Intervista a Giovanni Boccia Artieri: Facebook e l’ascesa della cyberborghesia

La massa di persone che sta iniziando a scoprire i social network, in Italia oltre 10 milioni e mezzo, guardata con sospetto dagli early adopter, determinerà sicuramente delle mutazioni nel modo di usare il mezzo, ma anche di percepire noi stessi all’interno del mondo della comunicazione.

Giovanni Boccia Artieri, Università di Urbino, parla di ascesa della cyberborghesia, ossia “di quella classe media digitale che usa senza essere geek, che ha un’idea della Rete ma solo associata a stretti interessi personali che oscillano fra informazione ed intrattenimento”. L’aspetto da non sottovalutare, sostiene Giovanni, è che l’utilizzo quotidiano di questi nuovi strumenti di socialità ci permetterà di “accedere a nuove metafore di utilizzo dei vecchi media e probabilmente daremo un nuovo senso al modo di stare assieme”.

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    E’ la prima volta che sento parlare di cyberborghesia e direi che rende molto bene l’idea!
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    Trovo il convetto espresso da Artieri eccessivamente elaborato nel rappresentare un atteggiamento che a mio parere non lo è per nulla. Difficilmente ci sarà nell’utente questo tipo di rivoluzione comunicativa; l’utente medio vede Facebook più come uno spazio di intrattenimento e passatempo. Il cambiamento secondo il mio punto di vista avverrà a prescindere dall’utenza, che per la maggiore non se ne renderà nemmeno conto.

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