GPT-6 Astra: un salto generazionale per i modelli di OpenAI
OpenAI ha rilasciato GPT-6 Astra, un nuovo LLM che rappresenta un salto generazionale in molti dei più importanti benchmark, soprattutto nella capacità di interagire con le applicazioni, navigare sul web, richiamare strumenti esterni ed eseguire task strutturati in molteplici passaggi.
È stato rilasciato agli utenti paganti che potranno usarlo nella versione ChatGPT web e in quella desktop, insieme a Codex. Gli abbonati Pro godranno anche dell’accesso a GPT-6 Pro.
Capacità di GPT-6 Astra
Astra eccelle nell’uso di computer e browser, nei compiti professionali, nell’ingegneria del software e nella scienza.
Ha fatto registrare punteggi mai raggiunti sui diversi benchmark. In particolare è riuscito a saturare ARC-AGI-3 (99,9% usando un harness di OpenAI) tanto che il suo creatore ha dichiarato che il modello ha mostrato tratti di ragionamento neuro simbolico.
Rilevante anche il punteggio su OSWorld 2.0 (72,6%), che dimostra il miglioramento delle capacità di uso del computer, e AutomationBench (41,2%) per i lavori sui documenti, fogli e slide.
Va detto che Astra è il primo modello OpenAI classificato a livello “Critico” nel Preparedness Framework perché ha scoperto vulnerabilità e dimostrato capacità di hacking elevate (per questo è stato modificato nella fase di rilascio al grande pubblico).
I miei test
Nelle prime ore di rilascio ho fatto un po’ di test per capire le caratteristiche di questo nuovo modello. Ho provato a farlo ragionare su un foglio csv pieno di dati di performance di diversi contenuti e sulla conseguente produzione di una dashboard esplicativa. Ha individuato tutte le discrepanze volutamente inserite nei dati e prodotto un buon buon html esplicativo.
Poi gli ho chiesto di elaborare una decisione di business e una ppt basandosi su diversi documenti. Ha fatto un ottimo lavoro di consulenza ed è riuscito anche a creare una presentazione sullo stile di un’altra fornita.
Questi modelli di frontiera il loro meglio lo mostrano nella capacità di scrittura di codice. Così, ho spinto Astra a realizzare un sito web educativo basato sul mondo di Escher e un atlante interattivo di Dune, esplorabile da browser. Entrambi i lavori sono risultati molto ben fatti, soprattutto considerando che sono stati basati su un singolo prompt.
Un altro ambito in cui GPT-6 Astra sorprende è la data visualization avanzata, raggiungendo standard qualitativi paragonabili a quelli dei grandi festival internazionali di giornalismo dei dati. Il modello può ricercare in rete i dataset più autorevoli e trasformarli in narrazioni visive di grande impatto. È in grado di programmare complessi diagrammi di Sankey per mappare le reti globali di import-export, oppure di elaborare sofisticate mappe di calore per analizzare decenni di flussi demografici. Ogni grafico è corredato da chiavi di lettura strategiche, dimostrando una capacità progettuale che unisce perfettamente abilità di calcolo, sensibilità giornalistica e design dell’informazione.
Infine, la capacità di GPT-6 Astra di utilizzare un browser in totale autonomia rappresenta un superamento definitivo dei limiti passati. Se in precedenza l’esecuzione di azioni web da parte dell’IA risultava lenta e macchinosa, oggi Astra mostra una reattività e una precisione millimetrica nell’uso del puntatore e della tastiera virtuali (gli ho fatto suonare un pianoforte online con il mouse). Questa fluidità di esecuzione, in grado di gestire persino interazioni in tempo reale, si traduce in un potenziale enorme per l’automazione dei processi. Che si tratti di compilare form complessi online o di navigare all’interno di gestionali aziendali, attività che prima richiedevano tempo e pazienza possono ora essere delegate con successo, trasformando radicalmente il nostro modo di concepire la produttività digitale.
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