Amazon, la società fondata nel lontano 1994 da Jeff Bezos, dopo una partenza lenta nella vendita di libri, continua a macinare utili e a differenziare la sua offerta. Ho dato uno sguardo al bilancio consolidato del 2019 per approfondire le fonti di guadagno e stimare le traiettorie future.
Amazon ha una capitalizzazione di mercato di circa 1,5 trilioni di dollari, ai livelli degli altri giganti già analizzati: Microsoft, Apple e Alphabet.
Nel 2019 i profitti sono stati di 11,6 miliardi e i ricavi, generati per il 69% negli Stati Uniti, di 280,5 miliardi così suddivisi:
amazon.com., il punto vendita più famoso della rete, ha generato ricavi per oltre 141 miliardi, pari a metà degli introiti complessivi. Una crescita del 15% rispetto al 2018. C’è da dire che in questa voce di ricavi non vengono contabilizzati gli introiti di terze parti che vendono attraverso il sito.
la seconda fonte di ricavi è rappresentata dai servizi offerti ai venditori terzi sulla piattaforma Amazon, tra cui i servizi di stoccaggio e trasporto. Il cosiddetto marketplace, che intermedia le vendite altrui, vale circa 54 miliardi (+26%).
terzo pilastro è Amazon Web Services, l’offerta cloud di servizi computazionali, di storage e database alle aziende, che genera 35 miliardi di ricavi (+36,5%).
dagli abbonamenti Prime l’azienda ottiene 19 miliardi (+35,6%)
i negozi fisici, principalmente quelli della catena Whole Foods acquisita nel 2017, producono poco più di 17 miliardi. Unica voce in leggerissimo calo.
infine 14 miliardi derivano da altre attività, principalmente quella del nascente business della pubblicità online sui siti gestiti dall’azienda, in primis amazon.com. Questa è la voce che fa registrare il più alto tasso di crescita, pari al 39% rispetto all’anno precedente.
Nei prossimi anni Amazon continuerà a crescere nell’ecommerce, soprattutto fuori dagli USA. Ma anche nel mercato interno c’è ancora margine da che Bezos ha circa il 35-40% del commercio online statunitense, ma solo il 6% del commercio al dettaglio dello stesso territorio. Ciò sarà possibile anche grazie agli investimenti nell’automazione della logistica e nella sperimentazione di robot e droni per coprire l’ultimo miglio della consegna. Mantenere la leadership nel segmento del cloud computing sarà sempre più difficile vista la determinazione dei competitor. Oggi AWS ha il 33% del mercato mondiale, il resto è frammentato tra Microsoft Azure, Google Cloud, Alibaba Cloud e altri. Promettente la crescita nel comparto dell’online advertising presidiato da Google e Facebook, ma ancora siamo lontani dai leader. Sarà necessario qualche elemento d’innovazione per spiccare il volo. Possibile qualche grossa acquisizione nei prossimi mesi. Infine sarà interessante vedere se Amazon riuscirà ad espandere e sfruttare il potenziale dell’ecosistema Alexa.
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Ne ha fatti di passi da gigante Amazon! Impressionante vedere che Prime, che è la quarta fonte di guadagno, porti ben 19 miliardi all’azienda.