La mappa dei social network in versione The Economist
Già lo scorso anno il prestigioso The Economist aveva utilizzato la mia mappa mondiale dei social network per parlare di network e democrazia. Stavolta l’occasione è l’IPO di Facebook a cui il giornale inglese dedica la storia di copertina. La mappa è stata leggermente modificata per evidenziare le nuove conquiste della creatura di Zuckerberg.
La mappa dei social network nel mondo – dicembre 2011
Le previsioni fatte sei mesi or sono sono state confermate dai fatti. Facebook ha superato gli 800 milioni di utenti attivi (i registrati potrebbero essere di più) ed ora è il social network più visitato in 127 paesi sui 136 che ho analizzato (fonti confrontate: Alexa & Google Trends for Websites). Si pensi che nel 2009 erano 17 i social network leader in qualche paese del mondo, ora sono solo 6, come mostra l’animazione in basso. Dallo scorso giugno il Moloch sociale ha portato alla…
TNS: il “brand divide” mondiale sui social network
L’ultima ricerca TNS (azienda del gruppo WPP del quale faccio parte) mostra un mondo in cui gli abitanti dei paesi più sviluppati hanno iniziato a sviluppare degli anticorpi verso le malìe delle aziende, mentre quelli in via di sviluppo sono più propense a dar credito alla presenza dei brand online. Per capire la resistenza o l’apertura verso i brand TNS ha sottoposto il suo campione a due frasi (“i social network sono un buon posto per conoscere di più un brand e i suoi prodotti”,…
Ricerca SDA Bocconi: aziende italiane e customer experience attraverso i social network
L’Osservatorio business intelligence, centro di ricerca di SDA Bocconi, ha realizzato un’interessante survey su 1080 aziende italiane o filiali italiane di aziende estere, dal titolo “Customer Experience & Social Network“. I social network sono considerati molto importanti per il 38% degli intervistati, abbastanza per un altro 38% e poco per il 24%. Il 39% delle aziende è già presente su qualche social network e il 32% sta valutando, ma c’è anche un 29% di aziende che non ci pensa neanche a impelagarsi nella gestione della…
Twitter: costellazioni di menzioni
Qualche giorno fa su Repubblica Maurizio Ferraris, ordinario di filosofia teoretica, ha azzardato una interpretazione dei social network basata sulle categorie della ragione e del sentimento. Facebook sarebbe l’empatia, il sentimento, perché trasmette stati d’animo. Twitter la ragione, in quanto dà il suo meglio nel ridistribuire e filtrare l’informazione. Inoltre, rispetto a Facebook, punta di più su quello che vogliamo sapere del mondo piuttosto che su quello che vogliamo far sapere al mondo. Peccato che il filosofo, che apprezzo per le sue riflessioni sulla documentalità …



