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	<title>Vincos Blog &#187; twitter</title>
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		<title>Nazioni cinguettanti</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 08:57:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Uno studio di Semiocast prova a far luce sulle nazioni che usano di più Twitter attraverso l&#8217;analisi di 383 milioni di profili (paese dichiarato, lingua dei tweet, coordinate GPS). In vetta gli Stati Uniti con 107,7 milioni di account, seguiti dal Brasile con 33,3 milioni e dal Giappone 29,9 milioni. L&#8217;Italia non compare nella classifica delle prime venti. Update: l&#8217;azienda mi ha detto che gli italiani iscritti risultano essere 4,1 milioni (22° posto), mentre a gennaio 2011 erano 1,7 milioni. Tra settembre e novembre il...
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno studio di <a href="http://semiocast.com/publications/2012_01_31_Brazil_becomes_2nd_country_on_Twitter_superseds_Japan#">Semiocast</a> prova a far luce sulle nazioni che usano di più Twitter attraverso l&#8217;analisi di 383 milioni di profili (paese dichiarato, lingua dei tweet, coordinate GPS).<br />
In vetta gli Stati Uniti con 107,7 milioni di account, seguiti dal Brasile con 33,3 milioni e dal Giappone 29,9 milioni. L&#8217;<a href="http://vincos.it/2011/12/01/twitter-in-italia-analisi-dei-segnali-di-crescita/">Italia</a> non compare nella classifica delle prime venti.<br />
<strong>Update: l&#8217;azienda mi ha detto che gli italiani iscritti risultano essere 4,1 milioni (22° posto), mentre a gennaio 2011 erano 1,7 milioni. Tra settembre e novembre il 48% (1,97 milioni) si sarebbe connesso, ma solo il 25% (1,03 milioni) avrebbe postato almeno un tweet.</strong></p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/02/twitter_country_account.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/02/twitter_country_account.png" alt="le nazioni che usano twitter" title="twitter_country_account" width="585" height="485" class="alignnone size-full wp-image-6145" /></a></p>
<p>Dalla classifica delle popolazioni più attive emerge che il 33% degli olandesi ha postato almeno un messaggio pubblico tra settembre e novembre 2011. Seguono il Giappone (30%) e la Spagna (29%). La media globale è del 27%, alquanto bassa direi.</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/02/twitter_activity.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/02/twitter_activity.png" alt="nazioni più attive su twitter " title="twitter_activity" width="582" height="482" class="alignnone size-full wp-image-6147" /></a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>La mappa dei social network nel mondo &#8211; dicembre 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 14:15:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le previsioni fatte sei mesi or sono sono state confermate dai fatti. Facebook ha superato gli 800 milioni di utenti attivi (i registrati potrebbero essere di più) ed ora è il social network più visitato in 127 paesi sui 136 che ho analizzato (fonti confrontate: Alexa &#38; Google Trends for Websites). Si pensi che nel 2009 erano 17 i social network leader in qualche paese del mondo, ora sono solo 6, come mostra l&#8217;animazione in basso. Dallo scorso giugno il Moloch sociale ha portato alla...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Le <a href="http://vincos.it/2011/06/13/la-mappa-dei-social-network-nel-mondo-giugno-2011/">previsioni</a> fatte sei mesi or sono sono state confermate dai fatti. Facebook ha superato gli 800 milioni di utenti attivi (i registrati potrebbero essere di più) ed ora è il social network più visitato in 127 paesi sui 136 che ho analizzato (fonti confrontate: <a href="http://www.alexa.com/">Alexa</a> &amp; <a href="http://trends.google.com/websites">Google Trends for Websites</a>). Si pensi che nel 2009 erano 17 i social network leader in qualche paese del mondo, ora sono solo 6, come mostra l&#8217;animazione in basso.</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/WMSN1211-860.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/WMSN1211-590.gif" alt="mappa mondiale dei social network dicembre 2011" title="WMSN1211-590" width="590" height="416" class="alignnone size-full wp-image-6069" /></a></p>
<p>Dallo scorso giugno il Moloch sociale ha portato alla resa gli olandesi, da sempre legati al servizio locale Hyves, i brasiliani, affezionati ad Orkut (servizio abbandonato anche dalla casa madre Google), i giapponesi. Il Giappone, in verità, merita una considerazione a parte: gli utenti usano i social network soprattutto da dispositivo mobile, i cui dati sono difficili da ottenere. I player più importanti sono Gree, Mobage, Mixi. </p>
<p>L&#8217;Europa è il più grande continente di utenti Facebook con 223 milioni di iscritti. Segue l&#8217;America del nord con 219 milioni, l&#8217;Asia con 201 milioni.</p>
<p>Interessanti i sommovimenti che stanno avvenendo nei territori della ex Unione Sovietica. I due player locali, V Kontakte e Odnoklassniki, stanno competendo per la leadership. Secondo Google Trends for Websites V Kontakte starebbe prevalendo, mentre opposti sono i dati di Alexa. (come d&#8217;abitudine modificherò la mappa quando entrambe le fonti saranno concordi).  </p>
<p><img alt="Animated World Map of Social Networks (december 2011) " src="http://27.media.tumblr.com/tumblr_lxu0vdbp611qz60mho1_500.gif" title="Animated World Map of Social Networks (december 2011) " class="alignnone" width="500" height="391" /></p>
<p>Anche se la distanza rispetto a Facebook è siderale, conviene dare un&#8217;occhiata anche ai servizi che lottano per la seconda e terza posizione. Come emerge dalla tabella in basso, compilata tenendo conto dei dati di Google Trends for Websites, Twitter prevale su LinkedIn solo in USA e UK. In Europa il secondo posto è spesso occupato da network locali come Badoo (Austria, Belgio, Francia, Italia), Tuenti (Spagna), Hyves (Paesi Bassi), Wer-Kennt-wen (Germania).</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/social_networks_classifica.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/social_networks_classifica.png" alt="" title="social_networks_classifica" width="419" height="490" class="aligncenter size-full wp-image-5988" /></a></p>
<p><em>Approfondimenti e novità nel mio libro &#8220;<a href="http://vincos.it/social-media-roi">SOCIAL MEDIA ROI</a>&#8221; (Apogeo)</em>.</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Facebook mette la pubblicità nel news feed</title>
		<link>http://vincos.it/2012/01/11/facebook-mette-la-pubblicita-nel-news-feed/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=facebook-mette-la-pubblicita-nel-news-feed</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 15:34:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Featured Stories è questo il nome che Facebook ha deciso di dare alle pubblicità che appariranno nei nostri news feed a partire da oggi. Si tratta di normalissimi status update che le aziende potranno decidere di &#8220;spingere&#8221; con più evidenza nel flusso di notizie dei propri &#8220;likers&#8221;. Infatti, a differenza delle Sponsored Stories, che appaiono nella colonna di destra e sono visibili da tutti, queste sono destinate solo a quanti hanno già scelto di seguire le comunicazioni di una certa pagina ufficiale. Le featured stories...
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.facebook.com/help/featured-stories" title="featured stories">Featured Stories</a> è questo il nome che Facebook ha deciso di dare alle pubblicità che appariranno nei nostri news feed a partire da oggi. Si tratta di normalissimi status update che le aziende potranno decidere di &#8220;spingere&#8221; con più evidenza nel flusso di notizie dei propri &#8220;likers&#8221;. Infatti, a differenza delle Sponsored Stories, che appaiono nella colonna di destra e sono visibili da tutti, queste sono destinate solo a quanti hanno già scelto di seguire le comunicazioni di una certa pagina ufficiale. </p>
<p>Le featured stories possono essere di tre tipi:<br />
- uno status update di una pagina<br />
- l&#8217;informazione che un&#8217;amico ha messo un like sulla pagina o su un certo post<br />
- l&#8217;informazione che un amico ha fatto un check-in in un luogo, sta giocando o usando un&#8217;applicazione su Facebook</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/Featured-Story-in-News-Feed-Example.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/Featured-Story-in-News-Feed-Example.png" alt="facebook pubblicità nello stream" title="Featured-Story-in-News-Feed-Example" width="558" height="323" class="alignnone size-full wp-image-6051" /></a></p>
<p>Questa formula, già inaugurata da Twitter con i suoi <a href="https://business.twitter.com/advertise/promoted-tweets/" title="promoted tweets">Promoted Tweets</a>, dovrebbe essere più efficace, ma potrebbe rischiare di infastidire gli utenti, anche perchè l&#8217;etichetta &#8220;featured&#8221; oltre ad essere poco chiara, è poco visibile. </p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Giornalisti italiani su Twitter &#8211; parte seconda</title>
		<link>http://vincos.it/2012/01/10/giornalisti-italiani-su-twitter-parte-seconda/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=giornalisti-italiani-su-twitter-parte-seconda</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 07:44:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel post precedente ho mostrato una visualizzazione dei giornalisti italiani su Twitter rispetto al numero di follower, una metrica che ci dice quali sono quelli considerati più interessanti da tutti gli utenti del social medium. Ma cosa succede restringendo l&#8217;indagine al microcosmo dei 341 giornalisti considerati? Chi sono i più seguiti? Come usano lo strumento? Sempre attraverso la social network analysis è possibile rilevare alcune metriche in grado di far luce su tali quesiti. Ad esempio con quella detta &#8220;in-degree&#8221; si può capire chi sono...
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel <a href="http://vincos.it/2012/01/06/giornalisti-italiani-su-twitter-parte-prima/" title="Giornalisti italiani su Twitter - prima parte">post precedente</a> ho mostrato una visualizzazione dei giornalisti italiani su Twitter rispetto al numero di follower, una metrica che ci dice quali sono quelli considerati più interessanti da tutti gli utenti del social medium.<br />
Ma cosa succede restringendo l&#8217;indagine al microcosmo dei 341 giornalisti considerati? Chi sono i più seguiti? Come usano lo strumento?<br />
Sempre attraverso la social network analysis è possibile rilevare alcune metriche in grado di far luce su tali quesiti. Ad esempio con quella detta &#8220;in-degree&#8221; si può capire chi sono i giornalisti più seguiti dai colleghi.<br />
Nella visualizzazione in basso le immagini del profilo sono di grandezza proporzionale al numero di in-degree. Dal raffronto con il grafico precedente, è immediato notare che <strong>mentre l&#8217;interesse del grande pubblico si concentra su un nucleo ristretto di nomi famosi, i giornalisti tendono a seguirsi a vicenda</strong>. I più seguiti risultano essere Ferruccio De Bortoli, Gianni Riotta, Beppe Severgnini, Mario Calabresi, Ezio Mauro, Dario Di Vico, Luca Sofri, Luca De Biase, Stefano Menichini.  <a href="http://giornalaio.wordpress.com/2012/01/05/citofonare-al-direttore/" title="Un approfondimento sui Direttori e Twitter di Pier Luca Santoro">Direttori</a> ed opinionisti che, in alcuni casi, non sono noti al grande pubblico.<br />
Specularmente alcuni <strong>top giornalisti in termini di follower</strong> come Alfonso Signorini, Franca Sozzani, Guido Meda, Marco Travaglio, Salvo Sottile, <strong>risultano non essere tra i più seguiti dai colleghi</strong>. </p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/twitter_journalists_indegree_date.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/twitter_journalists_indegree_small.jpg" alt="giornalisti italiani su twitter per in-degree" title="twitter_journalists_indegree_small" width="588" height="643" class="alignleft size-full wp-image-6023" /></a></p>
<p>Il grafico evidenzia i nomi con sfumature di colore variabile dal verde al rosso in ragione della data di iscrizione a Twitter (da Antonio Sofi, iscrittosi nel febbraio 2007, ad Antonio Prudenzano, attivo dal 20 dicembre 2011). Questo parametro non influisce visibilmente sulla decisione di entrare in connessione con un utente.<br />
Interessante notare che <strong>quasi il 40% dei giornalisti analizzati ha iniziato a usare il social network nel 2009</strong>. Nel 2007 erano solo 25, l&#8217;anno successivo se ne sono aggiunti 18. Anche il 2011 si è rivelato un anno di iscrizioni con 94 nuovi ingressi.</p>
<p>L&#8217;uso di Twitter è differenziato: <strong>c&#8217;è chi ne ha compreso i meccanismi di informazione e interlocuzione, chi invece lo usa solo come strumento di comunicazione broadcast</strong>, preferendo seguire pochissime persone. Antonio Padellaro, direttore de Il Fatto Quotidiano ne segue 6, Marco Travaglio e Vera Montanari, direttore di Grazia e Flair, solo 9, Rampini, Madron e la coppia televisiva Porro-Telese, meno di 20. In generale quasi un terzo dei giornalisti segue meno di 100 persone. </p>
<p>Dei 341 profili analizzati 33 indicano di essere de Il Sole 24 Ore, 28 de La Repubblica, 24 de Il Corriere della Sera, 22 de La Stampa. Solo 11 della RAI e 1 di Mediaset.</p>
<p><strong>Quasi tutti tendono a compilare accuratamente le informazioni di profilo</strong>, tranne 15 che non hanno aggiunto neanche una descrizione (tra questi Formigli, Mauro, Bignardi, Paragone). Solo il 53% si è preoccupato di indicare la città dalla quale twitta (93 non indicano nulla e 69 tengono quella di default).</p>
<p>I giornalisti che tweetano di più sono: Marina Petrillo di Radio Popolare (59.895), Fabrizio Goria de Linkiesta (31.493), Ciro Pellegrino de Il Mattino (29163). Tra i più noti Riotta e Menichini, il primo ha superato la barriera dei 10.000 tweet, il secondo c&#8217;è molto vicino. </p>
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		<item>
		<title>Giornalisti italiani su Twitter &#8211; parte prima</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 14:47:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi mesi la stampa italiana si è innamorata di Twitter ed è riuscita probabilmente a sostenerne la crescita (cosa che non era accaduta con Second Life e Facebook, come documentato in questo mio post del 2008). Molti giornalisti hanno ben compreso lo strumento tanto da usarlo non soltanto come amplificatore dei propri articoli. Così ho deciso di dare un&#8217;occhiata ai giornalisti italiani su Twitter, raccolti nella lista di Stampa Tweet, attraverso la tecnica della social network analysis. I giornalisti con più follower, alla data...
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi mesi la stampa italiana si è innamorata di Twitter ed è riuscita probabilmente a sostenerne la crescita (cosa che non era accaduta con Second Life e Facebook, come documentato in questo mio <a href="http://vincos.it/2008/11/28/fenomeno-facebook-passaparola-o-influenza-dei-mass-media/">post del 2008</a>). Molti giornalisti hanno ben compreso lo strumento tanto da usarlo non soltanto come amplificatore dei propri articoli.  Così ho deciso di dare un&#8217;occhiata ai giornalisti italiani su Twitter, raccolti nella <a href="https://twitter.com/#!/Stampa_Tweet/giornalisti" title="la lista dei giornalisti italiani su twitter">lista di Stampa Tweet</a>, attraverso la tecnica della <a href="http://vincos.it/tag/social-network-analysis/" title="post sulla SNA">social network analysis</a>.  </p>
<p>I giornalisti con più follower, alla data del 5 gennaio, sono: Beppe Severgnini (154.522), Roberto Saviano (96.904), Alfonso Signorini (91.963), Ilaria D&#8217;amico (62.022), Franca Sozzani (60.176), Guido Meda (58.853), Paolo Attivissimo aka Disinformatico (58.551) che deve la sua notorietà più all&#8217;attività di blogger, che a quella di giornalista, Gianni Riotta (48.972), Riccardo Luna (44.684), Ferruccio De Bortoli (39.924). Seguono a distanza ravvicinata Travaglio, Sottile, Bignardi. Sotto i trentamila follower troviamo De Biase, Sofri, Di Marzio, Calabresi, Neri, Telese, Ruotolo. </p>
<p>In basso la visualizzazione del reticolo di rapporti tra i vari account, con le immagini del profilo di grandezza proporzionale al numero di follower. I colori dei nomi variano dal rosso (pochi tweet alla data considerata) al verde (molti tweet).</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/twitter_journalists_followers_medium.jpg"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2012/01/twitter_journalists_followers_title_small.png" alt="giornalisti italiani su twitter per numero di follower" title="twitter_journalists_followers_title_small" width="588" height="643" class="alignleft size-full wp-image-5999" /></a></p>
<p>Gli unici account verificati, ossia che hanno superato l&#8217;esame di autenticità di Twitter, sono quelli di <a href="https://twitter.com/#!/beppesevergnini" title="beppe severgini profilo twitter">Severgnini</a> e <a href="https://twitter.com/#!/riotta" title="gianni riotta profilo twitter">Riotta</a> (sui loro profili è visibile il tipico bollino blu identificativo). Impossibile sapere se la verifica è stata richiesta dagli interessati (Update: <a href="https://twitter.com/#!/riotta/status/155595998780067840">Riotta</a> e <a href="https://twitter.com/#!/beppesevergnini/status/155658247141994496">Severgnini</a> dicono che non c&#8217;è stata), ma di sicuro ha influito sul numero di follower accumulato (Twitter dà maggiore visibilità a tali profili).</p>
<p>Interessante notare che <strong>la crescita del numero di follower</strong>, solitamente legata all&#8217;anno di apertura dell&#8217;account, in questo caso <strong>è più influenzata dalla notorietà</strong> della persona. Ad esempio Signorini e la D&#8217;Amico, al terzo posto e quarto tra i più seguiti, sono approdati su Twitter rispettivamente il 2 dicembre e 19 febbraio 2011.</p>
<p><strong>Il rapporto tra numero di account seguiti e follower cambia in base alla notorietà del giornalista</strong> (in basso il grafico interattivo). Tra i primi 20 giornalisti col maggior numero di follower quelli che presentano il più alto rapporto following/follower sono Riccardo Luna (2,5%), Luca Sofri (1,5%) e Ferruccio De Bortoli (1,3%).<br />
Tra i 20 più seguiti ci sono 3 profili, quelli di Saviano, della Sozzani e di Travaglio, che non rispondono mai alle sollecitazioni dei follower, tanto da sembrare gestiti da altri.</p>
<p><script type="text/javascript" src="http://public.tableausoftware.com/javascripts/api/viz_v1.js"></script>
<div class="tableauPlaceholder" style="width:590px; height:603px;"><noscript><a href="#"><img alt="Sheet 1 " src="http:&#47;&#47;public.tableausoftware.com&#47;static&#47;images&#47;It&#47;ItalianJournalistsonTwitter-jan2012&#47;Sheet1&#47;1_rss.png" style="height: 100%; width: 100%; border: none" /></a></noscript><object class="tableauViz" width="590" height="603" style="display:none;"><param name="host_url" value="http%3A%2F%2Fpublic.tableausoftware.com%2F" /><param name="name" value="ItalianJournalistsonTwitter-jan2012&#47;Sheet1" /><param name="tabs" value="no" /><param name="toolbar" value="yes" /><param name="static_image" value="http:&#47;&#47;public.tableausoftware.com&#47;static&#47;images&#47;It&#47;ItalianJournalistsonTwitter-jan2012&#47;Sheet1&#47;1.png" /><param name="animate_transition" value="yes" /><param name="display_static_image" value="yes" /><param name="display_spinner" value="yes" /><param name="display_overlay" value="yes" /></object></div>
<div style="width:592px;height:0px;padding:0px 0px 0px 0px;color:black;font:normal 8pt verdana,helvetica,arial,sans-serif;">
<div style="float:right; padding-right:0px;"> </div>
</div>
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		<title>Un anno di social media in Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 09:15:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La storia dei social network nel nostro paese è stata caratterizzata essenzialmente da tre fasi: 1. il periodo dell’innamoramento per MySpace (inizio 2007) 2. l’interesse verso le “bridging communities” come Netlog e Badoo (in cui lo scopo prevalente è quello di fare nuove amicizie) guidato soprattutto dai teenagers (fine 2007) 3. l’amore per Facebook (in crescita dal settembre 2008) Gli ultimi mesi del 2011 fanno considerare la possibilità di una quarta fase: l&#8217;interesse per Twitter (cui avevo già dedicato un approfondimento). Facebook ha raggiunto nuovi...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La storia dei social network nel nostro paese è stata caratterizzata essenzialmente da tre fasi: </p>
<p>1. il periodo dell’innamoramento per MySpace (inizio 2007)<br />
2. l’interesse verso le “bridging communities” come Netlog e Badoo (in cui lo scopo prevalente è quello di fare nuove amicizie) guidato soprattutto dai teenagers (fine 2007)<br />
3. l’amore per Facebook (in crescita dal settembre 2008) </p>
<p>Gli ultimi mesi del 2011 fanno considerare la possibilità di una quarta fase: l&#8217;interesse per Twitter (cui avevo già dedicato un <a href="http://vincos.it/2011/12/01/twitter-in-italia-analisi-dei-segnali-di-crescita/">approfondimento</a>). </p>
<p>Facebook ha raggiunto nuovi traguardi: <a href="http://vincos.it/osservatorio-facebook/">20.889.260</a> di utenti, dei quali 3 milioni entrati nel 2011. Inoltre <a href="http://vincos.it/2011/11/28/facebook-in-italia-21-milioni-discritti-14-milioni-accedono-ogni-giorno-6-da-mobile-infografica/">7.5 milioni</a> accedono da dispositivo mobile ogni mese. Quest&#8217;anno segna anche un cambiamento nella composizione demografica degli iscritti: diminuisce il peso dei teenager e aumenta quello degli ultra trentaseienni. </p>
<p><a href="http://vincos.it/osservatorio-facebook/"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/facebook_iscritti_2008_2011.png" alt="facebook iscritti 2008 2011" title="facebook_iscritti_2008_2011" width="588" height="312" class="alignleft size-full wp-image-5980" /></a> </p>
<p>Il secondo social network più visitato dagli italiani è Badoo, che ha ripreso a crescere, distaccando il rivale Netlog.<br />
Aspra la lotta per il terzo posto tra due piattaforme molto diverse: LinkedIn e Twitter. Mentre la prima permette di rilevare il numero di iscritti, sono 2.814.745 gli italiani su LinkedIn, la seconda mantiene il segreto. Di conseguenza l&#8217;unica approssimazione per capire le tendenze di sviluppo è utilizzare il traffico verso i rispettivi siti, anche se a questo andrebbero aggiunti gli accessi attraverso applicazioni (vedi immagine in basso tratta da Google Trends for Websites).   </p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/social_media_italia_2011.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/social_media_italia_2011.png" alt="social media italia 2011" title="social_media_italia_2011" width="588" height="222" class="size-full wp-image-5969" /></a></p>
<p>Trasversale ai social network è la galassia dei blog, che continua ad espandersi a livello mondiale: sono <a href="http://en.wordpress.com/stats/">70 milioni</a> i blog su piattaforma WordPress e <a href="http://www.tumblr.com/about">40 milioni</a> quelli su Tumblr. Anche in Italia Tumblr è cresciuto quest&#8217;anno, raggiungendo 1.6 milioni di visitatori unici mensili.   </p>
<p>Il 2012 potrebbe essere l&#8217;anno di <a href="http://vincos.it/tag/google-plus/">Google+</a> l&#8217;unico nuovo entrante che ha destato l&#8217;interesse degli italiani, se si considerano i volumi di ricerca del termine su Google. Quora, Path e Pinterest di cui si parla oltreoceano, non fanno rilevare volumi consistenti di ricerca. Di chi s&#8217;innamoreranno gli italiani nel 2012 ?</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Osservatorio Brands &amp; Social Media in Italia: banche e assicurazioni tradizionali ancora caute</title>
		<link>http://vincos.it/2011/12/13/osservatorio-brands-social-media-in-italia-banche-e-assicurazioni-tradizionali-ancora-caute/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=osservatorio-brands-social-media-in-italia-banche-e-assicurazioni-tradizionali-ancora-caute</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 11:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo rilasciato il terzo rapporto dell&#8217;Osservatorio Brands &#038; Social Media di Digital PR e Università Cattolica. Dopo l&#8217;analisi delle aziende del settore consumer electronics, e automotive, abbiamo approfondito il settore bancario e assicurativo. Sono state analizzate le attività di comunicazione corporate sui social media di 20 istituti bancari e assicurativi tradizionali scelti fra i più rilevanti nel nostro Paese. A questi abbiamo aggiunto 4 banche e 4 assicurazioni che operano prevalentemente online o telefonicamente, in quanto caratterizzate da un investimento significativo nella comunicazione digitale. La...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo rilasciato il terzo rapporto dell&#8217;Osservatorio Brands &#038; Social Media di Digital PR e Università Cattolica. Dopo l&#8217;analisi delle aziende del settore <a href="http://www.vincos.it/2011/06/23/osservatorio-brands-social-media-in-italia-facebook-soppianta-i-blog-aziendali-si-consolida-youtube-cresce-twitter/">consumer electronics</a>, e <a href="http://vincos.it/2011/09/26/osservatorio-brands-social-media-in-italia-fiat-stacca-le-francesi-sul-web/">automotive</a>, abbiamo approfondito il settore bancario e assicurativo.   </p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/digitalpr/6504083843/" title="Brands &amp; Social Media: Infografica Banche e Assicurazioni di Digital PR, su Flickr"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7158/6504083843_5b0bfabb85.jpg" class="alignleft" width="166" height="500" alt="Brands &amp; Social Media: Infografica Banche e Assicurazioni"></a></p>
<p>Sono state analizzate le attività di comunicazione corporate sui social media di 20 istituti bancari e assicurativi tradizionali scelti fra i più rilevanti nel nostro Paese. A questi abbiamo aggiunto 4 banche e 4 assicurazioni che operano prevalentemente online o telefonicamente, in quanto caratterizzate da un investimento significativo nella comunicazione digitale. </p>
<p>La classifica degli istituti di credito è dominata da Webank seguita da ING Direct, mentre quella delle assicurazioni da Genialloyd seguita da Directline. La presenza di Webank sui social media è diffusiva (con ING Direct è l’unico istituto che utilizza tutti e quattro i social media considerati, corporate blog compreso) e i profili sono alimentati in modo continuativo cercando anche un costante coinvolgimento degli utenti. Ottimi risultati di performance sono ottenuti anche da Genialloyd. I primi istituti tradizionali nelle due classifiche sono Monte dei Paschi di Siena e Sara Assicurazioni, entrambi al terzo posto. </p>
<p>Altre risultanze:</p>
<p>- <strong>dei 28 istituti selezionati solo 15 hanno profili ufficiali istituzionali attivi sui social media</strong>. Di questi 4 appartengono a istituti bancari tradizionali, 4 ad assicurazioni tradizionali, a cui si aggiungono 3 banche online e 4 assicurazioni online; </p>
<p>- Facebook risulta essere usato da 12 delle 15 aziende presenti sui social media, Twitter e Youtube sono alla pari con 10 profili su 15 istituti. </p>
<p>- emerge una significativa differenza fra istituti tradizionali e online. I primi adottano strategie di comunicazione social più caute e istituzionali, in particolare le assicurazioni, mentre i secondi dimostrano una maggiore familiarità nell&#8217;utilizzo degli strumenti digitali;</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/banche_assicurazioni_social.jpg"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/banche_assicurazioni_social.jpg" alt="banche e assicurazioni sui social media" title="banche_assicurazioni_social" width="560" height="654" class="alignnone size-full wp-image-5910" /></a></p>
<p>Consulta l&#8217;<a href="http://www.slideshare.net/DigitalPR/banche-assicurazioni-executivesummary">executive summary</a> e richiedi il <a href="http://www.digital-pr.it/index.php/brands-social-media-il-risultato-del-settore-banche-e-assicurazioni">rapporto completo</a>. </p>
<p>Nessun post simile.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Twitter rinnova l&#8217;interfaccia e introduce le nuove pagine per le aziende</title>
		<link>http://vincos.it/2011/12/08/twitter-rinnova-linterfaccia-e-introduce-i-nuovi-account-per-le-aziende/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=twitter-rinnova-linterfaccia-e-introduce-i-nuovi-account-per-le-aziende</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 20:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Twitter ha appena annunciato un redesign della sua interfaccia. Oltre ad un miglioramento della velocità di caricamento l&#8217;introduzione principale è un menu orizzontale in alto che resta sempre fisso. Contiene le icone per accedere alle sezioni principali. - la pagina principale che mostra le informazioni di profilo a sinistra e la timeline a destra. più ricca per ospitare foto e video, - la sezione &#8220;@ Connect&#8221; che dà la possibilità di vedere le menzioni, i reply ottenuti, i retweet e i preferiti - la zona...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Twitter ha appena annunciato un <a href="http://fly.twitter.com/">redesign </a>della sua interfaccia. Oltre ad un miglioramento della velocità di caricamento l&#8217;introduzione principale è un menu orizzontale in alto che resta sempre fisso. Contiene le icone per accedere alle sezioni principali.<br />
- la pagina principale che mostra le informazioni di profilo a sinistra e la  timeline a destra. più ricca per ospitare foto e video,<br />
- la  sezione &#8220;@ Connect&#8221; che dà la possibilità di vedere le menzioni, i reply ottenuti, i retweet e i preferiti<br />
- la zona &#8220;# Discover&#8221; dedicata a identificare i contenuti legati ad un hashtag<br />
- una pagina profilo più ordinata.<br />
<a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/section_home_web_en.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/section_home_web_en.png" alt="nuova interfaccia di twitter" title="section_home_web_en" width="520" height="457" class="alignnone size-full wp-image-5891" /></a></p>
<p>Il nuovo redesign prevede anche la possibilità di recuperare per ogni tweet un codice, utile per incorporarli su blog e siti web (qui tutte le <a href="https://dev.twitter.com/docs/embedded-tweets">istruzioni</a>). </p>
<p>La notizia, a mio avviso, più interessante è l&#8217;annuncio di &#8220;<a href="http://adage.com/article/digital/twitter-joins-facebook-google-launches-brand-pages-marketers/231448/" title="esempio di nuovi brand account">pagine profilo</a>&#8221; di nuovo tipo che permettono alle aziende di:</p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/twitter_brand_page.jpg"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/12/twitter_brand_page.jpg" alt="" title="twitter_brand_page" width="322" height="226" class="alignleft size-full wp-image-5890" /></a>- utilizzare immagini molto grandi come testata<br />
- scegliere che un certo tweet rimanga fisso in cima alla timeline, in modo da essere immediatamente evidente. Questo tweet ha anche la caratteristica di auto espandersi per rivelare una foto o un video, anche embeddati da un altra fonte (senza che l&#8217;utente sia obbligato a cliccare, come avviene normalmente)<br />
- avere una separazione tra @reply e mensioni libere, molto importante per le aziende che utilizzano Twitter come customer service</p>
<p>La sperimentazione delle brand page è, per il momento, affidata a 21 aziende tra cui American Express, Best Buy, Bing, Chevrolet, Coca-Cola, Dell, Disney, General Electric, Hewlitt-Packard, Intel, JetBlue, Kia, McDonald&#8217;s, Nike, PepsiCo, Staples, Verizon Communications Wireless, NYSE Euronext, Heineken, Subway e &#8220;Mission: Impossible &#8211; Ghost Protocol&#8221;.</p>
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		<title>Twitter in Italia: analisi dei segnali di crescita</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 15:17:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I dati degli italiani iscritti a Twitter non sono mai stati dichiarati ufficialmente (ieri il direttore della comunicazione europeo mi ha confermato che per scelta non rilasciano dati specifici per nazione). In una presentazione galeotta di un anno fa se ne segnalavano 1,3 milioni. Oggi, un&#8217;approssimazione della crescita si può avere spulciando le informazioni di Audiweb/Nielsen e Google AdPlanner. Audiweb/Nielsen mi ha confermato che, a ottobre, ha rilevato 2.4 milioni di individui (a settembre erano 2.1) che hanno effettuato un accesso a Twitter.com almeno una...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>I dati degli italiani iscritti a Twitter non sono mai stati dichiarati ufficialmente (ieri il direttore della comunicazione europeo mi ha confermato che per scelta non rilasciano dati specifici per nazione). In una presentazione galeotta di un anno fa se ne segnalavano <a href="http://vincos.it/2010/10/10/quanti-italiani-usano-twitter/">1,3 milioni</a>. Oggi, un&#8217;approssimazione della crescita si può avere spulciando le informazioni di Audiweb/Nielsen e Google AdPlanner. Audiweb/Nielsen mi ha confermato che, a ottobre, ha rilevato 2.4 milioni di individui (a settembre erano 2.1) che hanno effettuato un accesso a Twitter.com almeno una volta nel mese attraverso un computer (da casa o ufficio).<br />
Google, con altra metodologia, evidenzia 2.1 milioni di visitatori unici mensili (il dato considera gli accessi al sito twitter.com e dunque anche a m.twitter.com ma non quello tramite applicazioni client tipicamente usate da dispositivo mobile). </p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/11/twitter_italia.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/11/twitter_italia.png" alt="twitter in italia novembre 2011" title="twitter_italia" width="585" height="221" class="alignnone size-full wp-image-5815" /></a></p>
<p>Al di là del freddo dato statistico è indubitabile che in queste settimane siano emersi forti segnali di una crescente curiosità degli italiani, in alcuni casi volano di iscrizioni, verso il servizio di microblogging: </p>
<p>- <strong>una modifica dei trending topic</strong> (temi di tendenza), evidente ormai da mesi, che ora riflettono l&#8217;universo tematico-valoriale di un pubblico più vasto di quello dei primi adottanti </p>
<p>- <strong>l&#8217;endorsement di Fiorello</strong> che si è innamorato di Twitter tanto da promuoverlo durante il suo show, non a caso intitolato #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend (con l&#8217;uso dell&#8217;hashtag, simbolo usato dagli utenti di Twitter per identificare un tema di conversazione). Come avvenuto già in USA, ciò ha spinto altri personaggi dello spettacolo a sperimentare questo mezzo di comunicazione (una panoramica aggiornata sul neonato <a href="http://www.pubblicodelirio.it/osservatorio-social-vip/" title="Osservatorio Social VIP">Osservatorio Social VIP</a>)</p>
<p>- <strong>un incremento del volume di ricerche</strong> su Google della parola &#8220;twitter&#8221; nell&#8217;ultimo mese, con una punta evidente tra lunedì 21 e martedì 22 (vedi grafico interattivo). Probabile un Effetto Fiorello visto che nello stesso periodo non si rileva un picco di copertura stampa significativo. Si può ipotizzare che la citazione del servizio abbia spinto una parte degli 11,7 milioni di spettatori a ricercarne il significato attraverso il famoso motore di ricerca.  </p>
<p><iframe src="http://www.gmodules.com/ig/ifr?url=http://www.google.com/ig/modules/trends_gadget.xml&amp;source=imag&amp;up_is_init=true&amp;up_cur_term=twitter&amp;up_date=mtd&amp;up_region=IT" style="border:0px solid #ccc; padding:0px;" width="330" height="250" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>- <strong>l&#8217;interesse conseguente dei media</strong> che sta montando nuovamente, dopo un articolo del Corriere della scorsa settimana di Federico Cella e uno de La Repubblica di Riccardo Luna (per il quale mi è stato chiesto anche un parere).</p>
<p>Ora resta da vedere quante persone, dopo essersi iscritte, continueranno ad usarlo, quanti ne percepiranno la peculiare utilità e non si faranno scoraggiare da un ambiente non così ospitale e stimolante come quello di Facebook.</p>
<p><iframe class="scribd_iframe_embed" src="http://www.scribd.com/embeds/74254033/content?start_page=1&#038;view_mode=list&#038;access_key=key-1tjr07ytv7jv834bz7ur" data-auto-height="true" data-aspect-ratio="0.719153936545241" scrolling="no" id="doc_8682" width="100%" height="350" frameborder="0"></iframe><script type="text/javascript">(function() { var scribd = document.createElement("script"); scribd.type = "text/javascript"; scribd.async = true; scribd.src = "http://www.scribd.com/javascripts/embed_code/inject.js"; var s = document.getElementsByTagName("script")[0]; s.parentNode.insertBefore(scribd, s); })();</script></p>
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		<title>Lo stato dei motori di ricerca dei social network</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 20:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La bulimia di condivisione odierna rende i motori di ricerca all&#8217;interno dei social network sempre più importanti per due ordini di ragioni: - filtrare il segnale dal rumore, evidenziando le novità della giornata (i post più condivisi e i temi più caldi) - far emergere, anche a distanza di tempo, le discussioni su specifici argomenti La tabella che ho costruito mostra lo stato delle possibilità offerte dai motori interni di alcuni social network ed è utile a sottolineare: - il focus di Google+ che oggi...
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La bulimia di condivisione odierna rende i motori di ricerca all&#8217;interno dei social network sempre più importanti per due ordini di ragioni:<br />
- filtrare il segnale dal rumore, evidenziando le novità della giornata (i post più condivisi e i temi più caldi)<br />
- far emergere, anche a distanza di tempo, le discussioni su specifici argomenti  </p>
<p><a href="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/11/state_of_search.png"><img src="http://vincos.it/wp-content/uploads/2011/11/state_of_search.png" alt="state of search by social networks" title="state_of_search" width="527" height="370" class="alignnone size-full wp-image-5682" /></a></p>
<p>La tabella che ho costruito mostra lo stato delle possibilità offerte dai motori interni di alcuni social network ed è utile a sottolineare:</p>
<p>- il focus di Google+ che oggi ha introdotto i trends e la ricerca granulare all&#8217;interno di tutto il network, di specifiche cerchie, dei propri post</p>
<p>- l&#8217;arretratezza di Facebook nonostante l&#8217;età e l&#8217;acquisizione di Friendfeed che è stato il primo servizio ad avere un motore di ricerca molto potente</p>
<p>- la peculiarità di LinkedIn che evidenzia, a seguito di una ricerca per argomento, i link in tema più condivisi</p>
<p>- i limiti della ricerca in Twitter</p>
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		<item>
		<title>Il social media marketing non è il marketing sui social media</title>
		<link>http://vincos.it/2011/10/24/il-social-media-marketing-non-e-il-marketing-sui-social-media/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-social-media-marketing-non-e-il-marketing-sui-social-media</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 06:13:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi anni le aziende di ogni tipo hanno fatto la corsa per essere presenti sui social media, aprire una pagina su facebook, un account su Twitter e provare l&#8217;ebrezza di Foursquare. Molte ricerche ci dicono che al presidio non è seguita una reale conversazione, o quantomeno, un&#8217;azione di risposta alle domande legittime di coloro i quali hanno compiuto un atto di fiducia seguendole. La recente survey di SDA Bocconi mostrava un dato molto incoraggiante, anche se basato sulle risposte delle stesse aziende, ossia solo...
Nessun post simile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni le aziende di ogni tipo hanno fatto la corsa per essere presenti sui social media, aprire una pagina su facebook, un account su Twitter e provare l&#8217;ebrezza di Foursquare. Molte ricerche ci dicono che al presidio non è seguita una reale conversazione, o quantomeno, un&#8217;azione di risposta alle domande legittime di coloro i quali hanno compiuto un atto di fiducia seguendole.</p>
<p>La recente survey di <a href="http://www.vincos.it/2011/10/18/ricerca-sda-bocconi-aziende-italiane-e-customer-experience-attraverso-i-social-network/">SDA Bocconi</a> mostrava un dato molto incoraggiante, anche se basato sulle risposte delle stesse aziende, ossia solo 24% non sempre risponde alle lamentele.</p>
<p>L&#8217;osservazione diretta dei comportamenti delle aziende su Facebook effettuata da <a href="http://econsultancy.com/uk/blog/8149-companies-respond-to-just-5-of-questions-on-facebook">SocialBakers</a> fa emergere una realtà diversa. Mediamente soltanto il 5% dei post degli utenti sul wall delle pagine aziendali ottiene una risposta.</p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/10/facebook-response-rate.jpg"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/10/facebook-response-rate.jpg" alt="tasso di risposte su facebook" title="facebook-response-rate" width="500" height="344" class="alignnone size-full wp-image-5517" /></a></p>
<p>Anche su Twitter, luogo per molti deputato alla cura dei clienti, le cose non vanno meglio. Una survey di <a href="http://maritzresearch.com/~/media/Files/MaritzResearch/e24/ExecutiveSummaryTwitterPoll.ashx">Evolve24/Maritz Research</a> rivolta a 1.298 consumatori statunitensi che hanno manifestato il proprio disappunto su prodotti e servizi, evidenzia che solo il 30% è stato contattato dall&#8217;azienda interessata.<br />
Tra coloro che hanno ricevuto una risposta l&#8217;83% dice di aver “apprezzato o amato” questo interesse da parte dell&#8217;azienda.</p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/10/maritzresearch.com__twitter.jpg"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/10/maritzresearch.com__twitter.jpg" alt="twitter_response" title="maritzresearch.com__twitter" width="570" height="360" class="alignnone size-full wp-image-5518" /></a></p>
<p>Sarebbe ora che i decisori aziendali capissero che <strong>il social media marketing non è il marketing sui social media</strong>, non è la semplice trasposizione di vecchie logiche dentro nuovi strumenti/ambienti. Stabilire una presenza sui social media senza la necessaria consapevolezza ed un adeguato programma, non renderà magicamente &#8220;social&#8221; l&#8217;azienda, anzi contribuirà solo ad evidenziarne i lati anti-social.    </p>
<p>Nessun post simile.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Osservatorio Brands &amp; Social Media in Italia: Fiat stacca le francesi sul web</title>
		<link>http://vincos.it/2011/09/26/osservatorio-brands-social-media-in-italia-fiat-stacca-le-francesi-sul-web/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=osservatorio-brands-social-media-in-italia-fiat-stacca-le-francesi-sul-web</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 14:36:17 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Continuano le ricerche dell&#8217;Osservatorio Brands &#038; Social Media di Digital PR e Università Cattolica. Dopo l&#8217;analisi delle aziende del settore <a href="http://www.vincos.it/2011/06/23/osservatorio-brands-social-media-in-italia-facebook-soppianta-i-blog-aziendali-si-consolida-youtube-cresce-twitter/">consumer electronics</a>, abbiamo appena rilasciato quella relativa all&#8217;automotive.   </p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/digitalpr/6184288397/" title="Osservatorio Brands &amp; Social Media - Automobili - Infografica by Digital PR, on Flickr"><img alt="Top 20 Italian Automotive Brands &amp; Social Media" src="http://farm7.static.flickr.com/6175/6184288397_e1497b3f92_b.jpg" title="Top 20 Italian Automotive Brands &amp; Social Media" class="alignleft" width="171" height="500"></a></p>
<p>La classifica è dominata da Fiat che, dopo essere stata apripista, continua a comunicare assiduamente su tutti i social media. Insieme a Citroën è la sola a utilizzare anche il blog nella comunicazione. </p>
<p>In generale risultano forti i tre brand italiani (Fiat, Lancia e Alfa Romeo) e quelli francesi (Citroën, Renault, Peugeot).</p>
<p>Le aziende di altri continenti non sono in classifica anche perché scelgono di comunicare sui social network solo attraverso canali internazionali (è il caso di Hyundai, Toyota e Suzuki a cui si uniscono Mercedes-Benz che ha un blog e un profilo YouTube in corso di riattivazione in questi mesi ma non aggiornati dal punto di vista dei contenuti ufficiali nel periodo scelto per l’analisi e Chevrolet che sta però avviando profili in lingua italiana).</p>
<p>Le uniche straniere extraeuropee presenti sui social media con profili studiati per il mercato italiano sono Ford, che si colloca al quinto posto, e Nissan.</p>
<p>Altre risultanze:</p>
<p>- Facebook si conferma luogo privilegiato per la comunicazione delle aziende: 13 delle aziende selezionate hanno una pagina ufficiale </p>
<p>- La maggioranza delle aziende (9 sulle 15 che hanno profili su social network) mantiene almeno due profili, sono 6 invece le aziende che decidono di concentrarsi, a livello corporate, solo su un canale </p>
<p>- Accanto a Facebook si consolida il ruolo di YouTube e della comunicazione video: 10 su 20 aziende alimentano costantemente un profilo ufficiale con contenuti in lingua italiana, che spaziano dagli spot televisivi al coinvolgimento in video dei testimonial. Due sole (Volkswagen e Nissan) quelle che hanno scelto, al momento, YouTube come canale unico di comunicazione social per l&#8217;audience italiana. </p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/09/automotive_performance_piattaforma.png"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/09/automotive_performance_piattaforma.png" alt="automotive performance per piattaforma" title="automotive_performance_piattaforma" width="549" height="544" class="alignnone size-full wp-image-5394" /></a></p>
<p>Consulta l&#8217;<a href="http://www.slideshare.net/DigitalPR/executive-summary-automobili">executive summary</a> e richiedi il <a href="http://www.digital-pr.it/index.php/brands-social-media-osservatorio-sul-settore-automotive">rapporto completo</a>. </p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Facebook e Twitter: statistiche a confronto</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 13:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sera il nuovo CEO di Twitter, Dick Costolo, ha svelato alcuni nuovi dati legati all&#8217;utilizzo della piattaforma. Fino a questo momento l&#8217;unica informazione ufficiale rilasciata riguardava il superamento di 200 milioni di utenti registrati. Ora sappiamo che gli utenti attivi mensili (chiunque si sia loggato a Twitter nell&#8217;arco di un mese, anche attraverso un servizio di terze parti) sono 100 milioni (cresciuti del 105% nel 2011) e che di questi il 40% sta soltanto in ascolto, senza far nulla. Ho provato a confrontare queste...
Nessun post simile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera il nuovo CEO di Twitter, Dick Costolo, ha svelato alcuni <a href="http://blog.twitter.com/2011/09/one-hundred-million-voices.html">nuovi dati</a> legati all&#8217;utilizzo della piattaforma. Fino a questo momento l&#8217;unica informazione ufficiale rilasciata riguardava il superamento di <a href="http://www.guardian.co.uk/media/pda/2011/apr/28/guardian-activate-2011-new-york">200 milioni</a> di utenti registrati. Ora sappiamo che gli utenti attivi mensili (chiunque si sia loggato a Twitter nell&#8217;arco di un mese, anche attraverso un servizio di terze parti) sono 100 milioni (cresciuti del 105% nel 2011) e che di questi il 40% sta soltanto in ascolto, senza far nulla.  </p>
<p>Ho provato a confrontare queste statistiche con quelle rilasciate da Facebook, usando un&#8217;infografica minimale. Di solito Zuckerberg preferisce la metrica degli utenti attivi e dunque il dato sugli utenti registrati alla piattaforma è avvolto nel mistero.</p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/09/Facebook_Twitter_Stats.png"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/09/Facebook_Twitter_Stats.png" alt="facebook twitter statistics" title="Facebook_Twitter_Stats" width="570" height="544" class="alignnone size-full wp-image-5219" /></a></p>
<p><em>Per inserire l’infografica nel vostro sito basta copiare e incollare il codice HTML sottostante:</em><br />
<textarea name="comments" cols="65" rows="5"><br />
<a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/09/Facebook_Twitter_Stats.png"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/09/Facebook_Twitter_Stats.png" alt="Facebook Twitter Minimal Stats" title="Facebook Twitter Minimal Stats" width="100%" border="0"></a><br /></textarea></p>
<p>Nessun post simile.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Twitter: costellazioni di menzioni</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 07:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa su Repubblica Maurizio Ferraris, ordinario di filosofia teoretica, ha azzardato una interpretazione dei social network basata sulle categorie della ragione e del sentimento. Facebook sarebbe l&#8217;empatia, il sentimento, perché trasmette stati d&#8217;animo. Twitter la ragione, in quanto dà il suo meglio nel ridistribuire e filtrare l’informazione. Inoltre, rispetto a Facebook, punta di più su quello che vogliamo sapere del mondo piuttosto che su quello che vogliamo far sapere al mondo. Peccato che il filosofo, che apprezzo per le sue riflessioni sulla documentalità...
Nessun post simile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa su <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/08/13/sei-di-facebook-di-twitter-le.html" title="Le filosofie dei social network - Maurizio Ferraris">Repubblica</a> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maurizio_Ferraris">Maurizio Ferraris</a>, ordinario di filosofia teoretica, ha azzardato una interpretazione dei social network basata sulle categorie della ragione e del sentimento. Facebook sarebbe l&#8217;empatia, il sentimento, perché trasmette stati d&#8217;animo. Twitter la ragione, in quanto dà il suo meglio nel ridistribuire e filtrare l’informazione. Inoltre, rispetto a Facebook, punta di più su quello che vogliamo sapere del mondo piuttosto che su quello che vogliamo far sapere al mondo.  Peccato che il filosofo, che apprezzo per le sue riflessioni sulla documentalità e sugli oggetti sociali, si sia limitato a prendere per buono lo <a href="http://www.vincos.it/2009/07/29/twitter-la-nuova-strategia/" title="twitter la nuova strategia">statement ufficiale</a> di Twitter (cambiato troppe volte nel corso degli anni senza corrispondere a modifiche funzionali) senza considerare come proprio l&#8217;asimmetria del network favorisca il fenomeno dell&#8217;egocasting.<br />
Come se non bastasse in questa guerra immaginaria tra filosofie contrapposte, Ferraris introduce superficialmente Google+ che rappresenterebbe la conservazione, &#8220;Sua Maestà l&#8217;Archivio&#8221;.</p>
<p>Per fortuna qualche colonna più in là, grazie ad un&#8217;intervista della <a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/08/13/facebook-e-twitter/">Lipperini</a>, i <a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/" title="Wu Ming">Wu Ming</a> 1 e 2 hanno provveduto ad una definizione più pragmatico-funzionale: </p>
<blockquote><p>Twitter non si presta assolutamente alle lunghe discussioni tra più persone, un po’ per il limite dei 140 caratteri, un po’ per la grande velocità dei flussi. Il link verso testi più articolati diventa indispensabile. Questo fa di Twitter un network ‘estroflesso’, proteso verso l’esterno, mentre Facebook ha l’ambizione di inglobare tutto quanto (mail, gruppi di discussione, risorse multimediali) e bastare a se stesso.</p></blockquote>
<p>A conferma di questo mi sono imbattuto nel lavoro, ancora poco conosciuto, di <a href="http://isaach.com/2011/08/about-mention-constellations.html">Isaac Hepworth</a>, ex Google e ora product manager del search di Twitter, che per hobby ha scattato una fotografia di questo universo di menzioni (utilizzando Graphviz).<br />
A dispetto dell&#8217;apparente complessità della <a href="http://www.vincos.it/tag/social-network-analysis/" title="social network analysis">social network analysis</a> si tratta di soli 10 minuti di conversazioni avvenute il 21 giugno scorso tra gli utenti di Twitter. Ogni punto rappresenta un account e ogni freccia da punto a punto una menzione (un click per visualizzare l&#8217;immagine nelle dimensioni originali).</p>
<p><a href="http://dl.dropbox.com/u/5287483/Mentions/2000000-final.png"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/08/twitter_mentions_1.png" alt="twitter mentions constellation" title="twitter_mentions_1" width="570" height="428" class="alignnone size-full wp-image-5045" /></a></p>
<p>Al centro di questa galassia si trova la più estesa componente connessa del grafico, visualizzata di seguito.</p>
<p><a href="http://dl.dropbox.com/u/5287483/Mentions/2m.bothlayers.png?new=1"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/08/twitter_mentions_2.png" alt="twitter costellazione di menzioni" title="twitter_mentions_2" width="570" height="559" class="alignnone size-full wp-image-5046" /></a></p>
<p>In basso la versione zoomabile (richiede <a href="http://www.silverlight.net">Silverlight</a>)</p>
<p><script src="http://zoom.it/5lAi.js?width=auto&#038;height=400px"></script></p>
<p>Nessun post simile.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Il mondo visto attraverso Flickr e Twitter</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 14:32:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eric Fisher ha creato una serie di mappe del mondo combinando 122 milioni di informazioni geolocalizzate, metà relative a foto caricate su Flickr e metà a messaggi su Twitter (nell&#8217;arco di due mesi). Ne viene fuori un&#8217;affascinante rappresentazione del mondo visto con gli occhi di questi due servizi web. I puntini arancioni rappresentano gli scatti, quelli blue i tweet e i bianchi i luoghi dove è stata registrata la presenza sia di foto che di messaggi. Salta all&#8217;occhio il grande uso di twitter in Giappone...
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://twitter.com/#!/enf">Eric Fisher</a> ha creato una serie di <a href="http://www.flickr.com/photos/walkingsf">mappe del mondo</a> combinando 122 milioni di informazioni geolocalizzate, metà relative a foto caricate su Flickr e metà a messaggi su Twitter (nell&#8217;arco di due mesi). Ne viene fuori un&#8217;affascinante rappresentazione del mondo visto con gli occhi di questi due servizi web.<br />
I puntini arancioni rappresentano gli scatti, quelli blue i tweet e i bianchi i luoghi dove è stata registrata la presenza sia di foto che di messaggi.  </p>
<p>Salta all&#8217;occhio il grande uso di twitter in Giappone e Indonesia.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/walkingsf/5912169471/" title="World map of Flickr and Twitter locations by Eric Fischer, on Flickr"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6057/5912169471_4c30f545cf.jpg" width="500" height="293" alt="World map of Flickr and Twitter locations"></a></p>
<p>Zoomando sull&#8217;Europa si nota che il Regno Unito e i Paesi Bassi fanno un uso intenso di entrambi i servizi.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/walkingsf/5912946760/" title="European detail map of Flickr and Twitter locations by Eric Fischer, on Flickr"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5277/5912946760_becca2264e.jpg" width="500" height="359" alt="European detail map of Flickr and Twitter locations"></a></p>
<p>Roma mostra grande attività di foto e tweet nel suo esteso centro storico, ma anche all&#8217;Eur (in basso) e a Tivoli (in alto a destra)</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/walkingsf/5934909891/" title="See something or say something: Rome by Eric Fischer, on Flickr"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6121/5934909891_e8a3866596.jpg" width="500" height="500" alt="See something or say something: Rome"></a></p>
<p>A Milano l&#8217;attività contemporanea dei due servizi è sempre al centro della città, ma più ristretta rispetto alla capitale. Il resto delle foto sembra potersi identificare nella zona dei laghi. </p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/walkingsf/5935470938/" title="See something or say something: Milan by Eric Fischer, on Flickr"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6124/5935470938_0ffe0b2881.jpg" width="500" height="500" alt="See something or say something: Milan"></a></p>
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		<title>Osservatorio Brands &amp; Social Media in Italia: Facebook soppianta i blog aziendali, si consolida YouTube, cresce Twitter</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 07:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Digital PR, agenzia che rappresento a Roma, ha promosso un Osservatorio Brand e Social Media, con il supporto scientifico di OssCom, il centro di ricerca sui media e la comunicazione dell&#8217;Università Cattolica. L&#8217;idea è quella di dar vita ad una ricerca tesa ad analizzare la modalità di utilizzo dei social media da parte delle 100 maggiori aziende di 5 settori merceologici: Consumer Electronics, Automobili, Banche/Assicurazioni, Retail/Grande Distribuzione e Servizi. Lo studio è basato sull&#8217;osservazione delle attività di comunicazione sviluppate attraverso i profili ufficiali in lingua...
Nessun post simile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.digital-pr.it">Digital PR</a>, agenzia che rappresento a Roma, ha promosso un Osservatorio Brand e Social Media, con il supporto scientifico di <a href="http://centridiricerca.unicatt.it/osscom_index.html">OssCom</a>, il centro di ricerca sui media e la comunicazione dell&#8217;Università Cattolica.<br />
<a href="http://farm4.static.flickr.com/3129/5859442208_df05817a47_o.jpg"><img alt="Top 20 Italian Consumer Electronics Brands &#038; Social Media" src="http://farm4.static.flickr.com/3129/5859442208_a81f5fbfbe.jpg" title="Top 20 Italian Consumer Electronics Brands &#038; Social Media" class="alignleft" width="148" height="500" /></a>L&#8217;idea è quella di dar vita ad una ricerca tesa ad analizzare la modalità di utilizzo dei social media da parte delle 100 maggiori aziende di 5 settori merceologici: Consumer Electronics, Automobili, Banche/Assicurazioni, Retail/Grande Distribuzione e Servizi.</p>
<p>Lo studio è basato sull&#8217;osservazione delle attività di comunicazione sviluppate attraverso i profili ufficiali in lingua italiana.  La catalogazione ha tenuto conto della frequenza di aggiornamento, della ricchezza dei contenuti,  dei risultati conseguiti (fan, follower, sottoscrittori), della capacità di coinvolgere gli utenti (risposte, commenti, retweet).</p>
<p>Oggi pubblichiamo il primo report relativo al settore Consumer Electronics che vede Nokia Italia ai vertici della classifica, grazie ad una gestione costante ed oculata della sua presenza online.</p>
<p>Al di là della classifica è possibile fare alcune osservazioni, che andranno verificate man mano che analizzeremo i diversi settori:</p>
<p>- Facebook è utilizzato da tutte le aziende. Mentre hanno un blog solo LG e Playstation. Si può dire che <strong>Facebook ha dato alle aziende la possibilità di comunicare con i propri clienti, saltando a pie&#8217; pari al fase del corporate blog</strong> (percepito come rischioso e oneroso in termini di tempo) </p>
<p>- <strong>YouTube si consolida nel suo ruolo di naturale complemento della comunicazione online</strong> (12 aziende su 20 ne fanno uso) perchè permette di veicolare contenuti ludici e educativi (tutorial)</p>
<p>- <strong>Twitter inizia ad essere sperimentato ed utilizzato soprattutto per rilanciare contenuti</strong> (9 aziende su 20 hanno un profilo in lingua italiana)</p>
<p>- Flickr per la sua specificità è usato solo da aziende del comparto fotografico, ad esempio Canon Italia ha, da tempo, sviluppato una forte community che &#8220;coccola&#8221; con iniziative di testing ed offerte speciali </p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/digitalpr/5858905803/" title="Consumer Electronics - Performance per piattaforma by Digital PR, on Flickr"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3262/5858905803_83f9bf62aa_b.jpg" width="548" height="732" alt="Consumer Electronics - Performance per piattaforma"></a></p>
<p>Le strategia di comunicazione individuate variano: </p>
<p>- le aziende del primo gruppo attuano una <strong>strategia multi piattaforma e proattiva</strong> che fa riscontrare picchi di interazione molto alti in occasioni di iniziative di prodotto. Non tutte le aziende privilegiano Facebook che da alcune viene utilizzato in maniera tattica, mi riferisco per esempio a Canon c&#8217;è anche chi preferisce concentrarsi maggiormente su un pochi ambienti (es. Canon Italia ha iniziato con un&#8217;ottima presenza su Flickr)</p>
<p>- aziende come HP, JVC, Epson puntano invece ad una <strong>strategia di presidio</strong> caratterizzata da un costante aggiornamento, ma senza picchi di performance</p>
<p>- infine vi sono aziende come Asus, Philips, Apple (iTunes) che hanno una <strong>strategia monocanale</strong> (Facebook)</p>
<p>In attesa dei vostri commenti (anche via twitter con hashtag <a href="https://twitter.com/#!/search/%23obsm">#obsm</a>)  vi rimando alla <a href="http://www.digital-pr.net/dmnr_digitalpr/aziende-social-media.htm">Digital Media News Release</a> e alla pagina dove richiedere il <a href="http://www.digital-pr.it/index.php/brands-social-media-osservatorio-su-100-aziende-e-la-comunicazione-sui-social-media-in-italia">report completo</a>.</p>
<p>Nessun post simile.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La mappa dei social network nel mondo (giugno 2011)</title>
		<link>http://vincos.it/2011/06/13/la-mappa-dei-social-network-nel-mondo-giugno-2011/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-mappa-dei-social-network-nel-mondo-giugno-2011</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 09:35:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come ogni semestre è tempo di dare un&#8217;occhiata alla situazione dei social network nel mondo. Mi sono divertito a creare un poster con i vari cambiamenti nel tempo e una versione animata che rende ancora più evidente la scomparsa dei social network locali. Facebook, che ormai veleggia verso i 700 milioni di iscritti, continua a fare proseliti in Africa (ho aggiunto i dati di Etiopia e Tanzania) Iran e Siria, quando non viene censurato dai governi. Per inserire l’infografica nel vostro sito basta copiare e...
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<li><a href='http://vincos.it/2012/01/24/la-mappa-dei-social-network-nel-mondo-dicembre-2011/' rel='bookmark' title='La mappa dei social network nel mondo &#8211; dicembre 2011'>La mappa dei social network nel mondo &#8211; dicembre 2011</a></li>
<li><a href='http://vincos.it/2010/12/10/la-mappa-dei-social-network-nel-mondo-dicembre-2010/' rel='bookmark' title='La mappa dei social network nel mondo (dicembre 2010)'>La mappa dei social network nel mondo (dicembre 2010)</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ogni semestre è tempo di dare un&#8217;occhiata alla situazione dei social network nel mondo.<br />
Mi sono divertito a creare un poster con i vari cambiamenti nel tempo e una <a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2009/06/wmsn_animated_1024.gif">versione animata</a> che rende ancora più evidente la scomparsa dei social network locali.  </p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2009/06/wmsn_animated_1024.gif"><img alt="Animated World Map of Social Networks" src="http://28.media.tumblr.com/tumblr_lmq60eAMa41qz60mho1_500.gif" title="Animated World Map of Social Networks" class="center" width="500" height="391" /></a></p>
<p>Facebook, che ormai veleggia verso i 700 milioni di iscritti, continua a fare proseliti in Africa (ho aggiunto i dati di Etiopia e Tanzania) Iran e Siria, quando non viene censurato dai governi.</p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/06/WMSN0611-1024.png"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/06/WMSN0611-570.png" alt="World Map of Social Networks June 2011" title="WMSN0611-570" width="570" height="398" class="alignnone size-full wp-image-4637" /></a></p>
<p><em>Per inserire l’infografica nel vostro sito basta copiare e incollare il codice HTML sottostante:</em><br />
<textarea name="comments" cols="65" rows="5"><br />
<a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/06/WMSN0611-1024.png"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/06/WMSN0611-570.png" alt="World Map of Social Networks" title="World Map of Social Networks" width="100%" border="0"></a><br /></textarea></p>
<p>L&#8217;Europa è ora il continente con più iscritti a Facebook: 205 milioni. Solo i Paesi Bassi rimangono ancora legati al social network locale Hyves, anche se stando ai soli numeri di Alexa Facebook l&#8217;avrebbe già superato in termini di traffico.  </p>
<p>La stessa situazione di discrasia tra i numeri di Alexa e quelli di Google Trends for Website emerge anche rispetto alla situazione brasiliana. Qui sembrerebbe che Orkut, di proprietà di Google, stia per capitolare. </p>
<p>Segnali di cambiamento si avvertono dai territori della ex Unione Sovietica, dove il più forte player locale V Kontakte sta subendo gli attacchi di Odnoklassniki. Probabilmente sulla nuova situazione ha inciso la decisione di V Kontakte di accettare nuove iscrizioni solo su invito dei già iscritti. Il Kazakistan è già caduto, vedremo se la &#8220;Grande Madre Russia&#8221; riuscirà a resistere.</p>
<p><strong>Top 3 Social Networking Sites (Giugno 2011)</strong></p>
<p>Premettendo che l&#8217;abisso tra Facebook e i suoi competitor è enorme, val la pena di segnalare che Twitter, nei paesi occidentali, punta al secondo posto e LinkedIn al terzo. Nella tabella in basso ho evidenziato in giallo i cambiamenti rispetto alla rilevazione di <a href="http://www.vincos.it/2010/12/10/la-mappa-dei-social-network-nel-mondo-dicembre-2010/">dicembre 2010</a>. </p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/06/SNS-0611.png"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/06/SNS-0611.png" alt="Social Networks around the world top 3" title="SNS-0611" width="395" height="245" class="alignnone size-full wp-image-4640" /></a></p>
<p><strong>World Map of Social Networks Poster</strong> /// LIKE &#8211; SHARE &#8211; <a href="http://www.imagekind.com/The-World-Map-of-Social-Networks_art?IMID=c6f66c58-66e1-4c39-b330-a3fb13c82334">BUY IT</a></p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/06/WMSN-Poster-0611-1024.png"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/06/WMSN-Poster-0611-570.png" alt="" title="WMSN-Poster-0611-570" width="570" height="1838" class="alignnone size-full wp-image-4642" /></a></p>
<p><em>Per inserire l’infografica nel vostro sito basta copiare e incollare il codice HTML sottostante:</em><br />
<textarea name="comments" cols="65" rows="5"><br />
<a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/06/WMSN-Poster-0611-1024.png"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/06/WMSN-Poster-0611-570.png" alt="World Map of Social Networks" title="World Map of Social Networks" width="100%" border="0"></a><br /></textarea></p>
<p>[<a href="http://www.vincos.it/world-map-of-social-networks/">english version - la pagina dedicata con le precedenti analisi</a>]</p>
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<li><a href='http://vincos.it/2010/12/10/la-mappa-dei-social-network-nel-mondo-dicembre-2010/' rel='bookmark' title='La mappa dei social network nel mondo (dicembre 2010)'>La mappa dei social network nel mondo (dicembre 2010)</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Gli elementi di un tweet di successo</title>
		<link>http://vincos.it/2011/05/15/gli-elementi-di-un-tweet-di-successo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=gli-elementi-di-un-tweet-di-successo</link>
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		<pubDate>Sun, 15 May 2011 18:16:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Shane Steele, Director of Sales &#38; Marketing di Twitter ha svelato gli ingredienti dei tweet di maggior successo durante il Compete&#8217;s Digital CMO Summit. Lo studio è stato compiuto analizzando l&#8217;impatto dei &#8220;Promoted Tweets&#8221; (gli spazi &#8220;pubblicitari&#8221; disponibili sulla piattaforma). Ecco gli ingredienti e la loro frequenza di utilizzo osservata nei casi analizzati: &#160; Un link:  incluso nel 98% dei casi di successo un  hashtag: usato nel 72% dei casi per facilitare la ricerca della discussione contenuti aggiornati in real time: 70% un &#8220;call to...
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<li><a href='http://vincos.it/2011/03/29/twitter-20-000-utenti-generano-meta-dei-tweet/' rel='bookmark' title='Twitter: 20.000 utenti generano metà dei tweet'>Twitter: 20.000 utenti generano metà dei tweet</a></li>
<li><a href='http://vincos.it/2011/04/21/twit-topic-explorer-di-cosa-parli-su-twitter/' rel='bookmark' title='Tweet Topic Explorer: di cosa parli su Twitter?'>Tweet Topic Explorer: di cosa parli su Twitter?</a></li>
<li><a href='http://vincos.it/2011/02/17/groupon-e-il-successo-dei-gruppi-dacquisto-online/' rel='bookmark' title='Groupon e il successo dei gruppi d&#8217;acquisto online'>Groupon e il successo dei gruppi d&#8217;acquisto online</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Shane Steele, Director of Sales &amp; Marketing di <a title="gli articoli su twitter" href="http://www.vincos.it/tag/twitter/">Twitter </a>ha svelato gli ingredienti dei tweet di maggior successo durante il Compete&#8217;s Digital CMO Summit. Lo studio è stato compiuto analizzando l&#8217;impatto dei &#8220;Promoted Tweets&#8221; (gli spazi &#8220;pubblicitari&#8221; disponibili sulla piattaforma). Ecco gli ingredienti e la loro frequenza di utilizzo osservata nei casi analizzati:</p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/05/elementi-tweet.png"><img class="alignnone size-full wp-image-4544" title="elementi-tweet" src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/05/elementi-tweet.png" alt="elementi di un tweet di successo" width="497" height="461" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Un link:  incluso nel 98% dei casi di successo</li>
<li>un  <a href="http://www.vincos.it/2008/01/07/hashtags-un-po-dordine-su-twitter/">hashtag</a>: usato nel 72% dei casi per facilitare la ricerca della discussione</li>
<li>contenuti aggiornati in real time: 70%</li>
<li>un &#8220;call to action&#8221; del tipo &#8220;clicca qui&#8221;:  40%</li>
<li>l&#8217;uso del punto esclamativo: 40%</li>
<li>l&#8217;annuncio di un nuovo prodotto: 38%</li>
<li>una domanda: 24%</li>
<li>giochi o concorsi:  22%</li>
</ul>
<p>via <a href="http://johnbell.typepad.com/weblog/2011/05/7-qualities-of-effective-tweets.html">John Bell</a></p>
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<li><a href='http://vincos.it/2011/04/21/twit-topic-explorer-di-cosa-parli-su-twitter/' rel='bookmark' title='Tweet Topic Explorer: di cosa parli su Twitter?'>Tweet Topic Explorer: di cosa parli su Twitter?</a></li>
<li><a href='http://vincos.it/2011/02/17/groupon-e-il-successo-dei-gruppi-dacquisto-online/' rel='bookmark' title='Groupon e il successo dei gruppi d&#8217;acquisto online'>Groupon e il successo dei gruppi d&#8217;acquisto online</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Patrizia Pepe rilascia i dati della crisi online</title>
		<link>http://vincos.it/2011/05/05/patrizia-pepe-rilascia-i-dati-della-crisi-online/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=patrizia-pepe-rilascia-i-dati-della-crisi-online</link>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2011 20:19:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Highlights]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing/PR]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[patrizia pepe]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa una crisi ha coivolto il brand Patrizia Pepe. Oggi il team che si occupa della comunicazione ha deciso di rilasciare pubblicamente i dati riguardanti il passaparola che si è scatenato in rete, sotto licenza Creative Commons. L&#8217;obiettivo, come si legge dal post molto dettagliato pubblicato sul corporate blog, è quello di restituire qualcosa di utile alla community dei professionisti/appassionati di social media e alle aziende che si troveranno a gestire situazioni simili. Penso sia un&#8217;ottima scelta, che merita di essere applaudita come...
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<li><a href='http://vincos.it/2011/05/01/la-crisi-aruba-analisi-della-diffusione-dellinformazione-su-twitter/' rel='bookmark' title='La crisi Aruba: analisi della diffusione dell&#8217;informazione su Twitter'>La crisi Aruba: analisi della diffusione dell&#8217;informazione su Twitter</a></li>
<li><a href='http://vincos.it/2012/01/18/la-gestione-della-crisi-di-costa-crociere-sui-social-media/' rel='bookmark' title='La gestione della crisi di Costa Crociere sui social media'>La gestione della crisi di Costa Crociere sui social media</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa una crisi ha coivolto il brand <a href="http://www.vincos.it/2011/04/15/patrizia-pepe-un-pessimo-caso-di-comunicazione-in-rete/">Patrizia Pepe</a>. Oggi il team che si occupa della comunicazione ha deciso di rilasciare pubblicamente i dati riguardanti il passaparola che si è scatenato in rete, sotto licenza Creative Commons.<br />
L&#8217;obiettivo, come si legge dal <a href="http://inside.patriziapepe.com/it/2011/patrizia-pepe-la-crisi-social-media-diventa-open/">post </a>molto dettagliato pubblicato sul corporate blog, è quello di restituire qualcosa di utile alla community dei professionisti/appassionati di social media e alle aziende che si troveranno a gestire situazioni simili. </p>
<p>Penso sia un&#8217;ottima scelta, che merita di essere applaudita come inedito segnale di apertura e di comprensione dei propri errori.</p>
<p>L&#8217;analisi rilasciata riguarda solo il <em>word of mouth</em> su Twitter. La crisi inizia su Facebook il 7 Aprile, ma rimbalza su Twitter solo quando la pagina di <a href="http://www.facebook.com/FBStrategy">FacebookStrategy.it</a> ne parla la mattina del 13 Aprile. Nella timeline in basso sono mostrati i circa 800 messaggi registrati nell&#8217;arco di tempo in cui si è sviluppata la discussione. In rosso i tweet e i azzurro i retweet.</p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/05/patrizia_pepe_crisi_timeline.png"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/05/patrizia_pepe_crisi_timeline.png" alt="patrizia_pepe_crisi_timeline" title="patrizia_pepe_crisi_timeline" width="568" height="473" class="alignnone size-full wp-image-4513" /></a></p>
<p>Una social network analysis delle persone che ne hanno parlato, mostra una rete molto densa e interconnessa che ha determinato l&#8217;effetto virale negativo.  </p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/05/patrizia_pepe_crisi_network.jpg"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/05/patrizia_pepe_crisi_network.jpg" alt="patrizia pepe crisi network" title="patrizia_pepe_crisi_network" width="570" height="581" class="alignnone size-full wp-image-4502" /></a></p>
<p>Dal 13 Aprile iniziano i commenti negativi per avere il loro picco il 14. I commenti negativi tornano ad essere significativi il 20 e il 21, a cavallo del servizio dedicato alla vicenda dalle Iene, che pur essendo &#8220;riparatore&#8221; è stato considerato negativamente in rete.</p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/05/patrizia_pepe_sentiment.png"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/05/patrizia_pepe_sentiment.png" alt="patrizia pepe sentiment" title="patrizia_pepe_sentiment" width="570" height="133" class="alignnone size-full wp-image-4504" /></a></p>
<p>Il Negative Reach, la somma degli account potenzialmente raggiunti da messaggi con menzioni negative nel periodo, è il seguente:</p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/05/patrizia_pepe_neg_reach_sum.png"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/05/patrizia_pepe_neg_reach_sum.png" alt="patrizia pepe negative reach" title="patrizia_pepe_neg_reach_sum" width="297" height="107" class="alignnone size-full wp-image-4506" /></a></p>
<p>Per ogni Tweet negativo sono sommati i follower di chi twittava (reach potenziale) con i follower di chi ha fatto retweet.</p>
<p>Per finire i messaggi negativi che hanno raggiunto più persone (reach negativo):</p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/05/patrizia_pepe_tweet_negativi.jpg"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/05/patrizia_pepe_tweet_negativi.jpg" alt="patrizia_pepe_tweet_negativi" title="patrizia_pepe_tweet_negativi" width="570" height="164" class="alignnone size-full wp-image-4507" /></a></p>
<p><strong>Update:</strong> <a href="http://inside.patriziapepe.com/it/2011/patrizia-pepe-aprile-2011-dati-social-media-infografica/">l&#8217;infografica della vicenda</a></p>
<p><strong>Update 2:</strong> siccome molti lettori hanno lamentato da parte dell&#8217;azienda un&#8217;analisi parziale, aggiungo alcuni dati sul tono dei commenti generati dal post incriminato su Facebook  e sull&#8217;impatto dei soli post maggiormente condivisi in rete. I post totali sono stati 36 variamente rilanciati da vari aggregatori e da siti di news online.  Difficile misurare l&#8217;effetto negativo complessivo a lungo termine anche considerando la permanenza di queste informazioni tra i primi risultati della SERP di Google.</p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/05/Caso_Patrizia_Pepe_facebook_blog.png"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/05/Caso_Patrizia_Pepe_facebook_blog.png" alt="caso patrizia pepe analisi facebook e blog" title="Caso_Patrizia_Pepe_facebook_blog" width="570" height="1056" class="alignnone size-full wp-image-4528" /></a></p>
<p>Se volete condividere l’immagine sul vostro sito/blog copiate questo codice:<br />
<textarea name="comments" cols="70" rows="6"><br />
<a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/05/Caso_Patrizia_Pepe_facebook_blog.png"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/05/Caso_Patrizia_Pepe_facebook_blog.png" alt="la crisi Aruba su Twitter" title="il caso Patrizia Pepe su Facebook e sui blog" width="100%" border="0"></a><br /></textarea></p>
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<li><a href='http://vincos.it/2011/05/01/la-crisi-aruba-analisi-della-diffusione-dellinformazione-su-twitter/' rel='bookmark' title='La crisi Aruba: analisi della diffusione dell&#8217;informazione su Twitter'>La crisi Aruba: analisi della diffusione dell&#8217;informazione su Twitter</a></li>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La crisi Aruba: analisi della diffusione dell&#8217;informazione su Twitter</title>
		<link>http://vincos.it/2011/05/01/la-crisi-aruba-analisi-della-diffusione-dellinformazione-su-twitter/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-crisi-aruba-analisi-della-diffusione-dellinformazione-su-twitter</link>
		<comments>http://vincos.it/2011/05/01/la-crisi-aruba-analisi-della-diffusione-dellinformazione-su-twitter/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 May 2011 08:39:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Highlights]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[aruba]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[incendio]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Quella di venerdì 29 aprile è stata una giornata campale per la rete italiana, interessata dal più grande black out di servizi web mai accaduto. La causa: un incendio alla sala degli UPS di Aruba, il maggiore hosting provider italiano. La notizia inizia a circolare su Twitter grazie agli utenti (il primo è @cmenzani alle 5.48) e poi viene ufficializzata alle 7.14 dalla stessa azienda che decide di creare un account ufficiale, che in poche ore colleziona oltre 6.000 follower. Aruba:Causa principio di incendio nella...
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Quella di venerdì 29 aprile è stata una giornata campale per la rete italiana, interessata dal più grande black out di servizi web mai accaduto. La causa: un incendio alla sala degli UPS di Aruba, il maggiore hosting provider italiano.<br />
La notizia inizia a circolare su Twitter grazie agli utenti (il primo è <a href="https://twitter.com/#!/cmenzani/status/63811901565583361">@cmenzani</a> alle 5.48) e poi viene <a href="https://twitter.com/#!/Arubait/status/63833454554517504">ufficializzata </a>alle 7.14 dalla stessa azienda che decide di creare un <a href="https://twitter.com/#!/arubait">account ufficiale</a>, che in poche ore colleziona oltre 6.000 follower. </p>
<p><!-- https://twitter.com/#!/Arubait/status/63833454554517504 --><br />
<style type='text/css'>.bbpBox63833454554517504 {background:url(http://a3.twimg.com/a/1304019356/images/themes/theme1/bg.png) #C0DEED;padding:20px;} p.bbpTweet{background:#fff;padding:10px 12px 10px 12px;margin:0;min-height:48px;color:#000;font-size:18px !important;line-height:22px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px} p.bbpTweet span.metadata{display:block;width:100%;clear:both;margin-top:8px;padding-top:12px;height:40px;border-top:1px solid #fff;border-top:1px solid #e6e6e6} p.bbpTweet span.metadata span.author{line-height:19px} p.bbpTweet span.metadata span.author img{float:left;margin:0 7px 0 0px;width:38px;height:38px} p.bbpTweet a:hover{text-decoration:underline}p.bbpTweet span.timestamp{font-size:12px;display:block}</style>
<div class='bbpBox63833454554517504'>
<p class='bbpTweet'>Aruba:Causa principio di incendio nella serverfarm principale si è attivato l&#8217;energit poweroff togliendo energia alla struttura<span class='timestamp'><a title='Fri Apr 29 05:14:16 +0000 2011' href='https://twitter.com/#!/Arubait/status/63833454554517504'>less than a minute ago</a> via <a href="http://blackberry.com/twitter" rel="nofollow">Twitter for BlackBerry®</a> <a href='http://twitter.com/intent/favorite?tweet_id=63833454554517504'><img src='http://si0.twimg.com/images/dev/cms/intents/icons/favorite.png' /> Favorite</a> <a href='http://twitter.com/intent/retweet?tweet_id=63833454554517504'><img src='http://si0.twimg.com/images/dev/cms/intents/icons/retweet.png' /> Retweet</a> <a href='http://twitter.com/intent/tweet?in_reply_to=63833454554517504'><img src='http://si0.twimg.com/images/dev/cms/intents/icons/reply.png' /> Reply</a></span><span class='metadata'><span class='author'><a href='http://twitter.com/Arubait'><img src='http://a2.twimg.com/sticky/default_profile_images/default_profile_1_normal.png' /></a><strong><a href='http://twitter.com/Arubait'>Aruba it</a></strong><br/>Arubait</span></span></p>
</div>
<p> <!-- end of tweet --></p>
<p>Visto che i media tradizionali ignorano la vicenda, Twitter diventa il luogo privilegiato dove attingere le notizie, magari inventando battute di spirito sul provider aretino per evitare di bestemmiare. In tal senso una delle parole più usate, come si evince dalla mia analisi, è &#8220;arrhosting&#8221;. Molto alto il numero dei retweet (RT) e l&#8217;uso della parola &#8220;ancora&#8221; visto che il disservizio si è protratto per molte ore. </p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/05/aruba-twitter-cloud.png"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/05/aruba-twitter-cloud.png" alt="aruba twitter cloud" title="aruba-twitter-cloud" width="570" height="600" class="alignnone size-full wp-image-4478" /></a></p>
<p>Addirittura c&#8217;è chi, come La Feltrinelli, arriva, discutibilmente, a far leva sulla vicenda per promuove la vendita in dvd di un capolavoro della cinematografia nostrana.</p>
<p><!-- https://twitter.com/#!/LaFeltrinelli/status/63913907865133056 --><br />
<style type='text/css'>.bbpBox63913907865133056 {background:url(http://a3.twimg.com/profile_background_images/214248298/sfondo_twit_ebooks.jpg) #F70000;padding:20px;} p.bbpTweet{background:#fff;padding:10px 12px 10px 12px;margin:0;min-height:48px;color:#000;font-size:18px !important;line-height:22px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px} p.bbpTweet span.metadata{display:block;width:100%;clear:both;margin-top:8px;padding-top:12px;height:40px;border-top:1px solid #fff;border-top:1px solid #e6e6e6} p.bbpTweet span.metadata span.author{line-height:19px} p.bbpTweet span.metadata span.author img{float:left;margin:0 7px 0 0px;width:38px;height:38px} p.bbpTweet a:hover{text-decoration:underline}p.bbpTweet span.timestamp{font-size:12px;display:block}</style>
<div class='bbpBox63913907865133056'>
<p class='bbpTweet'>“I Pompieri” di Neri Parenti, dedicato ad Aruba: Ci permettiamo di scherzare sull’Incendio che ha subito Aruba, &#8230; <a href="http://bit.ly/iSP3sb" rel="nofollow">http://bit.ly/iSP3sb</a><span class='timestamp'><a title='Fri Apr 29 10:33:57 +0000 2011' href='https://twitter.com/#!/LaFeltrinelli/status/63913907865133056'>less than a minute ago</a> via <a href="http://twitterfeed.com" rel="nofollow">twitterfeed</a> <a href='http://twitter.com/intent/favorite?tweet_id=63913907865133056'><img src='http://si0.twimg.com/images/dev/cms/intents/icons/favorite.png' /> Favorite</a> <a href='http://twitter.com/intent/retweet?tweet_id=63913907865133056'><img src='http://si0.twimg.com/images/dev/cms/intents/icons/retweet.png' /> Retweet</a> <a href='http://twitter.com/intent/tweet?in_reply_to=63913907865133056'><img src='http://si0.twimg.com/images/dev/cms/intents/icons/reply.png' /> Reply</a></span><span class='metadata'><span class='author'><a href='http://twitter.com/LaFeltrinelli'><img src='http://a0.twimg.com/profile_images/248059745/icona2_normal.jpg' /></a><strong><a href='http://twitter.com/LaFeltrinelli'>La Feltrinelli</a></strong><br/>LaFeltrinelli</span></span></p>
</div>
<p> <!-- end of tweet --></p>
<p>Constatata l&#8217;inefficacia degli strumenti gratuiti disponibili in rete, ho provato a fare un&#8217;analisi della diffusione dell&#8217;informazione, utilizzando le API di Twitter e i sistemi di monitoraggio di <a href="http://www.digital-pr.it/index.php/servizi/analisi-dei-consumer-generated-media">Digital PR</a>. Nell&#8217;arco di un&#8217;intera giornata è emerso un totale di <strong>9.101 messaggi</strong> riportanti l&#8217;hashtag #aruba, sostanzialmente negativi (trascurabile il numero di messaggi di solidarietà ai sistemisti).<br />
Il maggior numero di cinguettii si è avuto tra le 9.30 e le 13.00, con <strong>due picchi tra le 9.30 e le 10.30 (1.550 tweet) e tra le 12 e le 13 (1.578 tweet)</strong>. Il secondo è legato all&#8217;annuncio della &#8220;rianimazione&#8221; dei primi siti e alla conseguente frustrazione dei meno fortunati.<br />
Nel pomeriggio l&#8217;attenzione rimane ancora alta, con medie di 300 messaggi all&#8217;ora, fino al ripristino completo dei server.  </p>
<p>Probabilmente una delle &#8220;proteste&#8221; più imponenti della rete italiana che, si spera, sia di stimolo ad Aruba per migliorare il suo rapporto con i clienti, anche attraverso gli strumenti che internet offre.</p>
<p><a href="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/05/aruba-analisi-twitter.png"><img src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2011/05/aruba-analisi-twitter.png" alt="aruba analisi twitter" title="aruba-analisi-twitter" width="570" height="600" class="alignnone size-full wp-image-4476" /></a></p>
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<textarea name="comments" cols="70" rows="6"><br />
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