L’anti-Facebook di Google avrà queste caratteristiche ?

Paul Adams, responsabile del gruppo User Research for Social di Google, ha condotto uno studio molto interessante sull’uso dei social network, che porta alla luce le debolezze del modello Facebook e dunque i pilastri sui quali Brin & Page potrebbero fondare l’anti-Facebook (nome in codice Google Me).

Alcuni punti salienti:

– alla base della progettazione di un social network devono esserci le motivazioni e gli obiettivi, non la tecnologia
– il concetto di “amici”, tipico di Facebook, non riesce a ricomprendere i diversi livelli di amicizia tipici della nostra vita. E’ necessario disegnare le piattaforme in modo che diano la possibilità di distinguere gruppi di amici a seconda dell’intensità del legame (forte, debole, temporaneo)
– diversi gradi di amicizia hanno bisogno anche di differenti canali di comunicazione
– il network dovrebbe supportare diversi tipi di identità e anche l’anonimato
– le persone si preoccupano poco della privacy solo perché non comprendono impostazioni troppo complicate.
– le persone sottostimano l’ampiezza del loro pubblico e la persistenza delle loro conversazioni in rete

Ammesso che Google Me riuscisse a soddisfare i bisogni degli utenti non soddisfatti dai social network esistenti, si troverebbe comunque di fronte alla grande difficoltà di sconfiggere le cosiddette esternalità di rete di Facebook. In altre parole il valore che come utente ottengo dal fatto di appartenere ad una rete molto grande, fatta di numerosi contatti stabiliti e potenziali, è superiore agli eventuali benefici che potrei ottenere da una rete nuova, forse meglio progettata, ma meno estesa dell’attuale.

5 Comments

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  • luglio 17, 2010

    Mushin

    Secondo me la conclusione è un po’ meno scontata. A monte la premessa dello studio mi sembra errata: chi dice che compito di un social network sia quello di riprodurre lo schema di networking offline? Questa premessa è errata per almeno 2 motivi:

    a) Ogni social network è un’esperienza di business, e quindi ha bisogno di un revenue model. In questo momento e anche in futuro i revenue model possono essere legati solo all’accessibilità (e quindi utilizzo) della produzione di contenuti di utenti noti, profilati e collegati. Il che cozza con le opzioni di accesso selettivo e anonimato.

    b) Il networking online stesso si evolve in funzione delle possibilità in termini di azioni su spazio e tempo. L’aereo o la macchina in quanto mezzi di trasporto hanno modificato in modo forte il networking, sia lavorativo che affettivo. E lo stesso fanno i social network. Quindi anche il modello tradizionale cambia accogliendo dinamiche mutuate dai social.

    Infine FB permette già adesso di gestire privacy e segmentazione utente in modo da pubblicare profili differenziati. Solo che, come dice lo studio, è abbastanza macchinoso. Ma la cosa (personalmente) la trovo positiva: ‘se vuoi una cosa devi imparare a farla’ è un mantra che abbiamo abbandonato troppo in fretta nell’epoca del consumatore-vacca, che deve solo schiacciare un bottone e ci pensano gli altri al resto.

    Non credo che Google Me possa lavorare solo di tecnologia. Esistono soluzioni che ben prima di FB hanno intrapreso questa strada (Sixent) e non sono decollati.

    Grazie per l’articolo e per lo spunto di ragionamento.

    Buon weekend!

  • luglio 17, 2010

    Gianluigi

    Ciao,
    mi sembra un’analisi molto giusta, sia per quanto riguarda le considerazioni strategiche (prima gli obiettivi e poi la tecnologia) sia sul tema delle esternalità che si pagano quando ci si scontra con un gigante come Facebook.

    Confrontarsi sul piano diretto con facebook sul suo terremo mi sembra difficile, le scelte in tal senso sono due:

    a) specializzarsi solo in una funzione (twitter, foursquare, etc.), ma non mi sembra questo il caso di google Me

    b) Trovare un modo diverso di concepire il social networking, che permetta di gestire con una logica diversa dalla sola amicizia tanti contenuti diversi.
    Ne avevo parlato a proposito di google wave (http://internetmanagerblog.com/2009/12/09/google-wave-twitter-e-un-mondo-che-comunica-tanto-forse-troppo/) e poi di google buzz (http://internetmanagerblog.com/2010/02/15/le-%e2%80%9cbuzz-mailbox%e2%80%9d-e-la-nuvola-di-informazione/).

    In effetti google sembra aver tentato questa via più volte ma senza successo, eppure io credo che il fatto di avere così tanti servizi connessi fra loro alla fine potrebbe pagare, ciò che non si è ancora trovato forse è chiave di lettura giusta.

    voi che ne dite?

  • luglio 29, 2010

    Cristiana

    per me google farà un buco nell’acqua per tanti motivi.
    Primo non e’ vero che le impostazioni della privacy sono difficili, diciamo che c’è una pigrizia mentale da parte dell’utente . . .
    Secondo, gia’ a livello di amici puoi suddividere almeno per quanto riguarda la chat da chi farti vedere e no, suddividendo gli amici in infiniti sottogruppi
    Terzo, far la guerra è stupido . . . diventarne amico è intelligente e procura futuro reddito . . nel senso che se google e fb rendessero i loro sistemi compatibili in non so quale modo e interagibili al 100% ucciderebbero il 90% della concorrenza . . .
    Poi magari sono gnorri ma questa è la mia visione . . .

  • luglio 30, 2010

    leonardo

    a mio avviso tutto è positivo ciò che è utile per l’amicizia;occorre partire dagli errori degli altri per non fare gli stessi,es: io sono stato rimosso da fb perché secondo loro ho tolto troppe persone ed ho chiesto immediatamente altre amicizie,io ho motivato perché ho tolto certe amicizie riferendo che non sono costretto a tenere con me delle persone che non dialogano con me,ecc…ora l’amicizia sebbene virtuale deve in qualche modo essere costruttiva,essere utile in qualche modo ,altrimenti a cosa serve essere solo in gruppo e non parlare di nulla?Questo è fb….se poi uno è noioso o assillante…si riferisce a lui stesso che sarà cancellato da me dalla mia lista,ecc…e non c’entra nulla che fb ti cancella quando vuole lui,ecc…..Si potrebbe inoltre creare una concorrenza a fb anche di varie categorie,es: cultura,sport,arte,tempo libero,ecc….pensateci…è una mia idea….io comunque da poco esperto di pc desidererei iscrivermi ad un antagonista o ad una concorrenza di fb che non abbia le caratteristiche di fb,vi ringrazio e datevi da fare….sempre gratis….e se fosse a pagamento non più di 30 euro l’anno…..distinti saluti da leonardo marino cancellato da fb perché troppo educato….