Dopo il successo di Nano Banana Pro di Google Gemini, la risposta di Sam Altman non si è fatta attendere. Si tratta di GPT Image 1.5 nuova versione del modello che aveva fatto scalpore per le sue capacità solo qualche mese fa. L’ho voluto testare in un video per capire se OpenAI ha davvero ripreso la leadership o se si è trattato di un rilascio un po’ frettoloso.
Velocità e Interfaccia: cosa cambia?
La prima cosa che salta all’occhio è la nuova interfaccia, più intuitiva, con stili suggeriti (dal Doodle al Pop Art) e la possibilità di modificare immagini caricate. OpenAI promette una velocità 4 volte superiore, e i test lo confermano: siamo passati dai minuti ai secondi (circa 40 per immagine), anche se Google rimane ancora leggermente avanti sul cronometro puro.
La prova del nove: realismo e creatività
Ho provato a spingere il modello al limite con tre test specifici:
- Fotoritratto: con un prompt standard il risultato è buono ma “artificiale”. Usando prompt tecnici (citando lenti da 85mm e texture della pelle) il salto di qualità è evidente, anche se l’occhio esperto percepisce ancora quel tocco di “finto”.
- Trasferimento di stile: qui il modello brilla. Da Francis Bacon a Egon Schiele, la capacità di imitare le pennellate degli autori è impressionante, a discapito però della somiglianza fisica del soggetto originale.
- Uso aziendale: ottima la resa di infografiche e mockup web (anche in italiano), ma occhio ai dettagli: il testo perfetto è ancora una chimera quando gli chiediamo di renderizzare molte parole.
Il vero tallone d’Achille? La capacità di lavorare su immagini di persone e prodotti reali, senza modificarne l’aspetto. Un bel problema per un uso professionale nel marketing. La prova completa nel video in basso.

