La strategia di Epic Games per conquistare Internet

C’è un’azienda che potrebbe cambiare il nostro modo di vivere la rete, se solo riuscissimo ad andare oltre il suo prodotto più riuscito. Si chiama Epic Games ed è conosciuta da tutti per essere la progenitrice di Fornite: Battle Royale, uno dei videogiochi più popolari degli ultimi anni. Ma la Epic Games, fondata da Tim Sweeney e Mark Rein nel lontano 1991, non produce solo giochi ed ha piani molto ambiziosi.

Per avere un’idea della complessità del mondo Epic basta guardare questo schema creato da Matthew Ball & Jacob Novok, che hanno scritto anche uno splendido saggio sul tema. La strategia di Epic si basa su sei elementi:

  • Unreal Engine, un motore di gioco che offre in licenza a chi vuole produrre ambienti grafici complessi
  • Fortnite, un gioco con oltre 350 milioni di iscritti
  • Game Studio, una casa per la produzione autonoma di giochi
  • Epic Games Publishing, un’azienda che finanzia la produzione, il marketing e la distribuzione dei giochi propri e di sviluppatori indipendenti
  • Epic Games Store, un negozio online per la distribuzione dei giochi propri ed altrui. Si tratta di un tassello strategico perché oggi i videogame si acquistano solo in rete. Ma essere sullo scaffale digitale di Steam, Apple Store o Play Store costa, tipicamente il 30% sulle vendite. Ecco perché Sweeney ha iniziato una battaglia legale contro Apple e ha creato il suo negozio (che trattiene solo il 12%)
  • Epic Online Services, un’azienda che fornisce i servizi necessari al funzionamento dei giochi moderni (e lo fa gratis). Tra questi: la gestione dell’account, dell’autenticazione e della sicurezza, la comunicazione tra giocatori, i traguardi, le classifiche e le statistiche, gli analytics e la gestione delle versioni.

Ma vediamo meglio le peculiarità dei due pezzi più pregiati di questo puzzle: Unreal e Fortnite.

come funziona epic games

Unreal Engine

Al centro di tutto c’è “Unreal Engine”, un motore di gioco ossia una piattaforma software che gestisce le logiche decisionali, le regole, la fisica, i suoni, la visualizzazione e tutto quello che succede in un videogame o in un qualsiasi mondo digitale.
I giochi di oggi sono talmente complessi che la maggior parte dei produttori e degli sviluppatori si appoggia su un motore di terzi, perché sarebbe troppo oneroso partire da zero, reinventando la ruota. In questo modo hanno più tempo per concentrarsi sulle caratteristiche distintive della storia, senza preoccuparsi della tecnologia di base (alcuni grandi produttori per mantenere il controllo totale su giochi particolarmente strategici decidono di farsi carico anche dello sviluppo del motore).

I motori di gioco più utilizzati sono Unreal e Unity.
Il primo è considerato migliore per i giochi visivamente molto dettagliati e multiplayer, ma è anche più pesante e complicato. Viene venduto su licenza, pagando una percentuale (solitamente il 5%) sulle vendite. Il secondo è più facile da usare ed è più leggero, ma è anche tecnicamente più limitato. Si compra pagando un abbonamento mensile. I due software rispondo ad esigenze talmente diverse che si sono spartiti il mercato: Unreal per i giochi più complessi e Unity per quelli mobile.

Oggi queste piattaforme software sono strategiche non solo per il mondo dei videogame, ma anche per la produzione di film e serie tv. The Lion King è stato girato usando Unity e The Mandalorian è basato su Unreal. Quest’ultimo è stato quasi interamente girato in uno studio in California circondato da schermi enormi sui quali venivano proiettati gli scenari realizzati in computer grafica. In questo modo il regista aveva la possibilità di vedere in tempo reale l’effetto finale, senza doverlo immaginare.

Ma questo è solo l’inizio, Unreal può essere usato anche per arricchire le scenografie dei concerti o per la pianificazione urbana, l’architettura e la progettazione di automobili.
Questo vuol dire che l’effetto rete generato potrebbe diventare una leva di business molto importante: se Ferrari crea un modello di auto con Unreal, vuol dire che sarà molto semplice usare lo stesso modello nel mondo di Fortnite, qualora volesse dar vita ad una partnership con l’azienda.

Fortnite

Fortnite è tra i giochi di maggior successo degli ultimi anni. I dati disponibili parlano di 350 milioni di utenti registrati (maggio 2020) e di circa 80 milioni di utenti mensili. Il record di giocatori contemporanei è stato di 15,3 milioni, fatto registrare durante la battaglia contro Galactus. Complessivamente le ore di gioco in un mese possono superare i 3 miliardi.

Tra le componenti del suo successo, anche se non esclusive, c’è la gratuità e l’essere multipiattaforma.
L’utilizzo di Fortnite è gratuito, quello che si paga sono i costumi, gli oggetti digitali da usare nelle missioni, gli accessi a livelli esclusivi di gioco. Questi generano qualcosa come 2 miliardi di ricavi all’anno e centinaia di milioni di profitto.
L’ampio utilizzo è agevolato dall’essere multipiattaforma ossia giocabile da qualunque device senza rinunciare ad alcuna funzione (solo la grafica può variare in ragione della potenza dell’hardware usato).

Ma come funziona Fortnite? Le modalità di utilizzo sono tre:

  • Battle Royale è la modalità nella quale il giocatore sfida gli altri in una battaglia totale (massimo 100 partecipanti) provando a rimanere l’ultimo vivo in campo. Per vincere non bisogna solo sparare, ma anche andare a caccia di armi e risorse per la sopravvivenza, costruire strutture o svolgere altre attività;
  • Party Island è la modalità non competitiva, nella quale l’utente può gironzolare liberamente per il mondo digitale senza la paura di essere ucciso. Può godersi la natura, incontrare amici, ballare, ascoltare performance dal vivo o guardare film.
    Tra gli eventi di maggior successo ospitati i concerti di Marshmello (con 11 milioni di spettatori, di cui 120.000 contemporanei anche se suddivisi su più istanze, ognuna delle quali con un massimo di 100 persone) e di Travis Scott (tecnicamente più sofisticato, visto da 13 milioni di spettatori, di cui 250.000 contemporanei);
  • Creative Mode è l’opzione che permette di cimentarsi gratuitamente con la creazione di giochi nuovi, partendo dagli elementi messi a disposizione dall’azienda. Sullo stile di quanto si può fare in Minecraft e Roblox.
marvel fortnite crossover

Un elemento molto importante della strategia di business di Epic Games è la sua sua capacità di creare sinergie con terze parti che hanno portafogli di proprietà intellettuale di valore. Le partnership con NFL, Nike, Marvel e DC Comics, Starwars hanno portato personaggi e oggetti iconici nell’universo di Fortnite, generando una forte eco mediatica e nuove fonti di guadagno. Gli utenti, infatti, pur di indossare il costume di Batman, le scarpe della Nike o di combattere contro Alien sono disposti a sborsare denaro reale.

Credo che sentiremo parlare molto di Epic Games perché sta contribuendo a costruire l’immaginario delle nuove generazioni e a progettare il nostro futuro di abitanti della rete.
Il prossimo ambiente nel quale ci ritroveremo assomiglierà sempre di meno ad un social network e sempre più ad un gioco. E forse anche l’internet di domani, che alcuni chiamano metaverso, assomiglierà ad un ambiente digitale simile a Fortnite.

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