Tag nei messaggi di stato di Facebook: problematici per le aziende

Facebook ha introdotto lo “status tagging” ossia la possibilità di indirizzare i propri messaggi di stato ad amici, pagine (anche relative ad applicazioni), gruppi o eventi. In pratica basta iniziare a scrivere un messaggio e usare il simbolo “@” seguito dal nome del destinatario per veder comparire un menù a tendina con le possibili scelte (chiaramente limitate ai nostri amici e pagine/gruppi che si è deciso di seguire). Fatta la scelta, il simbolo “@” sparirà e il nome dell’amico/pagina/gruppo/evento diventerà un link attivo verso la destinazione indicata.

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Se il destinatario del nostro messaggio è una persona fisica, vedrà apparire una notifica nell’apposita area in basso a destra, in modo da ribattere innescando una conversazione oppure potrà rimuovere il tag (così come accade per le foto).

Se invece il messaggio è rivolto ad un profilo pubblico (o fan page) il nostro messaggio apparirà nella bacheca della pagina, in modo da essere visibile a tutti coloro che la visiteranno e soprattutto al suo amministratore (in basso il mio messaggio apparso sulla pagina di Nòverca, cliente di Digital PR).

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Il problema è che l’amministratore non potrà rimuovere il tag, nè rispondere come azienda, ma solo come persona fisica, se amico del mittente. Oltre a ciò all’amministratore di una pagina è inibito l’uso della funzione “@” per rivolgersi a persone o al altri profili pubblici.
Queste limitazioni potrebbero avere delle implicazioni di non poco conto nel caso in cui l’azienda venisse “taggata” e fatta oggetto di critiche o peggio di ingiurie dalle quali potrebbe difendersi soltanto rimuovendo il messaggio.

Update 11 marzo 2011: Con la stesso metodo è possibile taggare gli amici anche all’interno di commenti

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