C’è una novità nel mondo dell’intelligenza artificiale generativa che forse è passata un po’ in sordina, ma che per noi creativi è una vera bomba: l’accordo tra Meta di Mark Zuckerberg e Midjourney di David Holz. Cosa significa in pratica? Che potete utilizzare il potente modello di Midjourney gratuitamente direttamente all’interno di Meta AI, risparmiando il costo del classico abbonamento mensile.
In questo nuovo video tutorial ho voluto mettere alla prova questa integrazione per capire fino a che punto possiamo spingerci.
Quali funzioni di Midjourney sono dentro Meta AI?
- Generazione e Editing: come creare immagini di altissima qualità su Meta AI e modificarle al volo (aggiungere accessori, cambiare stile) con una facilità disarmante.
- Creazione di video: è possibile anche animare le immagini generate in maniera automatica o guidando la creazione con un prompt specifico. Inoltre, si possono anche estendere di durata, proprio come in Midjourney. La differenza è che qui si può persino aggiungere una colonna sonora (dalla libreria di Meta).
- I parametri segreti: ho esplorato il pannello “Esthetics” che nasconde le classiche leve di Midjourney: Variety, Stylization e il folle parametro Weirdness. Nel video vedrai come cambiano drasticamente il risultato finale.
La domanda che mi premeva di più era però tecnica: funzionano i codici avanzati? Ho fatto un esperimento inserendo i codici Style Reference (–sref) per vedere se Meta AI riesce a replicare stili specifici presi da altre immagini. Il risultato mi ha sorpreso. Ho poi tentato l’impossibile provando a inserire i miei codici di personalizzazione (–p). Funzioneranno anche fuori dall’ecosistema nativo di Midjourney? La risposta (e la dimostrazione pratica) la trovate nel video qui sotto.





