Otto mesi fa avevo provato a capire quanto le applicazioni di intelligenza artificiale generativa stessero entrando nelle abitudini degli italiani. Il quadro che emergeva era quello di un’adozione timida. Oggi non è più così, come dimostrano i nuovi dati di “Audicom – sistema Audiweb” che sono riuscito ad ottenere.
I valori sono riferiti al mese di dicembre 2025 e riguardano l’audience da web e app, su qualsiasi dispositivo. La base degli utenti ha età compresa tra i 18 e i 74 anni, quindi i dati sono un po’ sottostimati rispetto al reale utilizzo.
Quasi 15 milioni di italiani usano le app di IA
Il dato che colpisce subito è quello aggregato: a dicembre 2025, quasi 15 milioni di italiani tra i 18 e i 74 anni hanno utilizzato almeno una delle app di intelligenza artificiale monitorate, pari al 35% della popolazione online in quella fascia d’età.
Ad aprile erano circa 12,8 milioni (il 30%). Va ricordato che aprile del 2025 è stato un mese con molti giorni di ferie che potrebbero aver fatto calare l’uso delle app. La media annuale 2025 si attesta a 12,7 milioni di utenti, più del doppio rispetto alla media 2024 (5,2 milioni).
Un raddoppio secco in un solo anno, che testimonia come l’intelligenza artificiale sia passata dalla fase di curiosità a quella di uso ricorrente.
ChatGPT supera i 10 milioni: lo usa quasi un italiano su quattro
ChatGPT ha chiuso dicembre 2025 con 10,1 milioni di utenti unici, pari al 23,6% della popolazione 18-74 anni. Rispetto ad aprile 2025, quando ne contava 8,8 milioni, la crescita è stata del 14%. Ma il dato più eloquente è il confronto con dicembre 2024, quando gli utenti erano 5,5 milioni: in dodici mesi l’app di OpenAI ha quasi raddoppiato la propria base (+82%). La media mensile del 2025 (8,8 milioni) è due volte e mezza quella del 2024 (3,5 milioni).
Per quanto riguarda il tempo di utilizzo, ChatGPT si conferma il chatbot più coinvolgente: 1 ora e 47 minuti per persona al mese a dicembre 2025, sostanzialmente stabile rispetto ad aprile (1 ora e 48 minuti). Un segnale di maturità nell’uso, non più solo esplorativo ma integrato nelle abitudini.
La grande rimonta di Gemini e l’ascesa di Perplexity
La novità più interessante è il recupero di Google Gemini. Ad aprile contava 2,8 milioni di utenti; a dicembre ne ha 6 milioni, con una crescita del 115%. La penetrazione sulla popolazione 18-74 è passata dal 6,6% al 14,1%. In pratica, Gemini ha più che triplicato la base rispetto a dicembre 2024 (+307%), consolidandosi nettamente come secondo chatbot in Italia.
Anche il tempo d’uso di Gemini è aumentato significativamente: dai 23 minuti per persona di aprile ai 51 minuti di dicembre. Un segnale che non si tratta solo di curiosi occasionali, ma di utenti che iniziano a farne un uso più strutturato.
Probabilmente l’integrazione sempre più profonda nell’ecosistema Google sta pagando.
Perplexity è la sorpresa dell’anno: da 268.000 utenti ad aprile a 1,57 milioni a dicembre (+486%). Il tempo d’uso è di 49 minuti per persona (10 minuti in meno rispetto ad aprile).
Nel corso del 2025 è passato da nicchia a strumento riconosciuto, complice probabilmente il posizionamento come “motore di ricerca IA” e gli accordi di co-marketing con aziende come TIM e PayPal (che prevedono l’uso gratuito per un anno e che potrebbero averne “drogato” il risultato).
Grok, il chatbot di Elon Musk, mostra numeri in forte crescita relativa: dai 52.000 utenti di aprile ai 656.000 di dicembre. Più interessante ancora il tempo d’uso, passato da 12 minuti a un’ora e 12 minuti per persona, un segno di engagement reale. Probabilmente frutto dell’integrazione spinta dentro X.
Subito dietro spunta Meta AI, il chatbot di Zuckerberg integrato nelle sue app e fruibile anche via web. Gli utenti che lo usano da sito web sono 543.000, mentre ad aprile erano 135.000. Il tempo speso è di 20 minuti. Impossibile rilevare quanti attivino il bot dentro WhatsApp, Facebook, Instagram.
Copilot frena, DeepSeek si sgonfia
Sorprende la frenata di Copilot che, nonostante l’integrazione con la suite Microsoft, ha raggiunto il picco ad aprile 2025 con 2,7 milioni di utenti, per poi scendere progressivamente a 1,8 milioni a dicembre (–33%). Il tempo di utilizzo per persona è però cresciuto, da 19 a quasi 34 minuti.
Anche DeepSeek, che aveva fatto scalpore a inizio anno con il suo modello open-source, mostra un calo netto: dal picco di 924.000 utenti a febbraio si è scesi a 325.000 a dicembre (–65%). L’effetto curiosità sembra esaurito.
Claude di Anthropic cresce modestamente in valori assoluti (da 221.000 ad aprile a 283.000 a dicembre, +28%), con un tempo d’uso interessante di 52 minuti per persona, il più alto tra i chatbot generalisti dopo ChatGPT, Grok e Perplexity. Segno che si tratta di un prodotto molto apprezzato da chi lo usa, ma che fatica a farsi conoscere dal grande pubblico.
Character AI, piattaforma atipica di chatbot, ha subito una perdita di utenti considerevole, da 128.000 a 62.000 Tuttavia, conferma il suo status di app più coinvolgente in assoluto: 16 ore e 20 minuti per persona al mese a dicembre 2025. Un dato che, pur in calo rispetto alle quasi 20 ore di aprile, resta impressionante: i chatbot relazionali catturano chi li usa in un modo che non ha paragoni con altri strumenti digitali.
Le app creative di IA più usate in Italia
Nel panorama delle app di IA per la creatività, il quadro è meno roseo. Se si eccettua Freepik, che è un servizio molto variegato che comprende anche applicazioni di IA generativa per le immagini e i video, i numeri restano di nicchia e, in molti casi, in calo rispetto ad aprile.
Suno si conferma l’app creativa pura più usata con 354.000 utenti a dicembre (+6% su aprile) e un tempo d’uso che è cresciuto in modo significativo: da 1 ora e 3 minuti a 1 ora e 43 minuti per persona. Il merito è anche delle funzioni di ascolto di brani altrui che la rendono una sorta di “Spotify dell’IA”.
Eleven Labs, specializzata nella manipolazione sonora e vocale, cresce a 135.000 utenti (+24% su aprile). Le note dolenti arrivano dalle app per la generazione di immagini e video: Leonardo.AI crolla del 64% (da 101.000 ad aprile 25 a 36.000 a dicembre 25), Runway del 70%, Ideogram del 67%. Anche Kling, che ad aprile sembrava in crescita con 79.000 utenti, scende a 34.000. Midjourney si attesta a 34.000 utenti, in calo del 23%.
Il mio sospetto è che la generazione di immagini e video stia venendo assorbita dai chatbot principali (ChatGPT e Gemini offrono entrambi funzioni di generazione visiva integrate), rendendo meno necessario l’uso di app specializzate e standalone, se non per i professionisti.
In definitiva, i dati di dicembre 2025 raccontano un mercato che si sta strutturando. La fase della sperimentazione sta sfociando in quella della selezione. Poche app crescono molto (ChatGPT, Gemini, Perplexity), alcune trovano la loro nicchia (Suno, Claude, Grok), molte perdono terreno.
Tre le dinamiche principali da tenere d’occhio
- la concentrazione verso i grandi ecosistemi. OpenAI e Google stanno attraendo la maggior parte degli utenti, grazie all’integrazione nei prodotti che la gente già usa;
- l’effetto “winner takes most” nelle app creative, dove la generazione di immagini e video sta migrando dentro i chatbot generalisti, a scapito delle app verticali;
- il consolidamento dell’engagement. Chi usa l’IA lo fa con più costanza e per più tempo. Il passaggio dall’uso sporadico a quello abituale, che ad aprile indicavo come la sfida dei mesi successivi, sta effettivamente avvenendo. Almeno per i primi della classe.