Claude Cowork: l’agente facile per i professionisti

Il 2026 si è aperto con una novità che potrebbe ridefinire il nostro rapporto con l’intelligenza artificiale generativa: l’arrivo di Claude Cowork di Anthropic.

Se fino a ieri eravamo abituati a interagire con l’IA tramite una chat “botta e risposta”, Cowork ci proietta in una dimensione diversa, quella degli agenti autonomi. Non si tratta più solo di chiedere un testo o un riassunto, ma di assegnare compiti complessi a un’entità che opera sul nostro computer, proprio come farebbe un collaboratore umano instancabile..

Nel mio ultimo video ho deciso di mettere alla prova questa “research preview” per capire se siamo davvero di fronte a un cambio di paradigma.

Nel video-tutoria ho testato Cowork su scenari reali, lontani dalle demo patinate, per vedere come se la cava con il lavoro quotidiano:

  • Organizzazione del caos digitale: gli ho chiesto di mettere ordine nella mia cartella Download, classificando e spostando centinaia di file
  • Analisi e Reporting: g’ho sfidato a ripulire dataset grezzi, trasformarli in dashboard interattive e persino generare presentazioni PowerPoint
  • Navigazione Web e Audit: grazie all’integrazione con il browser, l’ho mandato a “spiare” i competitor per un audit strategico del mio canale YouTube
  • Gestione CRM: L’ho connesso a HubSpot per identificare i fan più attivi e preparare comunicazioni personalizzate

Perché è un cambiamento importante? Al di là delle singole funzionalità (alcune ancora acerbe), ciò che colpisce è l’interfaccia e la filosofia. Non c’è più solo il classico “muro di testo” della chat. Cowork introduce una visualizzazione dei processi: vedi l’agente “ragionare”, pianificare i passaggi (la to-do list), creare file e correggersi se sbaglia, tutto mentre tu puoi continuare a chiedergli altro.

È l’inizio dell’era in cui l’IA non è più solo un oracolo da interrogare, ma un esecutore capace di agire in background. Siamo ancora agli inizi e i bug non mancano, ma la direzione è tracciata: l’IA sta “scendendo dal cloud” per entrare nel tessuto operativo dei nostri desktop.

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