Vincos di Vincenzo Cosenza

Il mio nuovo libro: Esercizi di Intelligenza Aumentata

Quella che segue è l’introduzione contenuta nel mio nuovo libro “Esercizi di Intelligenza Aumentata” (acquistabile su Amazon).

La comparsa inattesa delle applicazioni di intelligenza artificiale generativa ha destabilizzato le certezze di molti professionisti e messo in crisi organizzazioni che si sono trovate di fronte a scelte inedite. Il motivo è che queste tecnologie, rispetto alle precedenti, sono dirompenti da un punto di vista non solo tecnico, ma anche filosofico e sociale. Ci inducono a ripensare sia i processi e l’organizzazione delle aziende, sia il nostro ruolo nella società.

La domanda che ci dovrebbe assillare è: come cambiare ora che siamo costretti a coabitare con nuove intelligenze, molto più efficienti ed efficaci in compiti creativi che pensavamo essere di esclusivo dominio dell’uomo?

Molto spesso, però, la diffusione delle tecnologie di IA generativa anziché stimolare domande è stata accompagnata da risposte ideologiche, anche fomentate dai mass media, che non si vedevano dalla rivoluzione industriale. Sono comparsi neo-luddisti preoccupati di una sostituzione delle macchine e apocalittici evocatori della fine del mondo. Ma anche tecno-zeloti esaltatori dell’IA, spesso animati da un cieco ottimismo.

Questa polarizzazione non ha fatto che frenare l’adozione di queste nuove tecnologie, favorendo un approccio superficiale al loro utilizzo.

Durante gli ultimi tre anni in cui ho approfondito questi temi ed aiutato un migliaio di professionisti a capire come utilizzare a fondo la GenAI, mi sono accorto che la maggior parte delle persone fa fatica ad inserire l’uso di questi strumenti innovati nel proprio modo di ragionare e di fare.

Come rapportarsi alle intelligenze artificiali

Per molti, anche per coloro che seguono corsi ad hoc, è difficile passare dall’uso sporadico a quello sistematico.

Questo accade perché ci si approccia a questi strumenti come abbiamo sempre fatto con i software tradizionali.

Il problema è che qui non si tratta di imparare a premere i comandi giusti per ottenere un certo risultato, ma di capire come rapportarsi ad essi, come entrare in sintonia con queste “intelligenze aliene”.

Il linguaggio scritto e parlato è diventato la nuova interfaccia tra noi e questi software. Le parole che scegliamo sono il nostro strumento di controllo, la grammatica del pensiero computazionale. Saper dialogare con le IA significa padroneggiare l’arte del linguaggio operativo: più preciso è il nostro modo di esprimerci, più potente sarà la collaborazione con la macchina.

Non solo. Con la trasformazione in corso dei chatbot in agenti, sarà ancora più importante saper padroneggiare il linguaggio per imparare ad impartire istruzioni precise e strutturate all’agente che vogliamo agisca al nostro posto.

Insomma, è fondamentale acquisire una nuova forma mentis, un approccio che miri a scoprire come amplificare e ampliare le nostre capacità attraverso un’integrazione con quelle di queste nuove intelligenze.

Una palestra per esercitare la mente

Sono arrivato alla conclusione che la costruzione di questo percorso di compenetrazione tra intelligenze diverse e complementari richieda un metodo pratico che illustrerò in questa guida.

Nelle prossime pagine troverai una serie di “regole” accompagnate da esercizi concreti da svolgere quotidianamente per 20-30 minuti.

Sono esercitazioni che servono ad allenare le competenze trasversali che ogni tool richiede: saper formulare bene un problema e scomporlo in passi, dialogare iterando, valutare i risultati e così via.

Immaginali come esercizi di una palestra di linguaggio (perché il linguaggio è la nuova interfaccia), di metodo (dalla bozza alla versione definitiva) e di postura mentale (curiosa, critica, etica).

Li ho pensati per allenare competenze che difficilmente si sviluppano limitandosi a “provare qualche prompt”.

Se li praticherai con costanza, ti aiuteranno a:

In sintesi, questi esercizi servono a cambiare il tuo modo di pensare e lavorare con l’IA, non solo a produrre qualche output migliore. È un allenamento alla intelligenza aumentata: non l’IA al posto tuo, ma l’IA insieme a te.

Solo la pratica costante ti porterà a non usare questi software come calcolatrici evolute, ma come collaboratori in grado di aiutarti ad ampliare ed amplificare la tua conoscenza, permettendoti di sviluppare un’intelligenza di nuovo tipo, che definisco “intelligenza aumentata”.

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