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	<title>Vincos Blog &#187; twitter</title>
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		<title>Nasce l&#8217;Osservatorio Social Media in Italia: Google+ cresce e insidia LinkedIn</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 09:06:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La grande risonanza che ha avuto il mio pezzo riguardante le statistiche dei social media in Italia su CheFuturo! mi ha spinto a trasformare ed ampliare lo storico &#8220;Osservatorio Facebook&#8221; in &#8220;Osservatorio Social Media&#8220;. L&#8217;idea è di fornire tutti i dati disponibili in materia con semplicità e chiarezza, distinguendo tra stime e dichiarazioni ufficiali. La speranza è che ciò possa aiutare giornalisti e comunicatori aziendali a non far confusione tra hype e realtà e gli utenti a farsi promotori di un sano fact checking. Il...
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<li><a href='http://vincos.it/2011/12/31/un-anno-di-social-media-in-italia/' rel='bookmark' title='Un anno di social media in Italia'>Un anno di social media in Italia</a></li>
<li><a href='http://vincos.it/osservatorio-facebook/' rel='bookmark' title='Osservatorio Social Media in Italia e Facebook'>Osservatorio Social Media in Italia e Facebook</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La grande risonanza che ha avuto il mio pezzo riguardante le statistiche dei social media in Italia su <a href="http://www.chefuturo.it/2012/05/twitter-gonfiato-pinterest-piccolo-gplus-misterioso-la-verita-sui-social-media-in-italia/ " title="Twitter gonfiato. Pinterest piccolo. Gplus misterioso. La verità sui social media in Italia">CheFuturo!</a> mi ha spinto a trasformare ed ampliare lo storico &#8220;Osservatorio Facebook&#8221; in &#8220;<a href="http://vincos.it/osservatorio-facebook/" title="Osservatorio Social Media in Italia">Osservatorio Social Media</a>&#8220;.<br />
L&#8217;idea è di fornire tutti i dati disponibili in materia con semplicità e chiarezza, distinguendo tra stime e dichiarazioni ufficiali. La speranza è che ciò possa aiutare giornalisti e comunicatori aziendali a non far confusione tra hype e realtà e gli utenti a farsi promotori di un sano fact checking. </p>
<p><script type="text/javascript" src="//ajax.googleapis.com/ajax/static/modules/gviz/1.0/chart.js"> {"dataSourceUrl":"//docs.google.com/spreadsheet/tq?key=0Aj3xaLhLhQzXdE5NbGFyWWpxYzFSekp0R25kQ0s3MkE&#038;transpose=0&#038;headers=1&#038;range=A1%3AC9&#038;gid=0&#038;pub=1","options":{"titleTextStyle":{"bold":true,"color":"#434343","fontSize":"15"},"vAxes":{"0":{"useFormatFromData":true},"1":{"useFormatFromData":true}},"series":{"0":{"color":"#a4c2f4"},"1":{"errorBars":{"errorType":"none"},"color":"#1c4587"}},"title":"Social Media Italia - confronto temporale","booleanRole":"certainty","height":331,"animation":{"duration":500},"domainAxis":{"direction":1},"width":502,"hAxis":{"useFormatFromData":true,"minorGridlines":{"count":"2"},"formatOptions":{"scaleFactor":null},"viewWindowMode":"pretty","gridlines":{"count":"5"},"viewWindow":{}},"isStacked":false},"state":{},"chartType":"BarChart","chartName":"Chart 2"} </script></p>
<p>Il panorama dei social media in Italia sta cambiando negli ultimi mesi. Dando per assodata la leadership di <a href="http://vincos.it/tag/facebook/">Facebook</a> emergono interessanti dinamiche tra gli sfidanti. Difficile dire con certezza chi occupa la seconda posizione. Secondo Google AdPlanner sarebbe <a href="http://vincos.it/tag/badoo/">Badoo</a>, con 2,9 milioni di visitatori mensili. Non concorda Audiweb/Nielsen che parla di soli 2 milioni e attribuisce l’argento a <a href="http://vincos.it/tag/twitter/">Twitter</a> con quasi 3,8 milioni di visitatori, in crescita del 142% rispetto al 2011. Ma secondo una ricerca di <a href="http://vincos.it/2012/02/01/nazioni-cinguettanti/">Semiocast</a> sarebbero solo un milione quelli che avrebbero emesso un cinguettio negli ultimi mesi del 2011.</p>
<p>Seguirebbe <a href="http://vincos.it/tag/linkedin/">LinkedIn</a>, un must per chi entra nel mondo del lavoro, con 2,9 milioni di visitatori (+50% rispetto all’anno precedente). In termini di iscritti i dati ufficiali registrano oltre 3,3 milioni di italiani. Ai confini col mondo dei social network puri si pone Tumblr, una piattaforma molto semplice di pubblicazione di contenuti multimediali, che lo rende simile ai blog, ma fruibile attraverso lo stream di chi si segue, come in Facebook. Nel mondo i Tumblr creati hanno da poco superato la soglia dei 55 milioni (73 quelli su WordPress) mentre i visitatori italiani sono 1 milione.</p>
<p>Rispetto allo scorso anno sono due i fenomeni nuovi: Pinterest e il social network di Google. Anche se i media hanno già avviato la macchina dell&#8217;hype, <a href="http://vincos.it/tag/pinterest/">Pinterest</a> ha un traffico ancora modesto, seppur in crescita, nell’intorno di 300.000 visitatori mensili.<br />
<a href="http://vincos.it/tag/google+/">Google+</a> invece, pur se snobbato dai giornalisti, mostra segnali di sviluppo. Le statistiche mondiali ufficiali parlano di 170 milioni di utenti, di cui 100 attivi su base mensile. Per l&#8217;Italia possiamo far affidamento solo su stime: quelle di <a href="http://www.plusdemographics.com/">Plusdemographics</a> parlano di 1,5 milioni di registrati, e quelle di Audiweb/Nielsen, che mostrano un incremento dei visitatori unici mensili, dai 2,2 milioni di gennaio ai 2,4 di marzo.</p>
<p><img src="https://docs.google.com/spreadsheet/oimg?key=0Aj3xaLhLhQzXdGlZeGw2RXZwVk1Hd0UtMW81dV9zd0E&#038;oid=2&#038;zx=jo1c8u225hqd" /></p>
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		<title>Giornali e influencer al Festival Internazionale del Giornalismo 2012: i video</title>
		<link>http://vincos.it/2012/04/30/giornali-e-influencer-al-festival-internazionale-del-giornalismo-2012-i-video/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=giornali-e-influencer-al-festival-internazionale-del-giornalismo-2012-i-video</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 15:21:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per il secondo anno consecutivo sono stato invitato al Festival internazionale del Giornalismo di Perugia per prender parte a due panel differenti. Un onore per me vista la qualità degli ospiti, dei contenuti e la possibilità di trascorrere del tempo con vecchi e nuovi amici. Con Federico Mello (Il Fatto Quotidiano), Stefano Menichini (direttore di Europa), Diletta Parlangeli (DNews) abbiamo intavolato una discussione a partire dalle mie due ricerche, quella sui rapporti tra i giornalisti su Twitter e quella sulle performance della stampa su Facebook....
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il secondo anno consecutivo sono stato invitato al Festival internazionale del Giornalismo di Perugia per prender parte a due panel differenti. Un onore per me vista la qualità degli ospiti, dei contenuti e la possibilità di trascorrere del tempo con vecchi e nuovi amici. </p>
<p>Con Federico Mello (Il Fatto Quotidiano), Stefano Menichini (direttore di Europa), Diletta Parlangeli (DNews) abbiamo intavolato una discussione a partire dalle mie due ricerche, quella sui rapporti tra i <a href="http://vincos.it/2012/04/26/giornalisti-italiani-su-twitter/">giornalisti su Twitter</a> e quella sulle performance della <a href="http://vincos.it/2012/04/27/le-performance-della-stampa-italiana-su-facebook-i-quotidiani/">stampa su Facebook</a>. </p>
<p><iframe id="ijf" src="http://webtv.festivaldelgiornalismo.com/v/1382" width="400" height="280" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true"></iframe></p>
<p><iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/12702100?rel=0" width="425" height="355" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
<div style="padding:5px 0 12px"> </div>
<p>Con Manuela Kron (Nestlè), Daniele Chieffi (Unicredit), Luca Conti, abbiamo provato ad affrontare il ruolo degli opinion leader della rete nei rapporti con le aziende e nella determinazione dei flussi informativi.</p>
<p><iframe id="ijf" src="http://webtv.festivaldelgiornalismo.com/v/1515" width="400" height="280" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true"></iframe>  </p>
<p>Foto credits: <a href="http://instagr.am/p/J6kbryCK7R/">Markingegno</a> </p>
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		<title>Twitter: intervista su L&#8217;Espresso e Radio24</title>
		<link>http://vincos.it/2012/04/23/twitter-intervista-su-lespresso-e-radio24/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=twitter-intervista-su-lespresso-e-radio24</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 06:29:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembra ancora caldo l&#8217;argomento Twitter sui media italiani. Qualche settimana fa mi ha chiesto una battuta Fabio Chiusi per uno speciale de L&#8217;Espresso e sabato ne abbiamo parlato con Marco Zamperini all&#8217;interno di 2024, la trasmissione di Enrico Pagliarini. Buona lettura e buon ascolto. Potresti apprezzare: Conversando di Twitter su Radio Popolare La rivoluzione egiziana vista attraverso Twitter &#8211; Intervista ad André Panisson Cresce l&#8217;uso dei multischermi &#8211; intervista a La Repubblica
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra ancora caldo l&#8217;argomento Twitter sui media italiani. Qualche settimana fa mi ha chiesto una battuta Fabio Chiusi per uno speciale de L&#8217;Espresso e sabato ne abbiamo parlato con Marco Zamperini all&#8217;interno di <a href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=2024">2024</a>, la trasmissione di Enrico Pagliarini.<br />
Buona lettura e <a href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=twitter-social-network-nokia-gartner-zamperini-milanesi">buon ascolto</a>.  </p>
<p><iframe class="scribd_iframe_embed" src="http://www.scribd.com/embeds/90522225/content?start_page=1&#038;view_mode=list&#038;access_key=key-47n5wuy9oj327x9j0w1" data-auto-height="false" data-aspect-ratio="1.51861042183623" scrolling="no" id="doc_52817" width="590" height="786" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>Osservatorio Brands &amp; Social Media in Italia: molto attivo il settore retail, Ikea leader</title>
		<link>http://vincos.it/2012/04/14/osservatorio-brands-social-media-in-italia-molto-attivo-il-settore-retail-ikea-leader/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=osservatorio-brands-social-media-in-italia-molto-attivo-il-settore-retail-ikea-leader</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 08:08:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Digital PR ha rilasciato il IV° rapporto dell&#8217;Osservatorio Brands &#038; Social Media in collaborazione con l&#8217;Università Cattolica. Dopo l&#8217;analisi delle aziende del settore consumer electronics, e automotive, bancario/assicurativo (alle quali avevo partecipato attivamente) è stato approfondito il retail. Sono state analizzate le attività di comunicazione corporate sui social media di 20 catene di negozi attive in Italia aventi ad oggetto variegate categorie merceologiche. I criteri di analisi hanno tenuto conto sia dell’investimento in termini di comunicazione (es. la frequenza di aggiornamento dei profili e la...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Digital PR ha rilasciato il IV° rapporto dell&#8217;Osservatorio Brands &#038; Social Media in collaborazione con l&#8217;Università Cattolica. Dopo l&#8217;analisi delle aziende del settore <a href="http://www.vincos.it/2011/06/23/osservatorio-brands-social-media-in-italia-facebook-soppianta-i-blog-aziendali-si-consolida-youtube-cresce-twitter/">consumer electronics</a>, e <a href="http://vincos.it/2011/09/26/osservatorio-brands-social-media-in-italia-fiat-stacca-le-francesi-sul-web/">automotive</a>, <a href="http://vincos.it/?p=5905">bancario/assicurativo</a> (alle quali avevo partecipato attivamente) è stato approfondito il retail.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/digitalpr/7070012261/" title="Brands &amp; Social Media - Retail - infografica di Digital PR, su Flickr"><img src="http://farm6.staticflickr.com/5235/7070012261_ac542e116d.jpg" class="alignleft" width="192" height="500" alt="Brands &amp; Social Media - Retail - infografica"></a></p>
<p>Sono state analizzate le attività di comunicazione corporate sui social media di 20 catene di negozi attive in Italia aventi ad oggetto variegate categorie merceologiche. I criteri di analisi hanno tenuto conto sia dell’investimento in termini di comunicazione (es. la frequenza di aggiornamento dei profili e la loro personalizzazione), sia dell’interazione degli utenti (es. numero di commenti e like sulle proprie pagine Facebook o i retweet su Twitter).</p>
<p>Ikea svetta grazie ad una strategia di comunicazione multipiattaforma intensiva (utilizza Facebook, Twitter e YouTube mentre non ha un blog per il mercato italiano) in cui spiccano gli elevati tassi di interazione degli utenti. I primi cinque gradini della classifica sono occupati dopo Ikea da, Media World, La Feltrinelli, Euronics e Fnac. Si tratta di aziende che attuano una strategia similare a quella della catena di arredamento, ma con risultati inferiori.  </p>
<p>Altre risultanze:</p>
<p>- Delle 20 aziende selezionate 14 risultano attive sui social media per il mercato italiano. Di queste, 13 hanno una pagina su Facebook, 11 un profilo su Twitter e altrettante su YouTube.  </p>
<p>- un dato in controtendenza è la presenza di diversi blog aziendali, attivati da quattro aziende: BricoCenter, United Colors of Benetton, Fnac e La Feltrinelli</p>
<p>- si possono distinguere due grandi modalità di gestione dei profili: il focus su brand e prodotti (come Fnac e Unieuro) e il focus sul “mondo” del proprio settore di riferimento (Ikea, Media World, Decathlon, Cisalfa Sport, Euronics).</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/04/retail_italia_social.jpg"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/04/retail_italia_social.jpg" alt="come i retail store usano i social media" title="retail_italia_social" width="568" height="619" class="alignnone size-full wp-image-6500" /></a></p>
<p>Consulta l&#8217;<a href="http://www.slideshare.net/DigitalPR/brands-social-media-retail-executive-summary">executive summary</a> e richiedi il <a href="http://www.digital-pr.it/index.php/brands-social-media-il-risultato-del-settore-retail">rapporto completo</a>. </p>
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		<title>La geografia liquida del web &#8211; intervista per Nòva</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 08:13:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A parte la leadership di Facebook che rimane immutata, il mondo dei social media è in continuo movimento, anche nel nostro paese. Guardando ai numeri di traffico come indicatori di nuove dinamiche si scopre che Twitter sta proseguendo la sua ascesa verso il mainstream. A farne le spese LinkedIn, ma non Tumblr. Spunta anche Pinterest, di cui tanto si parla, con un numero di visitatori unici mensili che si aggira intorno ai 570.000 (dati Google AdPlanner). Il convitato di pietra è Google+ del quale Google...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>A parte la leadership di Facebook che rimane immutata, il mondo dei social media è in continuo movimento, anche nel nostro paese. Guardando ai numeri di traffico come indicatori di nuove dinamiche si scopre che Twitter sta proseguendo la sua ascesa verso il mainstream. A farne le spese LinkedIn, ma non Tumblr. Spunta anche Pinterest, di cui tanto si parla, con un numero di visitatori unici mensili che si aggira intorno ai 570.000 (dati Google AdPlanner). Il convitato di pietra è Google+ del quale Google rende invisibili i dati di traffico.</p>
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<p>Sul tema qualche settimana fa ho fatto una chiacchierata con Luca Dello Iacovo per Nòva de Il Sole 24 Ore e che incollo qui. </p>
<p><iframe class="scribd_iframe_embed" src="http://www.scribd.com/embeds/85712859/content?start_page=1&#038;view_mode=list&#038;access_key=key-1fo2atztbz8vd6e4iy6k" data-auto-height="false" data-aspect-ratio="0.719153936545241" scrolling="no" id="doc_65299" width="590" height="786" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>Pubblicità e social network: Twitter invade le conversazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 09:20:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il rapporto tra social network e pubblicità è sempre stato molto difficile, in equilibrio precario tra la necessità di preservare l&#8217;ambiente sociale e quella di sfruttarlo per ottenere visibilità a buon mercato. Fin ad oggi la soluzione individuata è stata quella di confinare i messaggi pubblicitari ad aree circostanti quella in cui fluisce la conversazione amicale. A dire il vero Facebook ha appena introdotto un tipo di pubblicità Premium che entra nel news feed degli utenti, ma solo di quelli che sono già fan della...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il rapporto tra social network e pubblicità è sempre stato molto difficile, in equilibrio precario tra la necessità di preservare l&#8217;ambiente sociale e quella di sfruttarlo per ottenere visibilità a buon mercato.<br />
Fin ad oggi la soluzione individuata è stata quella di confinare i messaggi pubblicitari ad aree circostanti quella in cui fluisce la conversazione amicale.<br />
A dire il vero Facebook ha appena introdotto un tipo di pubblicità <a href="http://vincos.it/2012/01/11/facebook-mette-la-pubblicita-nel-news-feed/">Premium</a> che entra nel news feed degli utenti, ma solo di quelli che sono già fan della pagina inserzionista o che hanno degli amici che hanno interagito con essa (nell&#8217;immagine i vari spazi pubblicitari progettati da Facebook. Ce n&#8217;è addirittura uno per quando l&#8217;utente esce dal sito).</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/03/fb_advertising.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/03/fb_advertising.png" alt="facebook advertising" title="fb_advertising" width="590" height="426" class="alignleft size-full wp-image-6330" /></a></p>
<p>Twitter, che aveva già adottato una soluzione simile a quella di Facebook, ha deciso di forzare la mano. Ieri ho visto il primo &#8220;Promoted Tweet&#8221; (i messaggi sponsorizzati dalle aziende) di Symantec Italia, che non seguo, all&#8217;interno della mia timeline, cioè nel flusso delle conversazioni dei miei contatti, tra un tweet di Anna Masera e uno di Zeno Tomiolo.<br />
Mi sembra un modo molto invadente per ottenere visibilità, che contravviene anche le promesse dell&#8217;azienda, che ha sempre sostenuto di non voler approfittare dello spazio di conversazione degli utenti.</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/03/twitter.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/03/twitter.png" alt="twitter_advertising" title="twitter_advertising" width="590" height="258" class="alignleft size-full wp-image-6324" /></a></p>
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		<title>Microsoft, Google, Apple: verso una partitocrazia tecnologica ?</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 12:10:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<category><![CDATA[strategie]]></category>
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		<description><![CDATA[Dall&#8217;asse Microsoft-Intel in poi gli attori del settore del software, e della tecnologia in generale, adottano &#8220;strategie di piattaforma&#8221; al fine di essere competitivi (accade anche nel settore automotive, come documentato dai lavori del professor Michael Cusumano). Chi crea sistemi operativi per i nostri desktop/laptop, non può non pensare anche ai dispositivi mobili (tablet e smartphone). Oggi la partita si sta spostando non solo verso il mondo mobile, ma anche verso quello social e dei servizi web in generale. Ecco che vanno delineandosi tre grandi...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dall&#8217;asse Microsoft-Intel in poi gli attori del settore del software, e della tecnologia in generale, adottano &#8220;strategie di piattaforma&#8221; al fine di essere competitivi (accade anche nel settore automotive, come documentato dai lavori del professor <a href="http://web.mit.edu/cusumano/www/">Michael Cusumano</a>).<br />
Chi crea sistemi operativi per i nostri desktop/laptop, non può non pensare anche ai dispositivi mobili (tablet e smartphone). Oggi la partita si sta spostando non solo verso il mondo mobile, ma anche verso quello social e dei servizi web in generale.<br />
Ecco che vanno delineandosi tre grandi player di piattaforma, che condizioneranno sempre più il nostro modo di fruire la tecnologia e il nostro stare in rete:</p>
<p>- <strong>Microsoft-Nokia-Facebook</strong>. L&#8217;azienda di Seattle forte del suo dominio sui PC, prova ad estenderlo sui dispositivi mobili con Windows Phone e l&#8217;accordo con Nokia. Non avendo un social network proprietario va irrobustendo la sua partnership con Facebook, re dei social network, già molto integrato in Windows Phone (probabile una estensione a Windows 8);</p>
<p>- <strong>Google-Android-Google+</strong>. Mountain View ha scelto la strada di fare tutto in casa con il sistema operativo per smartphone Android e quello per computer Chrome OS, che fanno da trampolino per veicolare l&#8217;adozione del social network Google+;</p>
<p>- <strong>Apple-iOS-Twitter</strong>. Cupertino parte dal successo di iOS per aumentare le quote di mercato di OS X. Non avendo un social network proprio sta stringendo una forte partnership con Twitter. Dopo averlo integrato profondamente in iOS, ieri ha annunciato di fare lo stesso sulla prossima release di OS X Mountain Lion. </p>
<p>Ognuno di questi poli ha punti di forza e debolezza, ma la partita finale sarà determinata dalle nostre scelte. Le strategie di piattaforma tendono ad offrire più benefici, o a rendere la vita più semplice, a coloro che decidono di compiere scelte di piattaforma (es. se uso un iPhone sarà più immediato condividere una foto su Twitter, mentre farlo su Facebook richiederà più passaggi). Starà a noi, dunque, decidere se fare una scelta di campo netta o individuare caso per caso le singole soluzioni più convenienti, mettendo da parte la pigrizia. </p>
<p>Di questi temi parla anche <a href="http://blog.wired.it/debugging/2012/02/17/apple-twitter-terzo-polo.html">Federico Ferrazza</a> su Wired.it e Wired di questo mese, che ospita anche i dati del mio Osservatorio Facebook e una mia opinione su un tema affine.</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/02/wired_facebook.jpg"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/02/wired_facebook.jpg" alt="vincos_wired" title="wired_facebook_vincos" width="590" height="213" class="alignnone size-full wp-image-6242" /></a></p>
<p><iframe class="scribd_iframe_embed" src="http://www.scribd.com/embeds/82570758/content?start_page=1&#038;view_mode=list&#038;access_key=key-1mkkgbf0m6ecgrqph9ss" data-auto-height="true" data-aspect-ratio="0.715789473684211" scrolling="no" id="doc_28930" width="100%" height="600" frameborder="0"></iframe><script type="text/javascript">(function() { var scribd = document.createElement("script"); scribd.type = "text/javascript"; scribd.async = true; scribd.src = "http://www.scribd.com/javascripts/embed_code/inject.js"; var s = document.getElementsByTagName("script")[0]; s.parentNode.insertBefore(scribd, s); })();</script></p>
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		<title>Sanremo 2012 visto da Twitter</title>
		<link>http://vincos.it/2012/02/15/sanremo-2012-visto-da-twitter/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sanremo-2012-visto-da-twitter</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 14:04:59 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[social network analysis]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri sera in coincidenza del primo grande evento mediatico da quando Twitter è stato &#8220;scoperto&#8221; da un pubblico più vasto ho provato a fare un esperimento. Ho raccolto 47.577 retweet contenenti la parola &#8220;sanremo&#8221; alla ricerca degli account più retwittati (rilanciati) dagli utenti. Il risultato è quello che vedete nell&#8217;immagine in basso (anche in versione navigabile): ogni sfera rappresenta un account ed è legata ad un&#8217;altra da un rapporto di retweet. La dimensione e il colore delle sfere, dal giallo al rosso, sono direttamente proporzionali...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera in coincidenza del primo grande evento mediatico da quando Twitter è stato &#8220;scoperto&#8221; da un pubblico più vasto ho provato a fare un esperimento. Ho raccolto 47.577 retweet contenenti la parola &#8220;sanremo&#8221; alla ricerca degli account più retwittati (rilanciati) dagli utenti.<br />
Il risultato è quello che vedete nell&#8217;immagine in basso (anche in versione navigabile): ogni sfera rappresenta un account ed è legata ad un&#8217;altra da un rapporto di retweet. La dimensione e il colore delle sfere, dal giallo al rosso, sono direttamente proporzionali al numero di retweet ricevuti. </p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/02/sanremo2012_twitter.gif"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/02/sanremo2012_twitter.gif" alt="sanremo 2012 twitter" title="sanremo2012_twitter" width="590" height="332" class="alignnone size-full wp-image-6225" /></a></p>
<p>Svetta su tutti il Fatto Quotidiano che riesce ad inanellare una serie di messaggi molto rilanciati dai suoi quasi 250.000 follower. Ben piazzato anche Andrea Scanzi, giornalista dello stesso giornale.<br />
Tra gli addetti ai lavori più seguiti ci sono Fabio Alisei, dj di Radio DeeJay, Francesco Facchinetti, Rudy Zerbi, Antonello Piroso. Ma non viene ascoltata solo l&#8217;opinione dei personaggi famosi e degli esperti, anche gli account più &#8220;pungenti&#8221; attirano molteplici retweet, tra questi Twitstupidario, Iddio e Insopportabile, che riesce a far retweettare un suo <a href="https://twitter.com/#!/insopportabile/statuses/169472905170796544">messaggio</a> ben 695 volte.  </p>
<p>E&#8217; l&#8217;ennesima dimostrazione di come Twitter sia uno strumento in grado di favorire la diffusione delle informazioni, spesso provenienti da un numero esiguo di personaggi (hub) con un considerevole numero di follower. </p>
<p><object classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=9,0,28,0" width="890" height="334" id="closr_FLqUA9eugbZ"><param name="movie" value="http://cdn.closr.it/closr.swf?name=FLqUA9eugbZ" /><param name="quality" value="high" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="allowNetworking" value="all" /><param name="allowfullscreen" value="true"><param name="play" value="true"><param name="loop" value="false"><param name="scale" value="noscale"><param name="devicefont" value="true"><param name="swliveconnect" value="true"><param name="wmode" value="window"><embed src="http://cdn.closr.it/closr.swf?name=FLqUA9eugbZ" quality="high" allowScriptAccess="always" 	allowNetworking="all" allowFullscreen="true" play="true" loop="false" scale="noscale" deficefont="true"	swliveconnect="true"	wmode="window" pluginspage="http://www.adobe.com/shockwave/download/download.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash" type="application/x-shockwave-flash" width="890" height="334"	name="closr_FLqUA9eugbZ"></embed></object></p>
<p>Update: su <a href="http://mediamondo.wordpress.com/2012/02/15/insopportabile-sanremo-tra-mainstream-pop-e-micro-narrazioni-deboli/">Media-Mondo</a> una conversazione con Giovanni Boccia Artieri su Sanremo tra mainstream pop e micro narrazioni deboli</p>
<p>Update 2: ricerca ripresa da <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/spettacolo/2012/02/19/visualizza_new.html_101369680.html">ANSA</a></p>
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		<title>Nazioni cinguettanti</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 08:57:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Uno studio di Semiocast prova a far luce sulle nazioni che usano di più Twitter attraverso l&#8217;analisi di 383 milioni di profili (paese dichiarato, lingua dei tweet, coordinate GPS). In vetta gli Stati Uniti con 107,7 milioni di account, seguiti dal Brasile con 33,3 milioni e dal Giappone 29,9 milioni. L&#8217;Italia non compare nella classifica delle prime venti. Update: l&#8217;azienda mi ha detto che gli italiani iscritti risultano essere 4,1 milioni (22° posto), mentre a gennaio 2011 erano 1,7 milioni. Tra settembre e novembre il...
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno studio di <a href="http://semiocast.com/publications/2012_01_31_Brazil_becomes_2nd_country_on_Twitter_superseds_Japan#">Semiocast</a> prova a far luce sulle nazioni che usano di più Twitter attraverso l&#8217;analisi di 383 milioni di profili (paese dichiarato, lingua dei tweet, coordinate GPS).<br />
In vetta gli Stati Uniti con 107,7 milioni di account, seguiti dal Brasile con 33,3 milioni e dal Giappone 29,9 milioni. L&#8217;<a href="http://vincos.it/2011/12/01/twitter-in-italia-analisi-dei-segnali-di-crescita/">Italia</a> non compare nella classifica delle prime venti.<br />
<strong>Update: l&#8217;azienda mi ha detto che gli italiani iscritti risultano essere 4,1 milioni (22° posto), mentre a gennaio 2011 erano 1,7 milioni. Tra settembre e novembre il 48% (1,97 milioni) si sarebbe connesso, ma solo il 25% (1,03 milioni) avrebbe postato almeno un tweet.</strong></p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/02/twitter_country_account.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/02/twitter_country_account.png" alt="le nazioni che usano twitter" title="twitter_country_account" width="585" height="485" class="alignnone size-full wp-image-6145" /></a></p>
<p>Dalla classifica delle popolazioni più attive emerge che il 33% degli olandesi ha postato almeno un messaggio pubblico tra settembre e novembre 2011. Seguono il Giappone (30%) e la Spagna (29%). La media globale è del 27%, alquanto bassa direi.</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/02/twitter_activity.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/02/twitter_activity.png" alt="nazioni più attive su twitter " title="twitter_activity" width="582" height="482" class="alignnone size-full wp-image-6147" /></a></p>
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		<title>La mappa dei social network nel mondo &#8211; dicembre 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 14:15:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le previsioni fatte sei mesi or sono sono state confermate dai fatti. Facebook ha superato gli 800 milioni di utenti attivi (i registrati potrebbero essere di più) ed ora è il social network più visitato in 127 paesi sui 136 che ho analizzato (fonti confrontate: Alexa &#38; Google Trends for Websites). Si pensi che nel 2009 erano 17 i social network leader in qualche paese del mondo, ora sono solo 6, come mostra l&#8217;animazione in basso. Dallo scorso giugno il Moloch sociale ha portato alla...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Le <a href="http://vincos.it/2011/06/13/la-mappa-dei-social-network-nel-mondo-giugno-2011/">previsioni</a> fatte sei mesi or sono sono state confermate dai fatti. Facebook ha superato gli 800 milioni di utenti attivi (i registrati potrebbero essere di più) ed ora è il social network più visitato in 127 paesi sui 136 che ho analizzato (fonti confrontate: <a href="http://www.alexa.com/">Alexa</a> &amp; <a href="http://trends.google.com/websites">Google Trends for Websites</a>). Si pensi che nel 2009 erano 17 i social network leader in qualche paese del mondo, ora sono solo 6, come mostra l&#8217;animazione in basso.</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/WMSN1211-860.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/WMSN1211-590.gif" alt="mappa mondiale dei social network dicembre 2011" title="WMSN1211-590" width="590" height="416" class="alignnone size-full wp-image-6069" /></a></p>
<p>Dallo scorso giugno il Moloch sociale ha portato alla resa gli olandesi, da sempre legati al servizio locale Hyves, i brasiliani, affezionati ad Orkut (servizio abbandonato anche dalla casa madre Google), i giapponesi. Il Giappone, in verità, merita una considerazione a parte: gli utenti usano i social network soprattutto da dispositivo mobile, i cui dati sono difficili da ottenere. I player più importanti sono Gree, Mobage, Mixi. </p>
<p>L&#8217;Europa è il più grande continente di utenti Facebook con 223 milioni di iscritti. Segue l&#8217;America del nord con 219 milioni, l&#8217;Asia con 201 milioni.</p>
<p>Interessanti i sommovimenti che stanno avvenendo nei territori della ex Unione Sovietica. I due player locali, V Kontakte e Odnoklassniki, stanno competendo per la leadership. Secondo Google Trends for Websites V Kontakte starebbe prevalendo, mentre opposti sono i dati di Alexa. (come d&#8217;abitudine modificherò la mappa quando entrambe le fonti saranno concordi).  </p>
<p><img alt="Animated World Map of Social Networks (december 2011) " src="http://27.media.tumblr.com/tumblr_lxu0vdbp611qz60mho1_500.gif" title="Animated World Map of Social Networks (december 2011) " class="alignnone" width="500" height="391" /></p>
<p>Anche se la distanza rispetto a Facebook è siderale, conviene dare un&#8217;occhiata anche ai servizi che lottano per la seconda e terza posizione. Come emerge dalla tabella in basso, compilata tenendo conto dei dati di Google Trends for Websites, Twitter prevale su LinkedIn solo in USA e UK. In Europa il secondo posto è spesso occupato da network locali come Badoo (Austria, Belgio, Francia, Italia), Tuenti (Spagna), Hyves (Paesi Bassi), Wer-Kennt-wen (Germania).</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/social_networks_classifica.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/social_networks_classifica.png" alt="" title="social_networks_classifica" width="419" height="490" class="aligncenter size-full wp-image-5988" /></a></p>
<p><em>Approfondimenti e novità nel mio libro &#8220;<a href="http://vincos.it/social-media-roi">SOCIAL MEDIA ROI</a>&#8221; (Apogeo)</em>.</p>
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		<title>Facebook mette la pubblicità nel news feed</title>
		<link>http://vincos.it/2012/01/11/facebook-mette-la-pubblicita-nel-news-feed/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=facebook-mette-la-pubblicita-nel-news-feed</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 15:34:36 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.facebook.com/help/featured-stories" title="featured stories">Featured Stories</a> è questo il nome che Facebook ha deciso di dare alle pubblicità che appariranno nei nostri news feed a partire da oggi. Si tratta di normalissimi status update che le aziende potranno decidere di &#8220;spingere&#8221; con più evidenza nel flusso di notizie dei propri &#8220;likers&#8221;. Infatti, a differenza delle Sponsored Stories, che appaiono nella colonna di destra e sono visibili da tutti, queste sono destinate solo a quanti hanno già scelto di seguire le comunicazioni di una certa pagina ufficiale. </p>
<p>Le featured stories possono essere di tre tipi:<br />
- uno status update di una pagina<br />
- l&#8217;informazione che un&#8217;amico ha messo un like sulla pagina o su un certo post<br />
- l&#8217;informazione che un amico ha fatto un check-in in un luogo, sta giocando o usando un&#8217;applicazione su Facebook</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/Featured-Story-in-News-Feed-Example.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/Featured-Story-in-News-Feed-Example.png" alt="facebook pubblicità nello stream" title="Featured-Story-in-News-Feed-Example" width="558" height="323" class="alignnone size-full wp-image-6051" /></a></p>
<p>Questa formula, già inaugurata da Twitter con i suoi <a href="https://business.twitter.com/advertise/promoted-tweets/" title="promoted tweets">Promoted Tweets</a>, dovrebbe essere più efficace, ma potrebbe rischiare di infastidire gli utenti, anche perchè l&#8217;etichetta &#8220;featured&#8221; oltre ad essere poco chiara, è poco visibile. </p>
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		<title>Giornalisti italiani su Twitter &#8211; parte seconda</title>
		<link>http://vincos.it/2012/01/10/giornalisti-italiani-su-twitter-parte-seconda/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=giornalisti-italiani-su-twitter-parte-seconda</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 07:44:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel post precedente ho mostrato una visualizzazione dei giornalisti italiani su Twitter rispetto al numero di follower, una metrica che ci dice quali sono quelli considerati più interessanti da tutti gli utenti del social medium. Ma cosa succede restringendo l&#8217;indagine al microcosmo dei 341 giornalisti considerati? Chi sono i più seguiti? Come usano lo strumento? Sempre attraverso la social network analysis è possibile rilevare alcune metriche in grado di far luce su tali quesiti. Ad esempio con quella detta &#8220;in-degree&#8221; si può capire chi sono...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel <a href="http://vincos.it/2012/01/06/giornalisti-italiani-su-twitter-parte-prima/" title="Giornalisti italiani su Twitter - prima parte">post precedente</a> ho mostrato una visualizzazione dei giornalisti italiani su Twitter rispetto al numero di follower, una metrica che ci dice quali sono quelli considerati più interessanti da tutti gli utenti del social medium.<br />
Ma cosa succede restringendo l&#8217;indagine al microcosmo dei 341 giornalisti considerati? Chi sono i più seguiti? Come usano lo strumento?<br />
Sempre attraverso la social network analysis è possibile rilevare alcune metriche in grado di far luce su tali quesiti. Ad esempio con quella detta &#8220;in-degree&#8221; si può capire chi sono i giornalisti più seguiti dai colleghi.<br />
Nella visualizzazione in basso le immagini del profilo sono di grandezza proporzionale al numero di in-degree. Dal raffronto con il grafico precedente, è immediato notare che <strong>mentre l&#8217;interesse del grande pubblico si concentra su un nucleo ristretto di nomi famosi, i giornalisti tendono a seguirsi a vicenda</strong>. I più seguiti risultano essere Ferruccio De Bortoli, Gianni Riotta, Beppe Severgnini, Mario Calabresi, Ezio Mauro, Dario Di Vico, Luca Sofri, Luca De Biase, Stefano Menichini.  <a href="http://giornalaio.wordpress.com/2012/01/05/citofonare-al-direttore/" title="Un approfondimento sui Direttori e Twitter di Pier Luca Santoro">Direttori</a> ed opinionisti che, in alcuni casi, non sono noti al grande pubblico.<br />
Specularmente alcuni <strong>top giornalisti in termini di follower</strong> come Alfonso Signorini, Franca Sozzani, Guido Meda, Marco Travaglio, Salvo Sottile, <strong>risultano non essere tra i più seguiti dai colleghi</strong>. </p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/twitter_journalists_indegree_date.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/twitter_journalists_indegree_small.jpg" alt="giornalisti italiani su twitter per in-degree" title="twitter_journalists_indegree_small" width="588" height="643" class="alignleft size-full wp-image-6023" /></a></p>
<p>Il grafico evidenzia i nomi con sfumature di colore variabile dal verde al rosso in ragione della data di iscrizione a Twitter (da Antonio Sofi, iscrittosi nel febbraio 2007, ad Antonio Prudenzano, attivo dal 20 dicembre 2011). Questo parametro non influisce visibilmente sulla decisione di entrare in connessione con un utente.<br />
Interessante notare che <strong>quasi il 40% dei giornalisti analizzati ha iniziato a usare il social network nel 2009</strong>. Nel 2007 erano solo 25, l&#8217;anno successivo se ne sono aggiunti 18. Anche il 2011 si è rivelato un anno di iscrizioni con 94 nuovi ingressi.</p>
<p>L&#8217;uso di Twitter è differenziato: <strong>c&#8217;è chi ne ha compreso i meccanismi di informazione e interlocuzione, chi invece lo usa solo come strumento di comunicazione broadcast</strong>, preferendo seguire pochissime persone. Antonio Padellaro, direttore de Il Fatto Quotidiano ne segue 6, Marco Travaglio e Vera Montanari, direttore di Grazia e Flair, solo 9, Rampini, Madron e la coppia televisiva Porro-Telese, meno di 20. In generale quasi un terzo dei giornalisti segue meno di 100 persone. </p>
<p>Dei 341 profili analizzati 33 indicano di essere de Il Sole 24 Ore, 28 de La Repubblica, 24 de Il Corriere della Sera, 22 de La Stampa. Solo 11 della RAI e 1 di Mediaset.</p>
<p><strong>Quasi tutti tendono a compilare accuratamente le informazioni di profilo</strong>, tranne 15 che non hanno aggiunto neanche una descrizione (tra questi Formigli, Mauro, Bignardi, Paragone). Solo il 53% si è preoccupato di indicare la città dalla quale twitta (93 non indicano nulla e 69 tengono quella di default).</p>
<p>I giornalisti che tweetano di più sono: Marina Petrillo di Radio Popolare (59.895), Fabrizio Goria de Linkiesta (31.493), Ciro Pellegrino de Il Mattino (29163). Tra i più noti Riotta e Menichini, il primo ha superato la barriera dei 10.000 tweet, il secondo c&#8217;è molto vicino. </p>
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		<item>
		<title>Giornalisti italiani su Twitter &#8211; parte prima</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 14:47:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<category><![CDATA[social network analysis]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi mesi la stampa italiana si è innamorata di Twitter ed è riuscita probabilmente a sostenerne la crescita (cosa che non era accaduta con Second Life e Facebook, come documentato in questo mio post del 2008). Molti giornalisti hanno ben compreso lo strumento tanto da usarlo non soltanto come amplificatore dei propri articoli. Così ho deciso di dare un&#8217;occhiata ai giornalisti italiani su Twitter, raccolti nella lista di Stampa Tweet, attraverso la tecnica della social network analysis. I giornalisti con più follower, alla data...
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi mesi la stampa italiana si è innamorata di Twitter ed è riuscita probabilmente a sostenerne la crescita (cosa che non era accaduta con Second Life e Facebook, come documentato in questo mio <a href="http://vincos.it/2008/11/28/fenomeno-facebook-passaparola-o-influenza-dei-mass-media/">post del 2008</a>). Molti giornalisti hanno ben compreso lo strumento tanto da usarlo non soltanto come amplificatore dei propri articoli.  Così ho deciso di dare un&#8217;occhiata ai giornalisti italiani su Twitter, raccolti nella <a href="https://twitter.com/#!/Stampa_Tweet/giornalisti" title="la lista dei giornalisti italiani su twitter">lista di Stampa Tweet</a>, attraverso la tecnica della <a href="http://vincos.it/tag/social-network-analysis/" title="post sulla SNA">social network analysis</a>.  </p>
<p>I giornalisti con più follower, alla data del 5 gennaio, sono: Beppe Severgnini (154.522), Roberto Saviano (96.904), Alfonso Signorini (91.963), Ilaria D&#8217;amico (62.022), Franca Sozzani (60.176), Guido Meda (58.853), Paolo Attivissimo aka Disinformatico (58.551) che deve la sua notorietà più all&#8217;attività di blogger, che a quella di giornalista, Gianni Riotta (48.972), Riccardo Luna (44.684), Ferruccio De Bortoli (39.924). Seguono a distanza ravvicinata Travaglio, Sottile, Bignardi. Sotto i trentamila follower troviamo De Biase, Sofri, Di Marzio, Calabresi, Neri, Telese, Ruotolo. </p>
<p>In basso la visualizzazione del reticolo di rapporti tra i vari account, con le immagini del profilo di grandezza proporzionale al numero di follower. I colori dei nomi variano dal rosso (pochi tweet alla data considerata) al verde (molti tweet).</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/twitter_journalists_followers_medium.jpg"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/twitter_journalists_followers_title_small.png" alt="giornalisti italiani su twitter per numero di follower" title="twitter_journalists_followers_title_small" width="588" height="643" class="alignleft size-full wp-image-5999" /></a></p>
<p>Gli unici account verificati, ossia che hanno superato l&#8217;esame di autenticità di Twitter, sono quelli di <a href="https://twitter.com/#!/beppesevergnini" title="beppe severgini profilo twitter">Severgnini</a> e <a href="https://twitter.com/#!/riotta" title="gianni riotta profilo twitter">Riotta</a> (sui loro profili è visibile il tipico bollino blu identificativo). Impossibile sapere se la verifica è stata richiesta dagli interessati (Update: <a href="https://twitter.com/#!/riotta/status/155595998780067840">Riotta</a> e <a href="https://twitter.com/#!/beppesevergnini/status/155658247141994496">Severgnini</a> dicono che non c&#8217;è stata), ma di sicuro ha influito sul numero di follower accumulato (Twitter dà maggiore visibilità a tali profili).</p>
<p>Interessante notare che <strong>la crescita del numero di follower</strong>, solitamente legata all&#8217;anno di apertura dell&#8217;account, in questo caso <strong>è più influenzata dalla notorietà</strong> della persona. Ad esempio Signorini e la D&#8217;Amico, al terzo posto e quarto tra i più seguiti, sono approdati su Twitter rispettivamente il 2 dicembre e 19 febbraio 2011.</p>
<p><strong>Il rapporto tra numero di account seguiti e follower cambia in base alla notorietà del giornalista</strong> (in basso il grafico interattivo). Tra i primi 20 giornalisti col maggior numero di follower quelli che presentano il più alto rapporto following/follower sono Riccardo Luna (2,5%), Luca Sofri (1,5%) e Ferruccio De Bortoli (1,3%).<br />
Tra i 20 più seguiti ci sono 3 profili, quelli di Saviano, della Sozzani e di Travaglio, che non rispondono mai alle sollecitazioni dei follower, tanto da sembrare gestiti da altri.</p>
<p><script type="text/javascript" src="http://public.tableausoftware.com/javascripts/api/viz_v1.js"></script>
<div class="tableauPlaceholder" style="width:590px; height:603px;"><noscript><a href="#"><img alt="Sheet 1 " src="http:&#47;&#47;public.tableausoftware.com&#47;static&#47;images&#47;It&#47;ItalianJournalistsonTwitter-jan2012&#47;Sheet1&#47;1_rss.png" style="height: 100%; width: 100%; border: none" /></a></noscript><object class="tableauViz" width="590" height="603" style="display:none;"><param name="host_url" value="http%3A%2F%2Fpublic.tableausoftware.com%2F" /><param name="name" value="ItalianJournalistsonTwitter-jan2012&#47;Sheet1" /><param name="tabs" value="no" /><param name="toolbar" value="yes" /><param name="static_image" value="http:&#47;&#47;public.tableausoftware.com&#47;static&#47;images&#47;It&#47;ItalianJournalistsonTwitter-jan2012&#47;Sheet1&#47;1.png" /><param name="animate_transition" value="yes" /><param name="display_static_image" value="yes" /><param name="display_spinner" value="yes" /><param name="display_overlay" value="yes" /></object></div>
<div style="width:592px;height:0px;padding:0px 0px 0px 0px;color:black;font:normal 8pt verdana,helvetica,arial,sans-serif;">
<div style="float:right; padding-right:0px;"> </div>
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		<title>Un anno di social media in Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 09:15:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La storia dei social network nel nostro paese è stata caratterizzata essenzialmente da tre fasi: 1. il periodo dell’innamoramento per MySpace (inizio 2007) 2. l’interesse verso le “bridging communities” come Netlog e Badoo (in cui lo scopo prevalente è quello di fare nuove amicizie) guidato soprattutto dai teenagers (fine 2007) 3. l’amore per Facebook (in crescita dal settembre 2008) Gli ultimi mesi del 2011 fanno considerare la possibilità di una quarta fase: l&#8217;interesse per Twitter (cui avevo già dedicato un approfondimento). Facebook ha raggiunto nuovi...
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La storia dei social network nel nostro paese è stata caratterizzata essenzialmente da tre fasi: </p>
<p>1. il periodo dell’innamoramento per MySpace (inizio 2007)<br />
2. l’interesse verso le “bridging communities” come Netlog e Badoo (in cui lo scopo prevalente è quello di fare nuove amicizie) guidato soprattutto dai teenagers (fine 2007)<br />
3. l’amore per Facebook (in crescita dal settembre 2008) </p>
<p>Gli ultimi mesi del 2011 fanno considerare la possibilità di una quarta fase: l&#8217;interesse per Twitter (cui avevo già dedicato un <a href="http://vincos.it/2011/12/01/twitter-in-italia-analisi-dei-segnali-di-crescita/">approfondimento</a>). </p>
<p>Facebook ha raggiunto nuovi traguardi: <a href="http://vincos.it/osservatorio-facebook/">20.889.260</a> di utenti, dei quali 3 milioni entrati nel 2011. Inoltre <a href="http://vincos.it/2011/11/28/facebook-in-italia-21-milioni-discritti-14-milioni-accedono-ogni-giorno-6-da-mobile-infografica/">7.5 milioni</a> accedono da dispositivo mobile ogni mese. Quest&#8217;anno segna anche un cambiamento nella composizione demografica degli iscritti: diminuisce il peso dei teenager e aumenta quello degli ultra trentaseienni. </p>
<p><a href="http://vincos.it/osservatorio-facebook/"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/facebook_iscritti_2008_2011.png" alt="facebook iscritti 2008 2011" title="facebook_iscritti_2008_2011" width="588" height="312" class="alignleft size-full wp-image-5980" /></a> </p>
<p>Il secondo social network più visitato dagli italiani è Badoo, che ha ripreso a crescere, distaccando il rivale Netlog.<br />
Aspra la lotta per il terzo posto tra due piattaforme molto diverse: LinkedIn e Twitter. Mentre la prima permette di rilevare il numero di iscritti, sono 2.814.745 gli italiani su LinkedIn, la seconda mantiene il segreto. Di conseguenza l&#8217;unica approssimazione per capire le tendenze di sviluppo è utilizzare il traffico verso i rispettivi siti, anche se a questo andrebbero aggiunti gli accessi attraverso applicazioni (vedi immagine in basso tratta da Google Trends for Websites).   </p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/social_media_italia_2011.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/social_media_italia_2011.png" alt="social media italia 2011" title="social_media_italia_2011" width="588" height="222" class="size-full wp-image-5969" /></a></p>
<p>Trasversale ai social network è la galassia dei blog, che continua ad espandersi a livello mondiale: sono <a href="http://en.wordpress.com/stats/">70 milioni</a> i blog su piattaforma WordPress e <a href="http://www.tumblr.com/about">40 milioni</a> quelli su Tumblr. Anche in Italia Tumblr è cresciuto quest&#8217;anno, raggiungendo 1.6 milioni di visitatori unici mensili.   </p>
<p>Il 2012 potrebbe essere l&#8217;anno di <a href="http://vincos.it/tag/google-plus/">Google+</a> l&#8217;unico nuovo entrante che ha destato l&#8217;interesse degli italiani, se si considerano i volumi di ricerca del termine su Google. Quora, Path e Pinterest di cui si parla oltreoceano, non fanno rilevare volumi consistenti di ricerca. Di chi s&#8217;innamoreranno gli italiani nel 2012 ?</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Osservatorio Brands &amp; Social Media in Italia: banche e assicurazioni tradizionali ancora caute</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 11:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo rilasciato il terzo rapporto dell&#8217;Osservatorio Brands &#038; Social Media di Digital PR e Università Cattolica. Dopo l&#8217;analisi delle aziende del settore consumer electronics, e automotive, abbiamo approfondito il settore bancario e assicurativo. Sono state analizzate le attività di comunicazione corporate sui social media di 20 istituti bancari e assicurativi tradizionali scelti fra i più rilevanti nel nostro Paese. A questi abbiamo aggiunto 4 banche e 4 assicurazioni che operano prevalentemente online o telefonicamente, in quanto caratterizzate da un investimento significativo nella comunicazione digitale. La...
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo rilasciato il terzo rapporto dell&#8217;Osservatorio Brands &#038; Social Media di Digital PR e Università Cattolica. Dopo l&#8217;analisi delle aziende del settore <a href="http://www.vincos.it/2011/06/23/osservatorio-brands-social-media-in-italia-facebook-soppianta-i-blog-aziendali-si-consolida-youtube-cresce-twitter/">consumer electronics</a>, e <a href="http://vincos.it/2011/09/26/osservatorio-brands-social-media-in-italia-fiat-stacca-le-francesi-sul-web/">automotive</a>, abbiamo approfondito il settore bancario e assicurativo.   </p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/digitalpr/6504083843/" title="Brands &amp; Social Media: Infografica Banche e Assicurazioni di Digital PR, su Flickr"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7158/6504083843_5b0bfabb85.jpg" class="alignleft" width="166" height="500" alt="Brands &amp; Social Media: Infografica Banche e Assicurazioni"></a></p>
<p>Sono state analizzate le attività di comunicazione corporate sui social media di 20 istituti bancari e assicurativi tradizionali scelti fra i più rilevanti nel nostro Paese. A questi abbiamo aggiunto 4 banche e 4 assicurazioni che operano prevalentemente online o telefonicamente, in quanto caratterizzate da un investimento significativo nella comunicazione digitale. </p>
<p>La classifica degli istituti di credito è dominata da Webank seguita da ING Direct, mentre quella delle assicurazioni da Genialloyd seguita da Directline. La presenza di Webank sui social media è diffusiva (con ING Direct è l’unico istituto che utilizza tutti e quattro i social media considerati, corporate blog compreso) e i profili sono alimentati in modo continuativo cercando anche un costante coinvolgimento degli utenti. Ottimi risultati di performance sono ottenuti anche da Genialloyd. I primi istituti tradizionali nelle due classifiche sono Monte dei Paschi di Siena e Sara Assicurazioni, entrambi al terzo posto. </p>
<p>Altre risultanze:</p>
<p>- <strong>dei 28 istituti selezionati solo 15 hanno profili ufficiali istituzionali attivi sui social media</strong>. Di questi 4 appartengono a istituti bancari tradizionali, 4 ad assicurazioni tradizionali, a cui si aggiungono 3 banche online e 4 assicurazioni online; </p>
<p>- Facebook risulta essere usato da 12 delle 15 aziende presenti sui social media, Twitter e Youtube sono alla pari con 10 profili su 15 istituti. </p>
<p>- emerge una significativa differenza fra istituti tradizionali e online. I primi adottano strategie di comunicazione social più caute e istituzionali, in particolare le assicurazioni, mentre i secondi dimostrano una maggiore familiarità nell&#8217;utilizzo degli strumenti digitali;</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/banche_assicurazioni_social.jpg"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/banche_assicurazioni_social.jpg" alt="banche e assicurazioni sui social media" title="banche_assicurazioni_social" width="560" height="654" class="alignnone size-full wp-image-5910" /></a></p>
<p>Consulta l&#8217;<a href="http://www.slideshare.net/DigitalPR/banche-assicurazioni-executivesummary">executive summary</a> e richiedi il <a href="http://www.digital-pr.it/index.php/brands-social-media-il-risultato-del-settore-banche-e-assicurazioni">rapporto completo</a>. </p>
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		<title>Twitter rinnova l&#8217;interfaccia e introduce le nuove pagine per le aziende</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 20:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Twitter ha appena annunciato un redesign della sua interfaccia. Oltre ad un miglioramento della velocità di caricamento l&#8217;introduzione principale è un menu orizzontale in alto che resta sempre fisso. Contiene le icone per accedere alle sezioni principali. - la pagina principale che mostra le informazioni di profilo a sinistra e la timeline a destra. più ricca per ospitare foto e video, - la sezione &#8220;@ Connect&#8221; che dà la possibilità di vedere le menzioni, i reply ottenuti, i retweet e i preferiti - la zona...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Twitter ha appena annunciato un <a href="http://fly.twitter.com/">redesign </a>della sua interfaccia. Oltre ad un miglioramento della velocità di caricamento l&#8217;introduzione principale è un menu orizzontale in alto che resta sempre fisso. Contiene le icone per accedere alle sezioni principali.<br />
- la pagina principale che mostra le informazioni di profilo a sinistra e la  timeline a destra. più ricca per ospitare foto e video,<br />
- la  sezione &#8220;@ Connect&#8221; che dà la possibilità di vedere le menzioni, i reply ottenuti, i retweet e i preferiti<br />
- la zona &#8220;# Discover&#8221; dedicata a identificare i contenuti legati ad un hashtag<br />
- una pagina profilo più ordinata.<br />
<a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/section_home_web_en.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/section_home_web_en.png" alt="nuova interfaccia di twitter" title="section_home_web_en" width="520" height="457" class="alignnone size-full wp-image-5891" /></a></p>
<p>Il nuovo redesign prevede anche la possibilità di recuperare per ogni tweet un codice, utile per incorporarli su blog e siti web (qui tutte le <a href="https://dev.twitter.com/docs/embedded-tweets">istruzioni</a>). </p>
<p>La notizia, a mio avviso, più interessante è l&#8217;annuncio di &#8220;<a href="http://adage.com/article/digital/twitter-joins-facebook-google-launches-brand-pages-marketers/231448/" title="esempio di nuovi brand account">pagine profilo</a>&#8221; di nuovo tipo che permettono alle aziende di:</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/twitter_brand_page.jpg"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/twitter_brand_page.jpg" alt="" title="twitter_brand_page" width="322" height="226" class="alignleft size-full wp-image-5890" /></a>- utilizzare immagini molto grandi come testata<br />
- scegliere che un certo tweet rimanga fisso in cima alla timeline, in modo da essere immediatamente evidente. Questo tweet ha anche la caratteristica di auto espandersi per rivelare una foto o un video, anche embeddati da un altra fonte (senza che l&#8217;utente sia obbligato a cliccare, come avviene normalmente)<br />
- avere una separazione tra @reply e mensioni libere, molto importante per le aziende che utilizzano Twitter come customer service</p>
<p>La sperimentazione delle brand page è, per il momento, affidata a 21 aziende tra cui American Express, Best Buy, Bing, Chevrolet, Coca-Cola, Dell, Disney, General Electric, Hewlitt-Packard, Intel, JetBlue, Kia, McDonald&#8217;s, Nike, PepsiCo, Staples, Verizon Communications Wireless, NYSE Euronext, Heineken, Subway e &#8220;Mission: Impossible &#8211; Ghost Protocol&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Twitter in Italia: analisi dei segnali di crescita</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 15:17:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I dati degli italiani iscritti a Twitter non sono mai stati dichiarati ufficialmente (ieri il direttore della comunicazione europeo mi ha confermato che per scelta non rilasciano dati specifici per nazione). In una presentazione galeotta di un anno fa se ne segnalavano 1,3 milioni. Oggi, un&#8217;approssimazione della crescita si può avere spulciando le informazioni di Audiweb/Nielsen e Google AdPlanner. Audiweb/Nielsen mi ha confermato che, a ottobre, ha rilevato 2.4 milioni di individui (a settembre erano 2.1) che hanno effettuato un accesso a Twitter.com almeno una...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>I dati degli italiani iscritti a Twitter non sono mai stati dichiarati ufficialmente (ieri il direttore della comunicazione europeo mi ha confermato che per scelta non rilasciano dati specifici per nazione). In una presentazione galeotta di un anno fa se ne segnalavano <a href="http://vincos.it/2010/10/10/quanti-italiani-usano-twitter/">1,3 milioni</a>. Oggi, un&#8217;approssimazione della crescita si può avere spulciando le informazioni di Audiweb/Nielsen e Google AdPlanner. Audiweb/Nielsen mi ha confermato che, a ottobre, ha rilevato 2.4 milioni di individui (a settembre erano 2.1) che hanno effettuato un accesso a Twitter.com almeno una volta nel mese attraverso un computer (da casa o ufficio).<br />
Google, con altra metodologia, evidenzia 2.1 milioni di visitatori unici mensili (il dato considera gli accessi al sito twitter.com e dunque anche a m.twitter.com ma non quello tramite applicazioni client tipicamente usate da dispositivo mobile). </p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/11/twitter_italia.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/11/twitter_italia.png" alt="twitter in italia novembre 2011" title="twitter_italia" width="585" height="221" class="alignnone size-full wp-image-5815" /></a></p>
<p>Al di là del freddo dato statistico è indubitabile che in queste settimane siano emersi forti segnali di una crescente curiosità degli italiani, in alcuni casi volano di iscrizioni, verso il servizio di microblogging: </p>
<p>- <strong>una modifica dei trending topic</strong> (temi di tendenza), evidente ormai da mesi, che ora riflettono l&#8217;universo tematico-valoriale di un pubblico più vasto di quello dei primi adottanti </p>
<p>- <strong>l&#8217;endorsement di Fiorello</strong> che si è innamorato di Twitter tanto da promuoverlo durante il suo show, non a caso intitolato #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend (con l&#8217;uso dell&#8217;hashtag, simbolo usato dagli utenti di Twitter per identificare un tema di conversazione). Come avvenuto già in USA, ciò ha spinto altri personaggi dello spettacolo a sperimentare questo mezzo di comunicazione (una panoramica aggiornata sul neonato <a href="http://www.pubblicodelirio.it/osservatorio-social-vip/" title="Osservatorio Social VIP">Osservatorio Social VIP</a>)</p>
<p>- <strong>un incremento del volume di ricerche</strong> su Google della parola &#8220;twitter&#8221; nell&#8217;ultimo mese, con una punta evidente tra lunedì 21 e martedì 22 (vedi grafico interattivo). Probabile un Effetto Fiorello visto che nello stesso periodo non si rileva un picco di copertura stampa significativo. Si può ipotizzare che la citazione del servizio abbia spinto una parte degli 11,7 milioni di spettatori a ricercarne il significato attraverso il famoso motore di ricerca.  </p>
<p><iframe src="http://www.gmodules.com/ig/ifr?url=http://www.google.com/ig/modules/trends_gadget.xml&amp;source=imag&amp;up_is_init=true&amp;up_cur_term=twitter&amp;up_date=mtd&amp;up_region=IT" style="border:0px solid #ccc; padding:0px;" width="330" height="250" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>- <strong>l&#8217;interesse conseguente dei media</strong> che sta montando nuovamente, dopo un articolo del Corriere della scorsa settimana di Federico Cella e uno de La Repubblica di Riccardo Luna (per il quale mi è stato chiesto anche un parere).</p>
<p>Ora resta da vedere quante persone, dopo essersi iscritte, continueranno ad usarlo, quanti ne percepiranno la peculiare utilità e non si faranno scoraggiare da un ambiente non così ospitale e stimolante come quello di Facebook.</p>
<p><iframe class="scribd_iframe_embed" src="http://www.scribd.com/embeds/74254033/content?start_page=1&#038;view_mode=list&#038;access_key=key-1tjr07ytv7jv834bz7ur" data-auto-height="true" data-aspect-ratio="0.719153936545241" scrolling="no" id="doc_8682" width="100%" height="350" frameborder="0"></iframe><script type="text/javascript">(function() { var scribd = document.createElement("script"); scribd.type = "text/javascript"; scribd.async = true; scribd.src = "http://www.scribd.com/javascripts/embed_code/inject.js"; var s = document.getElementsByTagName("script")[0]; s.parentNode.insertBefore(scribd, s); })();</script></p>
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		<title>Lo stato dei motori di ricerca dei social network</title>
		<link>http://vincos.it/2011/11/18/lo-stato-dei-motori-di-ricerca-dei-social-network/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lo-stato-dei-motori-di-ricerca-dei-social-network</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 20:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La bulimia di condivisione odierna rende i motori di ricerca all&#8217;interno dei social network sempre più importanti per due ordini di ragioni: - filtrare il segnale dal rumore, evidenziando le novità della giornata (i post più condivisi e i temi più caldi) - far emergere, anche a distanza di tempo, le discussioni su specifici argomenti La tabella che ho costruito mostra lo stato delle possibilità offerte dai motori interni di alcuni social network ed è utile a sottolineare: - il focus di Google+ che oggi...
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La bulimia di condivisione odierna rende i motori di ricerca all&#8217;interno dei social network sempre più importanti per due ordini di ragioni:<br />
- filtrare il segnale dal rumore, evidenziando le novità della giornata (i post più condivisi e i temi più caldi)<br />
- far emergere, anche a distanza di tempo, le discussioni su specifici argomenti  </p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/11/state_of_search.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/11/state_of_search.png" alt="state of search by social networks" title="state_of_search" width="527" height="370" class="alignnone size-full wp-image-5682" /></a></p>
<p>La tabella che ho costruito mostra lo stato delle possibilità offerte dai motori interni di alcuni social network ed è utile a sottolineare:</p>
<p>- il focus di Google+ che oggi ha introdotto i trends e la ricerca granulare all&#8217;interno di tutto il network, di specifiche cerchie, dei propri post</p>
<p>- l&#8217;arretratezza di Facebook nonostante l&#8217;età e l&#8217;acquisizione di Friendfeed che è stato il primo servizio ad avere un motore di ricerca molto potente</p>
<p>- la peculiarità di LinkedIn che evidenzia, a seguito di una ricerca per argomento, i link in tema più condivisi</p>
<p>- i limiti della ricerca in Twitter</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il social media marketing non è il marketing sui social media</title>
		<link>http://vincos.it/2011/10/24/il-social-media-marketing-non-e-il-marketing-sui-social-media/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-social-media-marketing-non-e-il-marketing-sui-social-media</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 06:13:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi anni le aziende di ogni tipo hanno fatto la corsa per essere presenti sui social media, aprire una pagina su facebook, un account su Twitter e provare l&#8217;ebrezza di Foursquare. Molte ricerche ci dicono che al presidio non è seguita una reale conversazione, o quantomeno, un&#8217;azione di risposta alle domande legittime di coloro i quali hanno compiuto un atto di fiducia seguendole. La recente survey di SDA Bocconi mostrava un dato molto incoraggiante, anche se basato sulle risposte delle stesse aziende, ossia solo...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni le aziende di ogni tipo hanno fatto la corsa per essere presenti sui social media, aprire una pagina su facebook, un account su Twitter e provare l&#8217;ebrezza di Foursquare. Molte ricerche ci dicono che al presidio non è seguita una reale conversazione, o quantomeno, un&#8217;azione di risposta alle domande legittime di coloro i quali hanno compiuto un atto di fiducia seguendole.</p>
<p>La recente survey di <a href="http://www.vincos.it/2011/10/18/ricerca-sda-bocconi-aziende-italiane-e-customer-experience-attraverso-i-social-network/">SDA Bocconi</a> mostrava un dato molto incoraggiante, anche se basato sulle risposte delle stesse aziende, ossia solo 24% non sempre risponde alle lamentele.</p>
<p>L&#8217;osservazione diretta dei comportamenti delle aziende su Facebook effettuata da <a href="http://econsultancy.com/uk/blog/8149-companies-respond-to-just-5-of-questions-on-facebook">SocialBakers</a> fa emergere una realtà diversa. Mediamente soltanto il 5% dei post degli utenti sul wall delle pagine aziendali ottiene una risposta.</p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/10/facebook-response-rate.jpg"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/10/facebook-response-rate.jpg" alt="tasso di risposte su facebook" title="facebook-response-rate" width="500" height="344" class="alignnone size-full wp-image-5517" /></a></p>
<p>Anche su Twitter, luogo per molti deputato alla cura dei clienti, le cose non vanno meglio. Una survey di <a href="http://maritzresearch.com/~/media/Files/MaritzResearch/e24/ExecutiveSummaryTwitterPoll.ashx">Evolve24/Maritz Research</a> rivolta a 1.298 consumatori statunitensi che hanno manifestato il proprio disappunto su prodotti e servizi, evidenzia che solo il 30% è stato contattato dall&#8217;azienda interessata.<br />
Tra coloro che hanno ricevuto una risposta l&#8217;83% dice di aver “apprezzato o amato” questo interesse da parte dell&#8217;azienda.</p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/10/maritzresearch.com__twitter.jpg"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/10/maritzresearch.com__twitter.jpg" alt="twitter_response" title="maritzresearch.com__twitter" width="570" height="360" class="alignnone size-full wp-image-5518" /></a></p>
<p>Sarebbe ora che i decisori aziendali capissero che <strong>il social media marketing non è il marketing sui social media</strong>, non è la semplice trasposizione di vecchie logiche dentro nuovi strumenti/ambienti. Stabilire una presenza sui social media senza la necessaria consapevolezza ed un adeguato programma, non renderà magicamente &#8220;social&#8221; l&#8217;azienda, anzi contribuirà solo ad evidenziarne i lati anti-social.    </p>
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		</item>
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		<title>Osservatorio Brands &amp; Social Media in Italia: Fiat stacca le francesi sul web</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 14:36:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Continuano le ricerche dell&#8217;Osservatorio Brands &#038; Social Media di Digital PR e Università Cattolica. Dopo l&#8217;analisi delle aziende del settore consumer electronics, abbiamo appena rilasciato quella relativa all&#8217;automotive. La classifica è dominata da Fiat che, dopo essere stata apripista, continua a comunicare assiduamente su tutti i social media. Insieme a Citroën è la sola a utilizzare anche il blog nella comunicazione. In generale risultano forti i tre brand italiani (Fiat, Lancia e Alfa Romeo) e quelli francesi (Citroën, Renault, Peugeot). Le aziende di altri continenti...
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<li><a href='http://vincos.it/2011/06/23/osservatorio-brands-social-media-in-italia-facebook-soppianta-i-blog-aziendali-si-consolida-youtube-cresce-twitter/' rel='bookmark' title='Osservatorio Brands &amp; Social Media in Italia: Facebook soppianta i blog aziendali, si consolida YouTube, cresce Twitter'>Osservatorio Brands &#038; Social Media in Italia: Facebook soppianta i blog aziendali, si consolida YouTube, cresce Twitter</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continuano le ricerche dell&#8217;Osservatorio Brands &#038; Social Media di Digital PR e Università Cattolica. Dopo l&#8217;analisi delle aziende del settore <a href="http://www.vincos.it/2011/06/23/osservatorio-brands-social-media-in-italia-facebook-soppianta-i-blog-aziendali-si-consolida-youtube-cresce-twitter/">consumer electronics</a>, abbiamo appena rilasciato quella relativa all&#8217;automotive.   </p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/digitalpr/6184288397/" title="Osservatorio Brands &amp; Social Media - Automobili - Infografica by Digital PR, on Flickr"><img alt="Top 20 Italian Automotive Brands &amp; Social Media" src="http://farm7.static.flickr.com/6175/6184288397_e1497b3f92_b.jpg" title="Top 20 Italian Automotive Brands &amp; Social Media" class="alignleft" width="171" height="500"></a></p>
<p>La classifica è dominata da Fiat che, dopo essere stata apripista, continua a comunicare assiduamente su tutti i social media. Insieme a Citroën è la sola a utilizzare anche il blog nella comunicazione. </p>
<p>In generale risultano forti i tre brand italiani (Fiat, Lancia e Alfa Romeo) e quelli francesi (Citroën, Renault, Peugeot).</p>
<p>Le aziende di altri continenti non sono in classifica anche perché scelgono di comunicare sui social network solo attraverso canali internazionali (è il caso di Hyundai, Toyota e Suzuki a cui si uniscono Mercedes-Benz che ha un blog e un profilo YouTube in corso di riattivazione in questi mesi ma non aggiornati dal punto di vista dei contenuti ufficiali nel periodo scelto per l’analisi e Chevrolet che sta però avviando profili in lingua italiana).</p>
<p>Le uniche straniere extraeuropee presenti sui social media con profili studiati per il mercato italiano sono Ford, che si colloca al quinto posto, e Nissan.</p>
<p>Altre risultanze:</p>
<p>- Facebook si conferma luogo privilegiato per la comunicazione delle aziende: 13 delle aziende selezionate hanno una pagina ufficiale </p>
<p>- La maggioranza delle aziende (9 sulle 15 che hanno profili su social network) mantiene almeno due profili, sono 6 invece le aziende che decidono di concentrarsi, a livello corporate, solo su un canale </p>
<p>- Accanto a Facebook si consolida il ruolo di YouTube e della comunicazione video: 10 su 20 aziende alimentano costantemente un profilo ufficiale con contenuti in lingua italiana, che spaziano dagli spot televisivi al coinvolgimento in video dei testimonial. Due sole (Volkswagen e Nissan) quelle che hanno scelto, al momento, YouTube come canale unico di comunicazione social per l&#8217;audience italiana. </p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/09/automotive_performance_piattaforma.png"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/09/automotive_performance_piattaforma.png" alt="automotive performance per piattaforma" title="automotive_performance_piattaforma" width="549" height="544" class="alignnone size-full wp-image-5394" /></a></p>
<p>Consulta l&#8217;<a href="http://www.slideshare.net/DigitalPR/executive-summary-automobili">executive summary</a> e richiedi il <a href="http://www.digital-pr.it/index.php/brands-social-media-osservatorio-sul-settore-automotive">rapporto completo</a>. </p>
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