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	<title>Vincos Blog &#187; istat</title>
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		<title>Visualizzare il tasso di disoccupazione delle regioni italiane nel tempo</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 08:23:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Google Public Data Explorer è un servizio in beta che permette di consultare e visualizzare liberamente enormi quantità di dati pubblici. Mi sono accorto che l&#8217;ISTAT ha reso disponibile la serie storica del tasso di disoccupazione delle regioni italiane dal 1993 al 2009. Nella speranza che non si fermi qui, vi invito a trastullarvi con il grafico riportato di seguito. Il fascino di questi strumenti è che danno a tutti la possibilità di approfondire fenomeni complessi, giocando con i grafici in maniera molto intuitiva. Il...
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.google.com/publicdata/home">Google Public Data Explorer</a> è un servizio in beta che permette di consultare e visualizzare liberamente enormi quantità di dati pubblici. Mi sono accorto che l&#8217;ISTAT ha reso disponibile la serie storica del tasso di disoccupazione delle regioni italiane dal 1993 al 2009. Nella speranza che non si fermi qui, vi invito a trastullarvi con il grafico riportato di seguito. </p>
<p><iframe width="580" height="425" frameborder="0" scrolling="no" marginwidth="0" marginheight="0" src="http://www.google.com/publicdata/explore/embed?ds=z6ac3e47dc4p8u_&amp;ctype=l&amp;strail=false&amp;nselm=h&amp;met_y=unemployment_rate&amp;scale_y=lin&amp;ind_y=false&amp;rdim=c5rkn8pm5pbq3_/it_region&amp;idim=c5rkn8pm5pbq3_/it_region:01:02:03:07:04:041:042:05:08:06:09:10:11:12:13:14:15:16:17:18:19:20&amp;tdim=true&amp;hl=en&amp;dl=en&amp;iconSize=0.20416061440184904&amp;uniSize=0.035"></iframe></p>
<p>Il fascino di questi strumenti è che danno a tutti la possibilità di approfondire fenomeni complessi, giocando con i grafici in maniera molto intuitiva. Il problema oggi, soprattutto in Italia, è che i dati pubblici non sono a disposizione del pubblico in un formato open (leggibile indipendentemente dalla piattaforma utilizzata e riutilizzabile). Per approfondire queste tematiche vi consiglio <a href="http://www.spaghettiopendata.org/">Spaghetti Open Data</a> e <a href="http://www.datagov.it/">DataGov.it </a>    </p>
<div id="attachment_4125" class="wp-caption alignnone" style="width: 418px"><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/03/Disoccupazione-Italia-GPDE.png"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/03/Disoccupazione-Italia-GPDE.png" alt="" title="Disoccupazione-Italia-GPDE" width="408" height="330" class="size-full wp-image-4125" /></a><p class="wp-caption-text">Le regioni con tasso di disoccupazione superiore alla media nazionale - ISTAT/Google Public Data Explorer</p></div>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Istat 2010: gli italiani e le nuove tecnologie</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 09:58:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
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		<description><![CDATA[Come ogni anno l’ISTAT prova a mettere a fuoco il rapporto tra gli italiani e le nuove tecnologie. Come ogni anno, lo fa ignorando i nuovi servizi web che permetterebbero una migliore analisi e condivisione dei dati rilevati. Ad esempio Many Eyes che ho usato per visualizzare alcune delle informazioni emerse. Dal 2008 ad oggi cresce la quota di famiglie che possiede un personal computer (dal 50,1% al 57,6% attuale), l’accesso ad Internet (dal 42% al 52,4%) e che dispone di una connessione a banda...
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ogni anno l’ISTAT prova a mettere a fuoco il <a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/nuovetec/20101223_00/">rapporto tra gli italiani e le nuove tecnologie</a>. Come ogni anno, lo fa ignorando i nuovi servizi web che permetterebbero una migliore analisi e condivisione dei dati rilevati. Ad esempio Many Eyes che ho usato per visualizzare alcune delle informazioni emerse.</p>
<p>Dal 2008 ad oggi cresce la quota di famiglie che possiede un personal computer (dal 50,1% al 57,6% attuale), l’accesso ad Internet (dal 42% al 52,4%) e che dispone di una connessione a banda larga (dal 27,6% al 43,4%). Le famiglie con almeno un minorenne risultano essere le più tecnologiche.  </p>
<p><a href="http://www-958.ibm.com/software/data/cognos/manyeyes/visualizations/italiani-e-tecnologia-valori-perce-2"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/01/italiani-tecnologia-istat-2010.png" alt="italiani e tecnologia - istat 2010 - elaborazione vincos" title="italiani-tecnologia-istat-2010" width="570" height="372" class="alignnone size-full wp-image-3772" /></a> </p>
<p><strong>Tra il 2009 e il 2010, rimane stabile il divario tecnologico tra il Nord e il Sud, mentre si riducono le differenze sociali per quasi tutti i beni tecnologici considerati.</strong> Ad esempio, la quota di famiglie con capofamiglia dirigente, imprenditore o libero professionista che possiedono l’accesso ad Internet passa dal 78,6% all’84,2% mentre tra quelle con capofamiglia operaio passa dal 49,4% al 59,4%.</p>
<p>Ma il divario che sembra incolmabile è quello culturale. Tra i motivi per cui non si naviga in Internet da casa, le famiglie indicano in primo luogo la mancanza di capacità (40,8% in leggera crescita dallo scorso anno).</p>
<p><strong>Incoraggiante, al contrario, è l&#8217;incremento dell&#8217;uso attivo della rete sempre più per comunicare secondo varie modalità</strong>: e-mail (78,5%), social networking (45%), chat/blog/forum (36,7%), Instant Messaging 826,8%), videochiamate (22,4%) o telefonate VOIP (18,9%).    </p>
<p><script type="text/javascript" src="http://www-958.ibm.com/me/visualizations/d5cc2b0c17dc11e0af6d000255111976/comments/d5d01dc017dc11e0af6d000255111976.js"></script></p>
<p><strong>Non emergono differenze territoriali rilevanti nell’uso della rete per comunicare ad eccezione dell’inserimento di messaggi in chat, blog, news-group o forum di discussione online e nell’uso di siti di social networking che risultano maggiormente diffusi nel Sud rispetto al resto del Paese.</strong> In particolare al Sud il 52% degli utenti di Internet ha usato siti di social networking rispetto al 39,1% degli utenti del Nord-est. Nel Sud il 42% degli utenti ha usato Internet per inserire messaggi in chat, blog, news-group o forum rispetto al 32,7% del Nord-ovest.</p>
<p>Dati sicuramente interessanti che però lo sarebbero stati di più se l&#8217;ISTAT si fosse accorta del fenomeno dei social network un po&#8217; prima (ci sono dati solo sul 2010) e se la voce &#8220;inserire messaggi in chat, blog, newsgroup o forum&#8221; non risultasse ai limiti dell&#8217;utile visto che si mettono insieme oggetti/usi disomogenei tra loro. </p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Facebook in Italia: oltre 17 milioni di utenti, 5 milioni da cellulare</title>
		<link>http://vincos.it/2010/11/08/facebook-in-italia-oltre-17-milioni-di-utenti-5-milioni-da-cellulare/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=facebook-in-italia-oltre-17-milioni-di-utenti-5-milioni-da-cellulare</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 08:04:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per due mesi successivi, agosto e settembre, Facebook ha mostrato un calo di utenti registrati in Italia. La nuova rilevazione di ottobre mostra invece un nuovo incremento, che porta gli italiani a 17.334.140. Come avevo già sostenuto probabilmente si è strattato di una flessione dovuta ad una pulizia del database o ad un errore di contabilizzazione. Al netto dei due mesi anomali, le coorti di età che mostrano il maggiore trend di crescita sono quelle dei 46-55enni (+8%) e degli ultra 56enni (+14%). Interessante il...
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per due mesi successivi, <a href="http://www.vincos.it/2010/09/13/facebook-perde-utenti-in-italia/">agosto</a> e <a href="http://www.vincos.it/2010/10/04/facebook-meno-italiani-anche-a-settembre/">settembre</a>, Facebook ha mostrato un calo di utenti registrati in Italia. La nuova rilevazione di ottobre mostra invece un nuovo incremento, che porta gli italiani a 17.334.140. Come avevo già sostenuto probabilmente si è strattato di una flessione dovuta ad una pulizia del database o ad un errore di contabilizzazione.<br />
Al netto dei due mesi anomali, le coorti di età che mostrano il maggiore trend di crescita sono quelle dei 46-55enni (+8%) e degli ultra 56enni (+14%).</p>
<p>Interessante il raffronto tra iscritti e popolazione rilevata dall&#8217;ISTAT, che rivela come <strong>il 93% degli italiani sotto i 24 anni avrebbero un profilo Facebook</strong>. Un dato che va letto da un lato, tenendo conto dei possibili doppi o falsi profili su Facebook, dall&#8217;altro, dell&#8217;iscrizione di minori di 13 anni. </p>
<p>La rilevanza della navigazione da dispositivi mobili, che emerge con chiarezza dal report <a href="http://liberomobile.libero.it/trends/">Libero Mobile Trends</a> che parla di 15 milioni di utenti, mi ha spinto a cercare dati sulle destinazioni più visitate in mobilità.<br />
I dati Comscore di luglio assegnano il podio a <strong>Google (8 milioni di utenti unici/mese), seguito da Facebook (5 milioni), Windows Live/MSN/Bing (poco meno di 5), Yahoo! (4,3), Virgilio (2,8), Libero (2,5</strong>). Non c&#8217;è dubbio che anche il mobile sia diventato un inevitabile terreno di scontro, nel quale Big G ha il vantaggio di un sistema operativo in forte crescita.  </p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2010/11/top-10-siti-mobile-luglio.png"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2010/11/top-10-siti-mobile-luglio.png" alt="top 10 siti mobile - luglio" title="top-10-siti-mobile-luglio" width="585" height="437" class="aligncenter size-full wp-image-3516" /></a></p>
<p>Tutti i dati sono consultabili alla pagina dell&#8217; <a href="http://www.vincos.it/osservatorio-facebook/">Osservatorio Facebook</a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>ISTAT: gli italiani s&#8217;informano senza ricorrere a Internet ?</title>
		<link>http://vincos.it/2010/03/10/istat-gli-italiani-sinformano-senza-ricorrere-a-internet/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=istat-gli-italiani-sinformano-senza-ricorrere-a-internet</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:38:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo l&#8217;ultima indagine Istat il 23,3% della popolazione di 14 anni e più non si informa mai di politica. Si tratta di quasi 4 milioni di uomini e di 7 milioni 847 mila donne. Il 60,7% delle persone di 14 anni e più si informa almeno una volta a settimana e il 35,9% ogni giorno. Ma quelli che s&#8217;informano pare preferiscano la televisione, la carta stampata e la radio&#8230;ma la Rete ? Affogata in &#8220;Altro&#8221; o dimenticata dell&#8217;Istituto Nazionale di Statistica ? Potresti apprezzare: Italiani...
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<li><a href='http://vincos.it/2008/06/30/la-dieta-mediatica-degli-italiani/' rel='bookmark' title='La dieta mediatica degli italiani'>La dieta mediatica degli italiani</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo <a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20100308_00/">l&#8217;ultima indagine Istat</a> il 23,3% della popolazione di 14 anni e più non si informa mai di politica. Si tratta di quasi 4 milioni di uomini e di 7 milioni 847 mila donne. Il 60,7% delle persone di 14 anni e più si informa almeno una volta a settimana e il 35,9% ogni giorno.  </p>
<p>Ma quelli che s&#8217;informano pare preferiscano la televisione, la carta stampata e la radio&#8230;ma la Rete ? Affogata in &#8220;Altro&#8221; o dimenticata dell&#8217;Istituto Nazionale di Statistica ?</p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2010/03/Istat-italiani-politica-09.PNG"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2010/03/Istat-italiani-politica-09-300x141.PNG" alt="Istat-italiani-politica-09" title="Istat-italiani-politica-09" width="300" height="141" class="alignnone size-medium wp-image-2257" /></a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Italiani e Internet: molte ombre e qualche luce</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 19:45:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
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		<description><![CDATA[La fotografia scattata dall&#8217;ISTAT sul rapporto tra gli italiani e la rete presenta molte ombre e qualche flebile luce. Tra le ombre l&#8217;ancora scarsa dotazione informatica delle famiglie: solo il 50,1% ha un PC e il 42% ha l&#8217;accesso ad internet, ma la banda larga è posseduta solo dal 27,6%. Addirittura il 40,6% delle famiglie dichiara di non possedere l&#8217;accesso per incapacità di utilizzo. Tra le luci un utilizzo della rete sempre più consapevole, sia come strumento di comunicazione che di crescita. Gli italiani usano...
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La fotografia scattata dall&#8217;ISTAT  sul rapporto tra gli italiani e la rete presenta molte ombre e qualche flebile luce.</p>
<p>Tra le ombre l&#8217;ancora scarsa dotazione informatica delle famiglie: <strong>solo il 50,1% ha un PC e il 42% ha l&#8217;accesso ad internet, ma la banda larga è posseduta solo dal 27,6%</strong>. Addirittura il 40,6% delle famiglie dichiara di non possedere l&#8217;accesso per incapacità di utilizzo.</p>
<p>Tra le luci un utilizzo della rete sempre più consapevole, sia come strumento di comunicazione che di crescita. Gli italiani usano la rete soprattutto per ricevere e spedire <strong>posta elettronica</strong> (76,1%), per <strong>cercare informazioni su merci e servizi</strong> (66,3%) e per <strong>apprendere</strong> (58,3%).</p>
<p>Sono il 15,7% gli italiani attivi, che caricano contenuti autoprodotti per condividerli.</p>
<p><strong>Legge i blog il 28,5% delle persone</strong> di 6 anni e più, mentre dichiarano di gestirlo il 7,8%.</p>
<p><strong>Il 22,3% inserisce messaggi in chat, newsgroup o forum</strong> e il 21,3% usa i servizi di instant messaging.</p>
<p>Se però ci concentriamo sui giovani <strong>tra i 15 e i 19 anni, scopriamo che quasi la metà usano chat, newsgroup, forum, mentre oltre il 45% legge i blog e più del 23% dichiara di gestirlo</strong>.</p>
<p>Vi invito a leggere <a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20090227_00/">l&#8217;indagine </a>che, seppur svolta nel febbraio 2008, contiene molti dati utili sui quali riflettere insieme.</p>
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		<title>Annuario ISTAT: l&#8217;Italia vecchia e povera del divario digitale</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 11:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[digital divide]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[pc]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stato pubblicato l&#8217; Annuario Statistico Italiano 2008, un tomo di 800 pagine creato dall&#8217;Istat per offrire un affresco puntinista del popolo italico. Il nostro Istituto, arretrato in termini di cultura digitale come il popolo che analizza, ci offre questa mole di dati in pdf ed xls, quando sarebbe stato più efficace esporla usando strumenti di data visualization, che ne avrebbero sicuramente facilitato la comprensione e la diffusione. Così, ho provato a farlo io, rispetto ai dati che mi stanno più a cuore, quelli dell&#8217;utilizzo...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato pubblicato l&#8217; <a href="http://www.istat.it/dati/catalogo/20081112_00/">Annuario Statistico Italiano 2008</a>, un tomo di 800 pagine creato dall&#8217;Istat per offrire un affresco puntinista del popolo italico.<br />
Il nostro Istituto, arretrato in termini di cultura digitale come il popolo che analizza, ci offre questa mole di dati in pdf ed xls, quando sarebbe stato più efficace esporla usando strumenti di <em>data visualization</em>, che ne avrebbero sicuramente facilitato la comprensione e la diffusione. Così, ho provato a farlo io, rispetto ai dati che mi stanno più a cuore, quelli dell&#8217;utilizzo del PC e di Internet (sarebbe molto bello farne un progetto collaborativo che coinvolga gli studenti).</p>
<p>Nel 2008, <strong>il 44,9% della popolazione dichiara di utilizzare il computer e il 40,2% di collegarsi ad Internet</strong>. Il massimo utilizzo, pari all&#8217;80%, si ha tra i giovani (dai 15 ai 19 anni), per poi scemare al 9,1% nella fascia 65-74 anni e all’1,9% in quella dei 75 e oltre (queste ultime rappresentano 1/5 della popolazione).<br />
Inoltre se consideriamo la fascia superiore ai 34 anni notiamo anche un forte divario di genere.</p>
<p><code><script type="text/javascript" src="http://manyeyes.alphaworks.ibm.com/manyeyes/visualizations/af286be4b2f011dd9380000255111976/comments/af3eda64b2f011dd9380000255111976.js?width=400&#038;height=350"></script></code></p>
<p>Come si evince dalle mappe, a livello territoriale, <strong>permane un forte divario nell’uso del pc </strong>(Nord e Centro rispettivamente 49,5% e 46,9%, Mezzogiorno 37,7%) <strong>e di Internet </strong>(Nord e Centro rispettivamente 45,0% e 42,9%, Mezzogiorno 32,6%). </p>
<p>E&#8217; un divario, a mio avviso, prima di tutto culturale che nasce dalla percezione generalizzata di un saldo negativo tra costo di apprendimento delle tecnologie e benefici pratici delle stesse. Se a ciò aggiungiamo <a href="http://www.wifighters.it/divario-digitale-o-divario-culturale/">l&#8217;abdicazione dei genitori al loro ruolo guida</a> e l&#8217;inerzia della classe dirigente non ci resta che aspettare pazientemente la carica dei nativi digitali.</p>
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<li><a href='http://vincos.it/2008/09/06/dipity-20-la-tua-vita-digitale-sullasse-del-tempo/' rel='bookmark' title='Dipity 2.0: la tua vita digitale sull&#8217;asse del tempo'>Dipity 2.0: la tua vita digitale sull&#8217;asse del tempo</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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