I modelli di intelligenza artificiale per la generazione delle immagini stanno puntando verso l’omologazione, ma Midjourney si distingue. La nuova versione di 8.1 di Midjourney arriva a qualche settimana di distanza dalla versione 8 che presentava problemi che sono stati corretti in questa nuova release.
Midjourney 8.1 è ancora il miglior modello per la generazione di immagini con stile e diverse dal solito. Mentre gli altri modelli, da Gemini Nano Banana 2 a GPT Images 2 puntano sulle capacità di editing e ad un mercato di massa, l’azienda di David Holz ha deciso di puntare sul mercato professionale.
I punti di forza di Midjourney
Il nuovo modello ha alcuni difetti evidenti: non è in grado di comprendere l’intento dell’utente, né tantomeno di effettuare modifiche granulari ad un’immagine, mantenendo la coerenza di oggetti e soggetti.
Però è molto più sorprendente degli altri perché permette all’utente di personalizzare gli stili attraverso un addestramento specifico. Per poterlo fare, in questa versione basta scrollare una vetrina di immagini e scegliere quelle che ci piacciono di più.
Inoltre, è stata migliorata anche la funzione “Moodboard” che permette di caricare una serie di immagini di riferimento ed ottenere un codice da applicare a nuove generazioni.
La possibilità di generare immagini uniche è anche possibile attraverso la scoperta e l’applicazione di migliaia di stili pre-definiti (codici –sref) che possono essere mixati tra di loro per ottenere infinite varianti.
Il workflow ibrido
Dai miei test, che potete vedere nel mio video tutorial, emerge che la ricerca del “tool unico” per le immagini è ancora una chimera.
Se avete bisogno di coerenza stilistica e di un’estetica che si distingua nel rumore di fondo dei feed social, Midjourney resta imbattibile nel dare “carattere” ed artisticità all’output. Ma se avete bisogno di coerenza dei soggetti e precisione di editing è meglio usare Gemini o ChatGPT.
Il professionista del prossimo futuro non è quello che “sa usare Midjourney”, ma quello che sa orchestrarlo all’interno di una filiera produttiva più ampia, dove ogni strumento lavora secondo le proprie regole.
