Con la pressione competitiva di Google Gemini e Anthropic Claude che si fa sentire, OpenAI ha deciso di aumentare il ritmo dei rilasci, pubblicando due nuovi modelli linguistici in una settimana: GPT 5.3 e GPT 5.4. Ma quali sono le reali novità? Li ho messi alla prova e in questo post vi racconto come se la sono cavata.
Le novità dei nuovi modelli
I nuovi modelli sono stati pensati per diversi caso d’uso:
- GPT 5.3 (Instant): È ideale per le attività quotidiane e le domande semplici. È migliorato molto nel tono (ora più umano) e nella capacità di ricercare e riassumere informazioni dal web. È utilizzabile anche dagli utenti gratuiti, seppur con un limite di 10 messaggi ogni 5 ore.
- GPT 5.4 (Thinking): Pensato per le attività complesse. Eccelle nella strategia, nella scrittura di codice, nell’uso di strumenti esterni e nel computer use (capacità di navigare sul web e usare software in autonomia). Risulta anche più efficiente, consumando meno token per completare le operazioni.
- GPT 5.4 Pro: Una versione specifica per il coding avanzato, riservata a chi possiede l’abbonamento Pro da 200$ al mese.
Anche le finestre di contesto hanno subito un bell’upgrade: si parte dai 16.000 token per gli utenti gratuiti, passando a 32.000 token quando si seleziona GPT 5.3 e si un abbonamento a pagamento, fino ad arrivare ai 256.000 token quando si usa GPT 5.4. Solo con la versione Pro si arriva a 400.000 token (1 milione di token si possono raggiungere solo attraverso l’utilizzo via API).
Nel mio video ho testato i modelli su vari fronti, dalla logica alla capacità di generare presentazioni pptx e fogli xlsx, passando per il coding.
Siamo di fronte a un aggiornamento incrementale: mancano forse i grandi “effetti wow” a cui eravamo abituati, ma questo accade perché siamo arrivati a un livello già altissimo. La vera innovazione nei prossimi mesi non sarà nel singolo output testuale, ma nella capacità di questi modelli di collegarsi a processi complessi, usare strumenti esterni e percepire il contesto lavorativo in autonomia.
