Ecco Google+ l’anti-Facebook

Google_plus_overviewFinalmente dopo mesi di indiscrezioni il gigante di Mountain View ha iniziato a rendere disponibile, ad un gruppo ancora ristretto di utenti, il suo anti-Facebook. Google+, già dal nome, ambisce ad essere non un semplice social network, ma il primo tassello della nuova strategia di Big G sul web. Una strategia che fa sempre leva sul motore di ricerca, ma cercando di unificare tutti i servizi di Google in un unico luogo.

Accedendo a Google+ ci si trova di fronte ad un campo per inserire il proprio “status update” e ad un real time Stream di contenuti condivisi dai nostri contatti simile a quello degli altri social network
La particolarità è che l’utente può organizzare questi contatti (presi inizialmente da GMail e Contacts) semplicemente trascinandoli in Circles (Cerchie di amici legati da una stessa passione, colleghi di lavoro, ecc…)

A questo punto, essendo loggati col proprio account Google, ai potranno condividere news, foto, video, trovati durante la navigazione, utilizzando la toolbar nera (Sandbox) che campeggia nella parte alta dello schermo (già visibile in tutte le property di Google).

Funzione importante di Google+ è “Sparks” (Spunti) una sorta di motore di ricerca speciale o “sharing engine” che permette di inserire un tema d’interesse e ottenere post, video, foto, libri, correlati che si possono conservare in una lista tematica. L’area “Featured interests” permetterà, inoltre, di curiosare tra gli interessi altrui.

Attorno a questi temi si possono intavolare delle conversazioni con specifici Circles sfruttando “Huddle“, un’applicazione di messaggistica di gruppo istantanea funzionante da iPhone, Android e attraverso SMS.

Tali discussioni potranno anche essere trasformate in video chat grazie a “Hangouts” (Videoritrovi). La particolarità è che chiunque faccia parte del circolo in cui si è iniziata una chat verrà avvertito e invitato a partecipare. Il sistema pare sia in grado di stabilire chi parla in quel momento in modo da renderlo visibile automaticamente agli altri partecipanti/ascoltatori.

Google+ è già stato pensato per essere fruito facilmente da dispositivi mobili (inizialmente attraverso un app disponibile solo per Android o attraverso browser). Facendolo si potrà sfruttare la funzione di check-in e di auto caricamento delle foto e dei video. Queste saranno istantaneamente disponibili su desktop, ma rese pubbliche solo quando lo si decide.

Al momento mi sembra manchi un’integrazione con i servizi web più usati, in primis Twitter e Tumblr, per cercare di rendere il servizio più attraente e, allo stesso tempo, potenziare Plus con i social graph che questi servizi hanno costruito singolarmente.

E’ presto per dire se sarà un successo, ma sicuramente ha tutti gli elementi per essere una spina nel fianco di Zuckerberg.

[Prime impressioni e Inviti]
[Su Wired Stephen Levy racconta i retroscena della nascita di Google+]