Il calo di Twitter e la crescita di Instagram in Italia
Una settimana fa ho pubblicato le statistiche sull’audience dei social media in Italia. Pure se riferite al dicembre scorso, un fenomeno mi ha colpito particolarmente: quello dell’andamento quasi speculare di Twitter e Instagram. Così, grazie ad “Audiweb by Nielsen”, vi propongo un approfondimento, in attesa delle vostre opinioni.
I dati sono quelli della cosiddetta Total Digital Audience ossia di un panel di riferimento relativo ai maggiori di 2 anni per l’audience da PC e alla fascia 18-74 anni per quella da mobile (considerati una sola volta, se hanno fatto un accesso sia da PC che in mobilità).
A gennaio 2014 Twitter aveva un patrimonio di 9.135.000 “utenti attivi” (nel senso di persone che hanno fatto almeno un accesso), mentre Instagram sfiorava appena i 5.700.000. Nel corso dell’anno il network dei 140 caratteri è cresciuto fino a raggiungere il suo massimo a settembre quando ha sfiorato i 10.000.000. Nello stesso periodo il social comprato da Zuckerberg ha superato i 6.700.000 accessi unici. A questo punto è iniziata la discesa graduale di Twitter che, da inizio 2015, si è attestato stabilmente sotto i 9.000.000, fino ad arrivare a maggio con 8.315.000 di audience. Questo dato si traduce in una reach del 28,4% rispetto all’audience totale del mese (pari a 29.289.000 di persone).
Specularmente Instagram ha continuato la sua galoppata, arrivando a 7.271.000 a gennaio di quest’anno, per poi posizionarsi su 6.938.000 nel mese di maggio (reach del 23,7%). Un dato probabilmente sottostimato, considerato che il panel esclude i giovani sotto i 18 anni che usano i dispositivi mobili (pubblico-guida nell’adozione dell’app).
Dunque Twitter ha perso l’11% della propria audience da maggio 2014 allo stesso mese del 2015, mentre Instagram ha guadagnato il 14%. Un trend inesorabile?
Altro dato interessante è quello relativo al tempo speso sui due social media. Mediamente su Twitter le persone, a maggio, hanno trascorso 54 minuti, mentre su Instagram ben 2 ore e 22 minuti.
Considerando tutte queste informazioni e la prossima attivazione della pubblicità anche in Italia, mi sembra che sia giunto, per le aziende, il momento di valutare seriamente se e come essere presenti su Instagram.
Ciao Vincenzo, Mi fa piacere leggere questo post che certifica (insieme alla mia pubblicazione Hoepli) che Instagram non ha solamente una parte ludica (come tutti i social peraltro) ma è molto di più. E’ fisiologico il calo di TW così come quello di FB.. In Italia dobbiamo iniziare a capire che ci sono aziende, eventi e destinazioni che possono dovrebbero promuoversi anche con Instagram. Esempi e best practice ce ne sono tante da cui prendere spunto. Il tema vero è proprio l’interazione reale e la forte community che vive questo social, inesistente in altre piattaforme.
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Ciao Vincenzo, Mi fa piacere leggere questo post che certifica (insieme alla mia pubblicazione Hoepli) che Instagram non ha solamente una parte ludica (come tutti i social peraltro) ma è molto di più. E’ fisiologico il calo di TW così come quello di FB.. In Italia dobbiamo iniziare a capire che ci sono aziende, eventi e destinazioni che possono dovrebbero promuoversi anche con Instagram. Esempi e best practice ce ne sono tante da cui prendere spunto. Il tema vero è proprio l’interazione reale e la forte community che vive questo social, inesistente in altre piattaforme.