20 maggio 2026. Sono ancora a Mountain View invitato da Google, questa volta per seguire il Google Marketing Live (qui la registrazione), l’evento più importante dell’anno dedicato ai partner, agenzie e aziende. In linea con quanto annunciato il giorno prima al Google I/O l’elemento conduttore dell’evento è stata l’intelligenza artificiale agentiva, ovviamente applicata agli strumenti dei marketer e degli inserzionisti.
Alla base dello storytelling snocciolato sul palco da Philipp Schindler e dai suoi riporti c’è la constatazione che siamo passati da ricerche web basate su semplici keyword a domande strutturate che puntano ad ottenere risposte chiare, non liste di link. Ecco perché anche Google ha fatto evolvere il suo motore di ricerca, potenziandolo con l’IA (sia con AI Overview che AI Mode). Ed ecco perché anche le aziende sono obbligate a cambiare il loro modo di lavorare e di fare pubblicità. Ecco le novità più importanti.

Nuovi ads di ricerca
Google ha presentato due nuovi formati pubblicitari che non interrompono le ricerche ma si integrano nelle risposte date da Gemini 3.5 Flash.
- Conversational Discovery Ads è un tipo di annuncio che non interrompe, ma appare integrato nella risposta sintetizzata da AI Mode sulla base della domanda dell’utente;
Highlighted Answers sono annunci che appaiono integrati quando l’IA risponde raccomandando una lista di prodotti.
Asset Studio
Asset Studio è uno strumento che è in grado di comprendere il brief, gli obiettivi di campagna, le risorse esistenti e di usarle per generare centinaia di nuovi asset. Ovviamente grazie ai modelli creativi di Google tra cui il nuovo Omni. L’inserzionista potrà anche rifinire i risultati usando il linguaggio naturale. Poi, quando le creatività sono pronte, si potranno testare con un A/B test. Arriverà in estate.
Ask Advisor
L’annuncio che mi è sembrato più interessante è Ask Advisor. Un agente esperto in tutti i prodotti Google che potrà affiancare i marketer in tutte le fasi di una campagna. Per esempio sarà in grado di analizzare i dati provenienti da Google Ads e Google Analytics. E configurare una nuova campagna basandosi sulle informazioni presenti nel Merchant Center. Arriverà entro l’anno.
Universal Cart
Lato consumer, la novità più rilevante è Universal Cart, un carrello intelligente che riuscirà a dare suggerimenti per spendere meglio i nostri soldi. Ecco come funziona: l’utente trova prodotti via Search, Gemini, YouTube, Gmail. Li aggiunge al carrello e, in background, un’agente si attiva per individuare se ci sono offerte migliori o sconti che potrebbero essere applicati sulla base delle carte fedeltà possedute. O ci avverte se un prodotto ritorna in commercio o subisce un abbassamento di prezzo.
Quando si è pronti per l’acquisto, il protocco UCP (Universal Commerce Protocol) rende facile l’acquisto permettendo ai sistemi del merchant di dialogare col Google Wallet. Anche per questa nuova funzione bisognerà aspettare l’estate.
Insomma mi sembra che Google voglia usare l’AI per aiutare i marketer grandi a scalare e i piccoli a superare le barriere tecnologiche e a concentrarsi di più sulle idee che rendono unico il proprio prodotto o servizio.
Il ruolo del marketer nell’era agentiva
In una sessione dedicata sono anche riuscito a fare una domanda a Vidhya Srinivasan, VP/GM Advertising & Commerce. Le ho chiesto quale sarà il ruolo del marketer in questo nuovo mondo agentivo.

In sintesi, ecco la sua risposta:
- Il nucleo strategico rimane umano: il compito di definire l’identità, i valori e l’estetica fondamentale del brand rimarrà saldamente nelle mani dei marketer. Sarà sempre loro responsabilità comprendere come il brand si adatta ai diversi contesti politici ed economici in cui opera
- Scalabilità e democratizzazione creativa: l’IA interverrà per semplificare la produzione e creare facilmente centinaia o migliaia di varianti per capire quali funzionano meglio. Questo abbasserà le barriere d’ingresso, permettendo anche alle piccole imprese di avere risorse creative di alta qualità fin da subito
- Focus sui dati: la gestione operativa delle campagne pubblicitarie sarà in gran parte automatizzata dall’IA. Di conseguenza, i marketer non dovranno più preoccuparsi dell’esatta configurazione manuale delle campagne, ma dovranno concentrarsi sulla qualità dei dati e sulle fondamenta della misurazione per permettere a questi motori intelligenti di operare in modo ottimale.
