Quale mindset per l’IA? L’opinione di Raffaele Gaito

Per la mia serie Vincos Talks ho fatto una chiacchierata con Raffaele Gaito, partendo dal suo ultimo libro, “In cosa posso esserti utile? Guida molto pratica e poco emotiva all’intelligenza artificiale”, edito da Mondadori. Ecco alcuni dei temi più interessanti emersi dalla nostra chiacchierata.

Ridurre l’ansia (e raffreddare l’entusiasmo)

Il sottotitolo del libro di Raffaele è un manifesto: l’obiettivo è alleggerire l’ansia di chi rifiuta l’IA (i cosiddetti no-AI) ma, allo stesso tempo, smorzare l’eccessivo entusiasmo di chi la accetta senza alcuno spirito critico. Come dice Raffaele, è la prima volta che interagiamo con una tecnologia usando il linguaggio naturale, e questo ci manda comprensibilmente “fuori giri”. L’importante è cercare un equilibrio razionale, smettendo di chiederci se le macchine siano “veramente intelligenti” o meno, per concentrarci invece su come possiamo usarle consapevolmente nel nostro lavoro quotidiano.

L’importanza delle domande (più che dei prompt)

Prima ancora di diventare esperti di prompt engineering, il vero superpotere oggi è sapersi fare le domande giuste. Perché sto usando questo strumento? Qual è il mio obiettivo? Quali sono i colli di bottiglia dei miei processi aziendali? Raffaele sottolinea che l’IA non è un oracolo dalle cui labbra pendere, ma piuttosto un “compagno di avventure” o un filosofo con cui confrontarsi. Non possiamo aspettare che arrivi l’esempio perfetto calato nel nostro specifico settore: dobbiamo fare uno sforzo di astrazione per capire come applicare le logiche dell’IA al nostro contesto.

Creatività: aumentata o sostituita?

Delegare un intero processo all’IA atrofizza il nostro “muscolo” creativo. Ma se manteniamo la regia e usiamo gli strumenti per superare il blocco del foglio bianco o esplorare punti di vista diversi, otteniamo una creatività aumentata. Per capire se stiamo delegando troppo, dobbiamo chiederci: “Riesco ancora a iniziare un’attività da solo senza ChatGPT?”

La trappola della produttività e l’era degli “Agenti”

L’obiettivo di usare l’IA non dovrebbe essere per forza fare di più e lavorare senza sosta. Dovrebbe aiutarci a lavorare meglio, permettendoci magari di automatizzare compiti noiosi per reinvestire tempo prezioso nelle relazioni umane e con i clienti.

Inoltre, abbiamo discusso di come il mercato stia evolvendo. Raffaele mi ha raccontato il suo “effetto wow” nel passaggio da strumenti conversazionali come ChatGPT a piattaforme agentiche (come Claude Code), capaci non solo di chattare ma di eseguire task, operare sui file e portare a termine compiti in autonomia.

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