Il ruolo degli influencer nell’ecosistema mediale

Della mutazione che sta subendo quella vasta categoria di performer del web che chiamiamo influencer avevo già parlato. Uno degli aspetti che avevo evidenziato ha preso forza in questi giorni con l’inasprirsi del dibattito parlamentare sul DDL Zan sull’omotransfobia. Un tema che sta a cuore ad alcuni influencer noti, tra cui la coppia d’ora Fedez-Ferragni che se l’è presa con Matteo Renzi, politico che, in questi anni, ha assunto scientemente proprio i tratti caratteristici degli influencer.

Così, col mio team in Buzzoole, abbiamo analizzato un po’ di dati ed è emerso che non si tratta solo di prese di posizione di alcune celebrità del mondo dello spettacolo, ma di un sentire diffuso, seppur minoritario, che coinvolge anche influencer con audience meno ampie. Solo sul disegno di legge Zan abbiamo intercettato 12.000 post di influencer nei primi sei mesi dell’anno, che stimiamo hanno raggiunto 5 milioni di persone.

ddl zan contenuti influencer

Questo caso si inserisce nel più ampio solco di una sensibilità inedita di alcuni personaggi della rete, abituati a mostrare solo se stessi e le proprie passioni, a trattare temi civili e sociali come le discriminazioni di genere, il razzismo, le disabilità, le unicità dei corpi e la salvaguardia dell’ambiente.

Io penso che l’allargamento del dibattito su temi importanti a pubblici poco attenti ai media tradizionali sia un dato positivo che merita una riflessione. Naturalmente va considerato che gli influencer possono solo accendere un faro e stimolare un interesse, ma starà al pubblico, spesso giovane, decidere se approfondire o rimanere in superficie. Forse la maggioranza dei destinatari rimarrà impermeabile a questi messaggi, ma qualcuno vi presterà attenzione e questo è già un successo.
Quel che è certo è che lo spazio occupato dagli influencer non si riconquista censurandoli o limitandoli, come vorrebbero alcuni, ma con una politica e un giornalismo migliori.  

Sul tema ho scritto un pezzo per Italian.Tech (content hub delle testate del gruppo GEDI) e sono stato intervistato da Il Foglio, Il Sole 24 Ore e La Stampa.

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