Cos’è Decentraland e come funziona la sua economia

Esterno notte. Mi aggiro per una strada buia e deserta, circondato da costruzioni geometricamente perfette, ma all’apparenza disabitate. Cerco qualcuno con cui parlare, ma mi imbatto in figure frenetiche che corrono chissà dove e in altre immobili, ma senza alcuna voglia di comunicare. No, non sono per le strade del mio paesino natio e neanche in un sogno metafisico, ma dentro Decentraland, un mondo sintetico che sta facendo parlare di sé soprattutto perché è diventato terreno di speculazione immobiliare.

Come funziona Decentraland

Decentraland è una piattaforma decentralizzata basata su blockchain Ethereum, che dà vita ad un mondo digitale che gli iscritti possono abitare e nel quale possono creare esperienze e contenuti. Una sorta di Second Life su blockchain, quindi con caratteristiche peculiari. A fine dicembre 2021 gli utenti registrati erano più di 800.000 e quelli attivi mensili erano poco meno di 500.000.

Il progetto, sviluppato dagli argentini Esteban Ordano e Ari Meilich dal 2015 vede la luce nel 2017 con la prima vendita di terreni, di fatto una ICO (Initial Coin Offer) che ha generato 26 milioni di dollari in ether. A febbraio del 2020 viene aperto al pubblico. Le sue basi teoriche sono state dettagliate in un libro bianco, scritto grazie ai contributi di esperti di Google, Dropbox, Spotify, CoinFund.

Tecnicamente Decentraland ha un infrastruttura peer-to-peer composta da tre strati:

  • “Consensus Layer” che tiene traccia della posizione delle particelle di terreno, della proprietà e dei contenuti;
  • “Land Content Layer” che raccoglie gli asset (oggetti, texture, suoni) che servono a renderizzare la scena, usando un sistema di distribuzione decentralizzato;
  • “Real-Time Layer” che gestisce le comunicazioni degli utenti via messaggi e chat vocale.

Questa struttura P2P permette di rendere più resiliente il mondo virtuale. Ad esempio, quando c’è stato un problema con le API NFT, anziché mandare in down l’intero sistema, si sono semplicemente visti gli avatar senza vestiti.
Altri pezzi importanti per il funzionamento sono l’infrastruttura per i pagamenti rapidi (Payment Channel Infrastructure) e un sistema che gestisce la proprietà degli avatar (Identity System).

struttura di decentraland

La gestione di Decentraland è stata affidata ad una DAO, un’organizzazione autonoma decentralizzata (un tratto caratteristico di molte iniziative del Web3). Essa non ha un consiglio di amministrazione che decide le linee di sviluppo, ma sono i titolari del token MANA a poter votare. Questo meccanismo influisce su tutto, dai tipi di oggetti consentiti fino ad arrivare alle tasse da praticare. Il processo decisionale viene gestito da un software chiamato Aragon.

Cosa si può fare in Decentraland

Per entrare nei territori di Decentraland basterebbe un’email, ma l’esperienza sarebbe molto limitata. L’ideale è usare un crypto wallet come Metamask. La prima cosa da fare è creare il proprio avatar, scegliendo il tipo di conformazione fisica, l’abbigliamento e gli accessori. Alcuni elementi sono gratuiti, ma per una personalizzazione massima se ne possono comprare altri.

A questo punto si viene proiettati nella piazza principale, chiamata Genesis Plaza. Tutt’intorno dei grandi pilastri mostrano le attività che si possono fare. Al centro una piscina con un vortice mi risucchia nel bar, dove trovo un polipo bartender giocoliere con cui fare due chiacchiere. Dopo un po’ mi stanco e premendo il tasto X (explore), scelgo un’altra destinazione. I luoghi più frequentati sono i casinò, dove si può giocare dopo aver acquistato l’abbigliamento adatto e le fiches. C’è addirittura un intero distretto, “Vegas Plaza”, dedicato al gambling. Ci sono anche giochi di altro tipo in giro, ma non fanno per me. Decido di dare un’occhiata a Opensea Gallery dove sono esposte alcune opere di noti cripto artisti che si possono acquistare. Infine, visito TRU Band Room, il posto dedicato ai concerti, ma ci trovo solo qualcuno che balla sovrastato da uno schermo gigante che trasmette un video musicale.

Io nel bar di Decentraland

Oltre a gironzolare e fare amicizia con altri, l’utente più creativo può cimentarsi nella costruzione di scene e giochi, usando il Builder Tool che permette di usare modelli predefiniti, statici e dinamici.
Chi ha delle nozioni di linguaggi tipo Typescript può usare il Software Development Kit di Decentraland che permette di importare modelli 3D dentro il mondo digitale e costruire giochi e animazioni più complesse.

L’economia di Decentraland

L’economia di Decentraland si fonda su due elementi scarsi: i terreni e la valuta.

Il territorio di Decentraland è composto da 90.601 LAND. 43.689 sono lotti privati che si possono vendere (in grigio scuro), 33.886 sono distretti privati ma non in vendita che verranno usati dall’azienda (viola), 9.438 sono strade (grigio chiaro) e 3.588 sono piazze (in verde), entrambi non vendibili. Ogni LAND ha una dimensione di 16×16 metri. Di fatto, un LAND è un token non-fungibile (ERC-721) che rappresenta un appezzamento di terreno. Gli utenti che hanno più lotti vicini possono unirli per creare ESTATE. Sul suo terreno il proprietario può costruire immobili, giochi o decider di affittarli a terzi.

L’acquisto dei LAND può essere compiuto sul Marketplace di Decentraland o su OpenSea. Il valore di una zona dipende molto dalla vicinanza con attrazioni popolari o strade e piazze trafficate. Tutte le transazioni vengono registrate sulla blockchain di Ethereum come prova dell’avvenuto passaggio di proprietà. Al momento della scrittura di questo post, il prezzo più basso per un appezzamento di terreno è di 5.000 $MANA, mentre un “estate” è stato venduto per 618.000 $MANA (qualcosa come 2,4 milioni di dollari).

mappa-decentraland
La mappa di Decentraland

Le transazioni di terreni, oggetti e giochi sono basate sulla crypto moneta nativa $MANA. Si tratta di un token ERC-20 che fornisce anche il diritto di voto per la gestione di Decentraland. La prima emissione di $MANA è stata di 2,8 miliardi di unità. I token $MANA si possono acquistare usando la valuta corrente sulle piattaforme di exchange come Binance e Bittrex, oppure su Uniswap e sul Marketplace di Decentraland usando Ethereum. Oggi un $MANA vale intorno ai 2 euro.

Il valore della moneta fluttua in base alla domanda e all’offerta, quindi anche in base alla popolarità del mondo digitale. Per ogni transazione sul marketplace il venditore è soggetto al pagamento di una commissione del 2,5% sul prezzo di vendita. L’ammontare in MANA viene “bruciato” ossia tolto dalla circolazione, come misura deflativa e quindi per tenere alto il valore della valuta. Altre misure di questo tipo coinvolgono la vendita e la rivendita di avatar e wearable. Sul sito si possono monitorare i soldi ancora disponibili e quelli in circolazione.

Complessivamente nel 2021 Decentraland ha registrato un transato di LAND per 88,5 milioni di dollari (+2000% rispetto all’anno precedente) e di wearable per 5,7 milioni (+380%). La capitalizzazione di mercato attuale è di 4 miliardi di dollari. 

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Confronto tra MANA coniati e MANA “bruciati” (source: Grayscale)

Le opportunità di marketing su Decentraland

In un mondo in costruzione anche i modi di fare marketing sono ancora agli albori e mutuati dal mondo reale. Ci sono aziende come NFT Plazas che hanno acquistato degli spazi in punti ad alta visibilità su cui hanno costruito dei cartelloni pubblicitari a disposizione delle aziende che vogliono usare la leva del “Virtual Out Of Home”. Già oggi è facile imbattersi in manifesti di Tommy Hilfiger, Dolce & Gabbana, Chanel.

Un modo più strategico e impegnativo di far parte di Decentraland è attraverso l’acquisto di terreni e la costruzione di esperienze coinvolgenti. Samsung, in occasione del CES, ha aperto “837X” una replica del negozio newyorkese con tre stanze dedicate a sostenibilità, personalizzazione e connessione. È stato inaugurato con un DJ set e il drop di elementi da indossare per personalizzare il proprio avatar (in forma di NFT). Peccato che ora sia un luogo fantasma, quasi inquietante, il che non è il massimo per l’immagine del brand.

Io da Samsung 837X

Qualcosa di più elaborato ha fatto Australian Open col progetto “AO Metaverse”. Sono stati ricreati gli ambienti del torneo, visitabili per giocare a tennis o assistere alle partite e ad altri contenuti video esclusivi dal vivo o d’archivio. Inoltre è stata lanciata la collezione “Art Ball” fatta da 6.776 NFT, rappresentati delle palline da tennis create algoritmicamente. Ad ogni pallina è stato assegnato un punto univoco sul campo reale e una particolare tecnologia ha associato il punto della vittoria sul terreno al corrispondente NFT, aggiornandone i metadati (ciò dovrebbe farne salire il prezzo). Il ricavato di questa vendita è stato di oltre 750.000 dollari.

Si tratta di esperienze a tempo, di breve respiro, pensate con l’obiettivo di sperimentare. C’è chi, invece, ha deciso di progettare un’esperienza permanente. Da giugno del 2021 Sotheby’s ha creato una copia della sua sede londinese che usa per ospitare aste di NFT, ma anche una collezione di opere d’arte liberamente visitabile.

Ho trascorso diversi giorni dentro Decentraland ed è chiaro che siamo ancora in una fase di work in progress. Ci sono molte aree in costruzione, ma mancano i contenuti e le esperienze che dovrebbero far perdere la nozione del tempo ai visitatori. Sicuramente la piattaforma non può sopravvivere basandosi solo sulla vendita di terreni, quindi non può limitarsi ad essere un “virtual real estate”. É  necessario che l’azienda lavori per creare esperienze proprietarie e, parallelamente, per coinvolgere i brand nella realizzazione di mondi coinvolgenti (una cosa che sta riuscendo bene al progetto The Sandbox).

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