Come le aziende usano l’intelligenza artificiale generativa nella comunicazione

La diffusione repentina degli strumenti di intelligenza artificiale generativa ha messo professionisti ed aziende di fronte a diverse scelte di adozione. Come abbiamo già visto, i primi si stanno dividendo tra pigri, centauri e cyborg, mentre le seconde sono combattute tra paura e innovazione.

All’interno delle aziende, la figura del responsabile marketing è quella che si è trovata di fronte a dilemmi inediti perché le tecnologie di intelligenza artificiale generative invadono prepotentemente il campo della generazione di contenuti, che pensavamo essere di esclusivo dominio dell’uomo (come visto nel rapporto “Creatività e IA“).
Al tempo stesso, gli strumenti di GenAI sono portatrici di una duplice, subdola e allettante promessa: la diminuzione dei costi operativi, spesso raggiungibile attraverso una sostituzione di persone, e il miglioramento dei risultati, ottenibile solo con una trasformazione delle modalità di lavoro tradizionali. Di conseguenza, i CMO si sono trovati di fronte a diverse scelte: rifiutare o accogliere l’innovazione, sostituire risorse o potenziarle con i nuovi tool, comunicare o meno l’adozione (rischiando di provocare l’indignazione dei paladini della creatività umana).

Per capire a che punto siamo, ho deciso di raccogliere e analizzare le prime e migliori attività di utilizzo degli strumenti di GenAI da parte delle aziende (senza pretesa di esaustività).

Campagne di comunicazione digital con l’IA

La rete e i social media sono il campo ideale per testare la creazione di contenuti generati dall’intelligenza artificiale. Permettono di sondare gli umori di un pubblico affezionato, spesso brand lover, senza eccessivi investimenti di tempo e risorse.

La prima azienda a sperimentare, nell’estate del 2022, è stata Heinz che ha usato Dall-E 2 per estendere la sua campagna “Draw Ketchup”, composta da una serie di immagini della sua iconica bottiglia che hanno inondato i social media e sono comparsi anche su USA Today e The New York Times.