisei, dj di Radio DeeJay, Francesco Facchinetti, Rudy Zerbi, Antonello Piroso. Ma non viene ascoltata solo l&#8217;opinione dei personaggi famosi e degli esperti, anche gli account più &#8220;pungenti&#8221; attirano molteplici retweet, tra questi Twitstupidario, Iddio e Insopportabile, che riesce a far retweettare un suo <a href="https://twitter.com/#!/insopportabile/statuses/169472905170796544">messaggio</a> ben 695 volte.  </p>
<p>E&#8217; l&#8217;ennesima dimostrazione di come Twitter sia uno strumento in grado di favorire la diffusione delle informazioni, spesso provenienti da un numero esiguo di personaggi (hub) con un considerevole numero di follower. </p>
<p><object classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=9,0,28,0" width="890" height="334" id="closr_FLqUA9eugbZ"><param name="movie" value="http://cdn.closr.it/closr.swf?name=FLqUA9eugbZ" /><param name="quality" value="high" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="allowNetworking" value="all" /><param name="allowfullscreen" value="true"><param name="play" value="true"><param name="loop" value="false"><param name="scale" value="noscale"><param name="devicefont" value="true"><param name="swliveconnect" value="true"><param name="wmode" value="window"><embed src="http://cdn.closr.it/closr.swf?name=FLqUA9eugbZ" quality="high" allowScriptAccess="always" 	allowNetworking="all" allowFullscreen="true" play="true" loop="false" scale="noscale" deficefont="true"	swliveconnect="true"	wmode="window" pluginspage="http://www.adobe.com/shockwave/download/download.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash" type="application/x-shockwave-flash" width="890" height="334"	name="closr_FLqUA9eugbZ"></embed></object></p>
<p>Update: su <a href="http://mediamondo.wordpress.com/2012/02/15/insopportabile-sanremo-tra-mainstream-pop-e-micro-narrazioni-deboli/">Media-Mondo</a> una conversazione con Giovanni Boccia Artieri su Sanremo tra mainstream pop e micro narrazioni deboli</p>
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		<title>Cresce l&#8217;uso dei multischermi &#8211; intervista a La Repubblica</title>
		<link>http://vincos.it/2012/02/12/cresce-luso-dei-multischermi-intervista-a-la-repubblica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cresce-luso-dei-multischermi-intervista-a-la-repubblica</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 16:25:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su La Repubblica di oggi una mia intervista a commento di un pezzo sulla nuova abitudine di utilizzare due monitor per lavoro o svago. Mi sono limitato a fare qualche considerazione di buon senso: avere più schermi non implica necessariamente una perdita di concentrazione. Chi li usa per lavoro spesso divide le attività logicamente differenti o conseguenti su monitor differenti, per semplice comodità (il coding dal testing, il modelling dal rendering, la scrittura di documento dalla consultazione delle fonti e così via). Prima di rispondere...
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su La Repubblica di oggi una mia intervista a commento di un pezzo sulla nuova abitudine di utilizzare due monitor per lavoro o svago. Mi sono limitato a fare qualche considerazione di buon senso: avere più schermi non implica necessariamente una perdita di concentrazione. Chi li usa per lavoro spesso divide le attività logicamente differenti o conseguenti su monitor differenti, per semplice comodità (il coding dal testing, il modelling dal rendering, la scrittura di documento dalla consultazione delle fonti e così via).<br />
Prima di rispondere ho chiesto ai miei contatti di Twitter e Facebook di condividere la propria esperienza di utilizzo di più monitor. Ho raccolto tutto in questo piccolo <a href="http://sfy.co/ZCP">Storify</a> che fa emergere opinioni variegate. Grazie.</p>
<p><iframe class="scribd_iframe_embed" src="http://www.scribd.com/embeds/81358111/content?start_page=1&#038;view_mode=list&#038;access_key=key-pgnzt3pjnrczh44jc7w" data-auto-height="true" data-aspect-ratio="0.727705112960761" scrolling="no" id="doc_78273" width="100%" height="500" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>Lo stato di LinkedIn: 150 milioni di iscritti, 3 milioni in Italia</title>
		<link>http://vincos.it/2012/02/11/lo-stato-di-linkedin-150-milioni-di-iscritti-3-in-italia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lo-stato-di-linkedin-150-milioni-di-iscritti-3-in-italia</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 10:50:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A quasi un anno dal debutto in borsa LinkedIn ha annunciato importanti traguardi, superando le attese degli analisti. Negli ultimi tre mesi del 2011 il suo fatturato è stato di 167,7 milioni di dollari (+105% rispetto all&#8217;anno precedente). L&#8217;utile netto, nello stesso periodo, si è attestato sui 6,9 milioni di dollari (contro i 5,3 dell&#8217;anno scorso). Gli introiti arrivano per il 50% dalle cosiddette hiring solution, per il 30% dalle marketing solution e per il 20% dagli abbonamenti premium. La prima tipologia di soluzioni racchiude...
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A quasi un anno dal debutto in <a href="http://vincos.it/2011/04/01/linkedin-le-fonti-di-ricavo-e-le-sfide-di-mercato-nova-31-marzo-2011/">borsa</a> LinkedIn ha <a href="http://blog.linkedin.com/2012/02/09/q4-2011-earnings-call/">annunciato</a> importanti traguardi, superando le attese degli analisti.<br />
Negli ultimi tre mesi del 2011 il suo fatturato è stato di 167,7 milioni di dollari (+105% rispetto all&#8217;anno precedente). L&#8217;utile netto, nello stesso periodo, si è attestato sui 6,9 milioni di dollari (contro i 5,3 dell&#8217;anno scorso).</p>
<p>Gli introiti arrivano per il 50% dalle cosiddette hiring solution, per il 30% dalle marketing solution e per il 20% dagli abbonamenti premium. La prima tipologia di soluzioni racchiude servizi di consulenza (in particolare LinkedIn Corporate Solutions) e pubblicità (LinkedIn Jobs) che aiutano le aziende a individuare i migliori candidati da assumere; la seconda è pensata per offrire ai marketer nuove occasioni per entrare in contatto con partner e consumatori (attraverso advertising, anche fai da te, sondaggi di opinione, emailing mirato, test di campagne su gruppi selezionati, ecc…).</p>
<p>La più grande rete sociale professionale ha anche dichiarato di aver superato i 150 milioni di membri (erano 100 milioni nel <a href="http://vincos.it/2011/03/22/linkedin-raggiunge-i-100-milioni-di-membri-in-italia-circa-1-7-milioni/">marzo 2011</a>), 60% dei quali fuori dagli Stati Uniti.<br />
Il 60% degli iscritti risiede fuori dagli Stati Uniti. U.S.A., India, U.K e Brasile sono i paesi col maggior numero di iscritti. Gli utenti europei sono oltre 33 milioni e le nazioni che mostrano un maggiore interesse sono i Paesi Bassi, la Francia, l’Italia, la Spagna.<br />
Gli uomini (58%) superano di gran lunga le donne. La fascia d&#8217;età con più membri è quella dei 25-34enni, seguita dai 35-54enni.<br />
I settori con più iscritti risultano essere l’hi-tech (14%), la finanza (12%) e la manifattura (10%). Le funzioni maggiormente presente sono quelle legati all&#8217;imprenditoria (12%), vendita (11%), operations (9%).</p>
<p>In Italia si calcolano 3.026.074 di iscritti, in crescita di oltre un milione di unità anno su anno. Anche nel nostro paese si rileva una prevalenza di uomini (54%). Le età più rappresentate sono quelle della fascia 25-34 (40%) e 35-54 (39%). I 18-24enni sono il 15% e gli ultra 55enni solo il 6%.<br />
Nel nostro paese i settori con più addetti sono l’hi tech e la manifattura, entrambi con un peso del 14%. A seguire finanza, corporate e beni di consumo (9%). </p>
<p>Siamo un popolo di imprenditori (12%), venditori (12%) e ingegneri (8%). Ben rappresentati anche i ruoli legati all&#8217;information technology (7%) e all&#8217;insegnamento (7%).</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2010/05/state-of-linkedin-0212.jpg"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2010/05/state-of-linkedin-0212-small.jpg" alt="state of linkedin in the world 2012" title="state-of-linkedin-0212-small" width="590" height="1099" class="alignnone size-full wp-image-6192" /></a></p>
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		<title>La mappa dei social network in versione The Economist</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 10:34:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Già lo scorso anno il prestigioso The Economist aveva utilizzato la mia mappa mondiale dei social network per parlare di network e democrazia. Stavolta l&#8217;occasione è l&#8217;IPO di Facebook a cui il giornale inglese dedica la storia di copertina. La mappa è stata leggermente modificata per evidenziare le nuove conquiste della creatura di Zuckerberg. Potresti apprezzare: La mappa sul Corriere della Sera Sul Corriere della Sera la mia vita da blogger nei giorni di Facebook La mappa sull&#8217;Economist: social network, democrazia, rivoluzione
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Già lo <a href="http://vincos.it/2010/10/01/la-mappa-sulleconomist-social-network-democrazia-rivoluzione/">scorso anno</a> il prestigioso The Economist aveva utilizzato la mia mappa mondiale dei social network per parlare di network e democrazia. Stavolta l&#8217;occasione è l&#8217;<a href="http://vincos.it/2012/02/02/facebook-va-in-borsa-i-numeri-attuali-e-i-rischi-futuri/">IPO</a> di Facebook a cui il giornale inglese dedica la <a href="http://www.economist.com/node/21546020">storia di copertina</a>. La mappa è stata leggermente modificata per evidenziare le nuove conquiste della creatura di Zuckerberg.</p>
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<p><iframe class="scribd_iframe_embed" src="http://www.scribd.com/embeds/80533258/content?start_page=1&#038;view_mode=list&#038;access_key=key-2o3z2svd86p6ho9le5cw" data-auto-height="false" data-aspect-ratio="0.760248447204969" scrolling="no" id="doc_40957" width="100%" height="800" frameborder="0"></iframe><script type="text/javascript">(function() { var scribd = document.createElement("script"); scribd.type = "text/javascript"; scribd.async = true; scribd.src = "http://www.scribd.com/javascripts/embed_code/inject.js"; var s = document.getElementsByTagName("script")[0]; s.parentNode.insertBefore(scribd, s); })();</script></p>
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		<title>Facebook va in borsa: i numeri attuali e i rischi futuri</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:54:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nella tarda serata di ieri Facebook ha depositato alla SEC il documento S-1 col quale chiede la possibilità di accedere al mercato dei capitali. Si tratta di un documento obbligatorio atto a rendere trasparente la situazione finanziaria e le prospettive aziendali ai possibili investitori. L&#8217;obiettivo è raccogliere 5 miliardi di dollari. Ecco alcune informazioni interessanti: - sono 845 milioni gli utenti attivi durante il mese di dicembre 2011. Di questi 483 milioni entrano tutti i giorni. Si collegano da dispositivo mobile 425 milioni di persone...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella tarda serata di ieri Facebook ha depositato alla SEC il documento <a href="http://www.sec.gov/Archives/edgar/data/1326801/000119312512034517/d287954ds1.htm">S-1</a> col quale chiede la possibilità di accedere al mercato dei capitali. Si tratta di un documento obbligatorio atto a rendere trasparente la situazione finanziaria e le prospettive aziendali ai possibili investitori. L&#8217;obiettivo è raccogliere 5 miliardi di dollari.<br />
Ecco alcune informazioni interessanti:</p>
<p>- sono <strong>845 milioni gli utenti attivi</strong> durante il mese di dicembre 2011. Di questi 483 milioni entrano tutti i giorni. Si collegano da dispositivo mobile 425 milioni di persone ogni mese. Per ammissione di Facebook si tratta di stime ragionevoli, che potrebbero contenere una quota minima di falsi account o duplicati.</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/02/g287954g66u51.jpg"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/02/g287954g66u51.jpg" alt="crescita facebook" title="crescita facebook" width="568" height="163" class="alignnone size-full wp-image-6158" /></a></p>
<p>- 2,7 miliardi di like e commenti ogni giorno e 250 milioni di foto caricate quotidianamente (dato relativo agli ultimi tre mesi del 2011);</p>
<p>- l&#8217;azienda ha incassato 3,7 miliardi di dollari nel 2011. <strong>L’utile netto è stato di 1 miliardo</strong>. Gli introiti derivano per il 56% dagli Stati Uniti. Seguono l&#8217;Europa, Canada e Australia; </p>
<p>- <strong>La pubblicità rappresenta l&#8217;85% delle entrate</strong> (3 miliardi e 154 mila dollari). Il resto, circa 500 milioni, proviene dalle commissioni sulle transazioni che avvengono sulla sua piattaforma (i giochi o le app che permetto l&#8217;acquisto dei &#8220;crediti&#8221; e dei beni virtuali);  </p>
<p>- Tra le incertezze future segnalate c&#8217;è quella di non aver ancora messo a punto una strategia per monetizzare l&#8217;utilizzo del social network da dispositivi mobili. Connesso è <strong>il rischio concreto che gli sviluppatori delle piattaforme mobili</strong> (Google e Apple) <strong>possano decidere di privilegiare l&#8217;accesso a specifici prodotti</strong> (Google+ e Twitter ?) <strong>a detrimento di Facebook</strong>.   </p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/02/g287954g94k38.jpg"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/02/g287954g94k38.jpg" alt="facebook IPO riassunto" title="facebook IPO riassunto" width="521" height="594" class="alignnone size-full wp-image-6159" /></a></p>
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		<title>Nazioni cinguettanti</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 08:57:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Uno studio di Semiocast prova a far luce sulle nazioni che usano di più Twitter attraverso l&#8217;analisi di 383 milioni di profili (paese dichiarato, lingua dei tweet, coordinate GPS). In vetta gli Stati Uniti con 107,7 milioni di account, seguiti dal Brasile con 33,3 milioni e dal Giappone 29,9 milioni. L&#8217;Italia non compare nella classifica delle prime venti. Update: l&#8217;azienda mi ha detto che gli italiani iscritti risultano essere 4,1 milioni (22° posto), mentre a gennaio 2011 erano 1,7 milioni. Tra settembre e novembre il...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno studio di <a href="http://semiocast.com/publications/2012_01_31_Brazil_becomes_2nd_country_on_Twitter_superseds_Japan#">Semiocast</a> prova a far luce sulle nazioni che usano di più Twitter attraverso l&#8217;analisi di 383 milioni di profili (paese dichiarato, lingua dei tweet, coordinate GPS).<br />
In vetta gli Stati Uniti con 107,7 milioni di account, seguiti dal Brasile con 33,3 milioni e dal Giappone 29,9 milioni. L&#8217;<a href="http://vincos.it/2011/12/01/twitter-in-italia-analisi-dei-segnali-di-crescita/">Italia</a> non compare nella classifica delle prime venti.<br />
<strong>Update: l&#8217;azienda mi ha detto che gli italiani iscritti risultano essere 4,1 milioni (22° posto), mentre a gennaio 2011 erano 1,7 milioni. Tra settembre e novembre il 48% (1,97 milioni) si sarebbe connesso, ma solo il 25% (1,03 milioni) avrebbe postato almeno un tweet.</strong></p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/02/twitter_country_account.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/02/twitter_country_account.png" alt="le nazioni che usano twitter" title="twitter_country_account" width="585" height="485" class="alignnone size-full wp-image-6145" /></a></p>
<p>Dalla classifica delle popolazioni più attive emerge che il 33% degli olandesi ha postato almeno un messaggio pubblico tra settembre e novembre 2011. Seguono il Giappone (30%) e la Spagna (29%). La media globale è del 27%, alquanto bassa direi.</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/02/twitter_activity.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/02/twitter_activity.png" alt="nazioni più attive su twitter " title="twitter_activity" width="582" height="482" class="alignnone size-full wp-image-6147" /></a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>I gruppi della comunicazione in Italia (infografica)</title>
		<link>http://vincos.it/2012/01/26/i-gruppi-della-comunicazione-in-italia-in-una-infografica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=i-gruppi-della-comunicazione-in-italia-in-una-infografica</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 16:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qual è la galassia dei gruppi e delle società di comunicazione in Italia? Ce lo spiega una bella e chiara infografica, in anteprima per questo blog, che mostra le dimensioni e le relazioni delle tante agenzie presenti sul suolo patrio e che ricadono sotto il controllo di quattro holding internazionali: WPP, Publicis, Omnicom, Interpublic. Il gruppo WPP (cui appartiene anche Digital PR, per la quale lavoro) controlla quasi la metà di tutte le società presenti nel grafico. I dati si riferiscono all&#8217;esercizio 2010, l&#8217;ultimo per...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Qual è la galassia dei gruppi e delle società di comunicazione in Italia? Ce lo spiega una bella e chiara infografica, in anteprima per questo blog,  che mostra le dimensioni e le relazioni delle tante agenzie presenti sul suolo patrio e che ricadono sotto il controllo di quattro holding internazionali: WPP, Publicis, Omnicom, Interpublic.</p>
<p>Il gruppo WPP (cui appartiene anche Digital PR, per la quale lavoro) controlla quasi la metà di tutte le società presenti nel grafico.<br />
I dati si riferiscono all&#8217;esercizio 2010, l&#8217;ultimo per il quale siano disponibili i dati di bilancio pubblici. La dimensione dei cerchi è proporzionale al fatturato e i colori rappresentano le differenti attività svolte. </p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/thevisualagency/6759752787/sizes/o/in/photostream/"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/gruppi_comunicazione.jpg" alt="I Gruppi della Comunicazione in Italia" title="gruppi_comunicazione" width="590" height="836" class="alignnone size-full wp-image-6122" /></a></p>
<p>Il lavoro è il primo della neonata &#8220;<a href="http://www.thevisualagency.com/">The Visual Agency</a>&#8221; di Paolo Guadagni.<br />
I dati sono fruibili anche attraverso un&#8217;<a href="http://www.thevisualagency.com/gruppi/" title="i gruppi della comunicazione in Italia">applicazione</a> interattiva.<br />
Chi volesse ricevere la stampa in formato 70cm*100cm può farne richiesta a info@thevisualagency.com.</p>
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		<title>La mappa dei social network nel mondo &#8211; dicembre 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 14:15:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<category><![CDATA[v kontakte]]></category>
		<category><![CDATA[zing]]></category>

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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le <a href="http://vincos.it/2011/06/13/la-mappa-dei-social-network-nel-mondo-giugno-2011/">previsioni</a> fatte sei mesi or sono sono state confermate dai fatti. Facebook ha superato gli 800 milioni di utenti attivi (i registrati potrebbero essere di più) ed ora è il social network più visitato in 127 paesi sui 136 che ho analizzato (fonti confrontate: <a href="http://www.alexa.com/">Alexa</a> &amp; <a href="http://trends.google.com/websites">Google Trends for Websites</a>). Si pensi che nel 2009 erano 17 i social network leader in qualche paese del mondo, ora sono solo 6, come mostra l&#8217;animazione in basso.</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/WMSN1211-860.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/WMSN1211-590.gif" alt="mappa mondiale dei social network dicembre 2011" title="WMSN1211-590" width="590" height="416" class="alignnone size-full wp-image-6069" /></a></p>
<p>Dallo scorso giugno il Moloch sociale ha portato alla resa gli olandesi, da sempre legati al servizio locale Hyves, i brasiliani, affezionati ad Orkut (servizio abbandonato anche dalla casa madre Google), i giapponesi. Il Giappone, in verità, merita una considerazione a parte: gli utenti usano i social network soprattutto da dispositivo mobile, i cui dati sono difficili da ottenere. I player più importanti sono Gree, Mobage, Mixi. </p>
<p>L&#8217;Europa è il più grande continente di utenti Facebook con 223 milioni di iscritti. Segue l&#8217;America del nord con 219 milioni, l&#8217;Asia con 201 milioni.</p>
<p>Interessanti i sommovimenti che stanno avvenendo nei territori della ex Unione Sovietica. I due player locali, V Kontakte e Odnoklassniki, stanno competendo per la leadership. Secondo Google Trends for Websites V Kontakte starebbe prevalendo, mentre opposti sono i dati di Alexa. (come d&#8217;abitudine modificherò la mappa quando entrambe le fonti saranno concordi).  </p>
<p><img alt="Animated World Map of Social Networks (december 2011) " src="http://27.media.tumblr.com/tumblr_lxu0vdbp611qz60mho1_500.gif" title="Animated World Map of Social Networks (december 2011) " class="alignnone" width="500" height="391" /></p>
<p>Anche se la distanza rispetto a Facebook è siderale, conviene dare un&#8217;occhiata anche ai servizi che lottano per la seconda e terza posizione. Come emerge dalla tabella in basso, compilata tenendo conto dei dati di Google Trends for Websites, Twitter prevale su LinkedIn solo in USA e UK. In Europa il secondo posto è spesso occupato da network locali come Badoo (Austria, Belgio, Francia, Italia), Tuenti (Spagna), Hyves (Paesi Bassi), Wer-Kennt-wen (Germania).</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/social_networks_classifica.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/social_networks_classifica.png" alt="" title="social_networks_classifica" width="419" height="490" class="aligncenter size-full wp-image-5988" /></a></p>
<p><em>Approfondimenti e novità nel mio libro &#8220;<a href="http://vincos.it/social-media-roi">SOCIAL MEDIA ROI</a>&#8221; (Apogeo)</em>.</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il mio primo libro è disponibile: Social Media ROI (Apogeo)</title>
		<link>http://vincos.it/2012/01/23/il-mio-primo-libro-e-disponibile-social-media-roi-apogeo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-mio-primo-libro-e-disponibile-social-media-roi-apogeo</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 14:11:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando mi è stato proposto ero molto titubante. Onestamente avevo timore di affrontare un tema, ancora oggi, poco esplorato, figuratevi quando ho iniziato a scrivere. Il ROI dei social media, al di là delle mitizzazioni, può essere visto in due modi: come uno dei tanti indici finanziari di risultato (dato dal rapporto tra ritorni finanziari e investimenti) o come la rilevanza dell&#8217;azienda per il cliente all’interno del mercato. Quest&#8217;ultima visione è quella di Brian Solis, esperto riconosciuto della società di consulenza Altimeter Group e autore...
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<li><a href='http://vincos.it/2010/04/01/misurare-le-attivita-di-comunicazione-sui-social-media/' rel='bookmark' title='Misurare le attività di comunicazione sui social media'>Misurare le attività di comunicazione sui social media</a></li>
<li><a href='http://vincos.it/social-media-roi/' rel='bookmark' title='Social Media ROI'>Social Media ROI</a></li>
<li><a href='http://vincos.it/2010/03/18/social-media-policy-uno-strumento-necessario-per-le-aziende/' rel='bookmark' title='Social Media Policy: uno strumento necessario per le aziende'>Social Media Policy: uno strumento necessario per le aziende</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando mi è stato proposto ero molto titubante. Onestamente avevo timore di affrontare un tema, ancora oggi, poco esplorato, figuratevi quando ho iniziato a scrivere. Il ROI dei social media, al di là delle mitizzazioni, può essere visto in due modi: come uno dei tanti indici finanziari di risultato (dato dal rapporto tra ritorni finanziari e investimenti) o come la rilevanza dell&#8217;azienda per il cliente all’interno del mercato.<br />
Quest&#8217;ultima visione è quella di <a href="http://www.briansolis.com/">Brian Solis</a>, esperto riconosciuto della società di consulenza Altimeter Group e autore del nuovo &#8220;<a href="http://www.amazon.it/End-Business-Usual-Consumer-Revolution/dp/1118077555/ref=sr_1_1?ie=UTF8&#038;qid=1327327637&#038;sr=8-1">The end of business as usual</a>&#8220;, che mi ha fatto l&#8217;onore di scrivere la prefazione del libro.</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/social_media_roi_libro_small.jpg"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/social_media_roi_libro_small.jpg" alt="social media roi libro" title="social_media_roi_libro_small" width="295" height="423" class="alignleft size-full wp-image-6107" /></a><br />
Con questo testo ho provato ad affrontare il più ampio tema della misurazione dei social media, che una gestione professionale della comunicazione online richiede. </p>
<p>Il primo capitolo conduce il lettore tra i cambiamenti prodotti dai social media su aziende e consumatori, proponendo un’interpretazione dinamica dei fenomeni, supportata da dati concreti.  </p>
<p>Il secondo entra nel vivo della creazione di un framework per la misurazione,  facendo chiarezza tra le diverse tipologie di metriche utilizzabili per valorizzare le attività sugli spazi sociali di rete. Le metriche specifiche di piattaforma (like, retweet, commenti, ecc…) non vanno confuse con le metriche di business, né identificate casualmente, ma scelte in funzione degli obiettivi aziendali.   </p>
<p>Il terzo capitolo si sofferma sull’importanza delle persone quale fattore critico di successo, sulla composizione del social media team, sul programma di formazione e sulla creazione di policy di comportamento interne ed esterne, per dipendenti e fornitori. </p>
<p>La misurazione non è solo il processo di valutazione delle azioni proattivamente svolte sui social media. Coinvolge anche quella che dovrebbe essere l’attività preliminare alla comparsa dell’azienda sul proscenio dei nuovi media: l’ascolto. Di questo tema si occupa il quarto capitolo che approfondisce le fasi del Social Media Listening.  </p>
<p>Il quinto e il sesto capitolo approfondiscono, in modo molto pragmatico, le metriche specifiche che ogni piattaforma sociale permette di rilevare e quali gli strumenti nativi (come Facebook Insights, Twitter Analytics, YouTube Analytics) o gratuiti che si possono utilizzare per comprendere l’andamento delle proprie attività sui social media.  </p>
<p>L’ultima tappa del percorso vuole sottolineare l’importanza della pianificazione per migliorare i risultati, attraverso l&#8217;illustrazione delle fasi utili alla progettazione di un social media plan. </p>
<p>Se v&#8217;interessa approfondire e scoprire studi ancora inediti, non pubblicati su questo blog, potete acquistare il libro in <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788850313969.html" onclick="_gaq.push(['_trackEvent', 'link', 'link esterno', 'lafeltrinelli']);">ePub</a> con Social DRM o in versione <a href="http://www.amazon.it/Social-Media-ROI-ebook/dp/B006YCWOCK/ref=sr_1_1" onclick="_gaq.push(['_trackEvent', 'link', 'link esterno', 'amazon']);">Kindle</a> al prezzo lancio di 9.99 euro fino a fine mese. Oppure aspettare il 22 febbraio quando arriverà nelle librerie.</p>
<p>Ho anche creato una <a href="http://vincos.it/social-media-roi/" title="Social Media ROI il nuovo libro di Vincenzo Cosenza">pagina dedicata</a> che contiene materiali da scaricare e uno storify per raccogliere le reazioni della rete.</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La gestione della crisi di Costa Crociere sui social media</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 07:02:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La fine è ormai tristemente nota, ma chi, come me, si occupa professionalmente di comunicazione non può fare a meno di approfondire gli aspetti legati alla gestione della crisi che ha coinvolto Costa Crociere. L’azienda, pur avendo sviluppato nel tempo una presenza sui vari social media, ha scelto di usare le varie piattaforme come amplificatore dei classici comunicati stampa. Un uso riduttivo, minimale, impersonale di Twitter e Facebook, che comunque ha avuto il pregio di non interrompere il flusso di comunicazione, sopperendo all’inaccessibilità del sito...
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La fine è ormai tristemente nota, ma chi, come me, si occupa professionalmente di comunicazione  non può fare a meno di approfondire gli aspetti legati alla gestione della crisi che ha coinvolto Costa Crociere.</p>
<p>L’azienda, pur avendo sviluppato nel tempo una presenza sui vari social media, ha scelto di usare le varie piattaforme come amplificatore dei classici comunicati stampa. Un uso riduttivo, minimale, impersonale di Twitter e Facebook, che comunque ha avuto il pregio di non interrompere il flusso di comunicazione, sopperendo all’inaccessibilità del sito ufficiale, a causa del traffico eccessivo.</p>
<p>Il sito principale è stato aggiornato con le informazioni sulla tragedia rapidamente, ma in homepage sono rimaste le offerte commerciali fino a martedì. </p>
<p>Su <a href="https://twitter.com/#!/costacrociere">Twitter</a> si è scelto di rispondere alle richieste con un messaggio standard per rimandare al numero telefonico istituito per l&#8217;emergenza. Peccato non aver utilizzato gli hashtag, creati dagli utenti, per far emergere meglio le proprie informazioni utili.</p>
<p>Su <a href="https://www.facebook.com/CostaCrociere">Facebook</a> si è scelto di cambiare le immagini che campeggiano nella parte alta della pagina, sostituendo le rappresentazioni di gioia con un mare calmo, segno di lutto. Ottima scelta anche se avvenuta tre giorni dopo l’accaduto. </p>
<p>Su <a href="http://www.youtube.com/costacrociere">Youtube</a> si è deciso di nascondere, rendendoli “privati”, tutti i video caricati, per lasciar posto alle dichiarazioni di cordoglio fatte in sede di conferenza stampa. Una buona scelta, inficiata dall’aver previsto un messaggio, alla fine dei video, intimante il divieto di riproduzioni non autorizzate. Inoltre si sarebbe potuto prevedere anche un video “full-frontal” di scuse e spiegazioni, creato ad hoc (tecnica inaugurata da Mattel).</p>
<p>Ciò che, più di tutto, mostra l’inesistenza di procedure di “social media crisis management” è l’aver rimosso un post imbarazzante dal proprio blog. E’ quello del <a href="http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:2coW0SAqPusJ:blog.costacrociere.it/default.aspx%3Fpage%3D20+francesco+schettino+site:blog.costacrociere.it&#038;cd=9&#038;hl=it&#038;ct=clnk&#038;gl=it" title="il post rimosso da Costa Crociere">26 settembre 2010</a> nel quale si loda il comandante Schettino per aver eseguito il cosiddetto “inchino” nella rada della Corricella (isola di Procida). Una pratica, dunque, ben nota alla Costa Crociere. Meno noti le regole della correttezza e i meccanismi di funzionamento della rete, in primis la “cache” di Google, attraverso la quale è possibile recuperare il post cancellato.</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/Costa_Crociere_Schettino_post_cancellato.jpg"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/Costa_Crociere_Schettino_post_cancellato.jpg" alt="" title="Costa_Crociere_Schettino_post_cancellato" width="590" height="979" class="alignnone size-full wp-image-6068" /></a></p>
<p>Update: il post è stato rimesso <a href="http://blog.costacrociere.it/post/Costa-Concordia-festeggiata-davanti-a-Procida.aspx" title="il post Costa Crociere precedentemente cancellato">online</a></p>
<p>Update 2: Costa ha offerto il 30% di sconto ai passeggeri della Concordia sulle future crociere. Le reazioni negative non si son fatte attendere come rileva The Telegraph e <a href="http://www.lucaperugini.it/2012/01/23/costa-crociere-in-difficolta-nella-gestione-on-line-della-crisi/">Luca Perugini</a>. </p>
<p>Update 3: La compagnia ha <a href="https://www.facebook.com/CostaCrociere/posts/197355653695911">precisato</a> su Facebook che non sono mai stati offerti sconti.</p>
<p>Segnalo il post di <a href="http://www.mariellagoverno.it/postille/costacrociereleparolesbagliate.html">Mariella Governo</a> sulla gestione della crisi e sul comportamento del numero uno di Costa Crociere.</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Facebook mette la pubblicità nel news feed</title>
		<link>http://vincos.it/2012/01/11/facebook-mette-la-pubblicita-nel-news-feed/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=facebook-mette-la-pubblicita-nel-news-feed</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 15:34:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Featured Stories è questo il nome che Facebook ha deciso di dare alle pubblicità che appariranno nei nostri news feed a partire da oggi. Si tratta di normalissimi status update che le aziende potranno decidere di &#8220;spingere&#8221; con più evidenza nel flusso di notizie dei propri &#8220;likers&#8221;. Infatti, a differenza delle Sponsored Stories, che appaiono nella colonna di destra e sono visibili da tutti, queste sono destinate solo a quanti hanno già scelto di seguire le comunicazioni di una certa pagina ufficiale. Le featured stories...
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.facebook.com/help/featured-stories" title="featured stories">Featured Stories</a> è questo il nome che Facebook ha deciso di dare alle pubblicità che appariranno nei nostri news feed a partire da oggi. Si tratta di normalissimi status update che le aziende potranno decidere di &#8220;spingere&#8221; con più evidenza nel flusso di notizie dei propri &#8220;likers&#8221;. Infatti, a differenza delle Sponsored Stories, che appaiono nella colonna di destra e sono visibili da tutti, queste sono destinate solo a quanti hanno già scelto di seguire le comunicazioni di una certa pagina ufficiale. </p>
<p>Le featured stories possono essere di tre tipi:<br />
- uno status update di una pagina<br />
- l&#8217;informazione che un&#8217;amico ha messo un like sulla pagina o su un certo post<br />
- l&#8217;informazione che un amico ha fatto un check-in in un luogo, sta giocando o usando un&#8217;applicazione su Facebook</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/Featured-Story-in-News-Feed-Example.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/Featured-Story-in-News-Feed-Example.png" alt="facebook pubblicità nello stream" title="Featured-Story-in-News-Feed-Example" width="558" height="323" class="alignnone size-full wp-image-6051" /></a></p>
<p>Questa formula, già inaugurata da Twitter con i suoi <a href="https://business.twitter.com/advertise/promoted-tweets/" title="promoted tweets">Promoted Tweets</a>, dovrebbe essere più efficace, ma potrebbe rischiare di infastidire gli utenti, anche perchè l&#8217;etichetta &#8220;featured&#8221; oltre ad essere poco chiara, è poco visibile. </p>
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<li><a href='http://vincos.it/2007/08/20/news-explorer-e-news-brief/' rel='bookmark' title='News Explorer e News Brief'>News Explorer e News Brief</a></li>
<li><a href='http://vincos.it/2009/09/15/tag-nei-messaggi-di-stato-di-facebook-problematici-per-le-aziende/' rel='bookmark' title='Tag nei messaggi di stato di Facebook: problematici per le aziende'>Tag nei messaggi di stato di Facebook: problematici per le aziende</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ricerca personalizzata: Google integra Plus nel motore</title>
		<link>http://vincos.it/2012/01/10/ricerca-personalizzata-google-integra-plus-nel-motore/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ricerca-personalizzata-google-integra-plus-nel-motore</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 16:55:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;era una volta Google. Il motore di ricerca che ha disegnato per noi un mondo di significati basati sulle connessioni tra pagine web. Poi, nel 2009, alle pagine web si sono aggiunte le informazioni provenienti da Twitter. Oggi, concluso l&#8217;idillio con l&#8217;uccellino azzurro, Google lancia &#8220;Search Plus Your World&#8220;, il social search da tempo atteso, la fusione tra il motore classico e il social network Google Plus. In pratica dopo aver eseguito l&#8217;accesso in uno dei servizi di Google si otterranno: - risultati personalizzati ossia...
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;era una volta Google. Il motore di ricerca che ha disegnato per noi un mondo di significati basati sulle connessioni tra pagine web. Poi, nel 2009, alle pagine web si sono aggiunte le informazioni provenienti da Twitter.<br />
Oggi, concluso l&#8217;idillio con l&#8217;uccellino azzurro, Google lancia &#8220;<a href="http://googleblog.blogspot.com/2012/01/search-plus-your-world.html">Search Plus Your World</a>&#8220;, il <a href="http://vincos.it/2011/05/20/le-ricerche-diventano-social-il-social-search-di-google-e-bing/">social search</a> da tempo atteso, la fusione tra il motore classico e il social network Google Plus.</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/Google-plus-your-world.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/Google-plus-your-world.png" alt="" title="Google plus your world" width="588" height="432" class="alignnone size-full wp-image-6041" /></a></p>
<p>In pratica dopo aver eseguito l&#8217;accesso in uno dei servizi di Google si otterranno:</p>
<p>- risultati personalizzati ossia contenuti e immagini condivisi dalla rete sociale creata su Google+. Tra essi anche quelli che sono stati condivisi solo con noi, &#8220;privatamente&#8221;, da un altro utente attraverso il social network di Google.<br />
Come si vede dall&#8217;immagine, si otterrà un&#8217;indicazione del numero di risultati personali e non, e due pulsanti, sulla destra, per poter passare dai primi ai secondi e viceversa;</p>
<p>- profili e pagine di Google+ nella ricerca, con la possibilità di decidere di inserirle nelle proprie cerchie direttamente dal search.</p>
<p>Se non vi sentite a vostro agio con questa ricerca personalizzata potete esercitare il diritto di opt-out permanentemente dal pannello <a href="https://www.google.com/preferences">Preferenze</a>. </p>
<p><strong>In attesa della contromossa di Facebook, il cui vero punto debole è proprio il motore di ricerca, si va delineando un mondo nel quale pochi grandi player propongono diverse visioni di Internet</strong>. Cercando informazioni su Google otterrò la rete mappata dal gigante di Mountain View, anche attraverso le connessioni sociali di Plus. Usando Bing, invece, accederò ad un mondo diverso, condizionato dai comportamenti della mia rete su Facebook e dai risultati pubblici di Twitter.   </p>
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		<title>Giornalisti italiani su Twitter &#8211; parte seconda</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 07:44:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel post precedente ho mostrato una visualizzazione dei giornalisti italiani su Twitter rispetto al numero di follower, una metrica che ci dice quali sono quelli considerati più interessanti da tutti gli utenti del social medium. Ma cosa succede restringendo l&#8217;indagine al microcosmo dei 341 giornalisti considerati? Chi sono i più seguiti? Come usano lo strumento? Sempre attraverso la social network analysis è possibile rilevare alcune metriche in grado di far luce su tali quesiti. Ad esempio con quella detta &#8220;in-degree&#8221; si può capire chi sono...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel <a href="http://vincos.it/2012/01/06/giornalisti-italiani-su-twitter-parte-prima/" title="Giornalisti italiani su Twitter - prima parte">post precedente</a> ho mostrato una visualizzazione dei giornalisti italiani su Twitter rispetto al numero di follower, una metrica che ci dice quali sono quelli considerati più interessanti da tutti gli utenti del social medium.<br />
Ma cosa succede restringendo l&#8217;indagine al microcosmo dei 341 giornalisti considerati? Chi sono i più seguiti? Come usano lo strumento?<br />
Sempre attraverso la social network analysis è possibile rilevare alcune metriche in grado di far luce su tali quesiti. Ad esempio con quella detta &#8220;in-degree&#8221; si può capire chi sono i giornalisti più seguiti dai colleghi.<br />
Nella visualizzazione in basso le immagini del profilo sono di grandezza proporzionale al numero di in-degree. Dal raffronto con il grafico precedente, è immediato notare che <strong>mentre l&#8217;interesse del grande pubblico si concentra su un nucleo ristretto di nomi famosi, i giornalisti tendono a seguirsi a vicenda</strong>. I più seguiti risultano essere Ferruccio De Bortoli, Gianni Riotta, Beppe Severgnini, Mario Calabresi, Ezio Mauro, Dario Di Vico, Luca Sofri, Luca De Biase, Stefano Menichini.  <a href="http://giornalaio.wordpress.com/2012/01/05/citofonare-al-direttore/" title="Un approfondimento sui Direttori e Twitter di Pier Luca Santoro">Direttori</a> ed opinionisti che, in alcuni casi, non sono noti al grande pubblico.<br />
Specularmente alcuni <strong>top giornalisti in termini di follower</strong> come Alfonso Signorini, Franca Sozzani, Guido Meda, Marco Travaglio, Salvo Sottile, <strong>risultano non essere tra i più seguiti dai colleghi</strong>. </p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/twitter_journalists_indegree_date.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/twitter_journalists_indegree_small.jpg" alt="giornalisti italiani su twitter per in-degree" title="twitter_journalists_indegree_small" width="588" height="643" class="alignleft size-full wp-image-6023" /></a></p>
<p>Il grafico evidenzia i nomi con sfumature di colore variabile dal verde al rosso in ragione della data di iscrizione a Twitter (da Antonio Sofi, iscrittosi nel febbraio 2007, ad Antonio Prudenzano, attivo dal 20 dicembre 2011). Questo parametro non influisce visibilmente sulla decisione di entrare in connessione con un utente.<br />
Interessante notare che <strong>quasi il 40% dei giornalisti analizzati ha iniziato a usare il social network nel 2009</strong>. Nel 2007 erano solo 25, l&#8217;anno successivo se ne sono aggiunti 18. Anche il 2011 si è rivelato un anno di iscrizioni con 94 nuovi ingressi.</p>
<p>L&#8217;uso di Twitter è differenziato: <strong>c&#8217;è chi ne ha compreso i meccanismi di informazione e interlocuzione, chi invece lo usa solo come strumento di comunicazione broadcast</strong>, preferendo seguire pochissime persone. Antonio Padellaro, direttore de Il Fatto Quotidiano ne segue 6, Marco Travaglio e Vera Montanari, direttore di Grazia e Flair, solo 9, Rampini, Madron e la coppia televisiva Porro-Telese, meno di 20. In generale quasi un terzo dei giornalisti segue meno di 100 persone. </p>
<p>Dei 341 profili analizzati 33 indicano di essere de Il Sole 24 Ore, 28 de La Repubblica, 24 de Il Corriere della Sera, 22 de La Stampa. Solo 11 della RAI e 1 di Mediaset.</p>
<p><strong>Quasi tutti tendono a compilare accuratamente le informazioni di profilo</strong>, tranne 15 che non hanno aggiunto neanche una descrizione (tra questi Formigli, Mauro, Bignardi, Paragone). Solo il 53% si è preoccupato di indicare la città dalla quale twitta (93 non indicano nulla e 69 tengono quella di default).</p>
<p>I giornalisti che tweetano di più sono: Marina Petrillo di Radio Popolare (59.895), Fabrizio Goria de Linkiesta (31.493), Ciro Pellegrino de Il Mattino (29163). Tra i più noti Riotta e Menichini, il primo ha superato la barriera dei 10.000 tweet, il secondo c&#8217;è molto vicino. </p>
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		<title>Giornalisti italiani su Twitter &#8211; parte prima</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 14:47:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Social Analytics]]></category>
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		<category><![CDATA[nodexl]]></category>
		<category><![CDATA[social network analysis]]></category>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi mesi la stampa italiana si è innamorata di Twitter ed è riuscita probabilmente a sostenerne la crescita (cosa che non era accaduta con Second Life e Facebook, come documentato in questo mio post del 2008). Molti giornalisti hanno ben compreso lo strumento tanto da usarlo non soltanto come amplificatore dei propri articoli. Così ho deciso di dare un&#8217;occhiata ai giornalisti italiani su Twitter, raccolti nella lista di Stampa Tweet, attraverso la tecnica della social network analysis. I giornalisti con più follower, alla data...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi mesi la stampa italiana si è innamorata di Twitter ed è riuscita probabilmente a sostenerne la crescita (cosa che non era accaduta con Second Life e Facebook, come documentato in questo mio <a href="http://vincos.it/2008/11/28/fenomeno-facebook-passaparola-o-influenza-dei-mass-media/">post del 2008</a>). Molti giornalisti hanno ben compreso lo strumento tanto da usarlo non soltanto come amplificatore dei propri articoli.  Così ho deciso di dare un&#8217;occhiata ai giornalisti italiani su Twitter, raccolti nella <a href="https://twitter.com/#!/Stampa_Tweet/giornalisti" title="la lista dei giornalisti italiani su twitter">lista di Stampa Tweet</a>, attraverso la tecnica della <a href="http://vincos.it/tag/social-network-analysis/" title="post sulla SNA">social network analysis</a>.  </p>
<p>I giornalisti con più follower, alla data del 5 gennaio, sono: Beppe Severgnini (154.522), Roberto Saviano (96.904), Alfonso Signorini (91.963), Ilaria D&#8217;amico (62.022), Franca Sozzani (60.176), Guido Meda (58.853), Paolo Attivissimo aka Disinformatico (58.551) che deve la sua notorietà più all&#8217;attività di blogger, che a quella di giornalista, Gianni Riotta (48.972), Riccardo Luna (44.684), Ferruccio De Bortoli (39.924). Seguono a distanza ravvicinata Travaglio, Sottile, Bignardi. Sotto i trentamila follower troviamo De Biase, Sofri, Di Marzio, Calabresi, Neri, Telese, Ruotolo. </p>
<p>In basso la visualizzazione del reticolo di rapporti tra i vari account, con le immagini del profilo di grandezza proporzionale al numero di follower. I colori dei nomi variano dal rosso (pochi tweet alla data considerata) al verde (molti tweet).</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/twitter_journalists_followers_medium.jpg"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/twitter_journalists_followers_title_small.png" alt="giornalisti italiani su twitter per numero di follower" title="twitter_journalists_followers_title_small" width="588" height="643" class="alignleft size-full wp-image-5999" /></a></p>
<p>Gli unici account verificati, ossia che hanno superato l&#8217;esame di autenticità di Twitter, sono quelli di <a href="https://twitter.com/#!/beppesevergnini" title="beppe severgini profilo twitter">Severgnini</a> e <a href="https://twitter.com/#!/riotta" title="gianni riotta profilo twitter">Riotta</a> (sui loro profili è visibile il tipico bollino blu identificativo). Impossibile sapere se la verifica è stata richiesta dagli interessati (Update: <a href="https://twitter.com/#!/riotta/status/155595998780067840">Riotta</a> e <a href="https://twitter.com/#!/beppesevergnini/status/155658247141994496">Severgnini</a> dicono che non c&#8217;è stata), ma di sicuro ha influito sul numero di follower accumulato (Twitter dà maggiore visibilità a tali profili).</p>
<p>Interessante notare che <strong>la crescita del numero di follower</strong>, solitamente legata all&#8217;anno di apertura dell&#8217;account, in questo caso <strong>è più influenzata dalla notorietà</strong> della persona. Ad esempio Signorini e la D&#8217;Amico, al terzo posto e quarto tra i più seguiti, sono approdati su Twitter rispettivamente il 2 dicembre e 19 febbraio 2011.</p>
<p><strong>Il rapporto tra numero di account seguiti e follower cambia in base alla notorietà del giornalista</strong> (in basso il grafico interattivo). Tra i primi 20 giornalisti col maggior numero di follower quelli che presentano il più alto rapporto following/follower sono Riccardo Luna (2,5%), Luca Sofri (1,5%) e Ferruccio De Bortoli (1,3%).<br />
Tra i 20 più seguiti ci sono 3 profili, quelli di Saviano, della Sozzani e di Travaglio, che non rispondono mai alle sollecitazioni dei follower, tanto da sembrare gestiti da altri.</p>
<p><script type="text/javascript" src="http://public.tableausoftware.com/javascripts/api/viz_v1.js"></script>
<div class="tableauPlaceholder" style="width:590px; height:603px;"><noscript><a href="#"><img alt="Sheet 1 " src="http:&#47;&#47;public.tableausoftware.com&#47;static&#47;images&#47;It&#47;ItalianJournalistsonTwitter-jan2012&#47;Sheet1&#47;1_rss.png" style="height: 100%; width: 100%; border: none" /></a></noscript><object class="tableauViz" width="590" height="603" style="display:none;"><param name="host_url" value="http%3A%2F%2Fpublic.tableausoftware.com%2F" /><param name="name" value="ItalianJournalistsonTwitter-jan2012&#47;Sheet1" /><param name="tabs" value="no" /><param name="toolbar" value="yes" /><param name="static_image" value="http:&#47;&#47;public.tableausoftware.com&#47;static&#47;images&#47;It&#47;ItalianJournalistsonTwitter-jan2012&#47;Sheet1&#47;1.png" /><param name="animate_transition" value="yes" /><param name="display_static_image" value="yes" /><param name="display_spinner" value="yes" /><param name="display_overlay" value="yes" /></object></div>
<div style="width:592px;height:0px;padding:0px 0px 0px 0px;color:black;font:normal 8pt verdana,helvetica,arial,sans-serif;">
<div style="float:right; padding-right:0px;"> </div>
</div>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 09:15:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
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		<description><![CDATA[La storia dei social network nel nostro paese è stata caratterizzata essenzialmente da tre fasi: 1. il periodo dell’innamoramento per MySpace (inizio 2007) 2. l’interesse verso le “bridging communities” come Netlog e Badoo (in cui lo scopo prevalente è quello di fare nuove amicizie) guidato soprattutto dai teenagers (fine 2007) 3. l’amore per Facebook (in crescita dal settembre 2008) Gli ultimi mesi del 2011 fanno considerare la possibilità di una quarta fase: l&#8217;interesse per Twitter (cui avevo già dedicato un approfondimento). Facebook ha raggiunto nuovi...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La storia dei social network nel nostro paese è stata caratterizzata essenzialmente da tre fasi: </p>
<p>1. il periodo dell’innamoramento per MySpace (inizio 2007)<br />
2. l’interesse verso le “bridging communities” come Netlog e Badoo (in cui lo scopo prevalente è quello di fare nuove amicizie) guidato soprattutto dai teenagers (fine 2007)<br />
3. l’amore per Facebook (in crescita dal settembre 2008) </p>
<p>Gli ultimi mesi del 2011 fanno considerare la possibilità di una quarta fase: l&#8217;interesse per Twitter (cui avevo già dedicato un <a href="http://vincos.it/2011/12/01/twitter-in-italia-analisi-dei-segnali-di-crescita/">approfondimento</a>). </p>
<p>Facebook ha raggiunto nuovi traguardi: <a href="http://vincos.it/osservatorio-facebook/">20.889.260</a> di utenti, dei quali 3 milioni entrati nel 2011. Inoltre <a href="http://vincos.it/2011/11/28/facebook-in-italia-21-milioni-discritti-14-milioni-accedono-ogni-giorno-6-da-mobile-infografica/">7.5 milioni</a> accedono da dispositivo mobile ogni mese. Quest&#8217;anno segna anche un cambiamento nella composizione demografica degli iscritti: diminuisce il peso dei teenager e aumenta quello degli ultra trentaseienni. </p>
<p><a href="http://vincos.it/osservatorio-facebook/"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/facebook_iscritti_2008_2011.png" alt="facebook iscritti 2008 2011" title="facebook_iscritti_2008_2011" width="588" height="312" class="alignleft size-full wp-image-5980" /></a> </p>
<p>Il secondo social network più visitato dagli italiani è Badoo, che ha ripreso a crescere, distaccando il rivale Netlog.<br />
Aspra la lotta per il terzo posto tra due piattaforme molto diverse: LinkedIn e Twitter. Mentre la prima permette di rilevare il numero di iscritti, sono 2.814.745 gli italiani su LinkedIn, la seconda mantiene il segreto. Di conseguenza l&#8217;unica approssimazione per capire le tendenze di sviluppo è utilizzare il traffico verso i rispettivi siti, anche se a questo andrebbero aggiunti gli accessi attraverso applicazioni (vedi immagine in basso tratta da Google Trends for Websites).   </p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/social_media_italia_2011.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/social_media_italia_2011.png" alt="social media italia 2011" title="social_media_italia_2011" width="588" height="222" class="size-full wp-image-5969" /></a></p>
<p>Trasversale ai social network è la galassia dei blog, che continua ad espandersi a livello mondiale: sono <a href="http://en.wordpress.com/stats/">70 milioni</a> i blog su piattaforma WordPress e <a href="http://www.tumblr.com/about">40 milioni</a> quelli su Tumblr. Anche in Italia Tumblr è cresciuto quest&#8217;anno, raggiungendo 1.6 milioni di visitatori unici mensili.   </p>
<p>Il 2012 potrebbe essere l&#8217;anno di <a href="http://vincos.it/tag/google-plus/">Google+</a> l&#8217;unico nuovo entrante che ha destato l&#8217;interesse degli italiani, se si considerano i volumi di ricerca del termine su Google. Quora, Path e Pinterest di cui si parla oltreoceano, non fanno rilevare volumi consistenti di ricerca. Di chi s&#8217;innamoreranno gli italiani nel 2012 ?</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>I social media per capire umori e tendenze</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 17:39:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su La Repubblica di oggi Riccardo Luna porta su un grande quotidiano un tema molto interessante e complesso. Possono i social media rappresentare un luogo di analisi degli umori dei una nazione? Sembrerebbe proprio di si a giudicare dallo studio del CATTID (Sapienza) che con l&#8217;aiuto di Expert System ha rilevato lo stato d&#8217;animo degli italiani durante tutto il 2011 e in coincidenza di alcuni eventi collettivi molto rilevanti. In verità già nel 2005 alcuni ricercatori avevano sperimentato qualcosa di simile analizzando i blog con...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Su La Repubblica di oggi Riccardo Luna porta su un grande quotidiano un tema molto interessante e complesso. Possono i social media rappresentare un luogo di analisi degli umori dei una nazione? Sembrerebbe proprio di si a giudicare dallo studio del <a href="http://www.cattid.uniroma1.it/">CATTID </a>(Sapienza) che con l&#8217;aiuto di Expert System ha rilevato lo stato d&#8217;animo degli italiani durante tutto il 2011 e in coincidenza di alcuni eventi collettivi molto rilevanti.</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/cattid-mood.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/cattid-mood.png" alt="l&#039;umore degli italiani nel 2011 su facebook" title="cattid-mood" width="474" height="490" class="aligncenter size-full wp-image-5933" /></a> </p>
<p>In verità già nel 2005 alcuni ricercatori avevano sperimentato qualcosa di simile analizzando i blog con il bellissimo progetto &#8220;<a href="http://www.wefeelfine.org">We feel fine</a>&#8220;. Poi nel 2009 è stata la volta di Facebook con il suo <a href="https://www.facebook.com/blog.php?post=387623222130">Gross National Happiness Index</a>, un&#8217;analisi della felicità e della tristezza degli utenti di 22 nazioni sulla base dei loro status update. </p>
<p>Al di là  delle applicazioni di ricerca pura, l&#8217;analisi dei dati non strutturati e in tempo reale provenienti dai social media in  funzione predittiva, ha delle importanti implicazioni di business. Ad esempio Twitter viene già usato per predire gli incassi al botteghino o le fluttuazioni di borsa (Derwent Capital Markets è il primo hedge fund a far uso di queste tecniche). Le aziende che investiranno nell&#8217;analisi dei social media riusciranno ad individuare più precisamente anche i bisogni dei consumatori al fine di poterli soddisfare. <a href="http://www-03.ibm.com/press/us/en/pressrelease/35985.wss">IBM</a> ha appena rivelato uno studio che mostra una correlazione tra l&#8217;altezza dei tacchi e l&#8217;andamento dell&#8217;economia. A differenza del passato, in previsione di un periodo di austerità le donne si orienteranno verso le scarpe basse. </p>
<p>Nell&#8217;articolo anche una mia piccola opinione. Buona lettura.</p>
<p><iframe class="scribd_iframe_embed" src="http://www.scribd.com/embeds/76388891/content?start_page=1&#038;view_mode=list&#038;access_key=key-3jcx8fjlw6z8unn9157" data-auto-height="true" data-aspect-ratio="0.719153936545241" scrolling="no" id="doc_84861" width="100%" height="550" frameborder="0"></iframe><script type="text/javascript">(function() { var scribd = document.createElement("script"); scribd.type = "text/javascript"; scribd.async = true; scribd.src = "http://www.scribd.com/javascripts/embed_code/inject.js"; var s = document.getElementsByTagName("script")[0]; s.parentNode.insertBefore(scribd, s); })();</script></p>
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		<title>Il Diario di Facebook: postare fa rima con curare. Una mia opinione sul Corsera</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 16:01:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ieri il Corriere della Sera ha affrontato la questione dell&#8217;accesso dei minori a Facebook, sulla scia del divieto imposto da Obama alle sue figlie. Sul tema più che il parere della Rodotà, vi consiglio quello di Giovanni Boccia Artieri. In coda un pezzo di Elvira Serra sulla nuova interfaccia dei profili detta Timeline o Diario, ospita una mia opinione. Come ho avuto modo di dire al suo lancio, si tratta di una innovazione di grande impatto, che come già avvenuto con l&#8217;introduzione del &#8220;News Feed&#8221;...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri il Corriere della Sera ha affrontato la questione dell&#8217;accesso dei minori a Facebook, sulla scia del divieto imposto da Obama alle sue figlie. Sul tema più che il parere della Rodotà, vi consiglio quello di <a href="http://mediamondo.wordpress.com/2011/12/18/obama-foto-di-famiglia-senza-facebook/">Giovanni Boccia Artieri</a>.<br />
In coda un pezzo di Elvira Serra sulla nuova interfaccia dei profili detta Timeline o Diario, ospita una mia opinione. Come ho avuto modo di dire al suo <a href="http://vincos.it/2011/09/22/facebook-tutte-le-novita-da-f8/" title="la timeline di facebook e le novità da F8">lancio</a>, si tratta di una innovazione di grande impatto, che come già avvenuto con l&#8217;introduzione del &#8220;News Feed&#8221; impone di riflettere sull&#8217;utilizzo che facciamo dei servizi di rete. Il News Feed portava alla luce le azione compiute e le mostrava ai nostri amici. Il Diario fa emergere tutto quello che abbiamo pubblicato sulla piattaforma. Per la prima volta un social network può essere fruito come flusso di notizie, ma anche come diario tanto che ognuno può curare il proprio profilo, la propria storia, aggiungendo o togliendo contenuti. <strong>Curare è un verbo che dovrebbe essere sempre di più associato al nostro modo di stare in rete.</strong></p>
<p><iframe class="scribd_iframe_embed" src="http://www.scribd.com/embeds/76057018/content?start_page=1&#038;view_mode=list&#038;access_key=key-15u0sobc751cbm054wls" data-auto-height="true" data-aspect-ratio="0.740024183796856" scrolling="no" id="doc_68415" width="100%" height="600" frameborder="0"></iframe><script type="text/javascript">(function() { var scribd = document.createElement("script"); scribd.type = "text/javascript"; scribd.async = true; scribd.src = "http://www.scribd.com/javascripts/embed_code/inject.js"; var s = document.getElementsByTagName("script")[0]; s.parentNode.insertBefore(scribd, s); })();</script></p>
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		</item>
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		<title>Osservatorio Brands &amp; Social Media in Italia: banche e assicurazioni tradizionali ancora caute</title>
		<link>http://vincos.it/2011/12/13/osservatorio-brands-social-media-in-italia-banche-e-assicurazioni-tradizionali-ancora-caute/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=osservatorio-brands-social-media-in-italia-banche-e-assicurazioni-tradizionali-ancora-caute</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 11:22:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Abbiamo rilasciato il terzo rapporto dell&#8217;Osservatorio Brands &#038; Social Media di Digital PR e Università Cattolica. Dopo l&#8217;analisi delle aziende del settore consumer electronics, e automotive, abbiamo approfondito il settore bancario e assicurativo. Sono state analizzate le attività di comunicazione corporate sui social media di 20 istituti bancari e assicurativi tradizionali scelti fra i più rilevanti nel nostro Paese. A questi abbiamo aggiunto 4 banche e 4 assicurazioni che operano prevalentemente online o telefonicamente, in quanto caratterizzate da un investimento significativo nella comunicazione digitale. La...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo rilasciato il terzo rapporto dell&#8217;Osservatorio Brands &#038; Social Media di Digital PR e Università Cattolica. Dopo l&#8217;analisi delle aziende del settore <a href="http://www.vincos.it/2011/06/23/osservatorio-brands-social-media-in-italia-facebook-soppianta-i-blog-aziendali-si-consolida-youtube-cresce-twitter/">consumer electronics</a>, e <a href="http://vincos.it/2011/09/26/osservatorio-brands-social-media-in-italia-fiat-stacca-le-francesi-sul-web/">automotive</a>, abbiamo approfondito il settore bancario e assicurativo.   </p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/digitalpr/6504083843/" title="Brands &amp; Social Media: Infografica Banche e Assicurazioni di Digital PR, su Flickr"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7158/6504083843_5b0bfabb85.jpg" class="alignleft" width="166" height="500" alt="Brands &amp; Social Media: Infografica Banche e Assicurazioni"></a></p>
<p>Sono state analizzate le attività di comunicazione corporate sui social media di 20 istituti bancari e assicurativi tradizionali scelti fra i più rilevanti nel nostro Paese. A questi abbiamo aggiunto 4 banche e 4 assicurazioni che operano prevalentemente online o telefonicamente, in quanto caratterizzate da un investimento significativo nella comunicazione digitale. </p>
<p>La classifica degli istituti di credito è dominata da Webank seguita da ING Direct, mentre quella delle assicurazioni da Genialloyd seguita da Directline. La presenza di Webank sui social media è diffusiva (con ING Direct è l’unico istituto che utilizza tutti e quattro i social media considerati, corporate blog compreso) e i profili sono alimentati in modo continuativo cercando anche un costante coinvolgimento degli utenti. Ottimi risultati di performance sono ottenuti anche da Genialloyd. I primi istituti tradizionali nelle due classifiche sono Monte dei Paschi di Siena e Sara Assicurazioni, entrambi al terzo posto. </p>
<p>Altre risultanze:</p>
<p>- <strong>dei 28 istituti selezionati solo 15 hanno profili ufficiali istituzionali attivi sui social media</strong>. Di questi 4 appartengono a istituti bancari tradizionali, 4 ad assicurazioni tradizionali, a cui si aggiungono 3 banche online e 4 assicurazioni online; </p>
<p>- Facebook risulta essere usato da 12 delle 15 aziende presenti sui social media, Twitter e Youtube sono alla pari con 10 profili su 15 istituti. </p>
<p>- emerge una significativa differenza fra istituti tradizionali e online. I primi adottano strategie di comunicazione social più caute e istituzionali, in particolare le assicurazioni, mentre i secondi dimostrano una maggiore familiarità nell&#8217;utilizzo degli strumenti digitali;</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/banche_assicurazioni_social.jpg"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/banche_assicurazioni_social.jpg" alt="banche e assicurazioni sui social media" title="banche_assicurazioni_social" width="560" height="654" class="alignnone size-full wp-image-5910" /></a></p>
<p>Consulta l&#8217;<a href="http://www.slideshare.net/DigitalPR/banche-assicurazioni-executivesummary">executive summary</a> e richiedi il <a href="http://www.digital-pr.it/index.php/brands-social-media-il-risultato-del-settore-banche-e-assicurazioni">rapporto completo</a>. </p>
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		<item>
		<title>Twitter rinnova l&#8217;interfaccia e introduce le nuove pagine per le aziende</title>
		<link>http://vincos.it/2011/12/08/twitter-rinnova-linterfaccia-e-introduce-i-nuovi-account-per-le-aziende/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=twitter-rinnova-linterfaccia-e-introduce-i-nuovi-account-per-le-aziende</link>
		<comments>http://vincos.it/2011/12/08/twitter-rinnova-linterfaccia-e-introduce-i-nuovi-account-per-le-aziende/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 20:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Twitter ha appena annunciato un redesign della sua interfaccia. Oltre ad un miglioramento della velocità di caricamento l&#8217;introduzione principale è un menu orizzontale in alto che resta sempre fisso. Contiene le icone per accedere alle sezioni principali. - la pagina principale che mostra le informazioni di profilo a sinistra e la timeline a destra. più ricca per ospitare foto e video, - la sezione &#8220;@ Connect&#8221; che dà la possibilità di vedere le menzioni, i reply ottenuti, i retweet e i preferiti - la zona...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Twitter ha appena annunciato un <a href="http://fly.twitter.com/">redesign </a>della sua interfaccia. Oltre ad un miglioramento della velocità di caricamento l&#8217;introduzione principale è un menu orizzontale in alto che resta sempre fisso. Contiene le icone per accedere alle sezioni principali.<br />
- la pagina principale che mostra le informazioni di profilo a sinistra e la  timeline a destra. più ricca per ospitare foto e video,<br />
- la  sezione &#8220;@ Connect&#8221; che dà la possibilità di vedere le menzioni, i reply ottenuti, i retweet e i preferiti<br />
- la zona &#8220;# Discover&#8221; dedicata a identificare i contenuti legati ad un hashtag<br />
- una pagina profilo più ordinata.<br />
<a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/section_home_web_en.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/section_home_web_en.png" alt="nuova interfaccia di twitter" title="section_home_web_en" width="520" height="457" class="alignnone size-full wp-image-5891" /></a></p>
<p>Il nuovo redesign prevede anche la possibilità di recuperare per ogni tweet un codice, utile per incorporarli su blog e siti web (qui tutte le <a href="https://dev.twitter.com/docs/embedded-tweets">istruzioni</a>). </p>
<p>La notizia, a mio avviso, più interessante è l&#8217;annuncio di &#8220;<a href="http://adage.com/article/digital/twitter-joins-facebook-google-launches-brand-pages-marketers/231448/" title="esempio di nuovi brand account">pagine profilo</a>&#8221; di nuovo tipo che permettono alle aziende di:</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/twitter_brand_page.jpg"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/twitter_brand_page.jpg" alt="" title="twitter_brand_page" width="322" height="226" class="alignleft size-full wp-image-5890" /></a>- utilizzare immagini molto grandi come testata<br />
- scegliere che un certo tweet rimanga fisso in cima alla timeline, in modo da essere immediatamente evidente. Questo tweet ha anche la caratteristica di auto espandersi per rivelare una foto o un video, anche embeddati da un altra fonte (senza che l&#8217;utente sia obbligato a cliccare, come avviene normalmente)<br />
- avere una separazione tra @reply e mensioni libere, molto importante per le aziende che utilizzano Twitter come customer service</p>
<p>La sperimentazione delle brand page è, per il momento, affidata a 21 aziende tra cui American Express, Best Buy, Bing, Chevrolet, Coca-Cola, Dell, Disney, General Electric, Hewlitt-Packard, Intel, JetBlue, Kia, McDonald&#8217;s, Nike, PepsiCo, Staples, Verizon Communications Wireless, NYSE Euronext, Heineken, Subway e &#8220;Mission: Impossible &#8211; Ghost Protocol&#8221;.</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
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