Lo stato di internet come sistema operativo

Tim O’Reilly in due fondamentali post ha condiviso la sua visione dello stato della rete. La sua tesi è che internet non possa essere considerata una mera piattaforma, ma stia diventando un vero e proprio sistema operativo, che gestisce le richieste in entrata dai più svariati device e restituisce un risultato sulla base di elaborazioni di dati che avvengono in remoto (“in the cloud”) da parte di sottosistemi funzionali (archivio, localizzazione, identità, ricerca, comunicazione, ecc…).

internet-players

Premesso che al momento solo Google, Amazon e Microsoft hanno un presidio credibile nel cuore di questo sistema operativo, ossia l’infrastruttura di “archivio ed elaborazione”, vediamo come si distribuisce la leadership nei vari sottosistemi:

– Google è leader nel search, nell’advertising, nelle mappe, nella posta, e nell’accesso ai video

– Amazon attraverso il suo e-store gestisce l’accesso ai media (libri, musica, video) e può vantare un enorme database di opinioni, gusti e pagamenti degli utenti

– Microsoft mantiene, a fatica, il dominio sul browser, ma solo con l’arrivo di Ray Ozzie, ha iniziato a sviluppare con convinzione i suoi servizi web: in particolare il motore di ricerca, le mappe, le comunicazioni mail e IM.

– Apple domina l’accesso ai media attraverso iTunes e i device abilitanti, l’hosting delle applicazioni (App Store) e il sottosistema dei pagamenti

– Facebook ha la sua forza nella costruzione del più ampio grafo sociale che vuol dire mappatura di oltre 450 milioni di utenti

La grande questione è: in futuro vivremo in una rete fatta di molti fornitori integrati orizzontalmente attraverso open standard oppure di un solo grande player che riuscirà ad offrire un servizio verticalmente integrato tale da soddisfare meglio di altri le esigenze degli utenti ?

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