C’è un equivoco di fondo che sta frenando l’adozione reale dell’Intelligenza Artificiale Generativa. È l’idea che ci troviamo di fronte all’ennesimo software da imparare, una serie di tasti da premere nell’ordine giusto per ottenere un risultato.
Se guardiamo a ciò che è successo negli ultimi anni, vediamo una polarizzazione paralizzante: da un lato i neoluddisti, spaventati dalla sostituzione; dall’altro i tecno-zeloti, accecati dall’ottimismo. In mezzo, c’è la realtà di chi prova a usare questi strumenti e spesso si ferma alla superficie, frustrato da risultati mediocri o banali.
Nel mio ultimo video ho voluto affrontare proprio questo tema: l’IA non è uno strumento passivo, ma una intelligenza aliena con cui dobbiamo imparare a entrare in sintonia.
Dalla sostituzione alla collaborazione
Viviamo in quella che Ethan Mollick definisce una “frontiera frastagliata“: le IA possono eccellere in compiti che riteniamo complessi (come la creatività o l’imitazione di stili) e fallire miseramente in ciò che per noi è banale. Non esiste un libretto di istruzioni lineare per navigare questo territorio. Il linguaggio è diventato la nostra nuova interfaccia, il codice con cui programmiamo queste macchine. Ma per farlo efficacemente, non basta conoscere qualche “trucco” o prompt magico. Serve acquisire una nuova grammatica del pensiero.
L’obiettivo non deve essere l’automazione cieca, ma l’Intelligenza Aumentata. Dobbiamo smettere di chiedere “come si usa?” e iniziare a chiederci “come dobbiamo cambiare noi per coabitare con queste intelligenze?”. Serve passare da un approccio sporadico a uno sistematico. Serve allenamento.
Una palestra per la mente
Proprio come andiamo in palestra per allenare il fisico, abbiamo bisogno di esercizi quotidiani per allenare la nostra mente a dialogare, iterare e dirigere queste entità. Non si tratta solo di ottenere un output migliore (che sia un testo o un’immagine), ma di affinare competenze trasversali: la capacità di scomporre un problema, di fornire contesto, di valutare criticamente i risultati e di spingere la macchina oltre la media statistica delle sue risposte.
È da queste riflessioni e dal lavoro fatto con centinaia di professionisti che è nato il mio nuovo libro, “Esercizi di Intelligenza Aumentata“. Non è un semplice manuale tecnico, ma un percorso pratico: 10 regole e 36 esercizi pensati per dedicare 15-20 minuti al giorno a forgiare questo nuovo dialogo.
Nel video vi mostro in anteprima tre di questi approcci — Esplora, Dirigi, Personalizza — per farvi intuire come cambia il risultato quando smettiamo di essere pigri con i nostri prompt e iniziamo a comportarci come veri “direttori d’orchestra” di queste tecnologie.
Se siete pronti a smettere di usare l’IA come un motore di ricerca e volete iniziare a usarla come un partner creativo, questo libro è la vostra palestra.
👉 Leggi l’introduzione di “Esercizi di Intelligenza Aumentata”
