La mappa delle app più usate nel mondo – 2021

Il 2020 è stato un anno eccezionale per l’utilizzo delle applicazioni da dispositivi mobili. Nonostante siamo rimasti più tempo a casa, sono cresciuti i download (+7%), ma soprattutto le ore di utilizzo (4,2 ore a persona, +20%) e i soldi spesi attraverso le app (143 miliardi, +20%).

Ma quali sono state le applicazioni più utilizzate nelle varie nazioni del mondo? Una panoramica globale la offre lo studio di AppAnnie. Qui mi sono concentrato sulle applicazioni social, comprese quelle di messaggistica e ne ho ricavato una mappa (complementare a quella sull’uso dei social network).

mappa app più usate mondo 2020

Facebook, la piazza più frequentata della rete, risulta leader tra le applicazioni in sole 4 nazioni: Stati Uniti, Svezia, Vietnam e Tailandia. I maggiori contendenti dell’uso via app sono WhatsApp e Facebook Messenger, comunque parte dell’ecosistema creato da Mark Zuckerberg.
WhatsApp è leader tra le applicazioni di messaggistica, anche se non ha conquistato nuove nazioni rispetto allo scorso anno. Oggi vanta oltre 2 miliardi di utenti attivi e risulta l’app preferita in 37 nazioni, nei territori dell’Europa dell’ovest, in quelli della Russia, dell’America Latina, ma anche in India e Africa.
Facebook Messenger, che vanta 1,3 miliardi di utenti, prevale in 16 nazioni tra cui il Canada, l’Australia, la Danimarca, la Norvegia e alcuni paesi dell’Est europeo.

Ma ci sono anche popolazioni che scelgono servizi più in linea con la cultura nazionale, fortemente influenzata dalle direttive governative.
Line, applicazione di messaggistica istantanea sudcoreana con oltre 200 milioni di utenti attivi, continua a mantenere il suo predominio in Giappone e Taiwan. Consente di chattare, via testo, audio, video e alle aziende offre profili business attraverso i quali inviare messaggi promozionali diretti ai propri follower (a pagamento).
In Cina spopola WeChat, del colosso Tencent Holdings, che ha 1,2 miliardi di utenti mensili e continua a crescere. Si tratta di una super app che integra sistemi di pagamento e centinaia di servizi da quelli di ecommerce a quelli di pubblica utilità. Nonostante sia un elemento del controllo governativo, è impossibile non usarla per facilitare tutti gli aspetti della quotidianità. Infine Viber, di proprietà della multinazionale Rakuten, preferita in Ucraina e KakaoTalk in Corea del Sud.

Le app più usate in Italia nel 2020

Nel 2020 TikTok è stata la social app che è cresciuta di più in termini di download, ma non è ancora riuscita a spodestare le proprietà di Zuckerberg.
Andando ad osservare le prime 10 app più usate nei paesi occidentali si nota che il podio è sempre ad appannaggio dei prodotti della famiglia Facebook. Ma ogni nazione ha le sue specificità. I francesi usanno Snapchat e sono affezionati a Waze, i tedeschi e gli inglesi sono più attenti all’ecommerce e scelgono eBay e Amazon e gli statunitensi amano Snapchat , ma anche Pinterest, Twitter e TikTok.

app più usate in Italia nel 2020

In Italia WhatsApp rimane l’app più utilizzata, seguita da Facebook, Instagram e Messenger (che lo scorso anno era più in alto). Al quinto posto c’è l’app per gli acquisti di Amazon, ma subito dopo appare ancora un servizio di messaggistica, Telegram. TikTok si deve accontentare dell’ottavo posto. Per l’intrattenimento gli italiani scelgono Spotify e Netflix.
Il gioco di maggior successo nel 2020 è stato ancora una volta Brawl Stars, insidiato al secondo posto dalla novità Among Us!, dal sempreverde Candy Crush Saga e dal fenomeno Roblox.
Nell’anno della pandemia le app più scaricate in Italia, dopo TikTok, sono state quelle necessarie per il lavoro da casa ossia Google Meet e Zoom (al decimo posto anche Google Classroom) e per ottenere benefici statali (PosteID). Interessante segnalare la presenza in classifica di Shein, ecommerce cinese di abbigliamento fast fashion, accanto al colosso Amazon.

Il 2020 è stato un anno esplosivo per lo shopping da dispositivi mobili, con una crescita del 30% delle ore di permanenza nei negozi online. Un trend che probabilmente continuerà, anche in considerazione della progressiva trasformazione degli ambienti sociali di rete in centri commerciali.

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