Nasce Alphabet la nuova casa di Google

Larry Page ha annunciato una riorganizzazione dell’impero Google, creato insieme al socio Sergey Brin 16 anni fa. La nuova struttura prevede la nascita di “Alphabet“, una holding che detiene la proprietà di diverse società indipendenti, tra cui Google.
Page e Brin si sono riservati i ruoli di CEO e presidente della capogruppo, mentre hanno delegato la guida del gigante delle ricerche a Sundar Pichai, da tempo Senior Vice President di “Android, Chrome e Apps”.
Il nuovo assetto risponde all’obiettivo di fare chiarezza verso il mercato, rendendo evidenti i responsabili di profitti e perdite, con conseguente snellimento dei costi di ricerca e sviluppo finora imputati a Google.
Inoltre permette anche una maggiore possibilità di muovere agevolmente le lettere di questo alfabeto: operare acquisizioni, spin-off, cercare finanziamenti per singoli progetti, coordinare gli sforzi delle singole aziende, abbassare la pressione delle autorità antitrust.

Alphabet

Alphabet dovrebbe essere una sorta di “incubatore del linguaggio del futuro”, ossia di “entità-lettere” in grado di sviluppare innovazioni utili a migliorare la nostra esistenza. Alcune di queste lettere sono note:

Alphabet la capogruppo
Boston Dynamics acquisita nel dicembre 2013 si occupa di robotica avanzata (basta guardare i video per rimanere strabiliati)
Calico, creata nel 2013 da Google e Arthur Levinson, per occuparsi di cure legate alle malattie dell’invecchiamento. Al momento sta lavorando ad un farmaco per la cura dell’Alzheimer
Capital, sotto la responsabilità di David Lawee, è il fondo di investimento azionario di Google
Deep Mind, startup londinese acquisita nel gennaio 2014 lavora sull’Intelligenza Artificiale, utile per diverse aziende del gruppo. Potrebbe non divenire un’entità separata.
Fiber è il programma, guidato da Craig Barratt, teso a portare internet ad altissima velocità in alcune città. Per il momento sono tre quelle che già possono godere di una rete ad 1 gigabit.
Google, cash cow del gruppo, avrà il controllo delle divisioni Search, Ads, Maps, Apps, YouTube, Android.
Life Sciences, è stato un progetto incubato all’interno di Google X, ma ora diventerà un’azienda indipendente, col compito di rilevare malattie attraverso “nanoparticelle intelligenti” nel sangue. Sta lavorando a “lenti a contatto intelligenti” per tenere sotto controllo i livelli di glucosio
Nest acquisita nel gennaio del 2014 e guidata da Tony Fadell, è il collettore di tutti i progetti sulla domotica. Tra i prodotti già in vendita: il termostato intelligente e la videocamera Dropcam, per la video sorveglianza.
Sidewalk Labs è una startup creata da Page per capire come migliorare i vari aspetti della vita nelle città, dalla riduzione dell’inquinamento ai trasporti
Ventures, sotto la responsabilità di Bill Maris, è la struttura che finanzia startup innovative. Tra queste Uber, Nest, Slack, Foundation Medicine, Flatiron Health eOne Medical Group.
X è l’incubatore dei progetti più visionari, i cosiddetti “moonshot”, guidato da Astro Teller. Dall’auto senza conducente ai Google Glass, passando per Loon, i palloni aerostatici per portare internet nelle zone più impervie, e Wing, l’uso di droni per le consegne.

Da un punto di vista finanziario Alphabet Inc. rimpiazzerà Google Inc. come entità quotata in borsa e tutte le azioni di Google saranno convertite automaticamente nello stesso numero di azioni della capogruppo. Per ogni azione posseduta, ai soci ne verrà distribuita una nuova, dimezzando di fatto il valore del titolo. Ma per non diluire il controllo da parte dei fondatori, le azioni saranno di due tipi: la nuova GOOGL (di classe A) e la storica GOOG (di classe C, che non da diritto al voto).

E’ probabile che un assetto societario di questo tipo diventi un modello per altri importanti player come Amazon e Facebook, molto focalizzati sulla crescita del core business, ma anche ansiosi di sperimentare strade inesplorate.

2 Comments

  • agosto 14, 2015

    Giovanni Sacheli

    Chissà come andrà a finire con BMW che rivendica il marchio Alphabet. BMW avrà ancora l’amaro in bocca con Google per quella penalizzazione del 2006 ;D

    • agosto 20, 2015

      vincos

      non ricordo la vicenda…