La bomba e il terremoto in Italia: mappe geografiche ed emotive
Posted by vincos on maggio 20, 2012 · 7 Comments
Due giorni terribili per il nostro paese, che sono passati per la condivisione di pensieri ed emozioni sui social media. Stati di connessione che possono essere analizzati attraverso strumenti che ci permettono di avere un quadro completo dei tanti frammenti di vita che fluiscono tra le nostre timeline.
E così, con Blogmeter, siamo riusciti a visualizzare le emozioni scatenate dall’infame attacco di Brindisi avvenuto ieri mattina. Sono stati circa 100.000 i tweet del 19 maggio con un mood negativo, con un picco di quasi 11.000 intorno alle 13*. Le emozioni emergenti sono di tristezza e rabbia (l’aggettivo più usato è “vigliacco”).
Poi stamattina ci siamo svegliati con il terremoto. [edited] Il primo tweet è di @david_colle, mentre il primo geolocalizzato è di @DJPalmis. Quello dell’Istituto Nazionale di Geofisica arriva più tardi anche se riporta il timestamp dell’1.13. Di seguito sono arrivate le testimonianze di @gluca @kekkoz e della giornalista @liacapizzi (tra i più retwittati come si vede dalla social network analysis in basso**).
Scossa di terremoto TERRIBILE a Mirandola
— DJ Palmis (@djpalmis) Mag 19, 2012
Ecco come appare l’Italia con i tweet che presentavano un riferimento geografico stamattina (qui quella dell’intera giornata):
La situazione fino alle 17.30 in termini di mood. Qui le emozioni sono completamente diverse dal giorno precedente.
C’è sorpresa e angoscia. Poi prevale il senso civico. Il termine più usato è “numero unico”. In assenza delle istituzioni le persone usano twitter come un canale di servizio per far circolare le informazioni sul numero unico della protezione civile.
*L’indicazione del sentiment è calcolata attraverso l’identificazione dei sintagmi (espressioni linguistiche complesse) che esprimono un’emotività nei tweet. Questi vengono classificati e poi aggregati per discernere il sentiment complessivo di ogni tweet
**Nella social network analysis visualizzata sono stati esclusi gli account con un numero basso di follower al solo scopo di semplificarne la lettura
Altre risorse utili (segnalatemele pure tra i commenti):
- la mappa dei danni provocati
- Il racconto attraverso Storify
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Google: dal link graph al knowledge graph
Posted by vincos on maggio 17, 2012 · 2 Comments
Un nuovo corso per il motore di ricerca più famoso del mondo. Non più solo risultati restituiti sulla base di reti di link di pagine web, ma su reti di conoscenza. La nuova tecnologia (basata su una ontologia) è un primo passo verso uno sforzo semantico ossia verso un mondo in cui la macchina sarà in grado di comprendere, meglio di oggi, il significato delle parole immesse nel campo bianco di ricerca.
Andando su google.com, da “loggati” in Google, e cercando “francis bacon” vedrete i classici risultati nella colonna di sinistra e accanto, in una nuova colonna, vi verrà chiesto di specificare se intendete il filosofo o il pittore. Fatta la scelta vedrete apparire una serie di informazioni sul personaggio, alcune sue opere, ed altri artisti correlati (cercati da altri).
Ciò è reso possibile dall’aver mappato 3.5 miliardi di “fatti” ossia informazioni sulle relazioni tra 500 milioni di “entità” (persone, luoghi, cose). In questo “Knowledge graph” non ci sono solo informazioni enciclopediche (in larga parte provenienti da Freebase), ma anche tutti gli iscritti a Google+. Di conseguenza cercando “vauro senesi” otterremo il profilo e gli ultimo post del vignettista su Google+.
E’ solo un primo passo. In futuro il gigante punta ad etichettare le pagine web, cercando di comprendere gli argomenti di cui parlano, e dunque aumentare la rilevanza e la pertinenza dei suoi risultati di ricerca.
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Nasce l’Osservatorio Social Media in Italia: Google+ cresce e insidia LinkedIn
Posted by vincos on maggio 11, 2012 · 11 Comments
La grande risonanza che ha avuto il mio pezzo riguardante le statistiche dei social media in Italia su CheFuturo! mi ha spinto a trasformare ed ampliare lo storico “Osservatorio Facebook” in “Osservatorio Social Media“.
L’idea è di fornire tutti i dati disponibili in materia con semplicità e chiarezza, distinguendo tra stime e dichiarazioni ufficiali. La speranza è che ciò possa aiutare giornalisti e comunicatori aziendali a non far confusione tra hype e realtà e gli utenti a farsi promotori di un sano fact checking.
Il panorama dei social media in Italia sta cambiando negli ultimi mesi. Dando per assodata la leadership di Facebook emergono interessanti dinamiche tra gli sfidanti. Difficile dire con certezza chi occupa la seconda posizione. Secondo Google AdPlanner sarebbe Badoo, con 2,9 milioni di visitatori mensili. Non concorda Audiweb/Nielsen che parla di soli 2 milioni e attribuisce l’argento a Twitter con quasi 3,8 milioni di visitatori, in crescita del 142% rispetto al 2011. Ma secondo una ricerca di Semiocast sarebbero solo un milione quelli che avrebbero emesso un cinguettio negli ultimi mesi del 2011.
Seguirebbe LinkedIn, un must per chi entra nel mondo del lavoro, con 2,9 milioni di visitatori (+50% rispetto all’anno precedente). In termini di iscritti i dati ufficiali registrano oltre 3,3 milioni di italiani. Ai confini col mondo dei social network puri si pone Tumblr, una piattaforma molto semplice di pubblicazione di contenuti multimediali, che lo rende simile ai blog, ma fruibile attraverso lo stream di chi si segue, come in Facebook. Nel mondo i Tumblr creati hanno da poco superato la soglia dei 55 milioni (73 quelli su WordPress) mentre i visitatori italiani sono 1 milione.
Rispetto allo scorso anno sono due i fenomeni nuovi: Pinterest e il social network di Google. Anche se i media hanno già avviato la macchina dell’hype, Pinterest ha un traffico ancora modesto, seppur in crescita, nell’intorno di 300.000 visitatori mensili.
Google+ invece, pur se snobbato dai giornalisti, mostra segnali di sviluppo. Le statistiche mondiali ufficiali parlano di 170 milioni di utenti, di cui 100 attivi su base mensile. Per l’Italia possiamo far affidamento solo su stime: quelle di Plusdemographics parlano di 1,5 milioni di registrati, e quelle di Audiweb/Nielsen, che mostrano un incremento dei visitatori unici mensili, dai 2,2 milioni di gennaio ai 2,4 di marzo.
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Accedere alla quinta dimensione: l’informazione dai dati
Nel lontano 1872 il governatore della California Leland Stanford chiese al fotografo Eadweard Muybridge di ridimere una questione molto popolare a quei tempi: c’è un momento nel quale le zampe di un cavallo al trotto non toccano il suolo?
Per rispondere Muybridge catturò l’intera sequenza del trotto attraverso diverse fotocamere posizionate sul tracciato e temporizzate per scattare in tempi diversi.
Come si può notare dall’immagine si scoprì che c’è effettivamente un momento nel quale il cavallo non tocca il terreno.
La tecnologia rese possibile disvelare una informazione non immediatamente percepibile.
Allo stesso modo oggi, le tecnologie che ci permettono di analizzare grosse quantità di dati, gli accessi ad un sito, le transazioni, le conversazioni e interazioni che accadono online, ci aprono le porte ad una sorta di quinta dimensione (posto che la quarta sia il tempo).
Una dimensione imprescindibile per trasformare dati aridi e senza contesto in informazioni utili alla comprensione di nuovi fenomeni e comportamenti.
Via 180/360/720
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Verso il mobile l’impero dirige il suo corso
Posted by vincos on maggio 5, 2012 · 2 Comments
A distanza di un mese, dopo aver comprato Instagram per 1 miliardo di dollari, Facebook ha annunciato l’acquisizione di Glancee. Si tratta di un’app co-fondata da due italiani, che permette di individuare le persone che stanno nei dintorni e di contattarle (ne avevo parlato un mese fa in termini di social network temporanei di prossimità).
We do not currently directly generate any meaningful revenue from the use of Facebook mobile products, and our ability to do so successfully is unproven. Accordingly, if users continue to increasingly access Facebook mobile products as a substitute for access through personal computers, and if we are unable to successfully implement monetization strategies for our mobile users, our revenue and financial results may be negatively affected. [documento S-1]
Entrambe le acquisizioni rispondono all’urgenza che ha Zuckerberg di comprendere e introiettare le dinamiche del mondo mobile. A differenza di Facebook, Instagram e Glancee sono state progettate per essere fruite da uno smartphone, per rispondere a bisogni di uso in mobilità (mobile by design).
Bisogni completamente diversi da quelli di chi sta davanti ad un desktop/laptop. L’utente medio quando si muove non ha bisogno di accedere e aspettare il caricamento di tutto il mondo Facebook. Vuole solo alcune sue utilità, in tempi brevissimi e accessibili con poco sforzo.
Se ci fate caso Facebook ha già iniziato a frammentare l’esperienza su dispositivo mobile: oltre all’applicazione completa, ne ha alcune stand-alone: il messenger (stessa cosa fa Google+) e le foto.
Inoltre, per la prima volta, gli utenti di smartphone statunitensi iniziano a trascorre più tempo ad usare le app che non a navigare sul web. Ciò in un contesto nuovo ed in forte espansione. Ci sono 500 milioni di dispositivi Android e iOS nel mondo. China e Indonesia hanno appena iniziato a sostenere questo mercato, senza parlare delle opportunità nei mercati emergenti. Gli utenti 3G sono aumentati del 35% anno su anno.
Sono pronto a scommettere che nei prossimi giorni vedremo attività di shopping similari da parte dei competitor, perché nessuno può rischiare di essere tagliato dai quattro pollici del nostro smartphone. Mobile or Die.
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Le performance della stampa su Facebook: i mensili
Dopo quotidiani e settimanali, uno sguardo conclusivo ai mensili italiani.
Quello con più fan è Vogue Italia che ne ha oltre 408.000 e che distanzia di gran lunga tutti gli altri. Nella fascia tra i 50 e i 100.000 troviamo in ordine: Style/Glamour (oltre 86.000), National Geographic (oltre 78.000), La Repubblica XL (oltre 75.300), Focus (oltre 75.000), Altroconsumo (oltre 51.000). Dai 20 ai 50.000 Cosmopolitan (45.000), La Cucina Italiana e Wired Italia (oltre 37.000), Quattroruote (oltre 23.000).
In termini di interazioni totali s’impone La Repubblica XL (oltre 36.000) seguita da Vogue e Focus (che si attestano nell’intorno di 14.000 ognuno).
I più bravi a sollecitare le reazioni per singola news pubblicata sono quelli di AltroConsumo (118 interazioni per ogni post), seguiti da Vogue (71) e La Repubblica XL (52)
I mensili con la base fan più attiva sono Psychologies Italia (per ogni 100 fan genera 44 interazioni), Le Scienze (43), Guerin Sportivo (41) che però hanno meno di 10.000 fan (non in tabella), La Repubblica XL (41).
La mappa di posizionamento è utile ad comprendere le intersezioni tra numerosità dei fan ed engagement:
- Sulla linea di confine tra “leaders” e “fan collectors” si posiziona Vogue che per ogni post pubblicato riesce a determinare 63 like
- Tra i “laggards” un nutrito numero di attori con caratteristiche differenti: Focus, National Geographic, Quattroruote, AltroConsumo, La Cucina Italiana, Wired, Style.it, Cosmopolitan. Interessante il caso di AltroConsumo che riesce a sviluppare la più alta interazione per post: ogni post genera 118 interazioni (like, commenti, share). Al secondo e al terzo posto La Cucina Italiana (45) e National Geographic (44). Quattroruote invece ha una “fan base” abbastanza attiva (per ogni 100 fan si creato 24 interazion) seguito da Focus (18 interazioni ogni 100 fan)
- L’unico “engager” è Repubblica XL che ha una insolita, per il mercato italiano, strategia di presidio e risposta ai propri lettori. Una strategia che paga visto che risulta avere il più altro rapporto tra interazioni e numero di fan: 41 per ogni 100 fan.
Di seguito il report completo relativo a quotidiani, settimanali e mensili.
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