Musica e NFT: un’opportunità per i musicisti

Il web ha inciso profondamente sul nostro modo di ascoltare la musica ed ha stravolto il lavoro e il business model della filiera discografica, nonché il rapporto tra artista e fan. Ma non è finita qui. Il movimento del Web3, basato sulle opportunità offerte dalla tecnologia blockchain, promette di sconvolgere ancora una volta il mondo della musica. Vediamo come.

L’assetto attuale dell’industria musicale presenta qualche problema per la maggioranza degli artisti:

  • Quasi impossibile vivere di streaming: Spotify paga 0,003$ a stream. Solo lo 0,02% degli artisti riesce a guadagnare più di 50.000$ l’anno. Ce la fa solo chi ha un’audience sconfinata;
  • Proprietà: solo gli artisti più grandi hanno il totale controllo sull’uso delle proprie creazioni.

Music NFT

Il web3 e le applicazioni basate sulla tecnologia blockchain possono dare nuove opportunità ai musicisti?
I primi esperimenti sono stati fatti già un anno fa ed hanno riguardato l’uso degli NFT. I Non Fungible Token applicati alla musica permettono di rendere unico un file audio e di dare una certificazione di proprietà a chi lo acquista, come accade con l’arte e i collectibles. Questa strada è stata seguita da volti noti e meno noti. Qualche esempio: Grimes ha venduto una collezione di clip video musicali per 6 milioni di dollari sul marketplace Nifty Gateway. Qualcosa di simile hanno fatto Calvin Harris, The Weeknd, Deadmau5, Steve Aoki. I Kings of Leon hanno associato al loro ultimo album tre NFT diversi: il primo dava diritto al vinile in edizione limitata, il secondo dava accesso alle prime file per i futuri concerti, il terzo a dei collezionabili esclusivi.

Solitamente un brano musicale NFT non incorpora diritti di proprietà sul pezzo. Chi lo acquista lo fa per finanziare il progetto o avere qualcosa del suo artista preferito, come si farebbe con una maglietta o con il plettro conquistato ad un concerto. È una forma di collezionismo e di vicinanza al proprio idolo, ma con qualche vantaggio in più. Già siamo abituati a comprare gli album digitali, ma in questo caso si ha anche una certificazione che può avere un mercato (il valore può crescere nel tempo e dunque permettere un guadagno successivo all’acquirente e al creatore).
Ci sono però dei casi nei quali l’artista decide di incorporare nello smart contract che governa l’NFT anche dei diritti di proprietà. Accade soprattutto per gli artisti meno noti. Ma in futuro potrebbe diventare una pratica comune.

Applicazioni musicali del Web3

Il panorama della musica NFT è già molto affollato, come si vede da questa mappa curata da Cooopahtroopa. Quasi ogni pezzo della filiera sta sperimentando la blockchain, dalla creazione alla distribuzione, passando per gli eventi, il merchandising e i fan club. Diamo un’occhiata ad alcuni dei servizi più interessanti.

panorama musica NFT
  • Mintsongs è il più grande marketplace di musica tokenizzata. Un buon punto di partenza per l’esplorazione di questo mondo;
  • Sound.xyz: è un punto di contatto per artisti e fan. Gli artisti possono pubblicare brani come NFT in edizione limitata e ospitare un listening party all’uscita. I fan possono acquistare e mostrare le loro collezioni di brani. Comprando un NFT si ha la possibilità di commentare pubblicamente il brano (ma se si vende, il commento sparisce);
  • Royal.io: fondata dal DJ 3LAU, permette agli artisti di tokenizzare i pezzi e ai fan di comprarli per investire sul loro successo. Infatti, potranno partecipare alle royalty generate dalle vendite;
  • Catalog è un “negozio di dischi digitale” dove gli artisti possono generare una sola copia e vendere ad un solo acquirente (1/1). Ricevono il 100% del ricavo dalla prima vendita e una percentuale di quelle successive;
  • Relic: permette di comprare brani in edizione limitata, con una particolarità: se il pezzo vende bene nel mondo reale, la rarità/valore del suo NFT cresce;
  • Audius: è un servizio di streaming decentralizzato che ha superato i 5 milioni di utenti. È governato da chi acquista il token $AUDIO. Permette agli artisti di caricare musica e agli utenti di ascoltarla e di aggiungerla alla propria library. La piattaforma premia automaticamente gli artisti e gli ascoltatori con dei token $AUDIO, i primi quando il brano entra nelle top chart e i secondi quando si raggiungono determinati numeri di ascolto;
  • Arpeggi è una audio workstation come Logic Pro che permette di comporre e “mintare” i brani sulla blockchain;
  • SoundMint è una piattaforma per creare NFT di musica generativa, cioè prodotta algoritmicamente. Ogni brano di 30 secondi è diverso dall’altro perché è il risultato della combinazione algoritmica di diverse tracce sonore. L’NFT è composto oltre che dall’audio, anche da un’immagine unica generata dalla combinazione di tratti visivi associati alle tracce sonore che compongono il brano.

La musica tokenizzata può essere un’opportunità per gli artisti emergenti? Io credo di sì. Almeno è un modo nuovo di sperimentare una relazione più diretta con gli ascoltatori. Certo, rimane la difficoltà di farsi conoscere, in assenza del supporto di un’etichetta discografica. Insomma, il marketing rimane fondamentale anche se sarà di nuovo tipo, più improntato a costruire relazioni genuine con la community.

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