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	<title>Vincos Blog &#187; sociologia</title>
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		<title>Sociologia dei media digitali di Davide Bennato</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 16:23:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sociologia dei media digitali (Laterza) è un manuale di sociologia scritto dall&#8217;amico Davide Bennato, docente all&#8217;Università di Catania. Chiaramente pensato per gli studenti universitari, il libro è utile anche per chi volesse inquadrare i nuovi fenomeni della rete in una prospettiva storica e teorica. Il testo è suddiviso in tre sezioni: Contesto, che contiene una panoramica sui processi comunicativi, Strumenti, ossia le infrastrutture della collaborazione, Valori, sulla dimensione etica della network society. L&#8217;ultima mi è sembrata la più interessante, ma anche quella più meritevole di...
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&#038;Itemid=97&#038;task=schedalibro&#038;isbn=9788842097716">Sociologia dei media digitali</a> (Laterza) è un manuale di sociologia scritto dall&#8217;amico <a href="http://www.tecnoetica.it">Davide Bennato</a>, docente all&#8217;Università di Catania. Chiaramente pensato per gli studenti universitari, il libro è utile anche per chi volesse inquadrare i nuovi fenomeni della rete in una prospettiva storica e teorica.<br />
<a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/03/sociologia-dei-media-digitali.jpg"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/03/sociologia-dei-media-digitali.jpg" alt="sociologia dei media digitali" title="sociologia-dei-media-digitali" width="200" height="301" class="alignleft size-full wp-image-6343" /></a>Il testo è suddiviso in tre sezioni: Contesto, che contiene una panoramica sui processi comunicativi, Strumenti, ossia le infrastrutture della collaborazione, Valori, sulla dimensione etica della network society. L&#8217;ultima mi è sembrata la più interessante, ma anche quella più meritevole di un approfondimento ulteriore. Così ho rivolto due domande all&#8217;autore, che mi ha gentilmente fatto avere il suo libro in anteprima.</p>
<p><strong>Davide quali sono le sfide etiche che pongono le tecnologie di rete?</strong></p>
<p>Le tecnologie di rete mettono duramente alla prova le cose in cui crediamo, i nostri valori, sia creando situazioni nuove che non siamo abituati a gestire, sia rileggendo in chiave profondamente diversa problemi che fanno parte del nostro vivere quotidiano e che sono stati tema di discussione di filosofi e politici.<br />
A mio avviso le sfide più importanti sono: la questione della privacy che viene riletta come tensione fra visibilità e opacità, il problema della libertà di espressione che i social network traducono come promozione di gruppi moralmente controversi (come i gruppi Facebook a sostegno dei mafiosi), la tematica della dataveglianza ovvero la sorveglianza attraverso la raccolta indiscriminata dei dati da parte delle piattaforme ma anche degli utenti (quando vengono postate informazioni su altre persone che non fanno parte della nostra rete di contatti).<br />
Quello che si assiste nelle reti è il fenomeno che potremmo chiamare l&#8217;effetto farfalla delle informazioni: ovvero informazioni semplici e all&#8217;apparenza innocue possono avere effetti macroscopici e imprevisti a causa dell&#8217;effetto moltiplicatore e di circolazione incontrollata che hanno i social network.</p>
<p><strong>Esiste un modo etico per usare i social network?</strong></p>
<p>Non è facile rispondere a questa domanda: dipende caso per caso. In linea di principio valgono le regole della netiquette, ovvero quell&#8217;insieme di norme informali che regolano la vita sociale dei social network e che la frequentazione degli spazi digitali porta ad apprendere progressivamente.<br />
In senso più generale credo che valga l&#8217;osservazione di Kant sulla libertà secondo cui la nostra libertà finisce quando inizia quello dell&#8217;altro.<br />
Questo vuol dire che apertura, ascolto e tolleranza sono principi imprescindibili per un uso etico della rete.  </p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;anti-Facebook di Google avrà queste caratteristiche ?</title>
		<link>http://vincos.it/2010/07/10/lanti-facebook-di-google-avra-queste-caratteristiche/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lanti-facebook-di-google-avra-queste-caratteristiche</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 05:16:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<category><![CDATA[facebook]]></category>
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		<description><![CDATA[Paul Adams, responsabile del gruppo User Research for Social di Google, ha condotto uno studio molto interessante sull&#8217;uso dei social network, che porta alla luce le debolezze del modello Facebook e dunque i pilastri sui quali Brin &#038; Page potrebbero fondare l&#8217;anti-Facebook (nome in codice Google Me). Alcuni punti salienti: - alla base della progettazione di un social network devono esserci le motivazioni e gli obiettivi, non la tecnologia - il concetto di &#8220;amici&#8221;, tipico di Facebook, non riesce a ricomprendere i diversi livelli di...
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Paul Adams, responsabile del gruppo User Research for Social di Google, ha condotto uno studio molto interessante sull&#8217;uso dei social network, che porta alla luce le debolezze del modello Facebook e dunque i pilastri sui quali Brin &#038; Page potrebbero fondare l&#8217;anti-Facebook (nome in codice Google Me). </p>
<p><code><object id="__sse4656436" width="450" height="510"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/doc_player.swf?doc=vtm2010-100701010846-phpapp01&#038;stripped_title=the-real-life-social-network-v2" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4656436" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/doc_player.swf?doc=vtm2010-100701010846-phpapp01&#038;stripped_title=the-real-life-social-network-v2" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="450" height="510" FlashVars="gig_lt=1278593733587&#038;gig_pt=1278593739165&#038;gig_g=2"></embed><param name="FlashVars" value="gig_lt=1278593733587&#038;gig_pt=1278593739165&#038;gig_g=2" /></object></code></p>
<p>Alcuni punti salienti:</p>
<p>- alla base della progettazione di un social network devono esserci le motivazioni e gli obiettivi, non la tecnologia<br />
- il concetto di &#8220;amici&#8221;, tipico di Facebook, non riesce a ricomprendere i diversi livelli di amicizia tipici della nostra vita. E&#8217; necessario disegnare le piattaforme in modo che diano la possibilità di distinguere gruppi di amici a seconda dell&#8217;intensità del legame (forte, debole, temporaneo)<br />
- diversi gradi di amicizia hanno bisogno anche di differenti canali di comunicazione<br />
- il network dovrebbe supportare diversi tipi di identità e anche l&#8217;anonimato<br />
- le persone si preoccupano poco della privacy solo perché non comprendono impostazioni troppo complicate.<br />
- le persone sottostimano l&#8217;ampiezza del loro pubblico e la persistenza delle loro conversazioni in rete</p>
<p>Ammesso che Google Me riuscisse a soddisfare i bisogni degli utenti non soddisfatti dai social network esistenti, si troverebbe comunque di fronte alla grande difficoltà di sconfiggere le cosiddette esternalità di rete di Facebook. In altre parole il valore che come utente ottengo dal fatto di appartenere ad una rete molto grande, fatta di numerosi contatti stabiliti e potenziali, è superiore agli eventuali benefici che potrei ottenere da una rete nuova, forse meglio progettata, ma meno estesa dell&#8217;attuale.</p>
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		<title>Network Effect: quando la rete diventa pop</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 09:49:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Network effect &#8211; quando la rete diventa pop , curato da Lella Mazzoli ed edito da Codice Edizioni, è un opera fondamentale per comprendere la complessità dell&#8217;impatto della rete, dei suoi strumenti e delle sue pratiche, sulla società. I 7 saggi di cui si compone, firmati dagli amici del gruppo La.Ri.C.A. dell&#8217;Università di Urbino, offrono uno sguardo profondo e partecipante sui molteplici aspetti della mutazione in atto, che riguarda il senso della posizione nella comunicazione, il concetto di privacy, il ruolo del nuovo consumatore, la...
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2009/10/Network-Effect.jpg"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2009/10/Network-Effect.jpg" alt="Network Effect" title="Network Effect" width="180" height="270" class="alignleft size-full wp-image-1901" /></a><a href="http://codiceedizioni.it/catalogo/pubblicazioni/network-effect">Network effect &#8211; quando la rete diventa pop </a>, curato da Lella Mazzoli ed edito da Codice Edizioni, è un opera fondamentale per comprendere la complessità dell&#8217;impatto della rete, dei suoi strumenti e delle sue pratiche, sulla società.<br />
I 7 saggi di cui si compone, firmati dagli amici del gruppo <a href="http://larica-virtual.soc.uniurb.it/larica/">La.Ri.C.A.</a> dell&#8217;Università di Urbino, offrono uno sguardo profondo e partecipante sui molteplici aspetti della mutazione in atto, che riguarda il senso della posizione nella comunicazione, il concetto di privacy, il ruolo del nuovo consumatore, la pubblicità, la cittadinanza, la creatività, il gioco.<br />
Il testo, ancorato a solide radici teoriche, risulta scorrevole e pieno di spunti di riflessione.<br />
Già in passato il prof. <a href="http://www.vincos.it/2009/08/05/intervista-a-giovanni-boccia-artieri-facebook-e-lascesa-della-cyberborghesia/">Giovanni Boccia Artieri </a>ci aveva anticipato elementi del suo lavoro contenuti nel libro, oggi è il turno di Fabio Giglietto.</p>
<p><code><object width="450" height="265"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ABw5luAdfnI&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ABw5luAdfnI&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="450" height="265"></embed></object></code></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Giovanni Boccia Artieri: Facebook e l&#8217;ascesa della cyberborghesia</title>
		<link>http://vincos.it/2009/08/05/intervista-a-giovanni-boccia-artieri-facebook-e-lascesa-della-cyberborghesia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=intervista-a-giovanni-boccia-artieri-facebook-e-lascesa-della-cyberborghesia</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 08:42:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
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		<category><![CDATA[sociologia]]></category>

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		<description><![CDATA[La massa di persone che sta iniziando a scoprire i social network, in Italia oltre 10 milioni e mezzo, guardata con sospetto dagli early adopter, determinerà sicuramente delle mutazioni nel modo di usare il mezzo, ma anche di percepire noi stessi all’interno del mondo della comunicazione. Giovanni Boccia Artieri, Università di Urbino, parla di ascesa della cyberborghesia, ossia “di quella classe media digitale che usa senza essere geek, che ha un’idea della Rete ma solo associata a stretti interessi personali che oscillano fra informazione ed...
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La massa di persone che sta iniziando a scoprire i social network, in Italia <a href="http://www.vincos.it/osservatorio-facebook/">oltre 10 milioni e mezzo</a>, guardata con sospetto dagli early adopter,  determinerà sicuramente delle mutazioni nel modo di usare il mezzo, ma anche di percepire noi stessi all’interno del mondo della comunicazione.</p>
<p><a href="http://mediamondo.wordpress.com/">Giovanni Boccia Artieri</a>, Università di Urbino, parla di <a href="http://mediamondo.wordpress.com/2009/02/03/facebook-e-lascesa-della-cyberborghesia-1/">ascesa della cyberborghesia</a>, ossia “di quella classe media digitale che usa senza essere geek, che ha un’idea della Rete ma solo associata a stretti interessi personali che oscillano fra informazione ed intrattenimento”. L’aspetto da non sottovalutare, sostiene Giovanni, è che l’utilizzo quotidiano di questi nuovi strumenti di socialità ci permetterà di  “accedere a nuove metafore di utilizzo dei vecchi media e probabilmente daremo un nuovo senso al modo di stare assieme”.</p>
<p><code> <object width="450" height="265"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/VqWVCez8iUI&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;hd=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/VqWVCez8iUI&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="450" height="265"></embed></object> </code></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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