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	<title>Vincos Blog &#187; survey</title>
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		<title>TNS: il &#8220;brand divide&#8221; mondiale sui social network</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 09:28:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ultima ricerca TNS (azienda del gruppo WPP del quale faccio parte) mostra un mondo in cui gli abitanti dei paesi più sviluppati hanno iniziato a sviluppare degli anticorpi verso le malìe delle aziende, mentre quelli in via di sviluppo sono più propense a dar credito alla presenza dei brand online. Per capire la resistenza o l&#8217;apertura verso i brand TNS ha sottoposto il suo campione a due frasi (&#8220;i social network sono un buon posto per conoscere di più un brand e i suoi prodotti&#8221;,...
Nessun post simile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ultima ricerca TNS (azienda del gruppo WPP del quale faccio parte) mostra un mondo in cui gli abitanti dei paesi più sviluppati hanno iniziato a sviluppare degli anticorpi verso le malìe delle aziende, mentre quelli in via di sviluppo sono più propense a dar credito alla presenza dei brand online.</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/11/TNS-brands.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/11/TNS-brands.png" alt="TNS: la resistenza ai brand nel mondo" title="TNS-brands" width="570" height="333" class="alignnone size-full wp-image-5666" /></a></p>
<p>Per capire la resistenza o l&#8217;apertura verso i brand TNS ha sottoposto il suo campione a due frasi (&#8220;i social network sono un buon posto per conoscere di più un brand e i suoi prodotti&#8221;, &#8220;i social network sono/potrebbero essere un buon posto per acquistare prodotti&#8221;), chiedendo di indicare il livello di accordo/disaccordo. I risultati completi si trovato sul sito <a href="http://www.tnsdigitallife.com/view/social-brands/talk/both/all/net" title="TNS Digital Life">Digital Life</a>.</p>
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		<title>Technorati: lo stato della blogosfera e del rapporto coi brand</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 10:03:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Puntuale anche quest&#8217;anno arriva &#8220;state of the blogosphere 2011&#8221; di Technorati, una survey che ha interessato 4.114 bloggers in 45 nazioni. Alcune evidenze riguardanti le pratiche più comuni e il rapporto con i brand: - Chi sono: 3/5 dei blogger intervistati sono uomini, in discesa rispetto allo scorso anno. L&#8217;età più rappresentata è la fascia tra i 25 e i 44 anni, ma con 1/3 che la supera; - Motivazioni: il 61% blogga per hobby, il 13% scrive part-time per avere un compenso aggiuntivo, il...
Nessun post simile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Puntuale anche quest&#8217;anno arriva &#8220;<a href="http://technorati.com/blogging/article/state-of-the-blogosphere-2011-introduction/">state of the blogosphere 2011</a>&#8221; di Technorati, una survey che ha interessato 4.114 bloggers in 45 nazioni. Alcune evidenze riguardanti le pratiche più comuni e il rapporto con i brand:</p>
<p>- Chi sono: 3/5 dei blogger intervistati sono uomini, in discesa rispetto allo scorso anno. L&#8217;età più rappresentata è la fascia tra i 25 e i 44 anni, ma con 1/3 che la supera;</p>
<p>- Motivazioni: il 61% blogga per hobby, il 13% scrive part-time per avere un compenso aggiuntivo, il 5% lo fa come lavoro principale, il 13% restante per promuovere la propria azienda o quella di cui è dipendente;</p>
<p>- Strumenti di promozione: Facebook e Twitter soprattutto, anche perchè sono la maggiore fonte di traffico, segue LinkedIn; </p>
<p>- Da chi sono influenzati: principalmente da altri blogger, poi da amici e dagli account seguiti sui social media; </p>
<p>- Di cosa parlano: 2/3 dei blogger parla anche di brand e 1/3 recensisce prodotti/servizi</p>
<p>- Rapporto con i brand: 1/3 degli hobbisti dice di essere sollecitato dalle aziende due volte a settimana, mentre per i 2/3 dei blogger professionisti la frequenza sale a 8 volte a settimana.<br />
Il 60% degli intervistati sente di essere trattato meno bene rispetto ai giornalisti. In generale solo il 25% pensa che le aziende diano valore, mentre la maggioranza sostiene che non siano interessate a stabilire una solida relazione.</p>
<p>Vorrebbero essere coinvolti maggiormente in review di prodotto, ma anche in focus group. Tra i professionisti spicca l&#8217;interesse per i &#8220;post sponsorizzati&#8221; e i programmi di &#8220;brand ambassador&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/11/technorati_2011.jpg"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/11/technorati_2011.jpg" alt="state of the blogosphere 2011" title="technorati_2011" width="556" height="408" class="alignnone size-full wp-image-5566" /></a></p>
<p>- Cosa apprezzano i lettori: gli hobbisti e i professionisti  affermano che le recensioni sono la cosa più apprezzata, mentre i blogger imprenditori o corporate dicono di avere un pubblico attento soprattutto a contenuti consulenziali  </p>
<p>- Trasparenza: l&#8217;86% dichiara i casi di sponsored post, mentre solo il 58% svela di aver ricevuto un prodotto per una recensione. Un tasto sempre dolente, quindi attenzione ai disonesti.</p>
<p>Nessun post simile.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Ricerca SDA Bocconi: aziende italiane e customer experience attraverso i social network</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 08:23:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Osservatorio business intelligence, centro di ricerca di SDA Bocconi, ha realizzato un&#8217;interessante survey su 1080 aziende italiane o filiali italiane di aziende estere, dal titolo &#8220;Customer Experience &#038; Social Network&#8220;. I social network sono considerati molto importanti per il 38% degli intervistati, abbastanza per un altro 38% e poco per il 24%. Il 39% delle aziende è già presente su qualche social network e il 32% sta valutando, ma c&#8217;è anche un 29% di aziende che non ci pensa neanche a impelagarsi nella gestione della...
Nessun post simile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Osservatorio business intelligence, centro di ricerca di SDA Bocconi, ha realizzato un&#8217;interessante survey su 1080 aziende italiane o filiali italiane di aziende estere, dal titolo &#8220;<a href="http://dl.dropbox.com/u/38605514/SDA%20Bocconi%20Andrea%20Albanese%20risultati%20Customer%20Experience%20e%20Social%20Network%20public%2009-2011.pdf">Customer Experience &#038; Social Network</a>&#8220;. </p>
<p>I social network sono considerati molto importanti per il 38% degli intervistati, abbastanza per un altro 38% e poco per il 24%.</p>
<p>Il 39% delle aziende è già presente su qualche social network e il 32% sta valutando, ma c&#8217;è anche un 29% di aziende che non ci pensa neanche a impelagarsi nella gestione della propria presenza online, sia perché considerata non utile per il business sia perché spaventati dall&#8217;impossibilità di controllare le dinamiche della rete.</p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/10/sda_bocconi_customer_experience.png"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/10/sda_bocconi_customer_experience.png" alt="sda bocconi custormer experience" title="sda_bocconi_customer_experience" width="570" height="377" class="alignnone size-full wp-image-5500" /></a></p>
<p>Ma quanto sono attente le aziende a ciò che si dice di loro in rete? Il 23% dice di monitorare le conversazioni attraverso strumenti professionali (spider e software di sentiment analysis), il 34% lo fa manualmente, mentre il 43% ha deciso che è meglio non sapere.</p>
<p>Il comportamento di fronte ad una lamentela sui social media è variabile: il 25% risponde pubblicamente, il 32% preferisce farlo in privato, il 19% inoltra la richiesta al servizio clienti e il 24% non sempre risponde.</p>
<p>I feedback ricevuti sugli spazi di conversazione hanno influenzato le strategie aziendali? Il 48% ammette di no, il 25% dice di tenerli in considerazione e un incoraggiante 4% afferma di si.</p>
<p>Gli intervistati sembrano evidenziare che non solo si fa fatica a capire l&#8217;importanza dell&#8217;ascolto, ma anche a cogliere le vere opportunità dei social network. Ad esempio alla domanda sulla possibile integrazione tra social e servizio clienti, il 54% risulta favorevole, il 46% contrario e tra questi c&#8217;è un 10% che pensa che servano solo ad intrattenere i fan.</p>
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		<title>L&#8217;impatto dei social network sulle nostre vite. Fiducia, supporto sociale e partecipazione nell&#8217;era di Facebook.</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 12:57:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;autorevole Pew Research Center ha rilasciato &#8220;Social networking sites and our lives&#8221; un corposo studio sull&#8217;impatto dei social network nella vita degli statunitensi. Utile per avere una finestra sul futuro di paesi come l&#8217;Italia, solitamente a traino dei trend socio-tecnologici americani, e per sfatare alcuni miti che stanno pericolosamente attecchendo nella nostra cultura. La prima parte di scenario mostra un confronto tra le analisi del 2008 e del 2010 . In questo arco temporale gli adulti che dichiarano di usare i social network sono passati...
Nessun post simile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;autorevole <a href="http://www.vincos.it/tag/pew/">Pew Research Center</a> ha rilasciato &#8220;<a href="http://pewinternet.org/Reports/2011/Technology-and-social-networks/Summary.aspx">Social networking sites and our lives</a>&#8221; un corposo studio sull&#8217;impatto dei social network nella vita degli statunitensi. Utile per avere una finestra sul futuro di paesi come l&#8217;Italia, solitamente a traino dei trend socio-tecnologici americani, e per sfatare alcuni miti che stanno pericolosamente attecchendo nella nostra cultura.</p>
<p>La prima parte di scenario mostra un confronto tra le analisi del 2008 e del 2010 . In questo arco temporale gli adulti che dichiarano di usare i social network sono passati dal 26% al 47% della popolazione. <strong>Sono cresciute soprattutto le fasce di età superiori ai 35 anni</strong>, portando l&#8217;età media degli utilizzatori dai 33 ai 38 anni. Nel tempo il divario tra donne (56%) e uomini (44%) si è ampliato.</p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/06/PEW_sns_age.jpg"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/06/PEW_sns_age.jpg" alt="" title="PEW_sns_age" width="418" height="479" class="alignnone size-full wp-image-4672" /></a> </p>
<p>Analizzando il dettaglio demografico dei frequentatori delle singole piattaforme emerge che gli utenti su MySpace sono più giovani (32 anni in media) di quelli su Facebook (38) e Twitter (33), con  LinkedIn che ha una popolazione mediamente quarantenne.</p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/06/PEW_sns_breakdown_age.jpg"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/06/PEW_sns_breakdown_age.jpg" alt="" title="PEW_sns_breakdown_age" width="524" height="354" class="alignnone size-full wp-image-4674" /></a></p>
<p><strong>LinkedIn risulta essere l&#8217;unico social network con più uomini che donne</strong>. Specularmente lo stesso divario tra i sessi lo si ritrova su Twitter, che conta il 64% di donne.</p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/06/PEW_sns_breakdown_gender.jpg"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/06/PEW_sns_breakdown_gender.jpg" alt="" title="PEW_sns_breakdown_gender" width="484" height="389" class="alignnone size-full wp-image-4675" /></a></p>
<p><strong>Tra gli utilizzatori di Facebook (92% del campione) il 52% dice di accedervi quotidianamente, mentre tra quelli di Twitter (13%) il 33% lo usa ogni giorno. Sembra inoltre che le più propense a esprimere un &#8220;like&#8221; e ad aggiornare il proprio status siano le donne.</strong></p>
<p>La seconda parte dello studio è la più interessante perché prova a far emergere l&#8217;impatto dei social network sulle nostre vite e a sfatare i miti sulla separazione tra mondo reale e virtuale o sull&#8217;isolamento dovuto all&#8217;uso della rete. Alcuni risultati:</p>
<p>- <strong>i social network non costituiscono un mondo virtuale</strong>: rispetto ai contatti su Facebook, gli statunitensi affermano che solo il 3% è costituito da persone mai conosciute</p>
<p>- <strong>l&#8217;uso delle tecnologie (mobili e di rete) è associato a legami forti</strong>. In particolare chi usa Facebook più volte al giorno ha in media il 9% in più di legami forti rispetto agli altri utenti di Internet</p>
<p>- <strong>i social network vengono utilizzati sempre più per rafforzare le relazioni forti</strong>: il 40% degli utenti ha messo tra i propri &#8220;contatti&#8221; gli amici più cari (in crescita rispetto al 29% del 2008</p>
<p>- <strong>gli utenti della rete si fidano di più degli altri</strong>: gli utenti della rete che si dichiarano d&#8217;accordo rispetto alla domanda “sento che la maggior parte delle persone sono degne di fiducia” sono il doppio rispetto ai non utenti di Internet. Inoltre chi usa Facebook più volte al giorno ha il 43% di possibilità in più rispetto agli utenti di Internet di esprimere accordo con questa affermazione. I dati sono stati depurati dal fattore demografico ossia dal fatto che l&#8217;età possa influire sulla risposta e che i giovani sono più rappresentati degli anziani sui social network </p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/06/PEW_sns_trust.jpg"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/06/PEW_sns_trust.jpg" alt="" title="PEW_sns_trust" width="480" height="480" class="alignnone size-full wp-image-4681" /></a></p>
<p>- <strong>chi scrive un blog e usa i social network percepisce un maggior supporto sociale</strong>:  calcolando il supporto sociale (emotivo, compagnia e strumentale) che si riceve dai propri contatti, gli utenti della rete fanno registrare 3 punti in più degli altri sul supporto totale. Mentre rispetto agli utenti della rete, chi ha un blog risulta con 3 punti in più sul supporto totale e chi usa Facebook più volte al giorno 5 punti in più. Per dare un’idea di cosa significhi la differenza in questa scala i ricercatori fanno notare che l’incremento di punteggio fatto registrare dagli utenti Facebook è paragonabile per entità a sposarsi o andare a vivere con un partner</p>
<p>- <strong>gli utenti dei social network sono più propensi a partecipare alla vita democratica</strong>: la survey condotta prima delle elezioni di medio termine del 2010 ha rilevato che gli iscritti a LinkedIn avevano una maggior propensione ad essere coinvolti politicamente. </p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/06/PEW_sns_politics.jpg"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/06/PEW_sns_politics.jpg" alt="" title="PEW_sns_politics" width="470" height="527" class="alignnone size-full wp-image-4680" /></a></p>
<p>Depurando i dati dal fattore demografico  (chi usa LinkedIn è più maturo ed ha una scolarizzazione maggiore) si scopre che gli utenti Facebook che usano la piattaforma più volte al giorno hanno, rispetto ad un navigatore non iscritto, 2 volte e mezzo la possibilità di aver partecipato ad una manifestazione politica, il 57% in più di aver cercato di persuadere qualcuno a votare un certo candidato e il 43% di possibilità in più di aver dichiarato di votare. </p>
<p>Via <a href="http://larica.uniurb.it/nextmedia/2011/06/chi-usa-facebook-ha-piu-fiducia-negli-altri/?utm_source=feedburner&#038;utm_medium=feed&#038;utm_campaign=Feed%3A+nextmedia+%28FG+on+next+media+and+society%29">Fabio Giglietto</a></p>
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		<item>
		<title>Come i giovani usano i social networks in Europa</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 17:49:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La London School of Economics, nell&#8217;ambito del progetto EU Kids Online, ha condotto un&#8217;interessante survey su un campione di 25.000 giovani di 25 paesi europei. Secondo lo studio finale &#8220;Social Networking, Age and Privacy&#8221; il 38% di coloro che hanno un&#8217;età compresa tra i 9 e i 12 anni usano i social network. Un quinto di questi dice di avere un profilo su Facebook anche se, teoricamente, l&#8217;età minima d&#8217;iscrizione consentita dal servizio è di 13 anni. Nella fascia che va dai 13 ai 16...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La London School of Economics, nell&#8217;ambito del progetto <a href="http://www2.lse.ac.uk/media@lse/research/EUKidsOnline/Home.aspx">EU Kids Online</a>, ha condotto un&#8217;interessante survey su un campione di 25.000 giovani di 25 paesi europei. </p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/04/eu-kids-online.jpg"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/04/eu-kids-online.jpg" alt="eu-kids-online" title="eu-kids-online" width="480" height="138" class="alignnone size-full wp-image-4404" /></a></p>
<p>Secondo lo studio finale &#8220;<a href="http://www2.lse.ac.uk/media@lse/research/EUKidsOnline/ShortSNS.pdf">Social Networking, Age and Privacy</a>&#8221; <strong>il 38% di coloro che hanno un&#8217;età compresa tra i 9 e i 12 anni usano i social network</strong>. Un quinto di questi dice di avere un profilo su Facebook anche se, teoricamente, l&#8217;età minima d&#8217;iscrizione consentita dal servizio è di 13 anni. <strong>Nella fascia che va dai 13 ai 16 anni la percentuale d&#8217;uso sale al 77%.</strong> </p>
<p>Facebook è usato da un terzo dei giovani utenti della rete della fascia 9-16 anni.</p>
<p>In Italia dice di usare i social network il 53% di coloro che hanno tra i 9 e i 16 anni (in particolare il 34% dei 9-12enni e il 74% dei 13-16enni).    </p>
<p>Si scopre inoltre che i più giovani sono anche i più propensi ad avere un profilo visibile: <strong>il 29% nella fascia 9-12 anni sceglie di settare il profilo su &#8220;pubblico&#8221;</strong>. Un quinto di quelli che hanno il profilo aperto mostrano anche il proprio indirizzo e/o il numero di telefono. </p>
<p><strong>L&#8217;abilità di destreggiarsi tra le impostazioni della privacy cresce con l&#8217;età</strong>: dice di sapere come modificarle il 55% di coloro che hanno 11-12 anni e il 78% dei 15-16enni.</p>
<p>Per quanto riguarda il ruolo dei genitori emerge che il 32% non permette ai figli di usare i social network, il 20% li fa usare con una supervisione, il 48% non restringe l&#8217;accesso. Nel nostro paese le percentuali sono rispettivamente 41%, 18%, 41%.</p>
<p>.</p>
<p>Nessun post simile.</p>]]></content:encoded>
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		<title>I blog e il panorama informativo italiano del 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 16:28:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
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		<description><![CDATA[A meno di un anno di distanza dalla prima survey, Human Highway e Liquida, hanno aggiornato i risultati di uno studio sull’informazione online e le abitudini di lettura degli italiani. Alcune evidenze: - Anche se i giornali non godono di ottima salute, la fame d&#8217;informazione è in crescita, ma il suo consumo diventa sempre più frammentato ed irregolare. - I gestori di blog sono 1,7 milioni (nel 2009 erano 1,2 milioni) - Il 23% dell’utenza Internet, ovvero 5,6 milioni di individui, si dichiara lettore assiduo...
Nessun post simile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A meno di un anno di distanza dalla <a href="http://www.vincos.it/2010/01/21/i-blog-italiani-diminuiscono-ma-conquistano-il-10-dei-navigatori/">prima survey</a>, <a href="http://blog.liquida.it/2010/11/il-ruolo-dei-blog-nell%e2%80%99informazione-di-attualita/">Human Highway e Liquida</a>, hanno aggiornato i risultati di uno studio sull’informazione online e le abitudini di lettura degli italiani. Alcune evidenze:</p>
<p>- Anche se i giornali non godono di ottima salute, la fame d&#8217;informazione è in crescita, ma il suo consumo diventa sempre più frammentato ed irregolare.</p>
<p>- <strong>I gestori di blog sono 1,7 milioni</strong> (nel 2009 erano 1,2 milioni)</p>
<p>- <strong>Il 23% dell’utenza Internet, ovvero 5,6 milioni di individui, si dichiara lettore assiduo di blog</strong> (+10% rispetto al 2009)</p>
<p>- In particolare <strong>i blog di attualità sono consultati da 4,9 milioni di individui</strong> anche se i lettori assidui di questo tipo di blog sono in calo rispetto al 2009, a 1,8 milioni (-30% in un solo anno). Lo studio sostiene che, probabilmente, cala l&#8217;affezione, ma l&#8217;informazione dei blog viene comunque fruita attraverso i rilanci sui social network.</p>
<p>- I lettori assidui di blog hanno un profilo ben differenziato rispetto alla media dell’utenza Internet: in gran parte uomini, concentrati in modo crescente al crescere dell’età (elevata concentrazione oltre i 45 anni), con livello di istruzione più elevato della media.</p>
<div id="attachment_3554" class="wp-caption alignnone" style="width: 580px"><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2010/11/hh-liquida-blog-2010.png"><img class="size-full wp-image-3554" title="hh-liquida-blog-2010" src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2010/11/hh-liquida-blog-2010.png" alt="" width="570" height="260" /></a><p class="wp-caption-text">Blogosfera italiana, lettori, commentatori e gestori</p></div>
<p>Elementi, secondo me controversi, sui quali sarebbe opportuno un&#8217;approfondimento:</p>
<p>- <strong>la gran parte degli utenti Internet non ritiene che i blog siano prodotti editoriali di qualità, affidabili e capaci di influenzare</strong> l’opinione pubblica quanto i quotidiani;</p>
<p>- <strong>I blog trovano oggi il loro ruolo specifico nell’informazione sui temi legati alla tecnologia e all’innovazione</strong>. Su questi temi i blog possono vantare un grado di autorevolezza maggiore rispetto ad altre fonti informative;</p>
<p>- <strong>I blog rischiano di non avere futuro singolarmente</strong> ma possono trovare identità solo se aggregati attorno a iniziative editoriali ben organizzate e credibili.</p>
<p>La presentazione completa:</p>
<div id="__ss_5738593" style="width: 425px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Analisi del ruolo dei Blog nell’informazione di attualita" href="http://www.slideshare.net/liquida/analisi-del-ruolo-dei-blog-nellinformazione-di-attualita">Analisi del ruolo dei Blog nell’informazione di attualita</a></strong><object id="__sse5738593" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=bloginfo-versionelite-101110163943-phpapp01-101111035424-phpapp01&amp;stripped_title=analisi-del-ruolo-dei-blog-nellinformazione-di-attualita&amp;userName=liquida" /><param name="name" value="__sse5738593" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse5738593" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=bloginfo-versionelite-101110163943-phpapp01-101111035424-phpapp01&amp;stripped_title=analisi-del-ruolo-dei-blog-nellinformazione-di-attualita&amp;userName=liquida" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" name="__sse5738593"></embed></object></div>
<p></b><br />
</b></p>
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		<title>Cresce l&#8217;utilizzo dei social network da parte degli ultra cinquantenni</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 16:07:51 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[pew]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;aprile 2009 solo il 22% degli ultra cinquantenni statunitensi usava i social network. In un anno la percentuale è quasi raddoppiata arrivando al 42%. Nello stesso periodo l&#8217;utilizzo tra gli ultra 65enni è crescuto dal 13% to 26%. E&#8217; quanto emerge da una survey del prestigioso PEW Internet che evidenzia un cambiamento deciso nelle abitudini di comunicazione, anche se l&#8217;email rimane ancora il mezzo principale per rimanere in contatto attraverso la rete. Ancora più interessante è che il 20% degli adulti con età compresa tra...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;aprile 2009 solo il 22% degli ultra cinquantenni statunitensi usava i social network. In un anno la percentuale è quasi raddoppiata arrivando al 42%. Nello stesso periodo l&#8217;utilizzo tra gli ultra 65enni è crescuto dal 13% to 26%. E&#8217; quanto emerge da una survey del prestigioso <a href="http://pewinternet.org/Reports/2010/Older-Adults-and-Social-Media/Report.aspx"> PEW Internet </a>che evidenzia un cambiamento deciso nelle abitudini di comunicazione, anche se l&#8217;email rimane ancora il mezzo principale per rimanere in contatto attraverso la rete.</p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2010/08/pew-anziani-socialnetwork.png"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2010/08/pew-anziani-socialnetwork.png" alt="" title="pew-anziani-socialnetwork" width="445" height="487" class="alignleft size-full wp-image-3006" /></a></p>
<p>Ancora più interessante è che il 20% degli adulti con età compresa tra 50 e 65 anni usa i social network quotidianamente. Mentre tale percentuale scende al 13% per gli ultra 65enni.  </p>
<p>Mi sembra un trend interessante foriero di impatti inediti sulla società e che probabilmente non tarderà a manifestarsi anche in Europa.</p>
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		<title>Gartner: i consumatori usano i social network per informarsi prima di un acquisto</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 15:13:09 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[connectors]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[gartner]]></category>
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		<category><![CDATA[social network]]></category>
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		<description><![CDATA[Una recente survey di Gartner &#8211; su 4000 consumatori in 10 paesi &#8211; mostra come la maggioranza dei consumatori usi la propria rete sociale anche per prendere decisioni d&#8217;acquisto informate (cosa finora avvenuta soprattutto nell&#8217;ambito dei forum). Gartner prova ad individuare anche tre tipologie di soggetti che, rappresentando un quinto dei consumatori, in qualche modo, con la loro attività in rete, influenzerebbero il 74% della popolazione online: Salesmen, Connectors, Mavens. I Salesmen, pur non essendo dei venditori autorizzati di una certa azienda, hanno la capacità...
Nessun post simile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una recente survey di <a href="http://www.gartner.com/DisplayDocument?ref=clientFriendlyUrl&#038;id=1381514#browse_topics">Gartner</a> &#8211; su 4000 consumatori in 10 paesi &#8211; mostra come la maggioranza dei consumatori usi la propria rete sociale anche per prendere decisioni d&#8217;acquisto informate (cosa finora avvenuta soprattutto nell&#8217;ambito dei forum).<br />
Gartner prova ad individuare anche tre tipologie di soggetti che, rappresentando un quinto dei consumatori, in qualche modo, con la loro attività in rete, influenzerebbero il 74% della popolazione online: <em>Salesmen</em>, <em>Connectors</em>, <em>Mavens</em>.</p>
<p>I <em>Salesmen</em>, pur non essendo dei venditori autorizzati di una certa azienda, hanno la capacità innata di influenzare con lo proprie opinioni gli acquisti dei propri contatti.</p>
<p>I <em>Connectors</em>, frequentando più gruppi sociali, fungono da ponte di comunicazione tra gruppi diversi di persone, facendo fluire informazioni anche d&#8217;acquisto.</p>
<p>I <em>Mavens </em>sono esperti riconosciuti in un determinato settore, propensi ad aiutare gli altri con i propri consigli e dunque molto ascoltati in prossimità di acquisti.</p>
<p>Questa è una fotografia scattata negli ultimi 3 mesi del 2009. Immagino che la percentuale sia già aumentata nel corso di questo anno.</p>
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		<title>I blog italiani diminuiscono, ma conquistano il 10% dei navigatori</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 08:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
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		<category><![CDATA[statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[survey]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia, purtroppo, si fa poca ricerca sui social media per questo penso valga la pena segnalare i saltuari tentativi d&#8217;indagine su fenomeni nuovi e sfuggenti, soprattutto al fine di dibatterne insieme. La società di ricerche Human Highway, in collaborazione con Liquida, ha presentato i risultati di una survey sull&#8217;informazione online e le abitudini di lettura degli italiani (versione completa in .pdf). Il primo dato interessante è che 2,3 milioni di individui, dichiarano di essere lettori abituali di blog di informazione e attualità (il 10%...
Nessun post simile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia, purtroppo, si fa poca ricerca sui social media per questo penso valga la pena segnalare i saltuari tentativi d&#8217;indagine su fenomeni nuovi e sfuggenti, soprattutto al fine di dibatterne insieme.</p>
<p>La società di ricerche Human Highway, in collaborazione con <a href="http://blog.liquida.it/2009/12/limpatto-dei-blog-nellinformazione-italiana/">Liquida</a>, ha presentato i risultati di una survey sull&#8217;informazione online e le abitudini di lettura degli italiani (<a href="http://blog.liquida.it/wp-content/themes/freshnews/images/Analisi-Informazione-online.pdf">versione completa in .pdf</a>).</p>
<p>Il primo dato interessante è che <strong>2,3 milioni di individui, dichiarano di essere lettori abituali di blog di informazione e attualità</strong> (il 10% dei 23,6 milioni di utenti abituali di Internet); in prevalenza i lettori di blog sono uomini, di età compresa tra 35 e 54 anni, residenti nel Nord-Ovest e nel Centro.</p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2010/01/hh-liquida-blog.png"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2010/01/hh-liquida-blog.png" alt="hh-liquida-blog" title="hh-liquida-blog" width="450" height="168" class="alignleft size-full wp-image-2146" /></a></p>
<p>Il secondo dato di rilievo è che quasi <strong>un terzo di essi (cioè circa 700mila persone) legge esclusivamente blog </strong>perchè li considera attendibili; <strong>poco meno della metà (1 milione 85mila persone) legge anche i quotidiani online</strong>.  </p>
<p>In termini quantitativi<strong> i gestori di blog sarebbero 1,2 milioni</strong>. Nel 2008, secondo una <a href="http://www.vincos.it/2008/05/14/blog-e-social-network-in-italia-ricerca-larica/">ricerca del LaRiCA</a>, si dichiaravano autori di blog 2.942.588 persone, di questi 1.689.045 diceva di aggiornare almeno una volta a settimana. Anche se non sarebbe propriamente corretto compare due ricerche metodologicamente differenti, è sicuramente credibile una diminuzione del numero dei blog raggiunta la fase di maturità del fenomeno. Molto più utile sarebbe capire se sono cambiati i contenuti e lo spessore degli stessi.</p>
<p>Nessun post simile.</p>]]></content:encoded>
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