Anthropic non smette di sorprenderci e, con una mossa inaspettata, ha deciso di invadere il campo del design e della prototipazione rilasciando Claude Design. Uno strumento che si pone come l’equivalente visivo di Claude Code, pensato per chi deve creare wireframe, mockup ad alta fedeltà o, ed è la parte più interessante per noi marketer, slide deck aziendali.
Ho deciso di metterlo alla prova nel mio ultimo video, stressando le sue funzionalità per capire se rappresenta davvero una minaccia per le applicazioni esistenti o se è ancora un prodotto acerbo. La risposta, come spesso accade nel mondo dell’AI generativa, sta nel mezzo.
Come funziona Claude Design: dal Design System alle Slide
L’interfaccia di Claude Design (accessibile con un abbonamento a Claude, anche con il piano Pro base) è divisa in due: da un lato la gestione dei progetti, dall’altro la creazione pura.
Ho iniziato testando forse la feature più strutturale: la creazione di un Design System. Il processo è guidato in modo intelligente. Si può fornire il nome del brand, caricare esempi (da GitHub, dal computer o persino da Figma) specificando logo, font e palette. Il sistema elabora tutto e genera un “draft” del design system che può essere revisionato elemento per elemento. Funziona bene? Sì, anche se durante il mio test ho riscontrato qualche problema di caricamento.
Il secondo test è stato il vibe coding puro: ho chiesto a Claude di prototipare un’app per tracciare i consumi culturali (libri, musica, cinema). La dinamica di chat è fluida: il modello pone domande di chiarimento e in circa 5 minuti restituisce un mockup funzionante in HTML.
Ma è stato sul terzo test che Claude Design mi ha sorpreso di più: la creazione di un pitch deck. Sfruttando la skill “Make Deck” e il mio design system precedentemente caricato, gli ho chiesto di analizzare il mio sito e creare 5 slide eleganti. Il risultato è stato nettamente superiore alla media di ciò che producono normalmente gli LLM quando si cimentano con le presentazioni.
I limiti: il problema del “Token-Burn”
Tutto perfetto, quindi? Assolutamente no. Il problema principale di Claude Design, allo stato attuale, è il modello di business legato all’utilizzo. Con l’abbonamento Pro da 20$ al mese, il limite di utilizzo si esaurisce in fretta. Nel mio caso, è bastato generare un design system, prototipare un’app (senza troppe iterazioni) e creare 5 slide per esaurire il bucket settimanale dedicato al design.
Se pensiamo che strumenti come Stitch di Google sono gratuiti e permettono molte più iterazioni, il confronto è impietoso. Con Claude Design, il percorso per arrivare al risultato desiderato rischia di essere lungo e, di conseguenza, costoso in termini di token.
Personalmente, continuerò a usare Stitch per l’esplorazione e la grafica pura, perché mi garantisce una maggiore libertà espressiva senza l’ansia di finire i token.
