Siamo abituati a pensare all’intelligenza artificiale come ad una chat: scrivi un comando, ricevi una risposta. Ma per chi lavora con i contenuti visivi, questo approccio “botta e risposta” rischia di diventare limitante e ripetitivo.
Oggi la frontiera si sposta verso le interfacce node-based, di cui vi ho già parlato quando vi ho presentato Flora. Ora anche Runway, tra le app leader per la creazione di video con l’IA, sta integrando i workflow per trasformare la generazione video in un vero e proprio processo produttivo automatizzato.
Cos’è un Workflow (e perché ti serve)?
Non è più solo questione di “fare un video”, ma di costruire un flusso di lavoro. Attraverso un’interfaccia a nodi, possiamo collegare input diversi (testo, immagini, audio) a modelli specifici, creando catene di montaggio creative che:
- Fanno risparmiare tempo: una volta impostato il flusso, basta cambiare un singolo elemento per ottenere un nuovo risultato senza riscrivere tutto da zero;
- Offrono controllo: possiamo confrontare diversi modelli (come Gen-4 vs Vao 3.1) sullo stesso prompt in tempo reale;
- Abilitano task complessi: dalla creazione di storyboard alla sincronizzazione di effetti sonori (SFX) e modifiche video avanzate con modelli come Runway Aleph.
Nel tutorial che ho registrato vi guido passo dopo passo nella costruzione di un workflow partendo da zero:
- Testo e Immagine: Confrontiamo la resa di diversi modelli sullo stesso soggetto.
- Image-to-Video: Vediamo come animare i risultati mantenendo coerenza stilistica.
- Integrazione Audio: Aggiungiamo nodi di “Text-to-SFX” per dare voce alle immagini.
- Editing Avanzato: Utilizziamo nodi di modifica per cambiare lo sfondo mantenendo il soggetto.
Siamo ancora in una fase di sperimentazione: dalle “chiacchiere” con l’IA alla progettazione di flussi. Ma sicuramente questo approccio ha molti vantaggi per i professionisti che hanno bisogno di processi ripetibili e affidabili.





