Vincos di Vincenzo Cosenza

L’impatto dell’intelligenza artificiale sui prodotti martech 2025

Il nuovo report Martech 2025 di Scott Brinker e Frans Riemersma fotografa lo stato dei software di supporto al marketing attraverso un censimento di 15.384 tool (la mappa interattiva). L’analisi mostra un aumento del 9% rispetto all’anno precedente. 
La crescita è dovuta essenzialmente ad un’esplosione di strumenti specializzati basati sull’intelligenza artificiale (“AI-powered specialist tools”).

mappa dei prodotti martech 2025

Come sta cambiando il mercato dei prodotti martech?

Gli autori individuano un mercato dei prodotti martech molto eterogeneo, composto da grandi aziende (esistenti e nuove entranti) e da tantissimi attori di piccole dimensioni. In particolare:

Alla base dei prodotti ricadenti in questi cinque segmenti ci sono le infrastrutture come Amazon AWS, Google Cloud e Microsoft Azure, messe a disposizione dai cosiddetti “Hyperscaler”, grandi aziende tech che stanno espandendo la propria offerta con la fornitura di modelli, strumenti di orchestrazione, prodotti software per compiti specifici.

Adozione dell’IA tra i marketer

Il report mostra anche i risultati di una survey su 283 marketer dalla quale emerge che il 23% dei rispondenti dice di usare solo nuovi tool di IA (indie o piattaforme nuove), mentre il 17% dice che usa solo funzioni IA incorporate in prodotti che già usa (incumbent). Il 60% usa entrambi.

Gli ambiti di utilizzo dell’IA sono soprattutto relativi ai contenuti, in particolare il 69% cita l’ideazione di contenuti e il 62% la produzione di copy. Segue, col 53% delle citazioni, la gestione dei meeting quindi trascrizioni, note, sommari (già in presente prima dell’IA generativa in software come Zoom). Un altro cluster di risposte molto interessante è quello relativo ai dati. Il 43% cita l’uso dell’IA per una migliore ricerca attraverso database, documenti, knowledge base. Il 39% si concentra sull’abilità di fare elaborazioni dati attraverso il linguaggio naturale, chattando con un bot. Il 38% cita le ricerche competitive.  

L’IA per sfruttare tutti i dati aziendali

Un suggestivo capitolo del report è dedicato all’applicazione dell’IA ai data aziendali. Oggi le aziende sono inondate di dati sparsi nei drive in cloud o in diversi sistemi isolati: Digital Asset Management (DAM) per archiviare contenuti di brand e campagne, Product Information Management (PIM) per le informazioni di prodotto, Content Management Systems (CMS) integrati in piattaforme di esperienze digitali (DXP) o esistenti come CMS “headless” separati, piattaforme di Master Data Management (MDM) per gestire le definizioni di entità e messaggi aziendali.  

A volte questi sistemi vengono integrati tra loro, ma solo per determinati casi d’uso. L’Intelligenza Artificiale Generativa può essere utile nell’assorbire questa vasta mole di contenuti e sintetizzarla in una vasta gamma di nuovi casi d’uso creativi. Gli autori pensano che le aziende dovrebbero puntare a costruire un “Universal Content Layer” grazie agli LLM. In altre parole, ritengono che i modelli linguistici di grandi dimensioni possano essere addestrati sui contenuti aziendali (identità e personalità del brand), essere connessi ai dati dei clienti e poi essere usati per orchestrare campagne sempre più personalizzate sui singoli prospect/clienti. Non mi sembra facilissimo, ma neanche fantascientifico.

✉️ Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla mia newsletter gratuita!
Exit mobile version