Scott Jovane incontra i blogger: impressioni sull’evoluzione dei rapporti tra blogger e aziende

Ieri ero a Milano con una trentina di blogger all’incontro con Pietro Scott Jovane, nuovo amministratore delegato di Microsoft, pragmatico e attento alle sfide della rete.
Il primo incontro in Italia tra dirigenti di una grande azienda e blogger risale a quasi 3 anni fa. All’epoca ero dentro l’azienda di Seattle, mentre ieri sera mi trovavo lì in veste di organizzatore, insieme ai colleghi di Digital PR.

Ho avuto netta la percezione di come il tempo di “sciogliere il ghiaccio”, quel tempo che intercorre tra le presentazioni imbarazzate e la prima risata liberatoria, si sia accorciato drasticamente negli anni.
I blogger, più consapevoli del loro ruolo, iniziano ad assere più disinvolti, meno guardinghi e diffidenti, più “rilassati” : ne è una prova la foto del profilo Twitter di Gaspar Torriero tramutata, per l’occasione, in quella di Scott Jovane.

Lo stesso processo si nota nelle aziende…peccato che quelle in grado di comprendere il valore della conversazione si contino ancora sulle dita di una mano.

Tra queste Telecom Italia che inizierà a dialogare con la blogosfera venerdi prossimo, quando Franco Bernabè risponderà alle domande di Luca De Biase, di alcuni blogger e di chi vorrà scrivere all’indirizzo blogfest@virgilio.it

11 Comments

  • settembre 11, 2008

    Anonimo

    ti ho risposto sul post di torriero, se l’ottimo gaspar non lo cancella prima, e ti ha risposto anche bob dadda

    se domani la mia risposta a te su quel post è cancellata da torriero, te la pubblico qui

    io penso che la genialata di torriero del twitter sia un modo per salvarsi la faccia davanti agli amici blogger (guardate, mi invitano, li sfotto, mi bullo) e davanti a te la fa passare come “visaul branding del new ceo” (anche se non usa questi termini, te la rivendi così al tuo referente)

    insomma, in quello è stato geniale, ha minchionato due suoi stakeholder in un colpo solo, se lo continuerete ad invitare

  • settembre 11, 2008

    Iron Mauro

    Seattle? Credevo fossero a Segrate… 🙂

  • settembre 11, 2008

    vincos

    @Anonimo
    Gaspar, che evidentemente non conosci, è una persona trasparente e per nulla ruffiana.
    Non mi “rivenderò” il suo “gioco” visivo con il mio cliente perchè non è quello che rileva, ma la relazione diretta che si può creare tra manager di un’azienda e blogger. Hai una visione molto tradizionale delle “nuove PR”.

  • settembre 11, 2008

    Maurizio Goetz

    Ho assistito alle conversazioni nei diversi blog con molto interesse, ma c’è un aspetto che non è stato evidentemente trattato.

    Le pr stanno negli ultimi mesi cambiando radicalmente pelle, apertura alle conversazioni, grandissimo interesse per la rete e voglia di relazionarsi non solo con clienti attuali e potenziali, ma anche con detrattori, influentials.

    La domanda che io pongo oggi è utile invitare le cosiddette blogstar? Non sono forse oggi le nuove veline della rete, persone che consapevoli della loro presunta notorietà, agiscono come starlette capricciose? E’ inutile cercare una coerenza nel loro comportamento, la coerenza esiste e riguarda il mantenimento del loro status di blogstar.

    Non sarà che si arriverà al coinvolgimento delle blogstar per evitare l’effetto “Sgarbi Digitale”?

    In tutto il mondo il fenomeno delle blogstar è in declino, qui sembra che non ce ne stiamo accorgendo, mentre i blogger tematici resistono anche se hanno un’audience più limitata.

    Invitare la blogstar non è forse una scorciatoia per voi che lavorate nelle pr, quando lavorare in ottica di coda lunga potrebbe essere più faticoso ma più premiante?

  • settembre 11, 2008

    Andrea Saltarello

    @Iron Mauro: infatti la forma corretta è… Segrattle

  • settembre 11, 2008

    Anomino

    @Vincenzo, visto che il Torriero che stimi tanto e “vendi come influential” al tuo cliente ed ex collega continua a cancellare i miei commenti, posto da te la risposta alla tuo commento sul post incriminato, quando hai scritto [ci tengo a precisare che non ci facciamo pagare in base ai blogger che portiamo ]:

    Vincenzo, ho scritto “…che si fa pagare anche in base ai blogger che porta.” e non mi riferisco esclusivamente al contratto in essere fra l’agenzia di cui sei responsabile e il tuo ex datore di lavoro e ora cliente dell’agenzia in cui lavori ma anche al fatto che vi proponete come l’agenzia di pierre 2.0 che porta i blogger ai convegni e non mi dire che questa USP ti risulta nuova, per cui >il successo dei tuoi convegni >il fee che chiedete, indi “vi fate pagare anche in base ai blogger che portate”.

    Visto che questo è un post da addetti ai lavori, se hai capito che parlavo di “pay per blogger” o addirittura “pay per active influential blogger” mi sono espresso male, in Hill & Knowlton non sono così fessi da farsi pagare solo per i risultati che portano.

    Insomma, non solum sed etiam i blogger che portate diventano soldi quando rinnovate i contratti coi clienti o li portate via ad altre agenzie.

    poi il fatto che posti la schermata del twitter di torriero vuol dire che la valuti positivamente, come da tue parole, per cui la “vendi” come un risultato positivo

    il fatto che la mia non sia l’unica critica fuori dal coro non ti mette minimante in testa il tarlo del dubbio?

    se sei così convinto di quello che hai fatto perché non mandi una mail a pietro.scottjovane@microsoft.com segnalando questo post con i commenti, quello di torriero con i commenti e altri post critici?

  • settembre 11, 2008

    wolly

    @Maurizio Goetz la tua idea sarebbe corretta ma si scontra con un problema non indifferente e cioè che non si possono permettere di avere sale vuote.
    QUindi l’unica soluzione è invitare non tanto le blogstar quanto i prezzemolini e cioè coloro che sono disposti a partecipare indipendentemente dall’argomento trattato, che hanno voglia di prendere ferie per salutare gli amici e fare un pò di caciara disinteressandosi del tutto di quello di cui si parla ma fondamentalmente riempendo la porzione di sala assegnata.
    Questo non è colpa ma normale valutazione da parte dell’agenzia di PR e saranno quei pochi clienti che utilizzano questo marketing innovativo che tra un poco si stuferanno e molleranno, gli altri che non hanno ancora capito questo marketing innovativo sono già passati alla fase due e cioè non organizzare questi eventi.
    I giornalisti, quelli bravi, si fanno pagare per partecipare alle convenSCION autopromozionali, gli altri si accontentano di un buffet e di qualche oggettino e in cambio nel primo buco che capitano aggiungono il trafiletto i blogger non sono ne così svegli ne così potenti.
    Il problema è che in questa “comunicazione innovativa” c’è tutta la tipica e VECCHIA infrastruttura comunicativa e devo dire, senza ironia, che Digital PR è bravissima ad avere i suoi seguaci sempre pronti a gridar OBBEDISCO così da poter prolungare questa interessante e in questo caso innovativa (perchè prima non c’erano i blogger) forma di guadagno.
    Potrei metterci la mano sul fuoco che Jovane ai suoi fidi avrà commentato ridendo salvo poi per PR dire che è stato felicissimo del confronto.
    ciao

  • settembre 11, 2008

    Maurizio Goetz

    @wolly sono perfettamente d’accordo con te, per questo ho ultimamente cercato di stimolare sul mio blog il dibattito sul concetto di influenza.
    E’ evidente che la sala vuota è un problema ed un fallimento, ma non può essere un punto di arrivo.
    Anche le discoteche una volta invitavano le “celebrità” che però non si accontentavano certo di una tartina, ma molti gestori di locali si sono accorti che è un approccio molto miope.
    Le agenzie di pr hanno cominciato a considerare con grante attezione la rete, ma non sono sicuro che abbiano elaborato sufficientemente il concetto di influenza, di influentials e via discorrendo. Credo che il dibattito sia ancora aperto, tanto è vero che se si chiedesse loro come si misura l’influenza, sarebbero in imbarazzo.

  • settembre 12, 2008

    vitocola

    … interessante … 😉

  • settembre 12, 2008

    Anton

    Mi avete convinto, dopo Torriero, la soluzione è tornare agli invitati convenzionali

    http://www.whosdatedwho.com/pictures/W/8/W8D0E5.jpg

  • settembre 15, 2008

    vincos

    @Maurizio
    penso sia utile invitare i blogger che godono di una certa credibilità (che non sempre coincide con la visibilità) in rete e che non si comportano da starlette capricciose, ma che mostrano interesse verso un confronto aperto con l’azienda che ospita l’incontro. Ti posso assicurare che non vengono invitati acriticamente sono i primi 30 della classifica, ma anche blogger meno visibili.

    @Anonimo
    la schermata di Twitter è bel gioco creativo che testimonia la capacità di “giocare” con le aziende, in una logica di cultura convergente (vedi Jenkins) che a mio avviso favorisce un clima costruttivo tra blogger e aziende

    Non ho bisogno di mandare una mail a Pietro perchè il management di Microsoft legge con interesse e attenzione le conversazioni in rete, da anni è attivo un servizio di monitoraggio fornito proprio da Digital PR

    @wolly
    hai davvero una pessima opinione dei blogger, che non sono assolutamente ossequiosi nei confronti di Digital PR, ma soltanto desiderosi di un confronto personale con i manager di aziende importanti. Voler conoscere, stabilire un contatto e non fermarsi alla facile critica al riparo del proprio blog, mi sembra un fatto positivo.

    @Maurizio
    ti posso assicurare che il problema della sala vuota ce l’hai se inviti le blogstar, mentre sarebbe scongiurato se invitassi blogger sconosciuti, pronti a partecipare per acquisire un po’ di visibilità. Cmq ripeto la scelta di chi invitare non è sicuramente facile, ma è legata alla competenza e all’interesse dimostrato verso l’azienda, non tanto alla notorietà.
    Il problema di definire l’influenza è comunque importante e sicuramente ci ritornero’ con calma. Grazie